Riparte Rai NuovaMusica, la consueta rassegna dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai dedicata alla musica contemporanea, distribuita nel corso della Stagione 2024/2025 con tre concerti sinfonici in serata unica, in programma all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. Il primo appuntamento è giovedì 6 marzo alle 20.30 anche in diretta su Radio3 e il live streaming su raicultura.it.
Sul podio sale Pascal Rophé (nella foto in alto), già direttore musicale e stabile dell’Orchestre National des Pays de la Loire, presenza frequente sul podio dell’OSN Rai e tra le bacchette più apprezzate per il repertorio del XX e XXI secolo.
La serata si apre con la prima esecuzione Rai a Torino di Gli occhi che si fermano per orchestra di Francesco Antonioni (nella foto) – classe 1971, uno dei compositori italiani più apprezzati in Italia e all’estero – commissionato dalla Fondazione Teatro Lirico di Cagliari dove è stato eseguito in prima assoluta nel maggio del 2009. Il brano trae ispirazione dal romanzo dello scrittore spagnolo Javier Marías Tu rostro manana (Il tuo volto domani), che scava nelle ambiguità dei protagonisti e delle loro vite, e che Antonioni traduce con una sovrapposizione di ritmi diversi, alternando sezioni rapide ad altre più lente, e muovendosi tra tonalità e atonalità. «Leggendo Il tuo volto domani di Javier Marías – dice Francesco Antonioni – ho pensato che descrivesse con sorprendente precisione quello che cerco di realizzare con la mia musica, ciò che mi sta più a cuore: cercare sempre lo sguardo profondo, la “visione lunga”, percorrere e tenere assieme le alternative possibili, creare relazioni, significati che connettano idee solo apparentemente lontane tra loro. Ad esempio, ho provato ad immaginare che i suoni lunghi e tenuti che aprono il brano non fossero altro che suoni ripetuti ad una velocità infinita, oppure che i rapidi vortici di note che si inseguono nel pezzo (come “il volo di una mosca” di cui parla Marías) fossero solo modi diversi per descrivere la perseveranza e la concentrazione dell’indagine, e ho cercato di trarne le conseguenze. Sono metafore sonore, simboli, che spero aiutino a guardare il mondo con occhi più acuti e penetranti».
Segue la prima esecuzione italiana di T.S.D. per violoncello e orchestra, del 2018, di Giya Kancheli (nella foto), uno dei più grandi compositori georgiani, scomparso nel 2019 a ottantaquattro anni. Il suo stile è caratterizzato dalla tendenza a esprimere una profonda spiritualità, ed è stato descritto come una versione europea del minimalismo americano, definito “minimalismo spirituale”. A interpretarlo è chiamato il violoncellista Mario Brunello, apprezzato a livello internazionale non solo per le indiscutibili doti di musicista, ma anche per i suoi progetti che coinvolgono forme d’arte e saperi diversi, dal teatro alla letteratura, dalla filosofia alla scienza. Solista, direttore, musicista da camera e pioniere di nuove sonorità con il suo violoncello piccolo, è stato il primo europeo a vincere il Concorso Čaikovskij a Mosca nel 1986. Il suo stile autentico e appassionato lo ha portato a collaborare con i più importanti direttori d’orchestra e con le più prestigiose orchestre del mondo. È il Direttore Artistico dei Festival Arte Sella e dei Suoni delle Dolomiti. A ottobre 2020 è stato nominato Direttore Artistico del Festival di Stresa, succedendo a Gianandrea Noseda.
La seconda parte della serata è interamente dedicata al grande compositore ungherese Peter Eötvös (nella foto), scomparso il 24 marzo del 2024 a ottant’anni, e che in passato è stato più volte ospite dell’Orchestra Rai, anche in veste di direttore. Indimenticabile la sua esecuzione del mastodontico Atlantis nel 2007, affiancato a Petruška di Stravinskij. Per ricordarlo a un anno dalla morte Pascal Rophé sceglie Reading Malevich, per orchestra, scritto tra il 2017 e il 2018 su commissione dal Festival di Lucerna, dove vide la luce con l’Orchestra dell’Accademia del Festival diretta da Matthias Pinscher. «Il compito che mi sono posto per Reading Malevich – ha detto Eötvös – è stato quello di trasformare un’immagine, un evento ottico, in musica. Ho scelto come punto di partenza il dipinto Suprematismus n. 56 di Kazimir Malevich. Malevich usa il termine suprematismo per descrivere la sua serie di dipinti puramente astratti iniziata con Black Square nel 1915».
Il concerto si chiude con Dialog
mit Mozart - da capo per orchestra, proposto per la prima volta
dall’Orchestra Rai a Torino. Il brano nasce nel 2014, destinato a
cymbalom (o marimba) ed ensemble, prendendo spunto da frammenti di
musica mozartiana lasciati allo stadio di abbozzo. Un originale modo
per mettere in dialogo il linguaggio di Mozart e quello
contemporaneo. Nel 2016 Eötvös lo ha riscritto, destinandolo a
un organico orchestrale ampio, che integra in sé la parte solistica.
Questa versione – proposta dall’OSN Rai e da Rophé –
è stata eseguita in prima assoluta il 17 dicembre 2016 a
Salisburgo al Mozarteum con Mirga
Gražinytė-Tyla sul podio. «Un dialogo molto divertente,
che ripercorre duecentocinquant’anni di storia», secondo le parole
del grande compositore.
Nessun commento:
Posta un commento