lunedì 31 marzo 2025

Dal Barocco al Novecento: la chitarra classica di Francesco Rista in concerto con un ensemble di ex-borsisti De Sono e la voce di Laura Capretti


ALLA CHITARRA
 
Martedì 15 aprile, ore 20.30
Conservatorio “G. Verdi”,  Torino
 
Francesco Rista, chitarra
Laura Capretti, voce
Carlotta Conrado, violino
Marta Tortia, violino
Giorgia Lenzo, viola
Claudia Ravetto, violoncello
Matteo Cotti, clavicembalo


PROGRAMMA
Agustín Barrios
La catedral per chitarra sola
Heitor Villa-Lobos
Bachiana brasileira n. 5 per voce e chitarra
John Dowland
Selezione di songs per voce e chitarra
Johann Sebastian Bach
Ciaccona dalla partita n. 2 per violino BWV 1004 per chitarra sola
(arrangiamento di F.Rista)
Antonio Vivaldi
Concerto per liuto RV 93
Luigi Boccherini
Quintetto in re maggiore

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite

Una serata dedicata alla chitarra classica è in programma martedì 15 aprile, alle 20.30 presso il Conservatorio «G. Verdi»: il borsista Francesco Rista, accompagnato da un ensemble di musicisti e dal mezzosoprano Laura Capretti, interpreta un repertorio che spazia dal Barocco al Novecento, con opere di Agustin Barrios, Heitor Villa-Lobos, Johann Sebastian Bach, John Dowland, Antonio Vivaldi e Luigi Boccherini.
 

Un viaggio musicale intorno al mondo, che tocca tradizioni e repertori molto diversi, mettendo in luce la versatilità della chitarra classica, accompagnata dal suono avvolgente di archi e clavicembalo (nella foto a destra, Marta Tortia).
La serata si apre con La Catedral per chitarra sola di Agustin Barrios, uno dei capolavori del repertorio chitarristico, ispirato all’imponenza e alla spiritualità delle cattedrali. Scritto in due riprese, tra il 1921 e il 1939, cerca un suggestivo connubio tra la riflessione mistica e il proverbiale sentimento della saudade latino-americana.
Si continua con la Bachiana brasileira n. 5 per voce e chitarra di Heitor Villa-Lobos, parte di un insieme di nove composizioni per organici diversi che coniugano le forme e il linguaggio di Johann Sebastian Bach agli stilemi più caratteristici della musica brasiliana.
La quinta composizione, scritta originariamente per soprano e violoncello solisti mescolati a un ensemble di violoncelli, viene presentata con adattamento per chitarra e voce a opera dello stesso Villa-Lobos.
Dall’America del Sud del XX secolo si passa all’Inghilterra del Cinquecento con John Dowland, maestro della musica elisabettiana, che ha composto numerosi lute songs. Il programma propone alcune delle sue opere più note, tra cui Come Again e Flow My Tears, che esprimono un raffinato lirismo e una profonda malinconia (nella foto a destra, Carlotta Conrado).
Seguono la Ciaccona BWV 1004 Johann Sebastian Bach, tra i capolavori della musica per violino, in una trascrizione per chitarra dello stesso Rista, e il Concerto per liuto RV 93 di Antonio Vivaldi, una delle pagine più celebri del repertorio per liuto, nata tra il 1730 e il 1731, con l’intenzione di affidare al liuto (tra i genitori della chitarra, con cui oggi si esegue tendenzialmente questo corpus) un ruolo spiccatamente melodico, in opposizione al più consueto utilizzo nelle varie forme dell’accompagnamento barocco.
Il concerto si conclude con il Quintetto in re maggiore per chitarra e archi di Luigi Boccherini, brano scritto tra il 1798 e il 1799 che unisce il virtuosismo chitarristico alla ricchezza timbrica del quartetto d’archi. La scrittura elegante di Boccherini esalta il dialogo tra gli strumenti, con melodie fluide e brillanti passaggi tecnici.
 

Borsista De Sono per il 2024, Francesco Rista (nella foto a sinistra) vanta collaborazioni con gruppi da camera e ha conseguito il diploma accademico di primo livello con il massimo dei voti presso il Conservatorio “G.F. Ghedini” di Cuneo e ha proseguito i suoi studi alla Royal Danish Academy of Music di Copenhagen, oltre a partecipare ai corsi dell’Accademia Chigiana di Siena con il maestro Oscar Ghiglia. Attualmente sta completando il suo Master in Music presso la Malmö Music Academy (Lund University) sotto la guida di Göran Söllscher e David Hansson. Rista è un musicista eclettico, dedicatario di opere di diversi compositori contemporanei e membro fondatore dell’ensemble ELECTRIO. La sua discografia comprende lavori di Bach, Cage e Paganini, e nel 2024 è prevista l’uscita del suo nuovo album Magnificat con l’etichetta "Con Fuoco".

Insieme a lui, sul palcoscenico del Conservatorio, Laura Capretti (nella foto a destra), mezzosoprano specializzato in musica vocale da camera, con una carriera che spazia dall’opera al Lied, arricchita da prestigiose collaborazioni e premi. Diplomata con lode al Conservatorio di Torino con Erik Battaglia, ha perfezionato il repertorio liederistico ad Amburgo grazie al sostegno della De Sono e si esibisce regolarmente in festival internazionali. Ha debuttato in ruoli operistici alla Berlin Opera Academy, registrato Winterreise di Schubert e portato la sua musica in tournée in Cina e su RAI5. È stata inoltre vincitrice del Premio Renzo Giubergia 2018.
Altre due ex-borsiste dell’Associazione al violino: Carlotta Conrado, strumentista di grande versatilità, con una formazione d’eccellenza che spazia dalla musica da camera alla prassi esecutiva storica, e Marta Tortia, già membro stabile dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino e dal 2024 Spalla dei Secondi violini e Concertino dei Primi violini presso l’Orchestra "I Pomeriggi Musicali" di Milano.
Diplomata in violino e viola al Conservatorio di Torino, Giorgia Lenzo (nella foto a sinistra) vanta collaborazioni con gruppi da camera e orchestre di rilievo, tra cui l’Accademia di Santa Cecilia e la Filarmonica del Teatro Regio di Torino, dove dal 2024 ricopre stabilmente il ruolo di viola di fila con obbligo della seconda.
Claudia Ravetto, un’altra ex-borsista De Sono, è una violoncellista di fama internazionale, con una carriera ricca di premi e collaborazioni prestigiose. Violoncellista del quartetto d’archi Paolo Borciani dal 1990 al 2005, attualmente è membro dell’ensemble Gli 8 violoncelli di Torino e docente di Musica d’insieme per archi al Conservatorio di Torino.
Musicista poliedrico, Matteo Cotti (nella foto a destra) è attivo come pianista, clavicembalista, organista e compositore, con un repertorio che spazia dalla musica antica a quella contemporanea, e un'intensa attività concertistica sia da solista che in ensemble. Collabora stabilmente con l’Accademia e il Consort Maghini e dal 2019 è organista titolare presso la Chiesa di S. Cristina di Torino.

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