Nel mese di aprile, l’Orchestra della Toscana (nella foto di Marco Borrelli con il direttore Diego Ceretta) sarà impegnata in due produzioni della Stagione concertistica, replicate in regione.
La prima vedrà protagonista Diego Ceretta, direttore principale dell’Orchestra della Toscana, accompagnato al violoncello da Enrico Bronzi, il 4 aprile a Volterra (PI), il 5 a Empoli (FI), il 7 a Piombino (LI), l’8 a Poggibonsi (SI) e il 9 a Firenze. Il programma prevede una composizione di Fabio Massimo Capogrosso dal titolo Salvador, Impressioni Surrealiste (2018), il Concerto per violoncello e orchestra op. 129 di Robert Schumann e, per concludere, la Sinfonia n. 1 op. 68 di Johannes Brahms.
Il mese di aprile inizia con un concerto che si concentra sul dialogo tra due figure fondamentali della musica romantica: Robert Schumann e Johannes Brahms. Schumann, nel contesto della Germania della prima metà dell'Ottocento, cerca di confrontarsi con l’eredità di Beethoven, ma non riesce a raggiungere quella grandezza. Perciò, indirizza un giovane talento come Brahms verso questo compito storico, sperando che possa portarlo a termine. Brahms, però, si sente schiacciato dalla responsabilità e il suo processo creativo si prolunga per anni. La sua prima sinfonia, completata nel 1876, arriva ventitré anni dopo che Schumann lo aveva incoraggiato a scrivere una sinfonia, e viene percepita da molti come una continuazione della Nona di Beethoven, tanto che qualcuno la chiamò “La Decima di Beethoven”. La Sinfonia n. 1 di Brahms, con il suo finale che richiama l’Inno alla gioia beethoveniano, sarà diretta da Diego Ceretta, direttore principale dell’ORT.
In apertura, verrà eseguito il Concerto per violoncello e orchestra di Schumann, un pezzo che lo stesso compositore definiva “sereno”. A interpretarlo sarà Enrico Bronzi (nella foto a sinistra), un musicista poliedrico: oltre ad essere componente del Trio di Parma, è insegnante al Mozarteum di Salisburgo e direttore artistico di festival e stagioni concertistiche. Infine, il programma include Impressioni surrealiste di Fabio Massimo Capogrosso, un compositore umbro contemporaneo, noto al grande pubblico per le colonne sonore di alcuni film di Marco Bellocchio, come Esterno notte e Rapito.
In apertura, verrà eseguito il Concerto per violoncello e orchestra di Schumann, un pezzo che lo stesso compositore definiva “sereno”. A interpretarlo sarà Enrico Bronzi (nella foto a sinistra), un musicista poliedrico: oltre ad essere componente del Trio di Parma, è insegnante al Mozarteum di Salisburgo e direttore artistico di festival e stagioni concertistiche. Infine, il programma include Impressioni surrealiste di Fabio Massimo Capogrosso, un compositore umbro contemporaneo, noto al grande pubblico per le colonne sonore di alcuni film di Marco Bellocchio, come Esterno notte e Rapito.
Segue il “Concerto di Pasqua”, diretto da Gemma New (nella foto in alto, di Benjamin Ealovega), con il soprano Eleonora Bellocci e il controtenore Filippo Mineccia. Il programma presenta lo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi e la Sinfonia n. 104 ‘Salomon’ di Franz Joseph Haydn. Le esibizioni si terranno a Poggibonsi (SI) mercoledì 16 aprile, il 17 aprile a Firenze e il 18 a Figline (FI).
Il secondo appuntamento del mese è dedicato al Concerto di Pasqua, un evento che coniuga spiritualità e raffinatezza musicale con due straordinarie composizioni. Protagonista della serata è lo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi, una delle pagine più intense e commoventi della musica sacra, ispirata alla celebre sequenza medievale attribuita a Jacopone da Todi. Commissionato per le celebrazioni della Settimana Santa dal duca di Maddaloni, il capolavoro barocco di Pergolesi ha conquistato il pubblico sin dalla sua prima esecuzione, rimanendo tuttora una delle versioni più eseguite e amate.
L’Orchestra della Toscana affida l’esecuzione di questa perla del repertorio sacro a due solisti d’eccezione: il soprano Eleonora Bellocci (nella foto a sinistra, di Cosimo Bellocci), cresciuta artisticamente all’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, e il controtenore Filippo Mineccia, recentemente applaudito alla Scala e collaboratore di Riccardo Muti. Sul podio Gemma New, talentuosa direttrice neozelandese naturalizzata statunitense, vincitrice nel 2021 del prestigioso Concorso Sir George Solti e attuale direttrice musicale della New Zealand Symphony Orchestra.
A completare il programma, l’ORT eseguirà la Sinfonia n. 104 di Franz Joseph Haydn, l’ultima del suo catalogo, conosciuta anche come London Symphony. Sontuosa e raffinata, questa sinfonia rappresenta l’addio del compositore alla scena londinese, dove era stato invitato dall’impresario Johann Peter Salomon dopo il suo ritiro dalla corte degli Esterházy. Un brano che unisce maestosità e calore, chiudendo il concerto con un omaggio alla grande tradizione classica.
Un appuntamento imperdibile che fonde spiritualità, virtuosismo e bellezza musicale in un viaggio dal barocco al classicismo.
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