giovedì 29 ottobre 2026

IN DIRETTA SU RAI 3 IL 'FALSTAFF' DI VERDI DIRETTO DA MARIOTTI ALL’OPERA DI ROMA

 

Arriva in diretta e in mondovisione su Rai 3 la nuova produzione di Falstaff, l'ultimo capolavoro di Giuseppe Verdi ora in scena all'Opera di Roma, con la direzione di Michele Mariotti. L'ultima recita, in programma al Teatro Costanzi domenica 1° novembre, sarà trasmessa da Rai Cultura in prima serata su Rai 3 a partire dalle 20.40. La serata, realizzata con il patrocinio del Ministero della Cultura e del Ministero del Turismo, è raccontata ai telespettatori dagli attori Cristiana Capotondi e Maurizio Lastrico. La regia televisiva è curata da Fabrizio Guttuso Alaimo. E quello del 1° novembre su Rai 3 diventerà un appuntamento fisso: sarà la serata inaugurale delle prossime stagioni dell'Opera di Roma, a partire dal 1° novembre 2027, quando andrà in scena La clemenza di Tito di Mozart, seguita il 1° novembre 2028 dal Don Carlos di Verdi, proposto nella versione in cinque atti in francese. Sempre con il Direttore musicale Michele Mariotti sul podio.
 

La regia di questo nuovo Falstaff è affidata alla tedesca Tatjana Gürbaca, al suo debutto assoluto in Italia dopo i successi riscossi nei maggiori teatri europei. Protagonista sul palco è Luca Salsi, baritono dalla carriera internazionale, che negli ultimi anni è diventato interprete di riferimento per la parte di Sir John Falstaff, cantandola in teatri come la Staatsoper di Vienna o il Liceu di Barcellona. Accanto a lui sono impegnati Maria Agresta come Mrs. Alice Ford, George Petean come Ford, Violeta Urmana nei panni di Mrs. Quickly, Marina Monzò in quelli di Nannetta, Dave Monaco nella parte di Fenton e Carmen Artaza come Mrs. Meg Page. Completano il cast Carlo Bosi (dottor Cajus), Paolo Antognetti (Bardolfo) e Gabriele Sagona (Pistola). Il coro è istruito da Ciro Visco. Le scene sono di Henrik Ahr, i costumi di Silke Willrett e le luci di Stefan Bolliger.
 «La messa in onda in prima serata su Rai 3 del Falstaff di Verdi - dice il Direttore di Rai Cultura Fabrizio Zappi - resa possibile grazie alla sinergia con l’Opera di Roma, conferma l’impegno di Rai Cultura nel rendere la grande musica accessibile al pubblico più ampio possibile. Perché l’opera può raggiungere e sorprendere anche chi non la frequenta abitualmente, e la televisione è un ottimo mezzo per portare a tutti la forza del suo linguaggio e le emozioni che essa trasmette».
 

«Siamo particolarmente felici - dice il Sovrintendente dell'Opera di Roma Francesco Giambrone - di proseguire un progetto avviato lo scorso anno con Rai Cultura, sotto l'egida del Ministero della Cultura e del Ministero del Turismo, che ha visto la trasmissione in prima serata su Rai 3 della Tosca di Puccini nel 125esimo anniversario della nascita dell'opera, seguita da quasi 600.000 persone. La collaborazione con la Rai, dunque, si consolida e continua quest'anno e nei prossimi, quando il 1° novembre diventerà la nostra serata inaugurale di stagione, sempre proposta in prima serata TV, con l'obiettivo di portare la Prima dell’Opera nelle case di tutti avvicinando il teatro alle persone. Quest'anno proponiamo un nuovo Falstaff, affidato al nostro direttore musicale Michele Mariotti, che viene presentato in una recita straordinaria programmata appositamente per la trasmissione Rai, dopo lo straordinario successo delle recite in teatro, che già hanno fatto registrare la presenza di più di 10.000 spettatori».
«Con Falstaff si entra in un laboratorio teatrale perfetto – conclude Michele Mariotti – Ed è un'opera perfetta anche per la televisione, perché è una commedia, anche se non si ride mai davvero, ma si sorride con il disincanto tipico di Verdi. Per l’orchestra è una delle sfide più impegnative del repertorio: la scrittura è virtuosistica, ricca di interventi solistici e richiede brillantezza, precisione e fantasia timbrica. Ma sono proprio la libertà strutturale e l’unicità del coinvolgimento tra buca e palcoscenico a rendere quest’opera il primo grande capolavoro che guarda al Novecento».

Foto ©Fabrizio Sansoni-Teatro dell'Opera di Roma  



GABRIELE FERRO 1937–2026 IL SOVRINTENDENTE DELL'OPERA DI ROMA RICORDA IL GRANDE DIRETTORE D'ORCHESTRA

 

© Lelli e Masotti

Il Teatro dell’Opera di Roma apprende con profonda commozione della scomparsa del Maestro Gabriele Ferro (Pescara, 15 novembre 1937 – Palermo, 29 ottobre 2026), tra i protagonisti della direzione d’orchestra italiana e internazionale. Direttore musicale onorario a vita del Teatro Massimo di Palermo, ha collaborato con alcune delle più importanti istituzioni musicali italiane ed europee. Un legame significativo lo ha unito al Teatro dell’Opera di Roma, dove ha diretto numerose produzioni a partire dagli anni Settanta, tra cui Anna Bolena nella stagione 1976/77 con la regia di Filippo Crivelli e Leyla Gencer nel ruolo della protagonista, Semiramide nel 1982/83 con la regia di Roberto Guicciardini, le scene di Arnaldo Pomodoro e June Anderson nel ruolo del titolo, La battaglia di Legnano nel 1983/84 con la regia di Pier Luigi Pizzi e Il ratto dal serraglio nel 2010/11 firmato da Graham Vick. Nel 2012 è tornato inoltre sul podio dell'Orchestra capitolina per Norma alle Terme di Caracalla con la regia di Andrea De Rosa.
 
Il Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma Francesco Giambrone ricorda con gratitudine un Maestro che ha contribuito alla storia artistica del teatro e lasciato un'importante eredità nella cultura musicale italiana: «provo un grande dolore per la scomparsa di Gabriele Ferro, cui mi hanno legato sentimenti di lunga, profonda e antica amicizia. Gabriele è stato un grandissimo protagonista della vita culturale di Palermo e del nostro Paese e nella sua lunga e prestigiosa carriera internazionale ha realizzato sempre progetti di grande respiro. Un musicista colto, raffinato, rigoroso, estremamente curioso e attento ai nuovi linguaggi, che ha segnato anni bellissimi al Teatro Massimo. Ho memoria viva e riconoscente degli anni in cui ha ricoperto la carica di Direttore musicale durante la mia sovrintendenza, manifestando sempre un grandissimo amore, straordinaria passione e dedizione per il teatro della sua città. Titoli come il Guglielmo Tell di Rossini che inaugurò la stagione 2018 e Il Paradiso e la Peri di Schumann l’anno successivo, restano nella mia personale memoria come pietre miliari di interpretazione, visione e lucidità.» 

Emanuela Piemonti sostituisce Antonio Ballista nei concerti del 10 e 11 novembre con l'ORT

 

Una variazione tra gli interpreti del prossimo concerto dell’Orchestra della Toscana, in programma martedì 10 novembre al Teatro Verdi di Firenze e mercoledì 11 novembre al Teatro Sociale di Mantova.
Antonio Ballista ha preferito non aggiungere questo appuntamento ai numerosi impegni che continua ad affrontare. Al suo posto sarà Emanuela Piemonti (nella foto in alto) ad affiancare Bruno Canino nell’esecuzione di Ein Tanzender Stern (Una stella danzante), il nuovo concerto per pianoforte a quattro mani e orchestra commissionato dalla Fondazione ORT ad Alessandro Solbiati (nella foto a destra).
La composizione, che sarà presentata in prima esecuzione assoluta a Firenze, è nata per celebrare il lungo sodalizio artistico tra Canino e Ballista, al quale resta profondamente legata. La Fondazione ORT ringrazia Emanuela Piemonti per la disponibilità e la preziosa collaborazione.
Il programma, diretto da Riccardo Bisatti, rimane invariato e si completa con la Sinfonia n. 3 Eroica di Beethoven.

La Fondazione Teatro Massimo a lutto per la scomparsa del Maestro Gabriele Ferro, Direttore musicale onorario

 

Il Presidente, tutti gli Organi, le lavoratrici e i lavoratori, le artiste e gli artisti della Fondazione Teatro Massimo ricordano il maestro Gabriele Ferro, direttore Musicale onorario a vita. “Gabriele Ferro è stato la musica come pensiero, memoria e visione - dichiara il Sovrintendente Marco Betta. Appartiene a quella rara famiglia di musicisti per i quali dirigere un’orchestra non significa soltanto interpretare una partitura, ma attraversare il pensiero che l’ha generata, ritrovare il mistero della sua nascita e restituirlo, ogni volta, alla vita. Grandissimo direttore d’orchestra e compositore, Gabriele Ferro aveva la capacità di abitare la musica dall’interno, di riconoscere, dietro ogni suono, la trama invisibile delle intenzioni, delle emozioni, delle architetture e dei silenzi che costituiscono il linguaggio di un compositore.
Per il Teatro Massimo di Palermo, Gabriele Ferro rappresenta qualcosa che va oltre il rapporto, pur profondissimo, tra un grande artista e un’istituzione culturale. È parte della storia, dell’identità, di quella memoria musicale che non appartiene soltanto al passato, ma continua a generare il presente e a illuminare il futuro. Il titolo di Direttore musicale onorario esprime proprio questa appartenenza, un legame che il tempo non consuma, ma rende più intenso. La sua scomparsa ci lascia oggi un dolore profondo e un senso di vuoto difficile da esprimere. Perdiamo un musicista che ha attraversato la storia della musica con una inesauribile curiosità per il mistero della creazione artistica, con quella capacità, propria dei grandi Maestri, di trasformare la conoscenza in immaginazione e l’immaginazione in una nuova forma di conoscenza. Gabriele ha accompagnato il Teatro Massimo attraverso stagioni fondamentali della sua vita artistica, contribuendo a costruire quella profondità culturale e quella vocazione internazionale che oggi costituiscono un patrimonio della nostra istituzione. Soltanto pochi giorni fa, l’11 ottobre, era ancora sul podio del nostro Teatro, a condividere con l’Orchestra e con il pubblico la sua straordinaria visione musicale, in un programma che comprendeva anche una sua composizione. Oggi quel momento assume un significato ancora più profondo. Ci restituisce l’immagine di un artista che ha continuato a vivere nella musica, attraverso la musica, fino agli ultimi giorni, e ci consegna un ricordo che custodiremo con particolare emozione. Grazie Maestro Ferro. Grazie Gabriele”. 
I funerali del Maestro saranno celebrati nella Chiesa di Santa Lucia, Via Enrico Albanese n. 2, sabato 31 Ottobre alle ore 10.00.

¡QUE VIVA ESPAÑA! con l'Orchestra del Teatro Bellini di Catania

 

Ritmi travolgenti, melodie seducenti e colori orchestrali accesi: il Teatro Massimo Bellini invita il pubblico a un viaggio musicale nel cuore della Spagna, tra tradizione popolare, teatro musicale e grandi pagine sinfoniche.
Sul podio la direttrice Jera Petriček (nella foto a sinistra), con il mezzosoprano Josè Maria Lo Monaco (nella foto in basso a destra) e l’Orchestra del Teatro Massimo Bellini, per una serata che celebra la vitalità e il fascino della musica iberica.
Il percorso si apre con le suite n. 1 e n. 2 da 'El sombrero de tres picos" di Manuel de Falla, ricche di ritmo e suggestioni danzanti. La voce del mezzosoprano accompagnerà il pubblico tra le atmosfere del teatro musicale spagnolo: dalla brillante «De España vengo» (da "El niño judío" di Pablo Luna Carné) alla vivace «Pobre chica», Tango de la Menegilda (da La Gran Vía di Federico Chueca e Joaquín Valverde Durán).
Ancora Manuel de Falla con la "Danza española" n. 1 (da La vida breve), quindi le appassionate "Carceleras" di Ruperto Chapí (romanza di Luisa da "Las hijas del Zebedeo"). Il viaggio si completa con Maurice Ravel, tra i colori raffinati della "Rhapsodie espagnole" e il brillante "Alborada del gracioso" (dal ciclo Miroirs).
Un intreccio di energia, eleganza e passione, in cui ogni pagina evoca paesaggi, danze e atmosfere della tradizione spagnola.


L’ Accademia del Maggio Fiorentino celebra l'anniversario dell'alluvione del '66 con tre concerti offerti gratuitamente alla cittadinanza

 
 

A sessant’anni dal tragico 4 novembre 1966, quando la furia dell’Arno sommerse Firenze, devastando un patrimonio artistico e umano inestimabile, la Città si ritrova unita nel ricordo e nell’omaggio alla propria capacità di reagire e rinascere. Per celebrare questo anniversario fondamentale della memoria cittadina, l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, in collaborazione con la fondazione culturale statunitense Splendor of Florence, promuove il progetto “Rising from the Arno”, che con tre importanti appuntamenti concertistici invita a riflettere sul valore della memoria e sulla capacità di rinascita di una comunità. L’alluvione del 1966 non fu soltanto una catastrofe naturale, ma segnò uno spartiacque nella coscienza civile e culturale internazionale. La perdita di vite umane, la devastazione dei quartieri e la minaccia al patrimonio bibliografico e artistico di Firenze suscitarono un’ondata di commozione in tutto il mondo. In quei giorni, la musica e l’arte furono tra i linguaggi primari attraverso cui la Città cominciò a rialzarsi. Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, a sua volta gravemente danneggiato dall’alluvione, fu la prima istituzione culturale fiorentina a riaprire le proprie porte, già il 27 novembre 1966, portando in scena L’incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi.
I tre concerti straordinari, legati da un comune filo artistico, simbolico e culturale, sono a ingresso gratuito e offerti all’intera cittadinanza. Il primo si terrà il 3 novembre, alle ore 20, al Teatro Niccolini; i due successivi avranno luogo in altri due luoghi simbolo di Firenze: il 5 novembre, alle ore 19, nella basilica di Santa Maria Novella e il 7 novembre nella basilica di Santa Croce.


IL PROGRAMMA DEI TRE CONCERTI
Martedì 3 novembre 2026, alle ore 20, presso il Teatro Niccolini, Nel segno dell’acqua.
Protagonisti i solisti dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino: il soprano Vittoria Brugnolo, il mezzosoprano Hinano Yorimitsu, il tenore Yukang Zheng, il baritono Gonzalo Godoy Sepùlveda accompagnati al pianoforte da Carlo Manganaro.  Un viaggio intimo ed emozionante grazie ad alcune delle pagine più celebri del repertorio lirico, simbolo della tradizione vocale italiana ed espressività della rinascita artistica della Città.
Musiche di Mozart, Rossini, Donizetti, Offenbach, Saint-Saëns, Korngold.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.


Giovedì 5 novembre 2026,
alle ore 19, presso la Basilica di Santa Maria Novella, Oltre l’arcobaleno.
Protagonisti il Coro di Voci Bianche dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, diretto da Sara Matteucci, e l’organista Daniele Dori. In una delle basiliche più note al mondo, le voci dei più giovani offrono un programma di elevazione spirituale che intreccia composizioni sacre e pagine liriche, a simboleggiare la continuità della memoria affidata alle nuove generazioni, alternandosi con brani per organo solo.
Musiche di Buxtehude, Bach, Fauré, Arlen, Peterson, Spevacek, Hill Cobb, Chilcott, Arnesen.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
 

Sabato 7 novembre 2026,
alle ore 21, presso la Basilica di Santa Croce, il grande concerto commemorativo: Requiem in re minore K. 626 di W. A. Mozart.
Emblematicamente il culmine delle celebrazioni, con la collaborazione dell’Opera di Santa Croce, si tiene nel luogo in cui il patrimonio artistico fiorentino subì le ferite più gravi e che oggi, dopo interventi di restauro epocali, è anche il simbolo della rinascita coraggiosa di Firenze. Il recupero di opere come il Cristo di Cimabue e dell’Ultima cena di Giorgio Vasari, ritenute all’inizio missioni impossibili, racconta una storia straordinaria di amore e di speranza e testimonia l’impegno di condividere con il mondo beni di valore universale.             
Protagonisti i solisti, l’ Orchestra e il Coro dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino con la partecipazione straordinaria dei professori d'orchestra della Rhode Island Philharmonic Orchestra; solisti dell'Accademia del Maggio: il soprano Juana Shtrepi, il mezzosoprano Giulia Alletto, il tenore Yukang Zheng, il basso Juan Carlos Villalobos Ayala. Direttrice Ruth Reinhardt.  
L'esecuzione del capolavoro incompiuto di Mozart unisce i musicisti fiorentini e statunitensi in un abbraccio corale, suggellando il profondo legame d'amicizia e cooperazione culturale transatlantica e rappresentando un ponte ideale che unisce memoria, arte e cooperazione per guardare al futuro.
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito www.santacroceopera.it
 

Le celebrazioni musicali nascono in stretta collaborazione con “Splendor of Florence”, l'organizzazione fondata e presieduta da Joyce Acciaioli Rudge che da oltre venticinque anni promuove il dialogo culturale e le relazioni istituzionali tra Firenze e gli Stati Uniti, incarnando lo spirito di quella solidarietà internazionale che nel 1966 vide accorrere in città giovani da tutto il mondo, passati alla storia come gli “Angeli del Fango”. La Fondazione è nata per celebrare l'artigianato, la cultura e il patrimonio storico di Firenze e ha portato alla creazione di un “Patto di amicizia” (sister city pact) tra Firenze e Providence (Rhode Island). Quando l'Arno esondò il 4 novembre 1966, sommergendo il patrimonio artistico di Firenze, cittadini e istituzioni da tutto il mondo si mobilitarono per inviare aiuti. Tra le città americane in prima linea ci fu Providence (Rhode Island) che nel 1954 fu colpita da una catastrofe simile a quella fiorentina quando l'uragano “Carol” colpì la costa del Rhode Island, spingendo l'oceano nel centro cittadino e sommergendo Providence sotto quasi 4 metri d'acqua.  Nel 1967, dopo il disastro fiorentino, l'allora sindaco di Firenze Piero Bargellini, si recò a Providence, la città natale di Joyce Acciaioli Rudge, per ringraziare la comunità per i fondi e il supporto inviati per il restauro delle opere e dei libri danneggiati. Da questo storico legame è nato nel 1999 il “Patto di amicizia” tra le due città. Esiste una straordinaria e drammatica similitudine storica tra i territori che la Fondazione ha voluto unire. Attraverso questo programma dall’importante valore artistico, spirituale e storico dal titolo Rising from the Arno, “Splendor of Florence” ha messo a confronto due catastrofi parallele: quella di Providence e quella di Firenze.


Sabato 31 ottobre al Teatro Manzoni il debutto italiano in duo dei pianisti Evgeny Kissin e András Schiff per Musica Insieme. E il 30 le onorificenze

 

foto di Anne Du Chastel

MUSICA INSIEME
I CONCERTI 2026|27
XL edizione
Sabato 31 ottobre 2026 | ore 20.30
Teatro Auditorium Manzoni
(Via de’ Monari 1/2 – Bologna)
 
EVGENY KISSIN
SIR ANDRÁS SCHIFF
pianoforti

WOLFGANG AMADEUS MOZART (1756-1791)
Sonata in re maggiore KV 448 per due pianoforti (1781)
 
ROBERT SCHUMANN (1810-1856)
Andante e Variazioni op. 46 per due pianoforti (1843)

Bilder aus Osten (Quadri d’Oriente) op. 66 per pianoforte a quattro mani (1848)
 
***
 
BEDŘICH SMETANA (1824-1884)
Da La mia patria: La Moldava (1874)
versione per due pianoforti
 
ANTONÍN DVOŘÁK (1841-1904)
Otto Danze slave (1878-86)
versione per due pianoforti
Furiant in do maggiore op. 46 n. 1
Dumka in mi minore op. 46 n. 2
Polka in la bemolle maggiore op. 46 n. 3
Skocná in do minore op. 46 n. 7
Furiant in sol maggiore op. 46 n. 8
Odzemek in si maggiore op. 72 n. 1
Dumka in mi minore op. 72 n. 2
Kolo in do maggiore op. 72 n. 7



Sabato 31 ottobre alle 20,30 la quarantesima Stagione - I Concerti 26|27 di Musica Insieme accoglierà al Teatro Auditorium Manzoni di Bologna un incontro epocale, che vedrà il debutto italiano in duo di Evgeny Kissin e Sir András Schiff (nella foto in alto), fra i massimi interpreti del nostro tempo. E venerdì 30 ottobre 2026 alle 15 la Sala Mozart dell'Accademia Filarmonica di Bologna ospiterà la cerimonia pubblica (a ingresso libero) nella quale i due grandi pianisti saranno ufficialmente aggregati Accademici Filarmonici, secondo una tradizione secolare che vede fra i loro predecessori colleghi illustri che vanno da Corelli, Mozart e Rossini a Verdi, Puccini e Respighi, fino ad Abbado e Muti.  
Nel concerto del 31 ottobre i due Maestri regaleranno al pubblico il loro sguardo prezioso su due secoli di letteratura pianistica: in apertura di programma, la celebre Sonata in re maggiore KV 448 di Mozart e l’Andante e Variazioni di Schumann per due pianoforti, per proporre poi un “intermezzo” a quattro mani come i Quadri d’Oriente dello stesso Schumann, e concludere tornando alle due tastiere, sotto il segno delle danze popolari di Smetana e Dvořák, fra lirismo ed energia della danza.


«Ho un legame speciale con Bologna da molti anni. - Racconta Evgeny Kissin (nella foto di Johann Sebastian HAenel/DG)- Non dimenticherò mai il mio recital da solista al Teatro Comunale nell’aprile del 1994, quando il pubblico non mi lasciò andare finché, dopo ben 13 (!) bis, i Vigili del Fuoco non entrarono sul palco annunciando che, essendo il teatro un edificio comunale ed essendo già mezzanotte e mezza, avrebbero dovuto chiuderlo. Quello fu uno dei momenti più belli della mia vita, che dimostrò chiaramente quanto fosse speciale il pubblico di Musica Insieme, quindi sono davvero felice ogni volta che suono per voi. Inoltre, amo la vostra splendida città».
Il concerto vede come Main Sponsor Gino e Carlotta Cocchi e Galletti Condizionatori, e sarà introdotto da Fulvia de Colle, Direttrice Artistica della Fondazione Musica Insieme.
Il Duo aprirà la serata con la brillante Sonata in re maggiore KV 448 di Mozart, composta a Vienna nel 1781 per un'esecuzione privata insieme alla sua allieva e talentuosa pianista Josepha Auernhammer. A proposito di questo avvenimento il compositore ricorda «Sono stato dalla famiglia Aurnhammer. Abbiamo suonato un concerto per due pianoforti che ho composto per l’occasione e ha ottenuto un vivo successo». La Sonata si distingue per il dialogo incalzante e simmetrico tra i due strumenti ed è diventata famosa a livello globale negli studi scientifici legati all"Effetto Mozart" e ai benefici cognitivi.
Sarà poi la volta dell’Andante e Variazioni op. 46 di Schumann per due pianoforti, cui originariamente si affiancavano due violoncelli e due corni; fra le opere cameristiche più poetiche dell'autore, fu composta nel 1843, e su consiglio dell'amico Felix Mendelssohn fu trascritta in una versione per soli due pianoforti, che divenne la veste ufficiale dell'op. 46. Il brano ha un carattere intimo ed elegiaco e le variazioni esplorano dimensioni sognanti, in un fitto intreccio tra le due tastiere. Ascolteremo poi i Quadri d’Oriente per pianoforte a quattro mani dello stesso Schumann, sei improvvisi composti nel 1848 e ispirati alle atmosfere esotiche e ai racconti delle Maqamat del poeta arabo Al-Hariri, tradotti in tedesco da Friedrich Rückert.
Nella seconda parte si torna alle due tastiere, sotto il segno delle danze popolari di Smetana e Dvořák, nelle cui composizioni per duo pianistico si incrociano originale e trascrizione, storia e spirito popolare. Vtlava (ovvero Moldava, del 1874) di Smetana è il più famoso dei sei poemi sinfonici del ciclo Má Vlast dedicati dal patriota-compositore alla storia e alla natura del proprio Paese. Le pagine delle Danze slave (op. 46 e op. 72, rispettivamente del 1878 e del 1886) di Dvořák riproducono invece perfettamente il fascino sonoro e ritmico del mondo musicale panslavo, contaminando con la fantasia le più diverse suggestioni. 
 


L'Orchestra Sistema Musica Arnesano con i Pueri Cantores della Cappella Musicale Pontificia in concerto per il Festival della Tuscia

 

A un anno di distanza dal debutto a Roma, l’Orchestra Sistema Musica Arnesano torna a suonare insieme al Coro dei Pueri Cantores della Cappella Musicale Pontificia Sistina, per un nuovo appuntamento che mette in dialogo i giovani musicisti salentini con una delle più importanti realtà corali del panorama musicale internazionale.
Il concerto, dal titolo Preghiera per un Amico, è in programma sabato 31 ottobre 2026, alle ore 11, nella Basilica della Quercia a Viterbo, nell’ambito del Festival della Tuscia. A dirigere l’Orchestra SMA e il coro sarà il maestro Simone Genuini, direttore della JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la formazione giovanile nata nell’ambito della Fondazione romana. 
Il ritorno a un anno dall’esperienza condivisa nella Basilica di Santa Cecilia in Trastevere, a Roma, rinnova l’incontro tra due realtà musicali differenti per storia e percorso, unite in un progetto che mette al centro i giovani e il valore della formazione attraverso la musica.
Il programma di “Preghiera per un Amico” attraversa repertori ed epoche differenti, accostando pagine orchestrali e musica sacra. Si apre con una Suite barocca, per proseguire con alcune delle pagine più celebri della suite da Lo schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij: la Marcia, la Danza della Fata Confetto e il Valzer dei fiori. Segue la Fantasia sulla Carmen di Georges Bizet, che rielabora in forma strumentale le melodie dell’opera. La seconda parte del programma comprende quattro composizioni sacre: Domine, quis habitabit di Domenico Bartolucci, Da pacem, Domine di Giuseppe Liberto, Exaudi, Domine di Lorenzo Perosi e The Lord Bless You and Keep You di John Rutter. Un percorso che accosta la ricchezza del repertorio orchestrale alla dimensione spirituale delle pagine corali, con l’incontro tra l’Orchestra SMA e i Pueri Cantores.
Ingresso libero con prenotazione.