Oggi, sabato 24 ottobre, alle ore 21,
il Teatro Politeama “Mario Foglietti” di Catanzano ospiterà E
morte non avrà dominio, la «ballad opera» di Vinicio Capossela con
Pierpaolo Capovilla ispirata all’opera del poeta gallese Dylan
Thomas e alla vita di Renato Striglia. Un Bosco di Latte che prenderà
vita tra memorie e suggestioni radiofoniche, con un insolito
protagonista che navigherà tra i fantasmi del suo villaggio:
un’occasione unica per ascoltare in anteprima quindici brani
inediti che celebrano la vita e la ribellione.
E morte non avrà dominio
ballad opera ispirata alla vita di
Renato Striglia e all’opera di Dylan Thomas
di Vinicio Capossela, con Pierpaolo
Capovilla
arrangiamenti e direzione
musicale
Raffaele Tiseo
musicisti
Vincenzo Vasi, Alessandro
“Asso” Stefana, Raffaele Tiseo, Riccardo Loda
cantanti
Elvis
Zini, Leandra Bordone, Gaia Barco
voci registrate
Paolo Rossi, Mauro
Ermanno Giovanardi, Patty Pravo, Ornella Vanoni, Roy Paci, Enzo
Bianchi, Melingo, Nada, Nadia Addis, Irene Sciacovelli, Magali
Berardo
paesaggio sonoro
Alessandro “Asso”
Stefana
aiuto regia
Gaia Barco
disegno luci
Loïc Hamelin
scenografia
Giuliano Spinelli
costumi
Sartoria del Teatro Due
ideazione e realizzazione
maschere
Margherita Pillot, Sabrina Schievano
direzione tecnica
Andrea Ricci
assistente di produzione
Morgana
Marchesi
backliner
Donatello Racina
fonici
Gianluca Cavallini, Paolo
Marani
datore luci
Daniele Serra
macchinista
Alberto Comino
una produzione
IMARTS, Fondazione
Teatro Due, La Cùpa
management
Luca Bernini per
Gibilterra
ufficio stampa
GDG Press
social media manager
David Ardito
Tra le onde delle sintonie radiofoniche
e i segnali abissali delle balene, una rivincita sulla imperante
cultura della morte, grazie a un manifesto poetico che principia dal
“play for voices” Sotto il bosco di latte, l’opera per voci che
celebra la vita, l’innocenza, la pluralità e l’infanzia del
mondo nel villaggio in riva al mare di Llareggub inventato dal poeta
gallese Dylan Thomas per la radio, che il rock dj radiofonico e
beautiful loser Renato Striglia voleva realizzare e non realizzò.
Si tratta della prima incursione di
Capossela in un genere, la ballad opera, in cui canzone, parola, voci
e presenze sceniche costruiscono insieme la drammaturgia: i brani che
costituiscono l’ossatura stessa dello spettacolo prendono vita
dentro la scena insieme ai loro personaggi, dialogano tra loro e si
intrecciano alle parole, alle voci e alle presenze che la abitano. È
da questo intreccio che prende forma la struttura drammaturgica di E
Morte non avrà dominio, in una partitura teatrale in cui le canzoni
diventano materia stessa della rappresentazione.
Al centro della scena Pierpaolo
Capovilla, invitato da Capossela a condividere un racconto che parla
di amicizia, di comunità e di quell'”epica del fallimento” che
attraversa la vita di molti dei personaggi evocati nello spettacolo.
Solo con un gatto, adagiato in una vasca da bagno vuota come in
un’arca di Noè, Capovilla viene visitato dalle presenze della
comunità del vissuto, incarnazione allo stesso tempo di Renato, di
Dylan Thomas e di Capitan Gatto, il marinaio cieco protagonista
centrale della storia creata dalla penna del poeta gallese.
I caratteri, le voci, le ossessioni dei
personaggi che compongono lo strambo villaggio di Llareggub affollano
la sua solitudine: Capovilla attraversa lo spettacolo come guida,
naufrago e custode di memorie, costruendo con Capossela un dialogo
continuo tra racconto e canzone e trasformando il teatro in uno
spazio abitato da presenze, richiami lontani e visioni che affiorano
dall’oscurità.
«La Ballad Opera che qui presentiamo,
così come già il radiodramma e le canzoni, tutto nasce da una
morte, da un seme raccolto che deve andare oltre quella morte per
generare» – racconta Capossela. «È una storia di amicizia,
un’amicizia maschile, genere un po’ fuori moda, recentemente
portato con poetica efficacia sullo schermo da Francesco Sossai in
“Le città di pianura”. Abbiamo invitato Pierpaolo Capovilla a
prendere posto in quella vasca proprio per celebrare il valore di
questo tipo di amicizia e con essa una serie di cose in disuso: il
rock’n’roll, l’epica del fallimento, l’amore per i cattivi
maestri, l’ammutinamento, il sabotaggio, la ribellione, la
fragorosa solitudine, la felinità, l’anarchismo. Attorno a quella
vasca si affollano i fantasmi di una vita in forma di canzoni».
Accanto ai due protagonisti, musicisti,
cantanti d’opera, interpreti e voci registrate, le cui presenze si
rincorrono come segnali radio, danno vita a una comunità in continua
metamorfosi. Come in un musical radiofonico immerso nel buio, le voci
che ci arrivano dal latte del bosco sono le voci della nostra
umanità. È un recinto di innocenza, assediato dal mondo della
legge, del potere e dell’ordine, un ammutinamento alla mansuetudine
che celebra la potenza eversiva dell’essere se stessi, nonostante
tutto… Anche la morte.
«”E morte non avrà dominio” è un
lavoro sull’innocenza, sull’Eden perduto, sul valore fondante
della comunità. Thomas aveva immaginato di chiamare il lavoro “the
town that was mad”, raccontando di un villaggio dichiarato
collettivamente pazzo perché ognuno è semplicemente come è. La
società dell’ordine, della legge, del potere lo recinta per non
diffondere, nella società “civile”, il contagio di questa forma
di insanità. Nel nostro spettacolo, in quella stanza attorno alla
vasca, vive questa umanità. Fuori è il mondo che conosciamo».
In un tempo attraversato da guerre,
paure e nuove solitudini, il nuovo spettacolo di Vinicio Capossela
sceglie di schierarsi dalla parte della pluralità, della fragilità
e della vita. Perché, come scriveva Dylan Thomas, la morte non
avrà dominio.
Le quindici canzoni inedite scritte da
Vinicio Capossela per lo spettacolo andranno a comporre il suo
prossimo atteso lavoro discografico, intitolato “Milk wood bar”
(BMG Rights), la cui uscita è prevista per il 22 gennaio 2027.
Ph. Andrea Morgillo