lunedì 2 novembre 2026

Tosca di Poda, il Regio di Torino protagonista in Kazakistan

 

Il capolavoro di Giacomo Puccini, Tosca, nella visionaria lettura di Stefano Poda, ha debuttato il 30 e 31 ottobre sul palcoscenico dell’Abay Kazakh National Opera and Ballet Theatre di Almaty, portando in Kazakistan uno degli allestimenti più significativi della recente produzione del Teatro Regio di Torino. Lo spettacolo, nato dalla coproduzione tra i due teatri e presentato per la prima volta a Torino lo scorso giugno, ha segnato un importante successo artistico e un nuovo capitolo nella collaborazione culturale tra Italia e Kazakistan.
 

A rendere possibile il progetto è stata la stretta sinergia tra l’Ambasciata d’Italia in Kazakistan e l’Istituto Italiano di Cultura di Almaty, diretto da Edoardo Crisafulli, che hanno sostenuto e accompagnato la collaborazione fin dalle sue prime fasi, svolgendo un ruolo decisivo nel coordinamento e nella realizzazione dell’iniziativa. La produzione rappresenta un passaggio significativo nel percorso di apertura internazionale del Teatro Abay, fondato nel 1934 e punto di riferimento storico della tradizione lirica kazaka, che individua nell’Italia un interlocutore privilegiato per lo sviluppo di nuove progettualità artistiche. Una collaborazione che supera i confini del singolo spettacolo e pone le basi per un rapporto strutturato tra le due istituzioni, con prospettive di scambio e crescita capaci di estendersi all’intera area dell’Asia centrale.
 

Stefano Poda, autore di regia, scene, costumi, luci e coreografia, concepisce Tosca come una grande installazione contemporanea, in cui la monumentalità della Roma storica dialoga con le nuove tecnologie, dando vita a una riflessione universale sul potere, sulla libertà e sulla dignità umana. La coproduzione conferma il profondo legame artistico tra Stefano Poda e il Teatro Regio, sul cui palcoscenico il regista ha realizzato alcune delle creazioni più importanti del proprio percorso internazionale: da Thaïs (2008) a Leggenda (2011), da Faust (2015) a Turandot (2018), fino a La Juive di Halévy, insignita del Premio Abbiati 2023. Un sodalizio che ha contribuito ad arricchire il percorso artistico del Teatro Regio e che, con Tosca, trova una nuova dimensione internazionale.
 

«Con questa Tosca – dichiara Antonello De Riu, Ambasciatore d’Italia in Kazakistan (al centro nella foto) – abbiamo voluto dimostrare che la cultura italiana non è soltanto un patrimonio straordinario da custodire, ma una realtà viva, contemporanea, capace di innovare e di dialogare con il futuro. L’incontro tra il Teatro Regio di Torino e il Teatro Abay è il risultato di un percorso che l’Ambasciata e l’Istituto Italiano di Cultura di Almaty hanno costruito con convinzione, nella consapevolezza che la diplomazia culturale può generare opportunità concrete di collaborazione, scambio di competenze e crescita professionale. Questo progetto rappresenta un ulteriore passo  nel promuovere iniziative artistiche originali e di respiro internazionale, capaci di rafforzare i legami tra i nostri Paesi e, insieme, di contribuire allo sviluppo del patrimonio di conoscenze e delle professionalità locali. La grande tradizione lirica italiana incontra così quella kazaka, dando vita non soltanto a uno spettacolo, ma a nuove prospettive di collaborazione».
 

«Siamo particolarmente felici che questa produzione di Tosca abbia incontrato il pubblico di Almaty – dichiara Mathieu Jouvin, Sovrintendente del Teatro Regio (nella foto) – perché rappresenta in modo esemplare due aspetti fondamentali della nostra identità: la volontà di sostenere progetti artistici di grande originalità e l’impegno a costruire relazioni internazionali solide, fondate sulla condivisione di visioni e competenze. Il rapporto con Stefano Poda è parte della storia recente del Teatro Regio: sul nostro palcoscenico ha dato vita ad alcuni dei suoi spettacoli più importanti, culminati nel riconoscimento del Premio Abbiati per La Juive. Siamo orgogliosi che questa nuova creazione possa vivere anche attraverso l’incontro con un’altra grande istituzione lirica. La collaborazione con il Teatro Abay, resa possibile grazie al prezioso impegno dell’Ambasciata d’Italia e dell’Istituto Italiano di Cultura di Almaty, è per noi un investimento nel futuro: desideriamo che questo primo importante progetto sia l’inizio di un dialogo continuativo, capace di favorire la circolazione delle idee, degli artisti e delle competenze e di creare nuove occasioni di crescita reciproca».
 

L’iniziativa si inserisce in una più ampia strategia di diplomazia culturale promossa dall’Ambasciata d’Italia in Kazakistan, che negli ultimi anni ha scelto di valorizzare la creatività contemporanea italiana attraverso progetti capaci di coniugare eccellenza artistica, innovazione e collaborazione con le istituzioni locali. In questa prospettiva, il teatro d’opera diventa non soltanto un luogo di incontro tra tradizioni culturali, ma anche uno spazio di formazione, confronto professionale e trasferimento di conoscenze. Il successo delle due rappresentazioni di Almaty testimonia la vitalità dell’opera italiana e la sua capacità di rinnovarsi nel dialogo con culture e pubblici diversi, aprendo nuove possibilità di cooperazione artistica e istituzionale tra Italia e Kazakistan.


“PIÙ PIANO, PIÙ FORTE”: I POMERIGGI MUSICALI REGALANO A MILANO UNA GIORNATA DI FESTA CON UNDICI CONCERTI GRATUITI

 

Una giornata di festa aperta a tutta la città, undici concerti gratuiti, due nuovi pianoforti e tanti artisti per raccontare, attraverso la musica, la storia e l’identità dei Pomeriggi Musicali. Domenica 8 novembre, dalle ore 10 alle 21.30, il Teatro Dal Verme di Milano ospita “Più piano, più forte”, un open day che celebra l’arrivo di due nuovi strumenti destinati ad arricchire la dotazione della Fondazione: uno Steinway & Sons D-274, gran coda da concerto che sarà collocato nella Sala Grande, e uno Shigeru Kawai SK-7, destinato alla Sala Piccola.
Una vera festa della musica per immergersi in un solo giorno in un programma che attraversa oltre tre secoli di repertorio, da Bach e Mozart fino al jazz, alla musica per il cinema e alle nuove espressioni della creatività contemporanea. Protagonisti saranno pianisti di fama internazionale come Louis Lortie ed Enrico Pieranunzi, artisti già legati alla programmazione dei Pomeriggi come Dardust e Davide Cabassi, accanto ad Alessandro Stella e a giovani interpreti come Alexander Kashpurin e Arsenii Moon.
 

La presentazione dei due pianoforti rappresenta un ulteriore investimento della Fondazione nella qualità della propria attività musicale e nell’accoglienza degli artisti. Negli ultimi anni il Teatro Dal Verme è stato interessato da una serie di interventi che hanno riguardato l’efficientamento energetico, il restauro delle poltrone della Sala Grande, il miglioramento dell'acustica, il ripristino della Sala Piccola e il rinnovamento degli spazi di accoglienza. L’acquisto dei nuovi strumenti prosegue questo percorso di attenzione alla casa musicale dei Pomeriggi e alle condizioni nelle quali interpreti e pubblico possono condividere l’esperienza del concerto.


La giornata restituisce anche un’immagine della particolare identità dell’Orchestra, che fin dalla fondazione, nel novembre 1945, ha affiancato il grande repertorio alla musica del proprio tempo, favorendo l’incontro tra artisti affermati e nuove generazioni. Un rapporto che si costruisce attraverso collaborazioni continuative e progetti originali, come quelli che coinvolgono oggi Louis Lortie, protagonista insieme ad Alexander Lonquich dell'integrale biennale dei Concerti per pianoforte e orchestra di Mozart, e Dardust, compositore e pianista con il quale i Pomeriggi hanno avviato un percorso di ricerca tra linguaggi classici e contemporanei.


L’open day si apre alle ore 10 nella Sala Grande con l’inaugurazione dello Steinway & Sons D-274, affidata a Louis Lortie, che dirige dalla tastiera l'Orchestra I Pomeriggi Musicali nel Concerto per pianoforte e orchestra n. 24 in Do minore K491 di Mozart. Una delle pagine più intense del compositore salisburghese, scelta per presentare le possibilità espressive del nuovo strumento nel dialogo con l’orchestra.
Alle ore 11, nella Sala Piccola, viene inaugurato lo Shigeru Kawai SK-7 con il pianista Alexander Kashpurin, impegnato nell’integrale delle quattro Ballate, uno dei vertici del pianismo romantico.
Si torna alle ore 12 nella Sala Grande per Doubleplay, un programma nel quale Enrico Pieranunzi e Alessandro Stella dialogano a due pianoforti attraverso la Triosonata BWV529 di Johann Sebastian Bach e la Sonata K545 di Mozart, esplorando le possibilità di intreccio e trasformazione offerte dalle due tastiere.


Alle ore 14, nella Sala Piccola, Enrico Pieranunzi torna protagonista con Pieranunzi plays Morricone, un omaggio alle musiche di Ennio Morricone attraverso arrangiamenti originali di temi cinematografici, da C’era una volta in America a Nuovo Cinema Paradiso. Il pianoforte rilegge queste melodie, ormai parte della memoria collettiva, attraverso la sensibilità jazzistica e improvvisativa dell'interprete.
Alle ore 15, nella Sala Grande, il giovane pianista Arsenii Moon presenta Imagination in Black and White, un percorso che accosta Debussy, Satie, Scarlatti e Skrjabin. Dalle suggestioni timbriche francesi alla scrittura virtuosistica e alle tensioni armoniche del primo Novecento, il programma mette in evidenza le differenti possibilità espressive del pianoforte.


Alle ore 16, nella Sala Piccola, è la volta di Davide Cabassi con From Dusk till Dawn, un itinerario che collega la Sonata op. 27 n. 2 “Al chiaro di luna” di Beethoven ai Gesänge der Frühe op. 133 di Schumann, fino a Keith Jarrett con My Wild Irish Rose e Over the Rainbow. Un attraversamento di epoche e linguaggi accomunati da una particolare dimensione intima e poetica.
Alle ore 17, nella Sala Grande, Alexander Kashpurin torna sul palcoscenico con The Twilight of Russian Romanticism, dedicato al tardo Romanticismo russo. In programma pagine di Rachmaninov, Medtner e Čajkovskij, quest'ultimo nella trascrizione pianistica di Mikhail Pletnëv dell’Andante maestoso dallo Schiaccianoci.


Alle ore 18, nella Sala Piccola, il primo dei due appuntamenti con Dardust, Dardust unplugged: from the outskirts…, è riservato agli Under30. Il pianista e compositore propone un incontro ravvicinato con il proprio universo musicale, riportando al pianoforte le melodie, le armonie e le pulsazioni che sono alla base delle sue composizioni.
Alle ore 19, nella Sala Grande, Louis Lortie torna alla tastiera con Variations from Bach to Berio, un programma che attraversa tre secoli di storia musicale attraverso il principio della variazione. Dall’Aria delle Variazioni Goldberg di Bach alle Blanca Variations di Thomas Adès, dalle Variations sérieuses di Mendelssohn alle Cinque variazioni di Berio, fino alle Variazioni “Eroica” op. 35 di Beethoven.
Alle ore 20.45, nella Sala Grande, Dardust presenta Dardust unplugged: …to the universe, secondo appuntamento a lui dedicato. Privata della componente elettronica e spettacolare, la sua musica rivela la centralità della scrittura pianistica, delle strutture armoniche e dell'invenzione melodica, in un percorso che mette in relazione formazione classica, sensibilità cinematografica e cultura pop.
A concludere la festa, alle ore 21.30 nella Sala Piccola, sarà Enrico Pieranunzi con Pieranunzi Unlimited, affiancato da Carlo Bavetta al contrabbasso e Mauro Beggio alla batteria. Un concerto in trio che attraversa le musiche di Gershwin, Rodgers e dello stesso Pieranunzi, lasciando spazio all'improvvisazione e al dialogo tra i musicisti. Una conclusione nel segno del jazz per una giornata che ha voluto mostrare quante forme differenti possa assumere il linguaggio del pianoforte.
 
I due nuovi strumenti
Lo Steinway & Sons D-274 è il modello gran coda da concerto della casa di Amburgo e New York, lungo circa 274 centimetri, apprezzato per la ricchezza timbrica e la sensibilità al tocco che ne hanno fatto uno degli strumenti di riferimento nelle grandi sale internazionali.
Lo Shigeru Kawai SK-7, pianoforte a coda di 229 centimetri, appartiene alla serie di vertice della casa giapponese. Dotato di meccanica Millennium III, tavola armonica in abete massello e tastiera Neotex, offre ampiezza sonora e precisione nella risposta al tocco.

Tutti i concerti sono a ingresso gratuito, con prenotazione consigliata su www.ipomeriggi.it.
La durata degli appuntamenti è di circa 30 minuti, con l’eccezione di Variations from Bach to Berio (circa 50 minuti) e Pieranunzi Unlimited (circa 45 minuti)
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nelle foto, dall'alto: Alexander Kashpurin, Arsenii Moon, Enrico Pieranunzi, Louis Lortie, Alessandro Stella, Davide Cabassi, Dardust


Mercoledì 4 novembre il grande pianista Mikhail Pletnev torna a Ferrara Musica

 

Mercoledì 4 novembre - Teatro Comunale di Ferrara “Claudio Abbado”, inizio alle 20.30 - prosegue la stagione concertistica 2026/2027 con il recital di Mikhail Pletnev. Pianista di fama internazionale, direttore d’orchestra e compositore, Pletnev si presenterà al pubblico ferrarese con un programma di estrema raffinatezza ed elevata carica emotiva, tracciando un ponte ideale tra il grande classicismo drammatico tedesco e l'intima sensibilità del romanticismo russo.
La prima parte della serata vedrà l'interprete confrontarsi con due dei capolavori più celebri e innovativi del repertorio beethoveniano. Il concerto si aprirà con la Sonata in do minore op. 13 "Patetica", un'opera dirompente in cui la tensione tragica del solenne movimento iniziale si fonde con la celeberrima cantabilità dell'Adagio centrale e con l'impulso vigoroso del Rondò finale. A seguire, Pletnev eseguirà la Sonata in do diesis minore op. 27 n. 2 "Al chiaro di luna", un lavoro iconico concepito quasi come una libera improvvisazione, che si snoda dall'ipnotico e rarefatto Adagio sostenuto fino all'esplosione tempestosa e virtuosistica del Presto agitato con cui la composizione si conclude.
Nella seconda parte del programma, il pianista condurrà gli ascoltatori nel cuore della letteratura musicale della sua terra d'origine attraverso l'esecuzione integrale de Le stagioni op. 37a di Pëtr Il'ič Čajkovskij. Il ciclo, composto da dodici raffinati pezzi lirici ispirati a ciascun mese dell'anno, rappresenta una galleria di brevi quadri poetici capaci di catturare scene di vita quotidiana, atmosfere campestri e malinconie tipiche dell'animo russo, dal celebre lirismo della Barcarola di giugno all'intensa nostalgia del Canto d'autunno di ottobre.
Tecnica trascendentale, controllo, espressività, capacità di analisi e di comunicazione sono le caratteristiche che hanno portato Mikhail Pletnev a essere considerato tra i più grandi pianisti di sempre. Nato nel 1957 ad Archangelsk, in Russia ha vinto a soli vent’anni il prestigioso Concorso Pianistico “Čajkovskij” di Mosca. Nel 1996 e nel 2002 ha ricevuto in Russia il Premio di Stato mentre nel 2007 gli è stato conferito il Premio Presidenziale per il suo contributo alla vita artistica della patria. Da diversi anni si esibisce anche come direttore orchestra (fu lui a fondare, nel 1990, la Russian National Orchestra, grazie al sostegno di Mikhail Gorbacev), oltre a essere un raffinato compositore. The Times ha descritto le sue interpretazioni come “nate da una immaginazione virtuosistica e prodigiosa, dalla bellezza quasi scandalosa”, e il London Telegraph ha rimarcato che “dalle dita e dalla mente di Mikhail Pletnev arrivano idee che rivitalizzano la musica e la riempiono di freschezza e spirito”.

Venerdì 6 e sabato 7 novembre i nuovi appuntamenti della rassegna di musica da camera di OFT a Cascina Roccafranca (Via Rubino 45, Torino)

 

Prosegue nel fine settimana a Cascina Roccafranca (via Rubino 45, Torino) Officina, la rassegna di musica da camera dell’Orchestra Filarmonica di Torino, che per l’edizione 2026 sceglie il sottotitolo Ingranaggi combinati.
Un’officina è un luogo in cui elementi diversi si incontrano, si trasformano e prendono nuova forma. È questa l’immagine degli ingranaggi combinati che dà identità alla rassegna: parti differenti che, entrando in relazione, si influenzano reciprocamente e mettono in movimento nuove idee. Una metafora che racconta una programmazione capace di accostare epoche, linguaggi e organici diversi, ma anche di mettere la musica in relazione con altri ambiti del sapere.
Officina – Ingranaggi combinati si articola in quattro fine settimana, ciascuno costruito attorno a un doppio appuntamento musicale e a un talk di approfondimento. Il risultato è una rassegna che considera la musica da camera non soltanto come una forma di
concerto, ma come un dispositivo di relazione: tra interpreti e pubblico, tra repertorio e contemporaneità, tra esperienza musicale e altri linguaggi. E il futuro entra direttamente in questo meccanismo: in ciascun appuntamento concertistico OFT presenta una nuova composizione commissionata alle compositrici e ai compositori del Corso di Musica Applicata del Conservatorio “Giovan Battista Martini” di Bologna. Otto prime esecuzioni assolute per dare voce alla creatività delle nuove generazioni e fare della rassegna un luogo in cui il repertorio di ieri incontra la musica di domani.
Dopo il fortunato esordio nel fine settimana del 23 e 24 ottobre, Officina prosegue quindi con il secondo fine settimana, dedicato al violoncello. Venerdì 6 novembre, alle 21, il recital solistico di Matteo Fabi proporrà la Quinta Suite di Johann Sebastian Bach, Preludio e Alone di Giovanni Sollima e la Suite di Gaspar Cassadó, insieme alla prima esecuzione assoluta di Cristina Cutuli, intitolata g'al-am//acqua, dedicata al tema lo scioglimento dei ghiacciai e alla tragedia ambientale di cui l'uomo è causa.
Il talk di sabato 7 novembre, alle 17, su Corpo e Musica, vedrà il confronto tra Michele Mo e l’osteopata Gianluca Gaschino, con la moderazione di Gabriele Montanaro. Alle 18.30, quattro violoncelli – Matteo Fabi, Giorgio Lucchini, Arianna Di Martino, Viola Sommariva – daranno vita a un programma volutamente aperto e trasversale, da Goltermann a Sollima, da Tico-tico no fubá a Chopin, Gershwin, Čajkovskij e Piazzolla, passando per musiche nate per il teatro musicale. Anche qui non mancherà uno sguardo alla contemporaneità, con una nuova commissione a Chiara Troiano, che anticipa: "Quando al mattino il cielo è confuso e il sole riesce a bucare delle grosse nuvole piene d’acqua, l’umore dell’aria è incerto. E se piove è un ritratto a occhi chiusi del passaggio di velature dense e respiri di luce che riempiono i polmoni". 
Officina proseguirà poi nei fine settimana del 20 e 21 novembre e dell'11 e 12 dicembre.

nelle foto, dall'alto: Matteo Fabi, Giorgio Lucchini, Viola Sommariva, Arianna Di Martino

Un’intensa settimana di appuntamenti musicali con l’Orchestra Sinfonica Siciliana

 

La tradizione musicale tardo-romantica tedesca e francese tra Saint-Saëns e Richard Strauss nel programma del prossimo weekend della 67ª Stagione concertistica dell'Orchestra Sinfonica Siciliana, venerdì 6 novembre alle ore 20.30 e sabato 7 novembre alle ore 17.30 al Politeama Garibaldi di Palermo. Sul podio dei consueti concerti sinfonici del venerdì e sabato, Constantin Trinks, direttore tedesco particolarmente apprezzato per le sue interpretazioni di Wagner e Strauss; solista la giovane stella del violoncello internazionale, l’italiano Ettore Pagano che, lo scorso anno, ad appena ventitré anni, ha conquistato il primo premio al prestigioso Concorso Regina Elisabetta di Bruxelles, una delle più importanti competizioni a livello mondiale. Il concerto, intitolato “Vita d'eroe”, si apre con due pagine fondamentali del repertorio francese per violoncello e orchestra: l’Élégie op. 24 di Gabriel Fauré e il Concerto n. 1 in la minore op. 33 di Camille Saint-Saëns. Nella seconda parte, l’Orchestra Sinfonica Siciliana sarà impegnata in Ein Heldenleben (“Vita d'eroe”) op. 40 di Richard Strauss, uno dei suoi più importanti poemi sinfonici,


La settimana musicale della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana comprende anche due appuntamenti “Education – La Scuola a Teatro”, martedì 3 e martedì 10 novembre, alle ore 9.30 e alle ore 11.30, con Histoire du soldat di Igor Stravinskij. La produzione vede Marcello Rimi narratore e regista, con le coreografie di Laura Miraglia, docente del Liceo Coreutico “Regina Margherita” di Palermo, e la partecipazione delle danzatrici Miriana Di Caccamo e Paola Maria Pia Viviano (Liceo Coreutico “Regina Margherita” di Palermo). Completano il cast l'attrice Simona Celesia, le scenografie di Stefano Canzoneri, le videoproiezioni di Claudio Antonio Di Domenico e l'adattamento dei testi di Tindaro Capuano e Martina Ricciardo. La parte musicale è affidata al Djagilev Ensemble, formato da Martina Ricciardo al violino, Giuseppe D'Amico al contrabbasso, Tindaro Capuano al clarinetto, Daniele Marchese al fagotto, Dario Tarozzo alla tromba, Giovanni Miceli al trombone e Antonio Giardina alle percussioni.


Domenica 8 novembre alle ore 18.30 il Politeama Garibaldi ospita, infine, L'Orchestra delle meraviglie – Walt Disney, appuntamento della nuova stagione Family della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana: un concerto-spettacolo che propone un viaggio attraverso alcune delle più celebri colonne sonore dei film animati Disney, unendo musica sinfonica, canto, immagini e disegno dal vivo. Sul podio dell’Orchestra Sinfonica Siciliana Giacomo Desiante, autore anche degli arrangiamenti, con la voce di Lidia Schillaci. Lo spettacolo si avvale inoltre del contributo del filmmaker Claudio Antonio Di Domenico e dei disegnatori dell'Accademia di Belle Arti Alessia Cardinale, José Alejandro Maria Covais e Alberto Mangiapane. Dopo il Family Concert dell'8 novembre, L’Orchestra delle meraviglie – Walt Disney sarà proposto anche nell’ambito del programma “Education – La scuola a Teatro”, venerdì 20 novembre, martedì 1° dicembre e martedì 15 dicembre, sempre con due spettacoli alle ore 9.30 e alle ore 11.30

Mercoledì 4 novembre 2026 alle ore 17 nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice, in occasione del sessantesimo anniversario dell’alluvione di Venezia del 4 novembre 1966, ritorna – in video - l’opera lirica “Aquagranda”

 

Mercoledì 4 novembre 2026 alle ore 17 nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice, in occasione del sessantesimo anniversario dell’alluvione di Venezia del 4 novembre 1966 (nella foto in basso), ritorna – in video- l’opera lirica “Aquagranda”, dedicata a quello storico evento, che inaugurò la stagione lirica 2016-2017 del teatro veneziano, ebbe nove repliche tutte esaurite (più due rappresentazioni speciali per le scuole), e nel 2017 vinse il Premio Franco Abbiati, per la miglior opera contemporanea, in virtù “dell’esito eccellente dello spettacolo che con numerose e affollate recite ha rivelato una forte capacità di comunicazione civile e di coinvolgimento emotivo”.
L’opera, un “dramma per musica in un atto”, è tratta dal libro omonimo che racconta l’alluvione di Venezia, firmato dal giornalista e scrittore veneziano Roberto Bianchin (quattro edizioni in trent’anni, l’ultima, del 2026, è di Betti Editrice), al quale si deve anche il libretto, per la cui stesura in versi gli venne affiancato il poeta Luigi Cerantola. La musica fu affidata al compositore Filippo Perocco (nella foto a destra), la regia a Damiano Michieletto, la direzione dell’orchestra a Marco Angius. Le scene erano di Paolo Fantin (spettacolare l’inondazione del palcoscenico con tremila e cinquecento litri d’acqua), i costumi di Carla Teti. Le luci di Alessandro Carletti, i suoni di Davide Tiso, i video di Carmen Zirmermann e Roland Horvath, i movimenti coreografici di Chiara Vecchi.
Ad alternarsi nei panni dei personaggi, tra cui i pescatori dell’isola di Pellestrina dove cominciò l’alluvione e dove l’opera è ambientata, i cantanti Andrea Mastroni, Francesco Milanese, Mirko Guadagnini, Paolo Antognetti. Giulia Bolcato, Livia Rado, Silvia Regazzo, Valeria Girardello, Armando Gabba, Vincenzo Nizzardo, William Corrò, Tommaso Barea, Marcello Nardis, Christian Collia.
La proiezione straordinaria di Aquagranda nelle Sale Apollinee della Fenice, che si inserisce nel quadro delle manifestazioni cittadine per i 60 anni dall’alluvione, ed è resa possibile dalla preziosa collaborazione con Jean-Romain Sales di Oxymore Productions, la società francese detentrice dei diritti video, sarà così l’occasione di rivedere un’opera entrata nel cuore dei veneziani ma rimasta un “unicum” non più rappresentato data la sua complessità tecnica, e di farla conoscere a chi non aveva avuto occasione di farlo.



 
 



PIERINO E IL LUPO Mercoledì 18 e Giovedì 19 novembre al Ridotto de Sabata del Teatro Verdi di Trieste


 TEATRO VERDI TRIESTE
Sala Victor de Sabata – Ridotto del Teatro Verdi
Mercoledì 18 novembre 2026 ore 10.30
Giovedì 19 novembre 2026 ore 10.30

PIERINO E IL LUPO
Musica di Sergej Prokofiev 
Favola sinfonica per bambini per voce narrante e orchestra, op 67

Direttore ALESSANDRO CAPPELLETTO
Attore MICHELE DIRODI
Orchestra e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

Con due matinée il 18 e 19 novembre prosegue l’attività divulgativa del grande repertorio classico al Ridotto Victor de Sabata nell’ambito del progetto Opera in un Atto per scuole, famiglie e pubblico. Per l’occasione viene presentato l’incantevole Pierino e il Lupo di Prokofiev, quindi un repertorio non riadattato, ma bensì concepito sin dall’inizio per l’infanzia, pur essendo entrato a pieno diritto negli impaginati sinfonici di tutti i teatri del mondo. Dunque un appuntamento diverso, pur se perfettamente in linea con lo spirito della programmazione del de Sabata, e che vedrà sul podio il giovane direttore, violinista e compositore Alessandro Cappelletto (nella foto in alto) e il fresco talento dell’attore marchigiano Michele Dirodi per la voce recitante.
Composto al ritorno in patria dopo i grandi successi in Occidente, Prokofiev, entusiasta di ritrovarsi a casa nonostante il clima plumbeo di quegli anni verso la musica non in linea con il realismo sovietico, decise per un lungo periodo di occuparsi solo di composizioni per bambini, forse anche per uscire dalla dimensione della grande orchestra e sperimentarsi su scala più ridotta. Questo percorso dedicato ad un pubblico vasto con un linguaggio accessibile, produsse tre grandi capolavori assoluti del genere: Musica per bambini, op. 65 (dodici pezzi facili per pianoforte), Tre canti infantili, op. 68 e Pierino e il lupo, op. 67, per voce recitante e orchestra, la cui prima assoluta venne diretta dal compositore stesso, nel 1936, alla Filarmonica di Mosca. 
L’operina, disarmante esempio di bellezza nella semplicità, vede il testo dello stesso Prokofiev ed è ancora oggi considerato capolavoro efficacissimo nel coinvolgere bambini e ragazzi nella fascinazione di un’autentica ed indimenticabile fiaba musicale, ove ogni personaggio gode di un suo tema musicale e di uno strumento dedicato, secondo un principio di mimesi naturale: l'uccellino cinguettante è caratterizzato dal flauto nel registro acuto, l'anatra dall'oboe, il gatto dal clarinetto nel registro grave e "con eleganza", il nonno brontolone dal fagotto, il lupo spaventevole dai corni, il protagonista Pierino da tutti gli strumenti ad arco, le fragorose scariche dei fucili dei cacciatori dai timpani e dalla gran cassa, tanto che Prokof'ev consiglia di far ascoltare i vari strumenti e relativi temi all'inizio del pezzo, a scopo didascalico. La voce recitante poi racconta la fiaba e parallelamente la musica la commenta passo passo, con una quantità d'immagini sonore spesso più vivide e precise di qualsiasi parola, come il rapido arrampicarsi del gatto o il lamento flebile e tragicomico - "doloroso" dice la partitura - dell'anatra nella pancia del lupo. La fiaba si conclude con un piccolo corteo trionfale di Pierino e dei suoi amici, che dà modo a Prokof'ev di far riascoltare rapidamente tutti i principali temi di questa deliziosa composizione. Nella versione che si godrà al de Sabata poi, il noto attore Michele Dirodi (nella foto a sinistra), ormai triestino d’adozione, aggiungerà momenti recitati per un maggiore coinvolgimento dei ragazzi nella narrazione.

Javier Comesaña interpreta Mendelssohn con la Sinfonica di Milano

 

Venerdì 6 novembre 2026 ore 20
Domenica 8 novembre 2026 ore 16
 
Auditorium di Milano, Largo Mahler
 
Wolfgang Amadeus Mozart
Le nozze di Figaro K 492, Ouverture
Felix Mendelssohn
Concerto per violino e orchestra in Mi minore op. 64 MWV O14
Carl Nielsen
Sinfonia n. 2 op. 16 "I quattro temperamenti" 
 
Orchestra Sinfonica di Milano
Javier Comesaña Violino
Pablo González Direttore
 
  
Con il contributo del Ministero della Cultura.
Fondatori Istituzionali: Regione Lombardia, Comune di Milano.
Fondatori Promotori: Città metropolitana di Milano, Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, Banco BPM, Pirelli, Intesa Sanpaolo.
Con il sostegno di Fondazione Cariplo

Venerdì 6 novembre alle ore 20 e domenica 8 novembre alle ore 16, l'Orchestra Sinfonica di Milano presenta all'Auditorium di Largo Mahler un programma che attraversa tre epoche e tre differenti modi di rappresentare il carattere umano attraverso la musica.
Sul podio Pablo González (nella foto a sinistra), già ospite dell'Orchestra nella Stagione 2024/25, mentre al violino torna Javier Comesaña (nella foto in alto), interprete del Concerto per violino e orchestra in Mi minore di Felix Mendelssohn, tra le pagine più significative del repertorio romantico.
Ad aprire il concerto è l'Ouverture da Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart, con la sua vivacità teatrale e il suo intreccio di passioni e caratteri. Nella seconda parte, la Sinfonia n. 2 “I quattro temperamenti” di Carl Nielsen, ispirata alle quattro disposizioni dell'animo umano – collerico, flemmatico, malinconico e sanguigno – completa un percorso musicale dedicato alle diverse sfaccettature della personalità.
Il concerto di venerdì 6 novembre è preceduto, alle ore 18.30, nel Foyer Balconata, dalla conferenza di Matteo Marni dal titolo Riscoperta di Carl Nielsen; Mozart sulla scena; Mendelssohn, il violino, David il virtuoso