Il capolavoro di Giacomo Puccini, Tosca, nella visionaria lettura di Stefano Poda, ha debuttato il 30 e 31 ottobre sul palcoscenico dell’Abay Kazakh National Opera and Ballet Theatre di Almaty, portando in Kazakistan uno degli allestimenti più significativi della recente produzione del Teatro Regio di Torino. Lo spettacolo, nato dalla coproduzione tra i due teatri e presentato per la prima volta a Torino lo scorso giugno, ha segnato un importante successo artistico e un nuovo capitolo nella collaborazione culturale tra Italia e Kazakistan.
A rendere possibile il progetto è stata la stretta sinergia tra l’Ambasciata d’Italia in Kazakistan e l’Istituto Italiano di Cultura di Almaty, diretto da Edoardo Crisafulli, che hanno sostenuto e accompagnato la collaborazione fin dalle sue prime fasi, svolgendo un ruolo decisivo nel coordinamento e nella realizzazione dell’iniziativa. La produzione rappresenta un passaggio significativo nel percorso di apertura internazionale del Teatro Abay, fondato nel 1934 e punto di riferimento storico della tradizione lirica kazaka, che individua nell’Italia un interlocutore privilegiato per lo sviluppo di nuove progettualità artistiche. Una collaborazione che supera i confini del singolo spettacolo e pone le basi per un rapporto strutturato tra le due istituzioni, con prospettive di scambio e crescita capaci di estendersi all’intera area dell’Asia centrale.
Stefano Poda, autore di regia, scene, costumi, luci e coreografia, concepisce Tosca come una grande installazione contemporanea, in cui la monumentalità della Roma storica dialoga con le nuove tecnologie, dando vita a una riflessione universale sul potere, sulla libertà e sulla dignità umana. La coproduzione conferma il profondo legame artistico tra Stefano Poda e il Teatro Regio, sul cui palcoscenico il regista ha realizzato alcune delle creazioni più importanti del proprio percorso internazionale: da Thaïs (2008) a Leggenda (2011), da Faust (2015) a Turandot (2018), fino a La Juive di Halévy, insignita del Premio Abbiati 2023. Un sodalizio che ha contribuito ad arricchire il percorso artistico del Teatro Regio e che, con Tosca, trova una nuova dimensione internazionale.
«Con questa Tosca – dichiara Antonello De Riu, Ambasciatore d’Italia in Kazakistan (al centro nella foto) – abbiamo voluto dimostrare che la cultura italiana non è soltanto un patrimonio straordinario da custodire, ma una realtà viva, contemporanea, capace di innovare e di dialogare con il futuro. L’incontro tra il Teatro Regio di Torino e il Teatro Abay è il risultato di un percorso che l’Ambasciata e l’Istituto Italiano di Cultura di Almaty hanno costruito con convinzione, nella consapevolezza che la diplomazia culturale può generare opportunità concrete di collaborazione, scambio di competenze e crescita professionale. Questo progetto rappresenta un ulteriore passo nel promuovere iniziative artistiche originali e di respiro internazionale, capaci di rafforzare i legami tra i nostri Paesi e, insieme, di contribuire allo sviluppo del patrimonio di conoscenze e delle professionalità locali. La grande tradizione lirica italiana incontra così quella kazaka, dando vita non soltanto a uno spettacolo, ma a nuove prospettive di collaborazione».
«Siamo particolarmente felici che questa produzione di Tosca abbia incontrato il pubblico di Almaty – dichiara Mathieu Jouvin, Sovrintendente del Teatro Regio (nella foto) – perché rappresenta in modo esemplare due aspetti fondamentali della nostra identità: la volontà di sostenere progetti artistici di grande originalità e l’impegno a costruire relazioni internazionali solide, fondate sulla condivisione di visioni e competenze. Il rapporto con Stefano Poda è parte della storia recente del Teatro Regio: sul nostro palcoscenico ha dato vita ad alcuni dei suoi spettacoli più importanti, culminati nel riconoscimento del Premio Abbiati per La Juive. Siamo orgogliosi che questa nuova creazione possa vivere anche attraverso l’incontro con un’altra grande istituzione lirica. La collaborazione con il Teatro Abay, resa possibile grazie al prezioso impegno dell’Ambasciata d’Italia e dell’Istituto Italiano di Cultura di Almaty, è per noi un investimento nel futuro: desideriamo che questo primo importante progetto sia l’inizio di un dialogo continuativo, capace di favorire la circolazione delle idee, degli artisti e delle competenze e di creare nuove occasioni di crescita reciproca».
L’iniziativa si inserisce in una più ampia strategia di diplomazia culturale promossa dall’Ambasciata d’Italia in Kazakistan, che negli ultimi anni ha scelto di valorizzare la creatività contemporanea italiana attraverso progetti capaci di coniugare eccellenza artistica, innovazione e collaborazione con le istituzioni locali. In questa prospettiva, il teatro d’opera diventa non soltanto un luogo di incontro tra tradizioni culturali, ma anche uno spazio di formazione, confronto professionale e trasferimento di conoscenze. Il successo delle due rappresentazioni di Almaty testimonia la vitalità dell’opera italiana e la sua capacità di rinnovarsi nel dialogo con culture e pubblici diversi, aprendo nuove possibilità di cooperazione artistica e istituzionale tra Italia e Kazakistan.




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