venerdì 23 ottobre 2026

Elio Rimondi: Integrale delle Sonate per chitarra di Paganini

 

Ottobre Paganini 2026
Palazzo della Borsa
Venerdì 23 ottobre, ore 18
Elio Rimondi chitarra

PROGRAMMA
Niccolò Paganini
dalle 37 Sonate M.S. 84:
n. 4, 11, 14, 19, 21, 23, 29, 30, 36, 37
Luigi Legnani
dai 36 Capricci op. 20:
n. 2, 7, 15, 19, 26, 29
Mauro Giuliani
Rossiniana n. 1 op. 119

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili
Concerto a cura dell’Associazione Amici di Paganini in collaborazione con GOG - Giovine Orchestra Genovese che nell’ambito del Festival della Scienza allestisce la Camera Acustica presso

L’importanza della produzione per chitarra sola di Paganini è testimoniata sia dalla notevolissima quantità di opere composte, sia dall’impegno tecnico e musicale richiesti.
L’Ottobre Paganini offre una panoramica completa, in quattro concerti, delle Sonate, che sono complessivamente 38 (37 della raccolta contrassegnata dal numero di catalogo M.S. 84, ed una attinente ai brani sparsi).
In questo primo appuntamento Elio Rimondi, docente di chitarra al Conservatorio Paganini, propone dieci delle sonate paganiniane, unitamente a brani di chitarristi italiani coevi: di Mauro Giuliani (1781- 1829) una delle sei “Rossiniane” (brani in forma di fantasia su temi tratti dalle opere di Rossini) e di Legnani (1790-1877) sei dei 36 Capricci.
Legnani ebbe l’onore di essere interpellato da Paganini per progettare una serie di concerti in duo, che poi non ebbero luogo per il peggiorare delle condizioni di salute del violinista.
Nella sua produzione spiccano i “Capricci”, concepiti sul celebre esempio di quelli violinistici del collega.
Nato a Genova, Elio Rimondi ha iniziato lo studio della chitarra con il maestro Carlo Palladino.
Successivamente si è diplomato e laureato, con il massimo dei voti e lode al Conservatorio Statale di Musica "A. Vivaldi" di Alessandria con il Maestro Guido Margaria.
È stato allievo di Angelo Gilardino ai corsi triennali presso l'Accademia Internazionale Superiore di Musica "Lorenzo Perosi" a Biella dove ha conseguito il Diploma di Merito con eccellenza.
Laureato in Servizi legali alla Pubblica Amministrazione all’Università di Genova, Elio Rimondi ha un Master di I livello in didattica e psicopedagogia per i DSA presso UNIGE e un Master di II livello “Dirigenti delle Istituzioni scolastiche” sempre con il massimo dei voti presso UNI Roma Tre.
Elio Rimondi è risultato vincitore in 38 concorsi nazionali ed Internazionali, tra i quali il Falletta a Buffalo N. Y., T.I.M. di Roma, Ansaldi di Mondovì, Rospigliosi e molti altri.
Ha realizzato un progetto monografico sulle opere per chitarra sola di Nicolò Paganini registrando un doppio cd “Guitar Sonatas” per l'etichetta MAP Lira Classica di Milano.
Elio Rimondi svolge con successo un’intensa attività concertistica, anche in campo internazionale.
Ha suonato in Spagna, Francia e in USA alla Kleinhans Music Hall Buffalo N. Y. sia come solista che in prestigiose formazioni cameristiche.
Ha eseguito, i concerti per chitarra e orchestra di Giuliani, Rodrigo e Castelnuovo Tedesco, le composizioni da camera con chitarra di Niccolò Paganini.
Nel repertorio di musica contemporanea spicca la Sequenza XI di Luciano Berio e alcune prime esecuzioni di Castagnoli, Ivan Fedele.
Elio Rimondi è stato spesso patner di celebri strumentisti.
Nel 2019 ha eseguito dal vivo alla Biblioteca Classense di Ravenna i 22 Tarots di Tomas Marco.
È stato docente presso il Conservatorio di Sassari, Conservatorio Vittadini di Pavia.
Elio Rimondi è titolare della cattedra di chitarra al Conservatorio "Niccolò Paganini" di Genova e Professore a contratto presso il Conservatorio "Verdi" di Ravenna.
Elio Rimondi suona su una chitarra Ramirez del 1968 costruita da A. M. e su una Simon Marty del 2006.


Domani ad Arnesano (Le) "Paesaggi sonori: da Grieg a Prokofiev" per la IX Stagione Concertistica di Opera Prima

 
Tempo di Paesaggi Sonori per la IX Stagione concertistica Opera Prima che prosegue ad Arnesano (Le).
Sabato 24 ottobre al Teatro Oratorio Don Orione protagonista è il duo Matteo Fabi al violoncello e Maya Oganyan al pianoforte, interpreti di una viaggio sonoro tra Ottocento e Novecento, dal lirismo romantico di Grieg all’essenzialità espressiva di Prokofiev.
Un dialogo tra violoncello e pianoforte lungo due epoche e due mondi sonori distanti.
Fabi e Oganyan interpretano la Sonata op. 36 di Grieg, unica sonata per violoncello del compositore norvegese, pagina di intenso lirismo dedicata al fratello John, violoncellista dilettante. A seguire la Sonata op. 119 di Prokofiev, scritta nel 1949 su impulso del giovane Rostropovich, opera di sorprendente luminosità nata in uno dei periodi più bui della vita del compositore. dal lirismo romantico all’essenzialità espressiva del secondo dopoguerra sovietico.

Domenica 25 ottobre al Filarmonico debutta la nuova produzione di Fondazione Arena che unisce il giocoso balletto di Stravinsky con Amelia al ballo, spassosa opera buffa in un atto di Menotti.

 

Novant’anni dopo la loro creazione, due gemme del repertorio lirico e coreutico vanno in scena per la prima volta a Verona al Teatro Filarmonico. Jeu de cartes, balletto “in tre mani” di Igor Stravinsky, rappresenta una partita a poker, tra citazioni musicali, ironia e un diabolico Jolly, mentre il ritmo e le melodie di Amelia al ballo di Menotti prendono affettuosamente in giro i cliché dell’opera in un leggero atto unico ricco di brio e gag. Due piccoli capolavori, nati entrambi negli Stati Uniti nel 1936, che guardano in modi diversi e personalissimi al passato e alla tradizione. Il dittico leggero e inedito con cui riparte l’autunno di Fondazione Arena è firmato per scene e costumi da Filippo Tonon, anche regista dell’opera di Menotti. Coreografo per Stravinsky con una propria nuova creazione, Matteo Levaggi. Luci dell’intero spettacolo a cura di Fiammetta Baldiserri. In scena il Ballo di Fondazione Arena, coordinato da Gaetano Bouy Petrosino e qui rappresentato da otto regine di cuori, e il caos impersonato dal brillante, giocoso e demoniaco Jolly Joker, che ha volto e corpo di Davide Buffon, primo ballerino del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor e già più volte protagonista di Zorba il greco al Teatro Romano. 


Dopo l’intervallo, il sipario si alza sul brillante atto unico Amelia al ballo: protagonista eponima il soprano Eleonora Bellocci, mentre il baritono Gezim Myshketa e il tenore Leonardo Cortellazzi interpretano rispettivamente il marito e l’amante, buffi archetipi senza nome che completano il più tradizionale dei triangoli amorosi tipici dell’Opera. Nel cast anche Ana Victoria Pitts (l’amica), Nicolò Donini (il commissario) e le due cameriere impersonate da Manuela Schenale e Alessandra Andreetti. Il Coro areniano, preparato dal Maestro Roberto Gabbiani, e l’Orchestra di Fondazione Arena sono diretti dal Maestro Francesco Ommassini, concertatore delle due raffinate e brillanti partiture. Lo spettacolo ha una durata complessiva di un’ora e quarantacinque minuti circa, compresa una pausa di venti minuti. Un’occasione unica per scoprire due titoli rari e tutte le arti performative che ne rendono possibile la messinscena. Dopo la prima di domenica 25 ottobre, il dittico Jeu de cartes / Amelia al ballo replica mercoledì 28 ottobre alle 19, venerdì 30 ottobre alle 20 e domenica 1 novembre alle 15.30.

IUC: 27 ottobre - debutta a Roma la pianista ALEXANDRA DOVGAN



Istituzione Universitaria dei Concerti
I CONCERTI DELL’AULA MAGNA
82ª Stagione 2026 | 2027
Martedì 27 ottobre 2026 ore 20.30 | Aula Magna Sapienza Università di Roma

Il mio debutto a Roma
ALEXANDRA DOVGAN pianoforte 
Johann Sebastian Bach (1685-1750) 
Toccata in mi minore BWV 914
Franz Schubert (1797-1828)
Sonata n. 21 in do minore D 958
Fryderyk Chopin 
2 Notturni op. 27
Sonata n. 3 in si minore op. 58


Tra i protagonisti del pianoforte, che brillano nella programmazione dell’Istituzione Universitaria dei Concerti la giovanissima, ma già internazionalmente affermata Alexandra Dovgan, vincitrice a soli dieci anni del “Grand Piano Competition”. Acclamata per il virtuosismo cristallino, Alexandra, al suo debutto romano, il 27 ottobre alle 20.30 in Aula Magna, si misura con un programma rara intensità che intreccia Bach, Schubert e Chopin.
Nonostante la giovane età, Alexandra Dovgan ha già ottenuto grandi successi nelle più prestigiose sale da concerto del mondo, tra cui la Carnegie Hall di New York, la Philharmonie e la Konzerthaus di Berlino, il Teatro Colón di Buenos Aires, il Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, il Musikverein e la Konzerthaus di Vienna, la Tonhalle di Zurigo, il Palau de la Música di Barcellona, l’Auditorium National de Madrid e la Kioi Hall di Tokyo. 
Nel giugno 2024, ha ricevuto il prestigioso Prix Serdang dalle mani di Rudolf Buchbinder e Adrian Flury, come riconoscimento dei suoi successi e della sua carriera internazionale.
Un’istintiva profondità e consapevolezza unite ad un suono di particolare bellezza e precisione caratterizzano il suo pianismo. Nel suo modo di suonare non trovano spazio il mero virtuosismo e la dimostrazione tecnica, bensì una concentrazione impressionante ed una purezza espressiva che si accompagnano ad una straordinaria creatività musicale e ad una fervida immaginazione.
Alexandra Dovgan nasce nel 2007 in una famiglia di musicisti e inizia i suoi studi di pianoforte all’età di quattro anni e mezzo. Il suo straordinario talento viene subito notato, tanto che a soli cinque anni riesce ad accedere alla celebre Scuola Centrale del Conservatorio di Mosca, dove ha l’occasione di studiare con la rinomata insegnante Mira Marchenko. Dopo aver completato il suo percorso di studi presso l’Ateneo de Música di Malaga, prosegue attualmente la propria formazione all’École Normale de Musique di Parigi sotto la guida di Rena Shereshevskaya.
Dopo la sua acclamata partecipazione al festival di Salisburgo, è tornata ad impressionare il pubblico e la critica con una serie di importanti debutti internazionali: ha suonato con Gustavo Dudamel e la Mahler Chamber Orchestra, con la Kioi Sinfonietta e Trevor Pinnock in Giappone e con l'Orchestra della Tonhalle di Zurigo sotto la direzione di Paavo Järvi, con la Stockholm Philharmonic e Ton Koopman, con la Barcelona Symphony e Kazushi Ono, con la Bergen Philharmonic e Pietari Inkinen, l’Orchestre Philharmonique di Monte Carlo diretta da Kazuki Yamada e l’Orchestra Sinfonia di Lucerna diretta da Robin Ticciati.
Sarà Artist in Residence dell’Orchestra Sinfonica di Milano per tre concerti diretti da Emmanuel Tjeknavorian tra ottobre 2026 e maggio 2027. Tra gli altri concerti nella stagione 2026/27 ci sarà il suo debutto con la Vienna Symphony e la Chamber Orchestra Of Europe dirette da Robin Ticciati, la Prague Symphony diretta da Andrej Borejko, l’Orchestra de Maggio Musicale Fiorentino diretta da Aziz Shokhakimov, La National Symphony di Washington diretta da Gustavo Gimeno, l’Orchestra di Las Palmas diretta da Trevor Pinnock e la Montreal Symphony diretta da Bernard Labadie.
A completare la sua attività concertistica ci saranno recital alla Elbphilharmonie di Amburgo, al Theatre des Champs-Elysee di Parigi, al Prinzregententheater di Monaco, alla Tonhalle di Zurigo, al Palau de la musica de Barcelona, alla Liszt Academy di Budapest, al Teatro Colon de Bunos Aires, e ancora a New York, Bruxelles, Roma, Bordeaux, Verbier e molti altri.


“PRENDIAMO POSTO” - A BASE MILANO GIOVANI e ISTITUZIONI CULTURALI TRA CUI I POMERIGGI MUSICALI DIALOGANO PER RIPENSARE IL RAPPORTO TRA I TEATRI E LE NUOVE GENERAZIONI

 
Un pomeriggio di confronto e co-progettazione promosso da Fondazione Cariplo e Stratagemmi Prospettive Teatrali nell’ambito di The Youth Club
Lunedì 26 ottobre | dalle 15.00 alle 18.00
BASE Milano - Via Bergognone 34, Milano
 
Come cambiare il modo in cui i teatri e le istituzioni culturali dialogano con le nuove generazioni? Come rendere lo spettacolo dal vivo un’esperienza più accessibile, partecipata e significativa per ragazze e ragazzi under 30? E soprattutto: come passare dall’ascolto alla costruzione condivisa di nuove modalità di relazione?
Sono alcune delle domande al centro di “PRENDIAMO POSTO”, l’appuntamento promosso da Fondazione Cariplo e Stratagemmi Prospettive Teatrali che si terrà lunedì 26 ottobre, dalle 15 alle 18, negli spazi di BASE Milano. Un pomeriggio pensato come un vero e proprio laboratorio di confronto e co-progettazione nel quale giovani, operatori e operatrici culturali, artisti e artiste, insegnanti, rappresentanti delle istituzioni e realtà impegnate nel settore dello spettacolo dal vivo saranno chiamati a interrogarsi insieme sul futuro del rapporto tra giovani e teatro.
L’incontro nasce nell’ambito di The Youth Club, l’alleanza promossa da Fondazione Cariplo e realizzata in collaborazione con dieci istituzioni culturali d’eccellenza della Lombardia e di Novara, con l’obiettivo di avvicinare le generazioni under 30 alle arti dello spettacolo. Nello specifico: Associazione Centro Teatrale Bresciano e Fondazione del Teatro Grande di Brescia; Associazione Lirica e Concertistica Italiana (AsLiCo) – Teatro Sociale di Como; Fondazione I Pomeriggi Musicali – Teatro Dal Verme di Milano; Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona; Fondazione Teatro Carlo Coccia di Novara; Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo; Fondazione Teatro Fraschini di Pavia; Teatro dell’Elfo Impresa Sociale e Teatro Franco Parenti Impresa Sociale di Milano.
Il progetto, sostenuto da Fondazione Cariplo con un investimento triennale complessivo di 7,5 milioni di euro, parte dalla convinzione che il teatro non debba essere soltanto un luogo da frequentare occasionalmente, ma possa diventare uno spazio vivo, accogliente e partecipato, capace di rappresentare un punto di riferimento stabile nella vita culturale delle nuove generazioni.
“Se vogliamo che i luoghi della cultura continuino a essere parte viva della società, dobbiamo innanzitutto imparare ad ascoltare chi li abiterà domani. Con The Youth Club abbiamo scelto di investire sulle nuove generazioni, non soltanto offrendo loro maggiori opportunità di accesso alla cultura, ma coinvolgendole direttamente nella costruzione di nuovi modi di vivere e frequentare i teatri. Non vogliamo quindi progettare soltanto per i giovani, ma insieme a loro, riconoscendoli come interlocutori capaci di portare idee, bisogni e prospettive. PRENDIAMO POSTO nasce proprio da questa volontà: creare uno spazio di confronto alla pari e trasformare l’ascolto in proposte concrete”, dichiara Giovanni Azzone, Presidente di Fondazione Cariplo.
Al centro dell’appuntamento del 26 ottobre saranno proprio le voci, le esperienze e le domande di un gruppo di ragazze e ragazzi, chiamati a portare nel confronto il proprio punto di vista sul rapporto con i teatri e con le istituzioni culturali. A partire dalle loro riflessioni, il pomeriggio si svilupperà con tre tavoli di lavoro, composti in modo eterogeneo per mettere in dialogo generazioni, ruoli, competenze e punti di vista differenti. L’obiettivo è andare oltre il semplice momento di discussione per trasformare l’ascolto in proposte concrete, raccogliendo idee, bisogni e prospettive utili a ripensare le modalità con cui teatri e istituzioni culturali si relazionano con gli under 30.
I tavoli affronteranno alcune delle tematiche emerse nei workshop preliminari, che hanno coinvolto giovani di diverse fasce d’età in un confronto aperto e partecipativo. Da questo percorso sono emerse alcune priorità: la possibilità di riconoscersi in una comunità, il modo di vivere e abitare gli spazi teatrali e la capacità del teatro di parlare al presente e alle nuove generazioni.
Comunità, spazi e linguaggi saranno quindi le tre parole chiave del confronto. La prima, Comunità, partirà da una domanda: come possiamo continuare a stare insieme grazie al teatro, intorno alla scena? Per molti giovani, infatti, l’esperienza teatrale si esaurisce con gli applausi: si arriva, si assiste allo spettacolo e si torna a casa. Eppure, resta il desiderio di fermarsi, condividere impressioni, incontrarsi e conoscere ciò che accade dietro le quinte. Il tavolo si interrogherà dunque su come trasformare il teatro da luogo di semplice fruizione a spazio di appartenenza, capace di favorire relazioni.
Il secondo tema, Spazi, affronterà invece il modo in cui i luoghi della cultura possono essere vissuti e reinterpretati. Come riabitare spazi spesso percepiti come statici e renderli più aperti a nuove forme di incontro e partecipazione? L’architettura dei teatri, insieme ai loro riti e ai codici non scritti – da come ci si veste a quando si applaude, fino a dove ci si siede – può contribuire a trasmettere l’idea che si tratti di luoghi destinati non ai giovani. Lo spazio, infatti, non è mai neutro: può accogliere oppure creare distanza. La sfida è ripensarne gli usi e i significati, rendendolo più accessibile e meno intimidatorio alle nuove generazioni, senza snaturarne l’identità.
Infine, il tavolo Linguaggi si concentrerà sulla capacità del teatro di entrare in relazione con il presente e con l’immaginario dei più giovani. Come può il teatro parlare del mondo di oggi, delle nuove generazioni e alle nuove generazioni? Il rischio è che repertori, forme espressive e temi siano percepiti come distanti dalle vite di chi ha vent’anni. Rinnovare non significa rinnegare la tradizione, ma interrogarsi su ciò che un testo, una regia o una modalità narrativa possono ancora raccontare a chi cresce in un contesto culturale e comunicativo in continua evoluzione. Il confronto toccherà anche questioni come la soglia dell’attenzione e la sensazione di noia, per comprendere come costruire esperienze teatrali capaci di coinvolgere pubblici giovani senza rinunciare alla complessità dei contenuti.
PRENDIAMO POSTO diventa quindi un momento di lavoro condiviso, nel quale giovani e professionisti dello spettacolo dal vivo sono chiamati a occupare lo stesso spazio e, soprattutto, a costruire insieme nuove possibilità. Un invito a “prendere posto” non soltanto fisicamente, ma anche nel dibattito e nei processi decisionali che riguardano il futuro della relazione tra giovani, teatri e spettacoli dal vivo. Le proposte raccolte contribuiranno a orientare le future attività di The Youth Club.
Stratagemmi Prospettive Teatrali ETS nasce nel 2011 dall’esperienza quinquennale della redazione della rivista Stratagemmi nel campo della critica teatrale. Realizza percorsi di formazione nelle scuole secondarie, in particolare con il progetto Stratagemmi Sottobanco, e laboratori di avviamento alla critica con i giovani. L’ente è specializzato in progetti di audience development e di diffusione della cultura teatrale, e organizza osservatori critici, workshop di scrittura e monitoraggi di festival e stagioni della scena milanese e nazionale. Si propone come luogo di incontro e confronto fra teatro, pubblico e mondo accademico, e ha nel semestrale cartaceo Stratagemmi – Prospettive Teatrali e nel sito www.stratagemmi.it i suoi principali strumenti di diffusione. Punto di riferimento in Lombardia per la formazione del pubblico, rappresenta un esempio vitale di un nuovo modo di intendere la critica teatrale.

The Youth Club è un progetto di sistema sperimentale sostenuto da Fondazione Cariplo e realizzato in collaborazione con dieci istituzioni culturali d’eccellenza della Lombardia e di Novara, nato con l’obiettivo di avvicinare e appassionare le nuove generazioni alle arti dello spettacolo dal vivo contrastando la povertà educativa. Un’alleanza e un modello innovativo di collaborazione tra istituzioni culturali per trasformare l’esperienza teatrale in uno spazio vivo e coinvolgente per i giovani under 30. Un programma di eventi, concerti, attività e laboratori per scoprire lo spazio del teatro in modo nuovo, viverlo da vicino e farlo diventare parte della propria quotidianità.


Domenica 25 ottobre un viaggio nella Ferrara musicale del 1583, con le voci dei Conservatori di Ferrara, Mantova, Verona e Wroclaw

 

Domenica 25 ottobre alle 10.30, il Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara ospiterà il concerto “Cresci pianta felice” – Madrigali a sei voci, un viaggio musicale nella Ferrara del 1583 realizzato in collaborazione con Ferrara Musica, con introduzione a cura di Alessandro Borin.
L'appuntamento propone la riscoperta di dieci madrigali a sei voci tratti dalla celebre raccolta “Il Lauro Verde”, con musiche di F. Soriano, G. de Maque, F. Nicoletto, G.B. Moscaglia, O. Vecchi, L. Luzzaschi, P. Bellasio, F. Rovigo, A. Rota e A. Milleville.
A dare nuova vita a questo prezioso capitolo della cultura rinascimentale saranno i giovani interpreti provenienti da quattro importanti realtà formative: i Conservatori di Ferrara, Mantova, Verona e Wrocław.
L'ingresso prevede un biglietto a posto unico di 3 euro, ridotto a 1 euro per gli under 20 e gli allievi di Conservatorio.

 


PIANO YOUNG: I giovani pianisti del Teatro Massimo Serena De Giorgi ed Enrico Gargano in concerto in Sala ONU sabato 24 Ottobre alle ore 18.00

 

Spazio al talento e alla crescita delle formazioni musicali giovanili della Fondazione Teatro Massimo dirette dal Maestro Michele De Luca, con il nuovo appuntamento di Piano Young, in programma sabato 24 ottobre alle ore 18.00 in Sala ONU. Protagonisti del concerto saranno i pianisti Serena De Giorgi ed Enrico Gargano.
Il programma vedrà nella prima parte Enrico Gargano impegnato nella Ciaccona in Re minore di Johann Sebastian Bach, nell'imponente trascrizione pianistica di Ferruccio Busoni. A seguire, Serena De Giorgi proporrà un itinerario solistico con l'Impromptu in Sol bemolle maggiore op. 90 n. 3 di Franz Schubert, Doctor Gradus ad Parnassum dalla suiteChildren’s Corner di Claude Debussy e in chiusura una pagina originale dal titolo Ineffabile, composta dalla stessa De Giorgi.
Nella parte conclusiva del concerto, i due giovani musicisti condivideranno la tastiera per eseguire a quattro mani due pagine della letteratura francese tra Otto e Novecento: la Petite Suite di Claude Debussy e la Berceuse dalla Dolly Suite op. 56 di Gabriel Fauré.
Il concerto si inserisce nell’ambito delle attività sostenute da Cassa Depositi e Prestiti (CDP), volte ad accompagnare la crescita artistica ed esecutiva delle Formazioni giovanili del Teatro Massimo, offrendo loro occasioni di perfezionamento sul palco e un contatto diretto con il pubblico.

Biglietti: 10 euro (intero) e 8 euro (ridotto).


Premio Paganini: la prima masterclass gratuita e percorso paganiano coinvolge i migliori talenti da tutto il mondo, con gala violinistico il 25/10 a Genova Posta in arrivo Marina Nocilla


Ben 57 giovani fra i 13 e i 27 anni - provenienti da Italia, Germania, Cina, Corea del Sud, Giappone, Australia, Austria, Bielorussia, Bulgaria, Canada, Francia, Hong Kong, Kazakistan, Moldova, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Sta6 Uni6, Taiwan, Turchia e Ucraina -  hanno partecipato alle selezioni per la Masterclass del maestro Ulf Wallin indetta da Premio Paganini sia come momento complementare all’attività concorsuale vera e propria sia come parte essenziale di un più ampio percorso di valorizzazione dei giovani talenti e di diffusione della cultura violinistica nel mondo. L’alta affluenza di grandi e solidi talenti emergenti conferma inoltre la dimensione internazionale delle Masterclass e, più in generale, la capacità del Premio Paganini di coinvolgere giovani violinisti provenienti da contesti musicali e culturali molto diversi. Infatti l’iniziativa, che ha visto superare le selezioni 11 ragazzi provenienti da Romania, Germania, Australia, Cina, Bielorussia, Polonia, Austria e Hong Kong, ha evidenziato un altissimo livello di preparazione e curriculum già ora di grande solidità, ottimo auspicio per il percorso del prossimo Premio Paganini 2027, le cui iscrizioni sono ancora aperte e che entrerà nel vivo fra pochi mesi con un’importante tournée di preselezioni internazionali a Tokyo, Shanghai, Berlino, New York e Genova.
I cinque giorni della masterclass affiancano alle intense sedute didattiche con Wallin, due workshop con la celebre violinista coreana Sueye Park, considerata oggi non solo una delle massime interpreti dello strumento ma anche una potente divulgatrice, la visita guidata dei luoghi paganiniani della città di Genova, quindi si avrà il concerto finale degli undici talenti al Conservatorio Paganini domenica 25 ottobre alle ore 17.00 ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti; infine i ragazzi parteciperanno al Teatro Carlo Felice al concerto per la GOG di Giuseppe Gibboni, vincitore del 56esimo Premio Paganini, con i Ventiquattro Capricci per violino solo op. 1 di Paganini nell’ambito della rassegna Ottobre Paganini del Comune di Genova.
Il Direttore Artistico Nicola Bruzzo sottolinea: “Il Premio Paganini ha il proprio sguardo rivolto al futuro anche al di fuori del concorso e, investendo sulla formazione, miriamo inoltre a diventare fucina di talenti. Il coinvolgimento di Ulf Wallin, uno dei più stimati pedagoghi al mondo, ha infatti riscosso un alto numero di adesioni di eccellente livello. Le sue lezioni aperte al pubblico sono, grazie al Comune di Genova, gratuite per tutti i partecipati selezionati tramite rigorose selezioni. Questa infatti è la prima masterclass strutturata e ricca di iniziative organizzata dal Premio Paganini, ma soprattutto è un vero e proprio laboratorio aperto dedicato al violinismo internazionale.”
 
Ulf Wallin ha studiato a Stoccolma con Sven Karpe e a Vienna con Wolfgang Schneiderhan. Tra i suoi collaboratori artistici figurano direttori d’orchestra come Manfred Honeck, Paavo Järvi, Esa-Pekka Salonen e Franz Welser-Möst, nonché Bruno Canino, Barbara Hendricks, Heinz Holliger e Roland Pöntinen. La sua dedizione alla musica contemporanea è evidenziata dagli stretti rapporti con diversi eminenti compositori, tra cui Alfred Schnittke e Rodion Shchedrin.
Ha effettuato numerose apparizioni radiofoniche e televisive e ha realizzato oltre 50 registrazioni su CD (BIS, cop, EMI e BMG), che hanno ottenuto grande apprezzamento e attenzione da parte della critica internazionale.
Ulf Wallin si è esibito in numerosi importanti festival e in alcune delle più prestigiose sale del mondo, tra cui la Philharmonie di Berlino, il Teatro alla Scala di Milano, il Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, la Wigmore Hall di Londra e il Musikverein di Vienna.
È professore di violino presso la Hochschule für Musik Hanns Eisler di Berlino e presso l’Università di Musica e Arti Performative di Vienna. Ha fatto parte delle giurie di importanti concorsi internazionali, tra cui l’ARD Competition di Monaco, il Concorso Internazionale di Violino Joseph Joachim di Hannover, il Premio Paganini di Genova e il Concorso Internazionale di Violino Fritz Kreisler di Vienna.
Nel 2013 gli è stato assegnato il Robert-Schumann-Preis della città di Zwickau e nel 2014 è stato eletto membro della Reale Accademia Svedese di Musica.