Mancano ormai solo due settimane
all’apertura del Donizetti Opera 2026, dodicesima edizione del
festival internazionale dedicato a Gaetano Donizetti e seconda
firmata da Riccardo Frizza nel doppio ruolo di direttore artistico e
musicale. Dal 13 al 29 novembre, giorno del dies natalis del
compositore, i teatri della “Città di Gaetano Donizetti”
accoglieranno tre titoli rari o mai ascoltati nella loro forma
originale, in un’edizione dedicata alla memoria di Gianandrea
Gavazzeni nel trentennale della scomparsa, direttore d’orchestra
bergamasco a cui si deve l’impulso decisivo alla riscoperta del
catalogo donizettiano.
Il festival è organizzato dalla
Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo presieduta da Giorgio Berta
con la direzione generale di Massimo Boffelli, con il sostegno del
Comune di Bergamo, ed è realizzato grazie al supporto di Allianz
(Main Partner della Fondazione Teatro Donizetti), Intesa Sanpaolo,
SIAD, ATB Mobilità, A2A, Camera di Commercio di Bergamo, Sacbo,
Uniacque, Fondazione Cariplo e di un numero crescente di imprese
partner e realtà aderenti al progetto Ambasciatori di Donizetti, che
sostengono il festival tramite Art Bonus.
«Il Donizetti Opera 2026 – afferma
Riccardo Frizza – nasce nel segno della memoria e, insieme, guarda
lontano. Abbiamo voluto dedicarlo a Gianandrea Gavazzeni perché
senza la sua visione e il suo rigore probabilmente non sarebbe
esistita la “Donizetti Renaissance” e, con essa, questo festival.
Quest’anno il nostro pensiero va anche ad Antonino Fogliani, amico
e collega che avrebbe dovuto inaugurare il festival e al quale
dedichiamo la Prima dell’Esule di Roma: ringrazio Fabrizio Maria
Carminati, bergamasco e profondo conoscitore del belcanto, per aver
raccolto questo testimone con grande sensibilità. Il cartellone
conferma la vocazione internazionale del Donizetti Opera, con
numerosi debutti – da Katharina Thoma a Sergey Romanovsky, da Luca
Pisaroni a Mira Alkhovik, per la prima volta in Italia – e il
ritorno di artisti amati dal nostro pubblico come Paolo Bordogna,
Roberto de Candia e Dave Monaco. Speciale anche la partecipazione di
Nicole Car al Gala Gianandrea Gavazzeni. Rimane centrale l’impegno
verso le nuove generazioni attraverso la Bottega Donizetti, i cui
allievi saranno protagonisti sia in palcoscenico sia nei concerti
domenicali realizzati con Opera Rara, con cui prosegue il percorso
per eseguire dal vivo l’integrale delle romanze donizettiane.
Infine, il Donizetti OFF porta il festival in vari luoghi della città
e quest’anno rafforza il suo impegno verso nuovi pubblici grazie al
progetto dedicato all’accessibilità, perché l’opera di
Donizetti sia davvero un patrimonio di tutti».
Il Donizetti Opera 2026 propone,
quindi, per tre fine settimana consecutivi tre nuovi allestimenti: al
Teatro Donizetti vanno in scena L’esule di Roma, melodramma eroico
composto per il San Carlo di Napoli nel 1828 (venerdì 13, sabato 21
e domenica 29 novembre; anteprima under 30 martedì 10 novembre), e
Le convenienze ed inconvenienze teatrali, nella versione presentata
al Teatro del Fondo nel 1831 (domenica 15, venerdì 20 e sabato 28
novembre: anteprima under 30 giovedì 12 novembre); al Teatro
Sociale, in Città Alta, è proposto Alahor in Granata, per la prima
volta in tempi moderni così come Donizetti lo concepì nel 1826
(sabato 14, domenica 22 e venerdì 27 novembre; anteprima under 30
mercoledì 11 novembre).
Anche per questa edizione la ricerca
filologica sui titoli in cartellone è stata accompagnata dal Centro
Studi della Fondazione Teatro Donizetti diretto da Paolo Fabbri, che
ha contribuito a individuare le edizioni critiche delle partiture,
pubblicate da Casa Ricordi e dalla stessa Fondazione bergamasca.
I tre titoli in cartellone appartengono
a una stessa stagione creativa, quella compresa fra il 1826 e il
1831, quando Donizetti lavorava stabilmente per i teatri del Regno
delle Due Sicilie, dal Carolino di Palermo alle sale napoletane del
San Carlo, del Fondo e del Nuovo. È il periodo che precede e
accompagna la svolta di Anna Bolena, andata in scena a Milano alla
fine del 1830, e che a lungo è stato considerato una fase di
apprendistato all’ombra di Rossini: proprio opere come L’esule di
Roma, ricorda Roger Parker nel volume dei Quaderni della Fondazione
dedicato al titolo, rivelano invece un compositore già pronto a
sperimentare. Riunirle nello stesso festival permette così di
osservare il giovane Donizetti al lavoro su registri molto diversi,
dal melodramma eroico per il massimo teatro napoletano all’opera
scritta per Palermo, fino alla satira irresistibile del mondo
teatrale.
Si confermano protagoniste del festival
le compagini degli ultimi anni: l’Orchestra Donizetti Opera,
impegnata nei due titoli al Teatro Donizetti, l’Orchestra Gli
Originali – formazione che adotta strumenti d’epoca – al Teatro
Sociale e il Coro dell’Accademia Teatro alla Scala diretto da Salvo
Sgrò in tutte le produzioni.
L’esule di RomaIl sipario del festival si alza venerdì
13 novembre alle ore 20.00 al Teatro Donizetti con L’esule di Roma,
melodramma eroico in due atti su libretto di Domenico Gilardoni, che
Donizetti scrisse per il Teatro di San Carlo di Napoli, dove l’opera
debuttò il 1° gennaio 1828. Un lavoro della giovinezza napoletana
del compositore in cui già si avverte una spiccata cifra
sperimentale e che a Bergamo viene presentato nell’edizione critica
curata da Roger Parker e Ian Schofield per Casa Ricordi, con la
collaborazione e il contributo della Fondazione Teatro Donizetti.
Siamo nella Roma imperiale di Tiberio.
Il generale Publio rientra vittorioso dalla campagna contro i Sarmati
e tutti si aspettano che sposi Argelia, figlia del potente senatore
Murena; ma il cuore della giovane appartiene a Settimio, tribuno
della plebe esiliato a seguito di una congiura ordita proprio dal
padre di lei. Tra condanne, colpi di scena e un leone del circo che
risparmia l’uomo che un tempo lo aveva curato, il rimorso di Murena
e la nobiltà d’animo di Publio conducono la vicenda a un lieto
fine che restituisce giustizia a tutti.
Alla guida dell’Orchestra Donizetti
Opera e del Coro dell’Accademia Teatro alla Scala salirà Fabrizio
Maria Carminati, bergamasco, interprete di riferimento del belcanto e
già direttore artistico del Teatro Donizetti dal 2000 al 2004, che
ritorna così nella sua città dopo oltre vent’anni. A lui il
festival ha affidato il podio dopo la scomparsa, la scorsa estate, di
Antonino Fogliani, al quale Carminati era legato da una lunga
amicizia nata proprio sul palcoscenico del Donizetti: alla memoria
del Maestro è dedicata la recita inaugurale: «Porterò sul podio
tutta l’amicizia e la stima che nutro per Antonino – ha
dichiarato Carminati – e il mio intento principale sarà
trasformare la tristezza che provoca la chiusura di questo cerchio in
una grande attestazione di affetto nei suoi confronti».
Il nuovo allestimento porta la firma
della regista tedesca Katharina Thoma (
nella foto a sinistra), al suo debutto al festival e
in Italia, che ha lavorato fra gli altri al Glyndebourne Festival,
alla Royal Opera House di Londra e alla Royal Opera di Stoccolma e
guida il dipartimento di arte scenica della Hochschule für Musik di
Würzburg. Thoma cura anche la drammaturgia dello spettacolo, che si
avvale delle scene di Devin McDonough, dei costumi di Irina Bartels,
delle luci di Fiammetta Baldiserri e dei video di Luca Scarzella.
Nel ruolo di Argelia il soprano Lidia
Fridman, accanto al Settimio del tenore Sergey Romanovsky e al Murena
del basso-baritono Luca Pisaroni, per la prima volta a Bergamo.
Publio sarà Marcelo Solís, allievo della Bottega Donizetti, mentre
Vittoria Vimercati vestirà i panni di Leontina e Matteo Mollica
interpreterà Lucio e Fulvio.
L’esule di Roma inaugura venerdì 13
novembre alle ore 20.00 e replica sabato 21 novembre alle ore 20.00 e
domenica 29 novembre alle ore 15.30 (anteprima under 30 martedì 10
novembre alle ore 17.00).
Alahor in GranataVera e propria riscoperta, al Teatro
Sociale debutta sabato 14 novembre alle ore 20.00 Alahor in Granata,
titolo del progetto #donizetti200 con cui il festival porta in scena
un titolo donizettiano a due secoli dal debutto. Il melodramma in due
atti su libretto di M. A. fu infatti composto da Donizetti
esattamente duecento anni fa per il Teatro Carolino di Palermo, dove
andò in scena il 7 gennaio 1826. L’opera è presentata nella nuova
edizione critica curata da Edoardo Cavalli per la Fondazione Teatro
Donizetti, resa possibile dall’identificazione della partitura
autografa presso la biblioteca del Conservatorio “A. Scarlatti”
di Palermo nel 2023. Le riprese di Siviglia (1998) e di Palermo
(1999) si basavano su una versione successiva, quella del 1830: a
Bergamo il pubblico ascolterà per la prima volta in tempi moderni
l’opera così come Donizetti la scrisse.
«Gaetano Donizetti trascorse un lungo
periodo di lavoro a Palermo, al Teatro Carolino, dall’aprile 1825
al febbraio 1826 – ricorda Paolo Fabbri, direttore scientifico del
Centro Studi Donizettiani. La scoperta di Cavalli ha permesso di
avere una partitura pienamente attendibile di quanto Donizetti
scrisse nel 1826 e, a distanza di pochi anni, siamo già in grado di
proporre al pubblico il risultato della ricerca scientifica portata
avanti dal Centro Studi Donizettiani».
La vicenda si svolge nella Granata del
tardo Quattrocento, ultimo regno arabo della penisola iberica,
dilaniato dalla rivalità tra Zegri e Abenceraghi. Sul trono siede il
saggio Muley-Hassem, che ama, ricambiato, Zobeida, figlia del re
ucciso anni prima dalla fazione rivale. Contro di lui tramano Alamar,
capo degli Zegri, e Alahor, fratello di Zobeida, tornato in incognito
per vendicare il padre: ma di fronte alla magnanimità del sovrano
l’odio cede il passo al perdono.
Sul podio dell’Orchestra Gli
Originali, per la prima volta alla sua guida, sale Chiara Cattani (
nella foto a sinistra),
specialista del repertorio su strumenti storici e direttrice musicale
dell’Accademia Montis Regalis, che per questa produzione ha scelto
un diapason a 430 Hertz, per avvicinarsi il più possibile alle
consuetudini esecutive dell’epoca. La regia è di Benedetto Sicca
Papa, anch’egli al debutto al festival, con le scene di Luigi
Ferrigno, i costumi di Marco Piemontese, le luci di Marco Giusti e le
coreografie di Leonardo Castellani.
Nei ruoli principali il mezzosoprano
Laura Verrecchia (Muley-Hassem), il soprano Mira Alkhovik (Zobeida),
al suo debutto in Italia, il baritono Roberto de Candia (Alahor) e il
tenore Dave Monaco (Alamar), con Enrico Basso (Ismaele) e il soprano
Cristina De Carolis (Sulima), talento della Bottega Donizetti 2025.
In scena il Coro dell’Accademia Teatro alla Scala.
Alahor in Granata va in scena sabato 14
novembre alle ore 20.00, con repliche domenica 22 novembre alle ore
15.30 e venerdì 27 novembre alle ore 20.00 (anteprima under 30,
mercoledì 11 novembre alle ore 17.00).
Grazie al sostegno di ATB, presentando
l’abbonamento o il biglietto agli spettacoli al Teatro Sociale si
avrà accesso gratuito ai mezzi pubblici urbani ATB (funicolare
compresa) da e per Città Alta nei giorni di spettacolo. È
disponibile, inoltre, una navetta in partenza da via Camozzi al costo
di 1,00 euro, acquistabile presso la Biglietteria del Teatro
Donizetti.
Le convenienze ed inconvenienze
teatraliCompleta il cartellone il dramma
giocoso Le convenienze ed inconvenienze teatrali, al Teatro Donizetti
domenica 15 novembre alle ore 15.30. Nata nel 1827 come farsa in un
atto per il Teatro Nuovo di Napoli, con dialoghi parlati e un ruolo
in dialetto, l’opera su libretto di Domenico Gilardoni fu rivista
da Donizetti per consentirne la circolazione oltre i confini
partenopei, con i recitativi cantati al posto del parlato: il
festival la propone nella nuova versione andata in scena al Teatro
del Fondo di Napoli il 26 settembre 1831, nell’edizione critica
curata da Roger Parker e Anders Wiklund per Casa Ricordi.
In un piccolo teatro di provincia una
compagnia d’opera si riunisce per provare il melodramma serio della
stagione di fiera: il libretto è adattato da un poetastro locale, la
musica è di un maestro ancor più provinciale e i cantanti, poco più
che amatori, pretendono di essere trattati come divi. Ne nasce un
turbine di battibecchi tra primedonne, ripicche e capricci, con
mariti invadenti e madri impiccione a rendere tutto ancora più
esplosivo: una satira irresistibile del mondo teatrale, che non ha
perso nulla della sua attualità.
Alla guida dell’Orchestra Donizetti
Opera, con Hana Lee al fortepiano, torna Alberto Zanardi, applaudito
al festival nel 2024 con Zoraida di Granata. La regia è di Silvia
Paoli (
nella foto a sinistra), di nuovo al Donizetti Opera otto anni dopo Enrico di Borgogna,
con le scene di Eleonora De Leo, i costumi di Ilaria Ariemme, le luci
di Fiammetta Baldiserri e le coreografie di Alessandra Bareggi.
A vestire i panni en travesti di Mamma
Agata, il ruolo più celebre e comico dell’opera, sarà Paolo
Bordogna, beniamino del pubblico bergamasco, che in prova e in scena
farà da mentore agli allievi e alle allieve della Bottega Donizetti
2026, coordinata da Giulio Zappa: Giacomo Nanni (Procolo), Giovanni
Accardi (Biscroma Strappaviscere), Veronica Prando (Luigia), Camilla
Carol Farias (Pippetto) e Giulio Iermini (Cesare Salzapariglia).
Completano il cast il soprano Elene Gvritishvili (Daria), il tenore
Filip Filipović (Guglielmo), Mattia Venni (Impresario) e Omar
Cepparolli (Direttore del palcoscenico), insieme al Coro
dell’Accademia Teatro alla Scala.
Le convenienze ed inconvenienze
teatrali debutta domenica 15 novembre alle ore 15.30, con repliche
venerdì 20 novembre alle ore 20.00 – recita resa accessibile con
facilitazioni e servizi rivolti in particolar modo alle persone sorde
nell’ambito del progetto Donizetti Opera Pass – Accessibilità –
e sabato 28 novembre alle ore 20.00 (anteprima under 30, giovedì 12
novembre alle ore 17.00).
DONIZETTI OFFMostre, prove aperte, conversazioni,
concerti, visite guidate, spettacoli partecipati e colazioni in
teatro: anche nel 2026 il Donizetti Opera non si esaurisce sul
palcoscenico, ma abbraccia l’intera città di Bergamo con il
Donizetti OFF, un calendario di oltre trentacinque appuntamenti, in
gran parte gratuiti, che ha preso il via il 15 ottobre con
l’inaugurazione della mostra diffusa dedicata a Gianandrea
Gavazzeni. Dopo questo avvio, il programma accompagna il pubblico
fino al 29 novembre, coinvolgendo il Teatro Donizetti, il Teatro
Sociale, la Biblioteca Civica Angelo Mai, il museo Bergamo 900, la
Basilica di Santa Maria Maggiore e la Casa Natale del compositore.
Filo rosso dell’edizione è la mostra
diffusa Gianandrea Gavazzeni experience. Uomo del Novecento, curata
da Tania Cefis e Clelia Epis con la collaborazione di Luca Loglio e
Alessio Francesco Palmieri-Marinoni, allestita fino al 29 novembre
tra il Donizetti Studio, il Teatro Donizetti, la Biblioteca Civica
Angelo Mai e Bergamo 900, con una sezione speciale dedicata alla
ricostruzione dei costumi delle prime assolute dell’Esule di Roma e
di Alahor in Granata realizzate dalla Fondazione Arte della Seta
Lisio di Firenze. Alla mostra si affiancano le visite guidate
Scritti, lettere, fogli di musica e autografi del Maestro alla
Biblioteca Angelo Mai (sabato 31 ottobre e venerdì 27 novembre) e
Ritorno al ’900. Qualcosa è cambiato al museo Bergamo 900 (sabato
21 novembre).
L’omaggio culmina giovedì 19
novembre alle ore 20.30 al Teatro Donizetti con il Gala Gianandrea
Gavazzeni. Il concerto, diretto da Riccardo Frizza, rende omaggio al
Maestro con un ricco programma di sinfonie, arie e duetti tratti dai
melodrammi che il direttore d’orchestra bergamasco ha frequentato
nella sua lunga carriera. Si va da Rossini a Bellini, da Verdi fino a
Cilea, Mascagni e Puccini. Immancabili le pagine donizettiane da Anna
Bolena, La favorite e Lucrezia Borgia. A interpretarli i protagonisti
dell’edizione 2026 del Donizetti Opera, il soprano Lidia Fridman, i
tenori Filip Filipović e Dave Monaco e il baritono Roberto de
Candia, con la partecipazione straordinaria del soprano Nicole Car.
Sul palco l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala e la
giovanissima clarinettista Teresa Fumagalli, vincitrice della borsa
di studio “Victor de Sabata” conferita nell’ambito della
rassegna A Gianandrea Gavazzeni. La musica, il gesto, la memoria.
1996-2026, che eseguirà la Fantasia su Rigoletto di Luigi Bassi.
Prosegue la serie Opera Unplugged, che
dopo l’introduzione dei musicologi del Centro Studi Donizettiani
apre le prove al pubblico e lo fa incontrare con i registi: sabato 31
ottobre è la volta di Alahor in Granata, con Livio Aragona, Edoardo
Cavalli e Benedetto Sicca Papa, e domenica 8 novembre di L’esule di
Roma, con Candida Mantica e Katharina Thoma. Le sei conversazioni di
Opera Stories (giovedì 19, venerdì 20, sabato 21, giovedì 26,
venerdì 27 e sabato 28 novembre) spaziano invece dal ricordo di
Gavazzeni, attraverso filmati d’archivio, a Ennio Morricone e Boris
Porena, dalle congiure della Roma di Tiberio alla musica
sperimentale, fino al secondo volume dell’Epistolario donizettiano
e alla figura di Donizetti direttore della musica.
Le domeniche del festival (15, 22 e 29
novembre) tornano The Donizetti Brunch: Donizetti Songs, i concerti
matinée nel Ridotto Gavazzeni, realizzati in collaborazione con
Opera Rara, in cui gli allievi e gli ex allievi della Bottega
Donizetti, accompagnati al pianoforte da Giulio Zappa, presentano
romanze donizettiane, anche inedite, prima del brunch nella
panoramica Sala Eventi Allianz.
Ai giovani sono dedicati Virgin Opera
Club (sabato 7 novembre), esperienza pensata per Gen Z e Millennial
(dai 19 ai 40 anni circa) che si avvicinano all’opera per la prima
volta, e le Anteprime Under30 dei tre titoli in cartellone (martedì
10 novembre L’esule di Roma, mercoledì 11 novembre Alahor in
Granata e giovedì 12 novembre Le convenienze ed inconvenienze
teatrali, tutte alle ore 17.00).
Per bambini e famiglie, ogni sabato
pomeriggio del festival appuntamento con il cartellone Opera Family
formato dalla visita interattiva Qui Maestro Gavazzeni (14 novembre),
dallo spettacolo partecipato per i più piccoli Bacchette Magiche (21
novembre) e dalla nuova opera partecipata e accessibile Tornado
Agata. Convenienze ed inconvenienze di una mamma all’opera (28
novembre). Per le domeniche del 15 e del 22 novembre tornano le
esperienze laboratoriali e creative A colazione con Gaetano: musica,
latte e fantasia! ospitati per questa edizione nelle sale storiche
del Teatro Donizetti.
Grande novità di questa edizione è il
percorso Donizetti Opera Pass – Accessibilità, realizzato con il
supporto di Associazione Fedora. Il progetto prevede l’organizzazione
di diverse attività di avvicinamento al teatro e alla musica
dell’opera rivolte a tutte e tutti, con alcuni accorgimenti che
favoriscono in particolare la partecipazione di persone sorde di
tutte le età: dopo il laboratorio vibro-acustico Il corpo della
musica del 24 ottobre scorso, il percorso prosegue venerdì 20
novembre con l’incontro introduttivo e la recita accessibile di Le
convenienze ed inconvenienze teatrali, con servizi di interpretariato
LIS, gilet vibranti, ListenWiFi e sopratitoli in italiano e in
inglese, e sabato 28 novembre con un laboratorio per bambini e
ragazzi e lo spettacolo accessibile Tornado Agata.
Il festival guarda, inoltre, al mondo
dell’impresa con la serata Le convenienze e inconvenienze aziendali
(mercoledì 25 novembre), organizzata in collaborazione con
Confindustria Bergamo e Federmanager Bergamo, in cui l’incontro con
l’imprenditore, umanista e scrittore Niccolò Branca precede lo
spettacolo partecipato Guasta Diva. Come distruggere un’opera.
Infine, domenica 29 novembre il Dies Natalis di Gaetano Donizetti
viene celebrato nella Basilica di Santa Maria Maggiore con la prima
esecuzione in tempi moderni del Dixit, composizione autografa inedita
per tre voci maschili a cappella, e con l’apertura della Casa
Natale del compositore.