“La presenza di Fabrizio Meloni sul palco dell’ISA è un motivo di grande gioia per la nostra orchestra e per il pubblico abruzzese”: così Ettore Pellegrino, direttore artistico dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese annuncia i concerti che l’Orchestra dell’ISA terrà questa settimana. Tre gli appuntamenti - venerdì 21 marzo alle 21 al Teatro Comunale di Città Sant’Angelo, Sabato 22 alle 18 all’Aquila (Ridotto del Teatro Comunale) e domenica 23 alle 17.30 al Teatro Comunale di Atri – dedicati a capolavori di Wolfgang Amadeus Mozart e di Carl Maria von Weber che vedranno impegnato nella doppia veste di direttore e solista Fabrizio Meloni, primo clarinetto solista dell’Orchestra del Teatro alla Scala, tra i musicisti più rappresentativi del concertismo italiano.
“Nel mese di marzo – continua il Direttore Artistico ISA - abbiamo ospitato musicisti di riferimento nel panorama internazionale che hanno collaborato negli anni con la nostra orchestra: Enrico Dindo, Pavel Berman, Federico Mondelci, ora Fabrizio Meloni e, nel primo fine settimana di aprile, il violinista Stefan Milenkovich. Siamo orgogliosi di offrire al nostro pubblico nomi di tale livello in questa ultima parte della nostra cinquantesima stagione e siamo grati per la risposta entusiasta. Questa settimana, con Fabrizio Meloni, ritroviamo un grande amico. Indimenticabili le produzioni alle quali abbiamo lavorato insieme nel 2009 e nel 2013 e poi, ancora con lui come solista, il debutto dell’Orchestra dell’ISA alla Scala pochi mesi dopo il sisma e il CD registrato per la prestigiosa rivista Amadeus. Emozioni uniche che, sono certo, torneranno a vivere nei nostri professori e nel nostro ospite che ci regaleranno tre bellissimi concerti” conclude Pellegrino.
Il programma immortala il periodo in cui nella storia della musica si passa dal classicismo, che con Mozart raggiunge il suo punto più alto, al Romanticismo di Weber, del quale si ricorda l’importante ruolo che ebbe nella valorizzazione e nella modernizzazione del clarinetto. Suo è il Concerto n. 1 in fa minore per clarinetto e orchestra op. 73 del 1811 che inaugura una nuova maniera di scrivere per questo strumento che in quegli anni stava conoscendo un grande sviluppo tecnico. Le opere per clarinetto scritte da Weber, infatti, costituiscono ancora oggi un arduo e stimolante banco di prova per i clarinettisti ed entrano obbligatoriamente nel repertorio di ogni concertista.
A incorniciare il brano due opere di Mozart, l’Ouverture de Le Nozze di Figaro e la Sinfonia n. 40 in sol minore K. 550 uno dei lavori con cui il compositore conclude la propria esperienza compositiva nell’ambito sinfonico raggiungendo così la massima vetta artistica nel genere, presentando tutte le conquiste dell’arte classica e aprendo la via al romanticismo.
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