mercoledì 1 marzo 2023

Federico Guglielmo: due concerti al teatro Malibran alla testa dell’Orchestra del Teatro La Fenice. In programma Vivaldi, Veracini e Pisendel


Federico Guglielmo, nella doppia veste di violino solista e direttore, torna alla testa dell’Orchestra del Teatro La Fenice nel prossimo concerto in programma al Teatro Malibran venerdì 3 marzo 2023 ore 20.00 (turno S) e sabato 4 marzo 2023 ore 20.00, nell’ambito della Stagione Sinfonica 2022-2023 della Fondazione Teatro La Fenice. Il maestro padovano, punto di riferimento per l’interpretazione del repertorio barocco, dirigerà un programma musicale che prevede l’esecuzione delle celeberrime stagioni di Antonio Vivaldi, che saranno precedute da due pagine meno conosciute: l’Ouverture n. 6 in sol minore di Francesco Maria Veracini e il Concerto in re maggiore JunP I.7 di Johann Georg Pisendel. Il concerto sarà replicato domenica 5 marzo 2023 alle ore 21.00 al Teatro Sociale Eugenio Balzan di Badia Polesine. Sarà inoltre riproposto prossimamente in differita su Rai Radio3, mentre il concerto di sabato 4 marzo sarà trasmesso in diretta streaming sul canale youtube del Teatro.

            Il compositore fiorentino Francesco Maria Veracini (1690-1768) intraprese una vita girovaga che attraversò diverse città dell’Europa. Fece però conoscere per la prima volta i suoi talenti proprio a Venezia nel 1711, dove si esibì svariate volte come solista nelle Basilica di San Marco e di Santa Maria dei Frari. Il suo modo di suonare fu apprezzato in quei giorni anche da Tartini e, dopo Venezia, Veracini ebbe grandi successi a Londra, Düsseldorf fino ad arrivare al servizio della corte dell’Elettore Palatino, Federico Augusto di Sassonia a Dresda, dove lavorò dal 1717 al 1722. Nel suo apporto al concerto, Veracini mostra una grande originalità formale, unita a una lucida chiarezza di idee musicali, una ispirata libertà nell’espressione melodica e un sapiente uso delle tecniche contrappuntistiche. Ne sono un esempio le sei Ouverture – il cui manoscritto originale si trova presso la Biblioteca del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia – che Veracini scrisse nel 1717 durante un suo breve ritorno nella città lagunare allo scopo di attirare l’attenzione di Federico Augusto di Sassonia e così poter ottenere un posto nella sua orchestra nella corte di Dresda; cosa che avvenne puntualmente l’anno seguente. L’Ouverture n. 6 in sol minore, come anche le altre cinque, ricalca in modo ridotto la struttura delle ouverture bachiane con il loro caratteristico susseguirsi di diversi movimenti, alcuni dei quali in forma di danza.

            È legato alla corte del principe elettore palatino Federico Augusto di Sassonia anche Johan Georg Pisendel (1687-1755), probabilmente il più importante violinista tedesco del suo tempo. Nel 1712 Pisendel ottenne l’ambito incarico di violinista nell’orchestra di corte di Dresda assumendo le funzioni di Konzertmeister però solo nel 1730 quando morì il fiammingo Jean-Baptiste Volumier. Durante questi anni Pisendel fece anche diversi tour con l’entourage del principe, visitando la Francia (1714), Berlino (1715) e l’Italia (1716-1717). La visita italiana fu senza dubbio quella che segnò più profondamente Pisendel: il soggiorno di nove mesi a Venezia gli permise di frequentare e studiare con Vivaldi e di far conoscere la sua tecnica violinistica sopraffina così come la sua capacità di gestire le compagini orchestrali con cui lavorava. L’influenza italiana, e più propriamente vivaldiana (anche se nelle sue opere si ravvisano anche occasionali ac­cenni a un linguaggio più apertamente galante) è quella che sicuramente predomina nei sette concerti per violino scritti probabilmente poco dopo il suo viaggio in Italia, tra i quali questo Concerto in re maggiore.

Le  stagioni di Antonio Vivaldi (1678-1741) sono i primi quattro brani della raccolta di dodici concerti a quattro e cinque parti Il cimento dell’armonia e dell’inventione op. 8, pubblicata nel 1725. La raccolta si presenta in realtà come un’antologia eterogenea di opere scritte in precedenza nella quale il compositore, come recita il titolo, sembra voler fornire una prova della sua capacità di mettere a confronto l’‘armonia’, ossia la tradizione, con la fantasia e l’‘invenzione’ nell’ambito del concerto barocco. I primi quattro concerti della serie, oggi noti come Le quattro stagioni, suscitarono una così grande ammirazione da parte del conte da spingere Vivaldi, come lui stesso dichiara nella dedica, ad accompagnarne la pubblicazione con quattro sonetti. Ciascuno dei sonetti, probabilmente scritti anch’essi dal compositore veneziano, illustra alcuni aspetti legati alla natura e al vivere sociale durante lo svolgersi di ogni determinata stagione. L’idea alla base della composizione, di natura chiaramente programmatica, si basa infatti sul complesso rapporto dell’uomo con la natura. Nella Primavera e nell’Autunno essa è vista nella sua veste più benigna, difatti abbondanti sono i riferimenti mitologici e conviviali, di carattere prettamente arcadico nel primo caso, bacchico e con tocchi umani nel secondo. In entrambi i sonetti, e nei relativi concerti, si celebrano quindi la comunità, la generosità e la vita tranquilla. L’inverno e l’Estate presentano al contrario aspetti per lo più negativi, con un accento posto in particolare sulle difficoltà climatiche associate a queste stagioni. La natura è descritta pertanto come portatrice di disagi e pericoli che di volta in volta affliggono l’uomo mostrandone la fragilità e vulnerabilità. Se nell’Inverno questa minaccia è superata con il divertimento, nell’Estate essa non lascia tregua e incombe con il caldo afoso o con i violenti temporali.

I biglietti per il concerto (da € 15,00 a € 90,00, ridotto abbonati da € 10,00 a € 50,00) sono acquistabili nei punti vendita Vela Venezia Unica di Teatro La Fenice, Piazzale Roma, Tronchetto, Ferrovia, Piazza San Marco, Rialto linea 2, Mestre, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699)


Federico Guglielmo

Il suo vasto repertorio concertistico si riverbera in una discografia di cir­ca trecento cd che ha ricevuto i più importanti riconoscimenti in tutto il mondo. Ha ricevuto numerosi premi in importanti concorsi di musi­ca da camera e violino (Viotti, Lorenzi, Vittorio Veneto, Mozart, Parigi, Londra) ma la sua carriera internazionale ha iniziato a prendere slancio nel 1991 con il primo premio al Concorso Internazionale Vittorio Gui di Firenze. Da allora si è esibito in alcune delle più famose sale da concer­to del mondo tra cui Vienna (Grosse Musikvereinsaal), Londra (Wigmore Hall), Roma (Accademia di Santa Cecilia), Milano (Società del Quartetto), Ginevra (Victoria Hall), Madrid (Auditorio Nacional), Lisbona (Grande Auditorio Gulbenkian), Monaco (Herkulessaal), Colonia (Philharmonie), New York (Isaac Stern Auditorium della Carnegie Hall), Boston (Jordan Hall), Tokyo (Suntory Hall, Opera City, Sumida Triphony e Bunka Kai­kan), Osaka (Symphony e Izumi Hall), Pechino (National Center for the Performing Arts), Taipei (National Concert Hall), Seul (Arts Center), San Paolo (Teatro Cultura Artistica), Buenos Aires (Teatro Colón), Sydney (City Recital Hall), Melbourne (Hamer Hall e Elizabeth Murdoch Recital Center). Come solista e direttore d’orchestra si è guadagnato una fama crescente portando il suo stile e la sua consapevolezza storica insieme a un approccio innovativo sia agli ensemble da camera di strumenti d’epoca che alle moderne orchestre sinfoniche. Ha diretto e concertato dal violino celeberrimi ensemble barocchi come The Academy of Ancient Music (Lon­dra), The Händel & Haydn Society (Boston), Orquestra Barroca Casa da Música (Porto), Il Pomo d’Oro, The Australian Brandenburg Orchestra e ha ispirato esecuzioni storicamente informate in orchestre quali il Maggio Musicale Fiorentino, la New Japan Philharmonic, I Pomeriggi Musicali, l’Opera Ballet Vlandereen, l’Osaka Symphony Orchestra, il Teatro Verdi di Trieste, l’Orquesta Filarmónica de Gran Canaria e altre ancora. Come so­lista particolarmente degne di nota sono state le sue esibizioni con Gustav Leonhardt (concerti per violino di Bach), Sigiswald Kuijken (concerti per violino italiani), Christopher Hogwood (concerto per violino di Beetho­ven) e Reinhard Goebel (Concerto per violino di Franz Clement, prima ese­cuzione in tempi moderni). Vincitore nel 1997 del Premio Internazionale Antonio Vivaldi, ha ricevuto un Diapason d’Or per il cd Vivaldi/Concertos for Anna Maria mentre la sua ultima registrazione Vivaldi/Lost Anna Ma­ria Concertos con Federico Maria Sardelli è stata acclamata. Negli ultimi anni si è dedicato a opere rare e dimenticate: importante in questo campo la prima mondiale del Finto turco di Piccinni all’Olimpico di Vicenza e la prima rappresentazione in tempi moderni di Ottone in Villa di Vivaldi.


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