martedì 20 febbraio 2024

Il mistero del tempo. Vadym Kholodenko sul palco dell’Auditorium con il Secondo Concerto di Brahms al fianco dell’Orchestra Sinfonica di Milano diretta da Andrey Boreyko

 

Giovedì 22 febbraio ore 20.30
Venerdì 23 febbraio ore 20
Auditorium di Milano, Largo Mahler
Miloslav Kabeláč
Mystery of Time. Passacaglia per orchestra op. 31
Johannes Brahms
Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in Si bemolle maggiore op. 83
Orchestra Sinfonica di Milano
Vadym Kholodenko Pianoforte
Andrey Boreyko Direttore

Giovedì 22 (ore 20.30) e venerdì 23 febbraio (ore 20), un programma estremamente interessante vede tornare sul podio della Sinfonica Andrey Boreyko, attuale Direttore Residente dell’Orchestra, al fianco dell’immenso talento pianistico di Vadym Kholodenko (nella foto a destra), vincitore dell’ambita medaglia d’oro e di tutti i premi speciali al quattordicesimo concorso internazionale Van Cliburn nel 2013, e che ha ormai forgiato una meravigliosa carriera internazionale. Kholodenko offre al pubblico dell’Auditorium la sua interpretazione del Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Johannes Brahms, pagina tra le più riuscite nella storia di questa forma compositiva, che unisce un profondo lirismo a una vivacità espressiva di rara fattura. Completa il programma Mystery of Time. Passacaglia per orchestra op. 31 di Miloslav Kabeláč, compositore che rappresenta per la cultura ceca quello che Šostakóvič fu per la musica russa, nella sua convinzione di non cedere al male e nell’adesione agli ideali umanistici.
Mystery of Time. Passacaglia per orchestra
è una “riflessione sugli eventi cosmici, sulle loro immense sfere e sulle leggi fisse che li governano” come recita il musicologo Eduard Herzog nella prefazione dell’edizione a stampa della partitura. Il linguaggio musicale di Kabeláč (nella foto a sinistra) può essere riassunto come una grande ricerca dell’elementarità della morfologia musicale. “Nel mio lavoro non faccio distinzione tra piccole e grandi cose, entrambe hanno il loro valore. Quelle grandi, come il Mistero del tempo, quando si tende l’idea musicale al massimo che può sopportare, e quelle piccole, in cui ci si sforza di ridurla al minimo, a ciò che una semplice idea può sopportare”. E nel Mistero del tempo, le piccole e le grandi cose, sono strettamente connesse. Mystery of Time.Passacaglia per orchestra op. 31 è uno straordinario crescendo, graduale e sostenuto, di venticinque minuti. Formazioni melodico-ritmiche semplici ed elementari sono introdotte in un vuoto statico che attraverso una metamorfosi quasi impercettibile evolve dal nulla al tutto.
A proposito del tempo e della sua relatività, in Brahms passato e futuro si incontrano nella volontà del compositore di conservare il pre-classico, il classico e il romantico e al tempo stesso innovare il
linguaggio musicale delle tradizioni. Il secondo concerto per pianoforte e orchestra, pubblicato nel 1881, non è in tre movimenti, come richiede la forma canonica del concerto, bensì in quattro, con uno scherzo aggiunto mutuato dal concerto per violino. Nonostante le dimensioni imponenti, che lo rendono ancora oggi uno dei più lunghi concerti in repertorio e affine al sinfonismo, a un ascolto attento non sfugge, fin dal principio, la sua profonda natura cameristica: il dialogo tra il corno e il pianoforte è un evidente richiamo al trio per corno op. 40.  Laddove il pianismo richiesto per questa meravigliosa pagina sinfonica è ancora più sfidante rispetto a quello, già poderoso, del Primo concerto, nel corso della composizione il pianoforte si ritira in luogo più riservato e intimo. E’ molto interessante inserire il Secondo Concerto in una sorta di autobiografia pianistica di Johannes Brahms, come suggerisce Malcom MacDonald nel suo Veiled symphonies? The concertos: se il Brahms ventenne era un grandissimo virtuoso della tastiera, con il passare degli anni l’attività pianistica pubblica, seppur senza mai cessare, lascia spazio all’attività compositiva e al “pianismo privato”, quel dialogo dell’animo con sé stesso che caratterizza le sue ultime raccolte per lo strumento.
A misurarsi con il Secondo Concerto di Brahms è Vadym Kholodenko, solista dalle qualità eccezionali, che debutta con la Sinfonica “dal vivo” dopo essere stato protagonista di un concerto trasmesso in streaming nel 2021, offrendo l’interpretazione della Rapsodia su un tema di Paganini per pianoforte e orchestra op. 43 di Rachmaninov. Al suo fianco Andrey Boreyko (nella foto a destra), Direttore Residente dell’Orchestra Sinfonica di Milano.

La Stagione 2023/2024 dell’Orchestra Sinfonica di Milano è realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Lombardia, del Comune di Milano, di Fondazione Cariplo e dei Fondatori Promotori Città Metropolitana di Milano, Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, Banco BPM e Intesa Sanpaolo.
Biglietti
Intero: 40 € in platea, 30 € in galleria. Over 60 e Convenzioni: 30 € (platea), 22 € (galleria).
Under 30 e Sostenitori: 20 € (platea), 15 € (galleria).
I biglietti sono in vendita presso la biglietteria dell’Auditorium di Milano, oppure online su Vivaticket.


Conferenza introduttiva
Giovedì 22 febbraio alle ore 18.30 si terrà una conferenza introduttiva nel Foyer della Balconata, intitolata “Ispirati e Grandiosi”. Relatore Matteo Marni “Una cifra espressiva accomuna il Concerto per pianoforte n. 2 di Brahms e la Passacaglia Mystery of Time del compositore ceco Miloslav Kabeláč (1908-1979): è la grandiosità. Quello che nelle intenzioni di Brahms sarebbe dovuto essere un “piccolo concerto con un piccolo scherzo”, si rivelerà per proporzioni e struttura il più imponente concerto per pianoforte e orchestra scritto sino ad allora. Kabeláč, volendo attualizzare con il linguaggio contemporaneo la classica forma barocca della passacaglia, dal canto suo si ispirò alle emozioni che gli erano suscitate dalla contemplazione dell’infinito.”



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