giovedì 22 gennaio 2026

Sinfonica di Milano: un “Gioco di squadra” per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 con Tjeknavorian, Kanneh-Mason e Campogrande

Orchestra Sinfonica di Milano
Stagione sinfonica
Venerdì 30 gennaio ore 20
Domenica 1° febbraio ore 16
Auditorium di Milano Largo Mahler
 
Nicola Campogrande
Gioco di squadra (Prima esecuzione assoluta)
Commissione dell’Orchestra Sinfonica di Milano in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026
Sergej Rachmaninov
Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in Do minore op. 18
Ludwig van Beethoven
Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92
 
Orchestra Sinfonica di Milano
                                      Jeneba Kanneh-Mason Pianoforte                                       
Emmanuel Tjeknavorian Direttore
 

Con il contributo del Ministero della Cultura.
Fondatori Istituzionali: Regione Lombardia, Comune di Milano.
Fondatori Promotori: Città metropolitana di Milano, Camera di Commercio
di Milano Monza Brianza Lodi, Banco BPM, Pirelli, Intesa Sanpaolo.
Con il sostegno di Fondazione Cariplo


Nel segno dei Giochi Olimpici Invernali, l’Orchestra Sinfonica di Milano intreccia grande repertorio, nuove creazioni e giovani eccellenze internazionali in un concerto che celebra lo spirito dello sport come metafora della musica: energia condivisa, ascolto reciproco, gioco di squadra. Sul podio Emmanuel Tjeknavorian, Direttore Musicale della compagine milanese, guida un programma che unisce la grande musica Romantica a quella contemporanea: venerdì 30 gennaio e domenica 1° febbraio il pubblico potrà ascoltare Jeneba Kanneh-Mason, giovane pianista di eccezionale talento, protagonista del Concerto n. 2 di Rachmaninov. A completare il programma, la Sinfonia n. 7 di Beethoven e la prima assoluta di Nicola Campogrande, “Gioco di Squadra”, commissionata per celebrare lo spirito dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali.
Jeneba Kanneh-Mason proviene da una delle famiglie più straordinarie della musica contemporanea: i Kanneh-Mason, sette fratelli e sorelle che suonano violino, pianoforte o violoncello, hanno conquistato le platee di tutto il mondo. Cresciuta a Nottingham, in Inghilterra, Jeneba è nata da un padre di origine antiguaise, Stuart Mason, direttore di un’importante catena alberghiera a Londra, e da una madre, Dr Kadiatu Kanneh, originaria della Sierra Leone e già docente universitaria a Birmingham. L’educazione familiare e multiculturale ha permesso ai fratelli Kanneh-Mason di fare della collaborazione e del dialogo musicale una vera forma di vita. Tra i fratelli, Sheku Kanneh-Mason, violoncellista, ha attirato l’attenzione globale per il suo straordinario talento. Già vincitore del BBC Young Musician competition nel 2016, Sheku registra per Decca ed è attualmente Artist in Residence alla New York Philharmonic.
 «Il mio obiettivo è far dialogare mondi musicali diversi: dal classico al pop, fino alla world music, senza barriere», dichiara la giovane pianista, incarnando il talento fresco e la capacità di connettere tradizione e contemporaneità.
Jeneba, con studi al Royal College of Music di Londra e debutti di grande impatto ai BBC Proms, BBC Philharmonic e in recital alla Tonhalle di Zurigo, alla Wigmore Hall di Londra e presso l’Academy of Saint Martin in the Fields, ha appena pubblicato l’album “Fantasie” (Sony Classical, 2025), acclamato dalla critica internazionale per la sua versatilità e profondità interpretativa. Inoltre, nel novembre 2022 ha intrapreso un’ampia tournée europea eseguendo il Concerto di Price con l’orchestra Chineke!, progetto inglese che ha l’obiettivo di creare opportunità per musicisti di ogni etnia (“Championing change and celebrating diversity in classical music” il loro motto).
Tjeknavorian guida l’Orchestra nella prima assoluta di “Gioco di Squadra” di Nicola Campogrande (nella foto a destra), composizione pensata per celebrare lo spirito olimpico: un pezzo che esplora il lavoro di squadra, il dialogo tra le voci orchestrali e l’idea di eccellenza collettiva, trasformando la musica in metafora dello sport e della collaborazione. Il concerto prosegue con il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra di Rachmaninov, pietra miliare del repertorio pianistico, capace di unire virtuosismo tecnico e profondità espressiva. Ogni movimento, dall’apertura lirica al travolgente Allegro scherzando, mostra l’abilità del compositore di fondere cantabilità melodica e virtuosismo solistico.
Si chiude con la Sinfonia n. 7 di Beethoven, descritta da Wagner come “l’apoteosi della danza”, dove ritmo, energia e lirismo trovano equilibrio perfetto. L’Allegretto iniziale, con la sua pulsazione insistente, è tra le sezioni più celebrate del repertorio beethoveniano, mentre il finale Allegro con brio esplode in un inno di gioia e vitalità, sottolineando la capacità del compositore di coniugare struttura formale e intensità emotiva.
Venerdì 30 gennaio alle ore 18.30 si terrà una conferenza introduttiva nel Foyer della Balconata. Oreste Bossini in dialogo con Nicola Campogrande.



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