lunedì 12 gennaio 2026

Il violoncellista Mario Brunello riscopre Weinberg con l’Orchestra Haydn nella doppia veste di solista e direttore

 

A pochi giorni dalla conclusione del tradizionale Concerto di Capodanno, proposto in otto località del Trentino Alto-Adige, l’Orchestra Haydn prosegue ora la Stagione sinfonica con il primo concerto in cartellone nel nuovo anno, nonché uno degli appuntamenti più attesi. Lunedì 12 gennaio 2026 alle ore 19.30 presso la Casa della Cultura di Silandro, martedì 13 gennaio alle ore 20.00 all’Auditorium di Bolzano e mercoledì 14 gennaio alle ore 20.30 all’Auditorium Santa Croce di Trento, l’Orchestra Haydn si unirà infatti al violoncellista Mario Brunello, impegnato nella doppia veste di solista e direttore.
Primo musicista europeo a vincere il Concorso Čajkovskij a Mosca nel 1986, personalità tra le più versatili e curiose del panorama internazionale, Mario Brunello interpreterà da solista il Concerto per violoncello e orchestra op. 129 di Robert Schumann e il Concertino op. 43 bis di Mieczysław Weinberg, oltre a dirigere la Sinfonietta n. 2 op. 74 dello stesso autore, insieme alla Sinfonia n. 82 denominata “L’orso” di Joseph Haydn.
Un programma che racchiude pienamente la visione musicale dell’eclettico violoncellista veneto che, dopo aver passato diversi anni alla rilettura del repertorio settecentesco, in particolare di Bach attraverso il violoncello piccolo, Brunello si impegna ora a mettere in luce questi caposaldi della letteratura per violoncello del secondo Novecento. Compositore prolifico, nato in Polonia, Weinberg sfuggì varie volte alle invasioni naziste stabilendosi infine a Mosca, con l’aiuto dell’amico Šostakovič. Grazie all’esecuzione dal vivo e all’incisione su disco delle opere del compositore polacco, Mario Brunello gioca un ruolo fondamentale per la diffusione di questo affascinante repertorio che per decenni ha faticosamente cercato di sfuggire alle imposizioni del regime sovietico. La scoperta delle opere di Weinberg ha emozionato talmente Brunello, al punto da arrivare a dichiarare: «Una musica che mi ha parlato da subito, una forza dirompente che immediatamente alla lettura, allo studio e via via durante le esecuzioni, conquista e poi non puoi quasi più farne a meno».
Tra le prime composizioni presentate da Schumann dopo la nomina a direttore della Società Corale e dei Concerti di Düsseldorf, nel suo Concerto per violoncello nulla traspare del turbamento che in quel periodo torna a sconvolgere la sua vita. Qui le caratteristiche espressive prevalgono sui toni morbidi e malinconici dell’insieme strumentale, come se fosse un Concerto per violoncello con accompagnamento d’orchestra, piuttosto che un concerto per violoncello e orchestra. Completamente opposto è invece il clima che pervade il Concertino di Weinberg, scritto nel 1948, la cui partitura rimase nascosta per volontà del compositore così da non rischiare di esporsi maggiormente nei confronti del regime sovietico. La Sinfonietta rappresenta una forma popolare tra i compositori sovietici. Scritta nel 1960, in questa seconda Sinfonietta l’autore accenna al motivo della sua infelicità nell'ultimo movimento con una citazione di un suo precedente brano chiamato Reminiscenza. Prima delle cosiddette sei Sinfonie "parigine”, la Sinfonia n. 82 di Haydn deve evidentemente il suo titolo al tema iniziale dell'ultimo tempo, dove i bassi possono richiamare l'idea del grugnito e della danza traballante di un orso.

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