domenica 18 gennaio 2026

La Direttrice venezuelana Glass Marcano per la prima volta con l'Orchestra Haydn

 

Anche nel nuovo anno, la Stagione sinfonica della Fondazione Haydn prosegue con il debutto di alcuni tra i più interessanti giovani artisti della scena internazionale, per la prima volta alla guida dell’Orchestra Haydn. Tra questi figura Glass Marcano, giovane direttrice d’orchestra di origini venezuelane formatasi nel celebre Sistema Abreu, modello inclusivo di insegnamento della musica, nonché fucina di talenti che ha rivoluzionato l’educazione musicale in America Latina:
«Ricordo quel periodo con grande gratitudine – afferma la direttrice d’orchestra – El Sistema mi ha dato non solo un'educazione musicale, ma anche un senso di comunità e disciplina fin da giovanissima. È stato lì che ho capito come la musica possa trasformare vite e aprire percorsi. In quegli anni studiavo violino, ma sin da piccola ero curiosa di comprendere l'intera partitura, non solo la mia parte. Così ho sentito il bisogno di studiare direzione d’orchestra, affascinata dai direttori venezuelani provenienti da El Sistema, i primi modelli ai quali mi sono profondamente ispirata».
Sul podio dell’Orchestra Haydn, Glass Marcano affronterà un programma che accosta pagine di Wolfgang Amadeus Mozart, come il Divertimento K 136 e la Sinfonia K 201, a opere del compositore argentino Alberto Ginastera, Pampeana n. 3 e quattro danze dal balletto Estancia. Sulla crisi politica e le difficoltà che il Venezuela sta attraversando, la direttrice si è così espressa:
«In Venezuela il clima è cambiato drasticamente. Ho iniziato in un Paese in pieno di fervore istituzionale, che ci ha permesso di sognare in grande, mentre oggi si trova ad affrontare immense sfide politiche che hanno trasformato la vita quotidiana di tutti i cittadini, costringendo molti a cercare nuovi orizzonti. La mia più grande speranza è che il Paese trovi un percorso verso la stabilità e la riconciliazione. Sogno un Venezuela dove il talento dei giovani non abbia limiti e dove la cultura continui a essere il motore che ci permette di ricostruirci come società: la musica è la nostra speranza».
Dopo gli studi con Teresa Hernandez e Alfredo Rugeles, Marcano si è affermata nel 2020 al concorso La Maestra di Parigi, dove ha ricevuto l’Orchestra Award, primo riconoscimento europeo dedicato a direttrici d’orchestra. Sul ruolo della donna in musica e sul tema della parità di genere nelle orchestre, Glass Marcano afferma:
«Per le musiciste, oggi ci sono sicuramente più spazi e riconoscimenti, ma ci sono ancora molte sfide da affrontare. Le donne hanno guadagnato visibilità e opportunità, e concorsi come La Maestra sono essenziali per aprire delle porte. Rispetto al passato, sento che ora abbiamo più possibilità di essere ascoltate e di poter portare al pubblico la nostra visione».
Con un programma che accosta le sonorità novecentesche dell’America Latina del compositore argentino Alberto Ginastera alla classicità di Wolfgang Amadeus Mozart, Glass Marcano salirà per la prima volta sul podio dell’Orchestra Haydn martedì 20 gennaio 2026 alle ore 20.00 all’Auditorium di Bolzano e mercoledì 21 gennaio alle ore 20.30 all’Auditorium di Trento:
«Le opere in programma appartengono a linguaggi molto diversi, ma entrambi i compositori condividono freschezza e chiarezza nella loro scrittura: Mozart con il suo genio classico, e Ginastera con la sua voce moderna. Eppure in entrambi trovo uno spirito di trasparenza e vitalità musicale».
Il Divertimento K 136 per archi fu scritto nel 1772 a Salisburgo al ritorno dal secondo dei tre viaggi in Italia. L’opera appartiene quindi alla produzione strumentale di un Mozart sedicenne, che assorbe e assimila esperienze e stili altrui, specialmente della scuola barocca e della Sinfonia d'opera italiana. Questo Divertimento si rivela così il risultato di molteplici suggestioni culturali, un esempio di quella personale rielaborazione di differenti modelli che porterà l'enfant prodige verso la conquista di un proprio linguaggio. Terminata il 6 aprile 1774, la Sinfonia K. 201 rappresenta un’autentica svolta all'interno della produzione sinfonica mozartiana, nonché l'ultima tappa di un lento processo di affrancamento dall'influenza dominante del gusto italiano. Dopo il viaggio estivo a Vienna, questo orientamento poté trovare esiti adeguati nell’abbandono di quella struttura in tre movimenti, da quel momento divenuti quattro, e quei limpidi contrasti di matrice italiana.
Terza delle composizioni rapsodiche nelle quali Ginastera evoca le Pampas, le grandi praterie argentine, Pampeana n. 3 op. 24 è un’opera del 1954 caratterizzata da un carattere introspettivo, interrotto nel secondo movimento da sezioni percussive virili, per ritornare in un clima meditativo nel movimento conclusivo, basato su un tema dodecafonico sviluppato però con maggiore libertà rispetto alle tecniche seriali. Ispirato alla vita nei ranch dell’Argentina, il balletto Estancia descrive la relazione amorosa tra un ragazzo di città e la figlia di un allevatore. La storia e la musica rimandano al folclore argentino, contribuendo così all’affermazione dell’identità nazionale. Commissionata nel 1941 da Lincoln Kirstein, impresario dell’American Ballet Caravan, compagnia nata allo scopo di allontanare il balletto dalle tradizioni russe, la compagnia si scioglie tuttavia nel 1942, prima ancora di portare sulle scene il balletto di Ginastera che verrà eseguito soltanto dieci anni più tardi, nel 1952, al Teatro Colón di Buenos Aires. Nel frattempo, nel 1943 Alberto Ginastera estrasse alcune danze, pubblicandole separatamente come Suite per orchestra in quattro movimenti.


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