martedì 20 gennaio 2026

Giovani talenti De Sono inaugurano il 2026 tra classica e jazz con il concerto Classical Swing

CLASSICAL SWING 
Giovedì 29 gennaio ore 20.30
Conservatorio «Giuseppe Verdi»



David Alecsandru Irimescu, pianoforte
Federico Allegro, oboe
Matteo Maggini, fagotto
Letizia Gullino, violino
Gabriele Mercandelli, clarinetto
 
Igor’ Stravinskij (1882-1971)
Histoire du soldat
Suite per violino, clarinetto e pianoforte
 
Nikolaj Kapustin (1937-2020)
Selezione da 8 Concert études op. 40 
 
Jean Françaix (1912-1997)
Trio per oboe, fagotto e pianoforte
 
Alexander Vladigerov (1933-1993)
Dilmano Dilbero Variations op. 3
 
Paul Schoenfield (1947-2024)
Trio per clarinetto, violino e pianoforte

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite.

Si inaugura all’insegna della contaminazione e dei giovani talenti il 2026 della De Sono, con il concerto Classical Swing, in programma giovedì 29 gennaio alle ore 20.30 presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino. Protagonista un ensemble formato da cinque borsisti ed ex borsisti De Sono: David Alecsandru Irimescu (pianoforte), Federico Allegro (oboe), Matteo Maggini (fagotto), Letizia Gullino (violino) e Gabriele Mercandelli (clarinetto).
Il programma propone un viaggio attraverso il Novecento musicale, mettendo in dialogo la scrittura colta con linguaggi extra-accademici come il jazz, il folklore e la musica popolare; ogni brano mostra come compositori di diversa provenienza abbiano saputo rinnovare le forme tradizionali aprendosi a nuovi ritmi, timbri e modelli espressivi.

Si apre con la Suite da L’Histoire du soldat di Igor’ Stravinskij, opera emblematica della sua svolta modernista. Composta durante la Prima guerra mondiale, la partitura nasce dall’incontro con il jazz americano e segna il distacco dalla tradizione sinfonica russa. Nella versione cameristica per violino, clarinetto e pianoforte, Stravinskij fonde marce, valzer, tango e ragtime in una scrittura asciutta e teatrale, dal forte impatto ritmico.
Il pianoforte è protagonista nella selezione dagli 8 Concert Études op. 40 di Nikolaj Kapustin, compositore ucraino che ha fatto della sintesi tra rigore classico e linguaggio jazzistico il centro della propria poetica. Pur ispirandosi a stili come il ragtime, lo stride piano e il musical americano, Kapustin scrive una musica interamente notata, di grande virtuosismo e precisione formale.
Il Trio per oboe, fagotto e pianoforte di Jean Françaix rappresenta il versante neoclassico del programma. Caratterizzato da leggerezza, ironia e grande raffinatezza timbrica, il brano si sviluppa come una conversazione animata tra i tre strumenti, alternando momenti lirici a passaggi brillanti, con l’obiettivo dichiarato di coinvolgere e “dare piacere” all’ascoltatore.
Con le Dilmano Dilbero Variations di Alexander Vladigerov il programma si apre al folklore dell’Europa orientale. Il celebre canto popolare bulgaro che dà titolo al brano diventa il punto di partenza per una serie di variazioni in cui elementi tradizionali e armonie jazz si fondono in una scrittura virtuosistica e di forte carattere improvvisativo.
Conclude la serata il Trio per clarinetto, violino e pianoforte di Paul Schoenfield, compositore americano che unisce musica colta, tradizione ebraica e jazz. I movimenti si ispirano a danze e canti chassidici, alternando energia trascinante e momenti di intensa introspezione, in una musica che coniuga intrattenimento e profondità espressiva.
 
Il concerto riunisce cinque giovani musicisti accomunati da percorsi formativi di alto profilo, tutti legati alla De Sono come borsisti o ex borsisti: al pianoforte David Alecsandru Irimescu, borsista 2025 e interprete dalla forte personalità musicale, vincitore di numerosi concorsi internazionali e apprezzato per la profondità del suono e la maturità espressiva; Federico Allegro, oboista formatosi tra Italia, Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Royal College of Music di Londra, si distingue per una solida esperienza orchestrale e cameristica maturata in contesti internazionali; Matteo Maggini, fagottista che vanta numerose collaborazioni con alcune tra le principali orchestre italiane e diverse esperienze sia in ambito sinfonico sia cameristico, con particolare attenzione al repertorio del Novecento.
Letizia Gullino, giovane violinista elogiata da Salvatore Accardo per il suono caldo e potente e la brillantezza tecnica, è regolarmente ospite di prestigiose stagioni concertistiche in Italia e all’estero e la stagione 2025-26 segna per lei importanti debutti e ritorni in contesti internazionali di primo piano; completa l’ensemble il clarinettista Gabriele Mercandelli, vincitore di premi nazionali e internazionali e protagonista di un’intensa attività orchestrale e cameristica che lo ha portato a esibirsi in importanti teatri e festival europei, oltre a collaborazioni con orchestre italiane e straniere

Ingresso gratuito con prenotazione su Eventbrite.


(nelle foto, dall'alto, David Alecsandru Irimescu, Gabriele Mercandelli, Federico Allegro, Matteo Maggini, Letizia Gullino)

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