domenica 4 gennaio 2026

GLI SPETTRI DEL SIMON BOCCANEGRA FIRMATO DA LUCA MICHELETTI ALLA FENICE DI VENEZIA

 

Muri di cemento, un mare dipinto in filigrana, una “stanza della memoria” in cui «hanno luogo diverse apparizioni, ricapitolazioni di eventi traumatici di un passato che si manifesta per epifanie». Con queste parole il regista, baritono, attore Luca Micheletti descrive il suo nuovo allestimento di Simon Boccanegra, capolavoro di Verdi con cui si misura per la prima volta (dopo aver interpretato da cantante nove ruoli verdiani), e che mette in scena al Teatro La Fenice di Venezia dal 23 gennaio al 14 febbraio. Le scene sono di Leila Fteita, i costumi di Anna Biagiotti e il light design di Giuseppe Di Iorio. La nuova produzione dello spettacolo è diretta da Renato Palumbo, mentre nei ruoli protagonistici sono impegnati Luca Salsi e Simone Piazzola come Simon Boccanegra, Francesca Dotto nelle vesti di Maria Boccanegra, Alex Esposito come Jacopo Fiesco, Francesco Meli nella parte di Gabriele Adorno, Simone Alberghini e Alberto Comes rispettivamente come Paolo Albiani e Pietro.
«In questo Simon Boccanegra, tutto sarà al tempo stesso concreto e metafisico. - prosegue il regista -. Immagino un Simone quasi “ibseniano”, un dramma politico-borghese e simbolista ottocentesco, in cui le rivoluzioni del potere sono determinate dalle vicende private di chi lo esercita o di chi aspira a ottenerlo. Il tutto immerso in un mondo popolato di “spettri”, intesi sia come fantasmi del passato sia come “scheletri nell’armadio”».
Luca Micheletti (nella foto di Fabio Anselmini) inizia il suo percorso nel teatro di prosa dirigendo “I Guitti” di Brescia e collaborando coi maggiori teatri e festival italiani. Ottiene così i più insigni riconoscimenti del settore, fra cui il Premio Ubu (2011), il Pirandello (2015) e il Premio Enriquez (2024). Parallelamente all’attività sui palcoscenici di prosa, debutta come baritono all’opera approdando, sia come regista sia come cantante, nei principali teatri lirici internazionali (dalla Scala al Covent Garden, dal MET al Reál, da Tokyo a Sydney), e collaborando con direttori quali Riccardo Muti, Zubin Mehta, Myung-Whun Chung, Daniele Gatti, Fabio Luisi, Daniel Harding, fra gli altri. Come regista firma nel teatro di prosa una sessantina di titoli; all’opera ha diretto Carmen di Bizet, Scene dal Faust di Schumann e Histoire du soldat di Stravinskij (Ravenna Festival 2019-2021), il dittico Pergolesi/Bernstein La serva padrona/Trouble in Tahiti e La vedova allegra di Lehár al Carlo Felice di Genova (2021-22), la prima mondiale de L’ultimo viaggio di Sindbad di Colasanti all’Opera di Roma (2024). Dirige inoltre un film su La traviata girato al Teatro Olimpico di Sabbioneta (2022). Tra i suoi prossimi impegni come cantante figurano i ruoli del titolo in Macbeth al Teatro Regio di Torino e Don Giovanni a Tokyo, entrambi diretti da Muti.

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