giovedì 25 aprile 2024

Alla FOSS “Languire a Palermo” con Marco Angius direttore e il mezzosoprano Irene Roberts


Salvatore Sciarrino unito a pagine di musica wagneriana per la Stagione della Foss al Politeama Garibaldi nel concerto di venerdì 26 aprile (alle ore 21) e sabato 27 (alle ore 17.30). Dirige il maestro Marco Angius.
Nella prima parte del programma l’Orchestra Sinfonica Siciliana sarà impegnata con Languire a Palermo (Wagner, melodie ultime) di Salvatore Sciarrino in prima esecuzione in pubblico. Quindi sarà dato spazio alle composizioni di Richard Wagner con Wesendonck-Lieder nella versione di Hans Werner Henze (in prima esecuzione a Palermo) che saranno eseguiti in tedesco dal mezzosoprano Irene Roberts (nella foto di Andrew Bogard -  che sostituisce a causa di un'indisposizione la collega Adriana Di Paola) e, a seguire, ancora due brani di Wagner: il Mormorio della Foresta tratto dal Sigfrido e la splendida pagina de L’Idillio di Sigfrido.


Dal programma di sala:
"Nel nostro tempo nessuno ha vissuto più alacremente di Sciarrino il rapporto fra natura e cultura in campo musicale".
Così scrive Enzo Restagno sul compositore palermitano Salvatore Sciarrino che, noto per la trasformazione acustica del suono e per le forme discontinue spazio-temporali, ha dato un notevole contributo all'evoluzione delle tecniche strumentali, ma che è anche una figura unica nel mondo della musica contemporanea in quanto drammaturgo, ecologo, didatta e divulgatore.  Sin dall'età di 12 anni ha iniziato a comporre da autodidatta anche se ha ritenuto frutto di un apprendistato acerbo tutti i suoi lavori anteriori al 1966. È da questo momento che si afferma l'originale poetica di Sciarrino che pone al centro della sua musica l'ascoltatore e non l'autore o la partitura come avviene normalmente
Composto con il titolo Rispondono, a chi? per la sessantesima stagione dell'Orchestra Sinfonica Siciliana che l'ha eseguita in prima assoluta il 10 maggio 2018  sotto la direzione del compositore,  questo lavoro è presentato in questa occasione con il nuovo titolo, Languire a Palermo; si tratta di una forma di omaggio alla città natale realizzato attraverso una melodia infinita di origine wagneriana la cui essenza è indicata, nella nota della composizione redatta da Sciarrino, nella ciclicità e nella circolarità a cui allude il sottotitolo. Il compositore di Lipsia e, soprattutto, una sua melodia, intitolata "Tempo di Porazzi", legata in un certo qual modo a Palermo, è, in effetti, la fonte di questo lavoro, come rivelato dallo stesso Sciarrino in risposta alla domanda «dove si attinge la melodia infinita?»:
"Una melodia rotante. Non semplici ripetizioni o ritornelli: mentre avanziamo nel percorso musicale, stiamo tornando indietro con la memoria verso ciò ch'essa riconosce.
L'utopia circolare proviene forse dal mondo dei sogni? Non sempre il sogno è vago, anzi disegna contorni nitidi alla nostra percezione. È l'ambiguità che dona ai sogni indicibile stranezza, infatti nei sogni una cosa è se stessa ed è anche altra cosa.
Alcune forme musicali possono indurre un'incertezza analoga, e durante l'ascolto talvolta ci domandiamo; questo l'abbiamo sentito, ma come siamo arrivati qui? Neanche parliamo di allucinazioni, casomai del trasfigurarsi della coscienza, dei suoi stupori, risveglio dopo risveglio. Ma siamo svegli.
Dunque una circolarità ben costruita di suoni, di onde, ci seduce sì con espressioni momentanee ed euforie prolungate fra limbo e paradiso terrestre, in bilico; e però sfioriamo proprio quel misterioso istante fra conoscere e riconoscere, in cui la nostra mente si apre a comprendere, ed entra l'estraneo, ciò che per noi prima non esisteva.
Il «Tempo di Porazzi» fu composto da Wagner nel 1882, dopo aver terminato Parsifal, alla fine di un lungo soggiorno a Palermo, la città dove sono nato; si tratta di una monodia assoluta, in sé sospesa fuori da ogni armonia. L'estensione invita a immaginare un oboe per suo destino ideale. In 22 battute snoda piccole simmetrie che nelle ampie proporzioni di Wagner abitualmente non si colgono.
La fascinazione di una melodia lontana, senza accompagnamento, di chi suona per sé e si affida al vento. Siamo proprio giunti alla soglia consacrata da Mallarmé e Debussy. Una perfetta sfaccettatura conferisce unicità al pezzo; azzarderei che esso intendesse rispondere alle sollecitazioni sonore che in Sicilia stupiscono l'orecchio. Nella gola di ogni venditore ambulante sgorga l'incanto mediterraneo, ancora oggi. Quali ornamenti fiorivano quelle voci negli anni di Wagner? Venite a sentire se nel vento fosse rimasta l'eco delle Sirene.
Ho affidato la melodia a colori cangianti d'orchestra. Parrebbe un controsenso, invece ciò permette di ordinare e distinguere le frasi, così rivelando meglio l'irregolare curva descritta dalle traiettorie. Senza soluzioni di continuità, talvolta si spalancano spazi ai richiami.
Ogni anello incatena l'altro, si formano man mano Rotazioni: I, II, III, IV, Tema, Fanfara (senza trascinare), Carillon rotto. Che significa questo titolo? In quest'ultima fase irrompono altre due schegge scritte da Wagner avanti di lasciare Palermo. La prima, 6 battute costrette su un biglietto da visita, col sottotitolo «melodia del Porazzi», è diventata qui un trattenuto spasmo sinfonico. Esso si bacia con un foglio per pianoforte, "Languendo" (Schmachtend) che pare sia stato trovato dentro la partitura di Parsifal. Poi il Carillon continua fino ad estinguersi.
Alcuni suoni dell'inizio avevano lasciato una scia; essa declina inavvertita come luce a sera, prima di ammantarsi con i grilli della notte".
Riccardo Viagrande

“La quinta sinfonia di Beethoven recensita da E. T. A Hoffmann”: WunderKammer Orchestra di Pesaro con la collaborazione di Ente Olivieri e Libreria il Catalogo organizza un concerto – conferenza dedicato all’iconica opera di Beethoven

 
Sembra impossibile che la Quinta Sinfonia di Beethoven, una delle opere più iconiche del celeberrimo compositore, il cui incisivo motto iniziale risuona automaticamente nella nostra mente non appena ne viene evocato il nome, abbia avuto il suo la in un concerto tanto famoso quanto sfortunato.
Quando la Quinta venne eseguita per la prima volta a Vienna, il 22 dicembre 1808 – accanto a innumerevoli altri brani -  la difficoltà delle composizioni, l’insufficiente numero di prove, la lunghezza del programma e il freddo del teatro decretarono un mezzo fiasco, tanto che un cronista liquidò l’esecuzione con uno sbrigativo “Nessuno è profeta in patria”.
Le sorti dell’opera cambiarono grandemente qualche mese dopo, quando il direttore della più importante rivista di musica tedesca chiese una recensione a un suo collaboratore, allora sconosciuto, E. T. A. Hoffmann: quest’ultimo, che sarebbe diventato il più importante scrittore del Romanticismo tedesco, definì la Quinta “un capolavoro”.
La storia di questa recensione e di come cambiò la storia della musica è al centro dell’opera della storica della musica Benedetta Saglietti “ La quinta sinfonia di Beethoven recensita da E. T. A. Hoffmann” (Donzelli Editore), che verrà presentata dall’autrice stessa domenica 28 aprile alle 17.30 nella suggestiva cornice di Villa Vismara Currò (via Santa Maria delle Fabrecce 2, Pesaro) nel corso dell’evento organizzato dall’associazione WunderKammer Orchestra Pesaro in collaborazione con Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani e Libreria Il Catalogo di Pesaro.
L’opera di Benedetta Saglietti (nella foto) riporta per la prima volta, nella sua forma integrale, la traduzione in italiano della recensione di Hoffmann, in un’edizione critica introdotta da un’intervista dell’autrice a Riccardo Muti.
Non solo conferenza, ma anche concerto: Paolo Marzocchi, direttore artistico di WunderKammer Orchestra, eseguirà la Quinta Sinfonia di Beethoven nella trascrizione di Franz Liszt: un binomio tra musica e letteratura per andare alla scoperta di una Sinfonia che da secoli non smette di incantare il pubblico.
 
 
Biglietti Intero 15 euro; Ridotto (soci WundeKammer Orchestra) 12 euro. Biglietteria Online su Ticketnation.

mercoledì 24 aprile 2024

Musica da Lipsia: il concerto per violino di Mendelssohn e la sinfonia n.7 di Bruckner al Teatro Massimo di Palermo

 

Uno dei concerti romantici per violino più amati, quello di Felix Mendelssohn, e la Settima Sinfonia di Anton Bruckner, in programma al Teatro Massimo il 28 aprile con l’Orchestra del Teatro diretta da Giuseppe Mengoli. Solista, il violinista prodigio Daniel Lozakovich che per il concerto di Mendelssohn suona uno Stradivari del 1713.
Sarà Giuseppe Mengoli, giovane e già premiato vincitore del concorso Mahler 2023 a dirigere l’Orchestra del Teatro per il concerto in programma domenica 28 aprile alle 20:30 al Teatro Massimo di Palermo. Mengoli salirà sul podio al posto del direttore musicale Omer Meir Wellber che ha dovuto rinunciare per motivi di salute ma che sarà presto di ritorno al Teatro Massimo per dirigere a maggio “Tristan und Isolde”. Il concerto mantiene il programma previsto e propone due composizioni create entrambe a Lipsia (nell'immagine in alto, una stampa che riproduce la Leipzig Gewandhaus), a quarant'anni esatti l'una dall'altra: il Concerto per violino e orchestra di Felix Mendelssohn e la Sinfonia n. 7 di Anton Bruckner.
Il Concerto per violino e orchestra in mi minore op. 64 di Felix Mendelssohn fu scritto nel 1845 dal compositore mentre era direttore dell'Orchestra del Gewandhaus di Lipsia per l'amico Ferdinand David, primo violino dell'orchestra. Si tratta di uno dei più amati tra i concerti per violino, con la sua foga trascinante e il grande virtuosismo per la parte del solista. I tre movimenti si succedono senza soluzione di continuità, passando dall'Allegro appassionato iniziale all'Andante in Do maggiore per concludere con esuberante leggerezza nel Finale.


Interprete solista sarà il giovane violinista prodigio Daniel Lozakovich (nella foto di Sasha Gusov), nato a Stoccolma da padre bielorusso e madre kirghisa, che a soli 22 anni vanta già un impressionante elenco di concerti con i più importanti direttori nelle sale più prestigiose e incanta sia la critica che il pubblico. Suona un violino Stradivari “ex-Sansy” del 1713 messogli a disposizione dalla LVMH/ Moet Hennessy Louis Vuitton.
La serata prosegue con la Sinfonia n. 7 in Mi maggiore di Anton Bruckner, composta nel 1886, primo grande successo del compositore austriaco; la prima esecuzione a Lipsia fu seguita da numerose riprese in tutta Europa. La Sinfonia è legata al Te Deum che Bruckner compose in quegli stessi anni e ne utilizza un tema nel secondo movimento, dedicato al ricordo di Richard Wagner, che era morto proprio mentre Bruckner lavorava all'Adagio. Dei quattro movimenti, i primi due sono i più lunghi ed articolati, mentre lo Scherzo e il Finale hanno un carattere più leggero; in particolare il quarto movimento è il più breve tra i Finali delle sinfonie di Bruckner.


Giuseppe Mengoli (nella foto di Simon Pauly) ha iniziato la carriera di direttore d'orchestra a seguito del suo lavoro come primo violino in orchestre giovanili e professionali fin dall'età di 19 anni. Da allora ha lavorato con Oleg Caetani, Daniel Barenboim, Christoph König, John Axelrod e con orchestre come la Real Orquesta Sinfonica de Sevilla, Teatro dell'Opera di Oslo, Orchestra Sinfonica LaVerdi e Royal Opera House Covent Garden. Nel 2018 ha debuttato come direttore con la Gustav Mahler Jugend Orchester a Bad Schandau ed è stato anche primo violino della GMJO. Vincitore di numerosi concorsi internazionali come violinista, oltre al violino ha studiato anche percussioni, pianoforte, tromba oltre che Jazz ed è compositore e arrangiatore.
Biglietti: da 15 a 30 euro


RECORD DI ISCRIZIONI ALLA XIII EDIZIONE DEL PREMIO INTERNAZIONALE DI DIREZIONE D’ORCHESTRA “GUIDO CANTELLI”

 

È record per la XIII edizione del Premio internazionale di direzione d’orchestra “Guido Cantelli” di Novara: sono infatti arrivate ben 241 domande di partecipazione da giovani direttori d’orchestra da tutto il mondo, aspiranti candidati, tutti compresi fra i 18 e i 35 anni, a raccogliere l’eredità del direttore d’orchestra novarese Guido Cantelli. Un successo che posiziona il Premio Cantelli fra i concorsi più autorevoli dedicati alla direzione d’orchestra, con un montepremi che supera i 25.000 euro totali, con sei giurie differenti e una finale, che si terrà il 6 ottobre al Teatro Coccia di Novara, aperta al pubblico.
 
Le domande sono pervenute da tutti e cinque i continenti, da una parte all’altra del globo: dall’Argentina alla Nuova Zelanda, dagli Stati Uniti al Giappone, dal Brasile e dal Cile alla Repubblica di Corea e Singapore. Ma anche dai paesi africani come il Marocco e il Sud Africa, ai paesi europei – oltre naturalmente all’Italia – come Germania, Regno Unito, Francia, Spagna, fino alle nazioni oggi al centro della crisi geopolitica internazionale come la Palestina, l’Iran, Israele, la Russia e l’Ucraina. In totale saranno 44 le nazionalità rappresentate in questa prima fase che porterà alla selezione da parte della giuria di 18 candidati che accederanno alle semifinali, ospitate dal 3 al 5 ottobre all’Auditorium Fondazione Cariplo di Milano.
 
Anche la call rivolta ai compositori di ogni età e nazionalità, giunta alla sua seconda edizione, ha raccolto più del doppio delle domande arrivate nel 2022. Il Premio, su impulso della direttrice artistica Corinne Baroni, vuole dare attenzione e spazio oltre che ai giovani talenti, anche alla nuova musica, rispettando l’interesse di Guido Cantelli per le nuove composizioni. Sono 67 le partiture inviate e, anche in questo caso, da diverse nazioni come il Canada, la Svezia, il Guatemala, il Portogallo oltre che l’Italia, la Spagna e la Polonia. Fra queste composizioni ne verrà scelta una che sarà eseguita durante le fasi finali del Premio Cantelli dai candidati che si misureranno così con una partitura contemporanea.
 
Prossima tappa sarà il 15 giugno quando saranno nominati i 18 finalisti dalla giuria presieduta da Günter Neuhold, direttore d’orchestra di fama internazionale, e composta da Riccardo Frizza (Artistic Advisor Premio Cantelli, Direttore musicale della Hungarian Radio Symphony Orchestra e Art Group – HRSO; Direttore musicale del festival Donizetti Opera di Bergamo), Corrado Rovaris (Jack Mulroney Music Director della Philadelphia Opera Company), Numa Bischof Ullmann (Sovrintendente della Luzerner Sinfonieorchester; Sovrintendente e Direttore artistico del Festival “Le Piano Symphonique” di Lucerna con Martha Argerich “pianiste associée”), Mauro Bucarelli (Segretario artistico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia), Didier de Cottignies (Responsabile artistico dell’Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo) e Cristina Rocca (Vicepresidentessa The Richard and Mary L. Gray Chair della Chicago Symphony Orchestra Association – artistic administration).
 
I brillanti risultati della fase di iscrizione si uniscono all’ottima notizia arrivata proprio in queste ultime settimane per il Premio: il Ministero della Cultura ha, infatti, inserito il Premio Cantelli nei 90 Progetti Speciali per Attività Musicali 2024, tra le 340 domande arrivate da tutta Italia, attribuendo un contributo specifico di circa 17.000 euro. Questo contributo speciale è ulteriore dimostrazione della attestata qualità artistica e progettuale del Premio e segnale di interesse nazionale e internazionale.

QUATTRO TOURNÉE INTERNAZIONALI PER IL CORPO DI BALLO DELL’OPERA DI ROMA


Parigi in aprile, Dubai in maggio, Barcellona in luglio e Liegi in novembre: sono le quattro destinazioni che la Fondazione Capitolina raggiungerà nelle altrettante tournée internazionali in programma nel 2024. Dopo il successo di Orchestra e Coro in Giappone lo scorso settembre, tocca ora a étoiles, primi ballerini, solisti e Corpo di Ballo dell’Opera di Roma, diretti da Eleonora Abbagnato, portare l’eccellenza italiana in Europa e negli Emirati Arabi Uniti.
La prima tappa, Parigi, riconferma il profondo legame che la direttrice ha con la capitale francese, dove è stata la prima italiana a ottenere il titolo di étoile. Per il suo ritorno sulle scene parigine, al Palais des Congrès, Eleonora Abbagnato danza con Friedemann Vogel e la compagnia in abiti firmati da Maria Grazia Chiuri, Christian Dior Couture (Les deux nuits 26, 27 e 28 aprile) ed è attesa anche per l’incontro con il pubblico presso l’Istituto Italiano di cultura a Parigi (24 aprile, ore 19). Le successive destinazioni delle tournée segnano tre debutti assoluti per il Teatro capitolino: alla Dubai Opera (Les deux nuits 25 e 26 maggio), al Gran Teatre del Liceu di Barcellona (Il lago dei cigni 19, 20, 21, 22 e 23 luglio) e all’Opéra Royal De Wallonie di Liegi (Giselle 14, 15, 16 e 17 novembre).
 

La tournée inizia con Les deux nuits, il dittico che affianca Nuit Romaine di Angelin Preljocaj e Nuit Dansée di Giorgio Mancini (una prima assoluta). Un programma dal respiro contemporaneo adatto ai due moderni palcoscenici su cui è atteso: quello del Grand Amphithéâtre del Palais des Congrès di Parigi (26, 27 e 28 aprile) e quello della Dubai Opera (25 e 26 maggio). Nell’iconica sede parigina, da oltre quarant’anni riferimento per gli eventi internazionali, la compagnia torna dopo il successo del 2023 con il tutto esaurito a ogni replica nella platea da 3700 spettatori. Sul palcoscenico della Dubai Opera, il principale centro per le arti performative degli Emirati Arabi Uniti inaugurato nel 2016, si tratta invece di un debutto assoluto per la Fondazione Capitolina. L’edificio, situato accanto al più alto grattacielo al mondo, il Burj Khalifa, nel centralissimo quartiere di Downtown Dubai, è un capolavoro di design contemporaneo.


La terza tappa ci porta in Spagna per cinque sere, il 19, 20, 21, 22 e 23 luglio, sul palcoscenico del Gran Teatre del Liceu per Il lago dei cigni di Čajkovskj. Il grande classico del repertorio è stato scelto per il debutto dell’Opera di Roma nel teatro attivo più antico di Barcellona e il più capiente tra quelli d’opera in Europa, con la sua sala all’italiana da quasi 3.000 posti. L’imponente balletto, che vede impegnati 70 ballerini (42 donne e 28 uomini), è proposto nella versione creata da Benjamin Pech nel 2018, con scene e costumi di Aldo Buti. Le musiche sono eseguite dall’Orquesta del Gran Teatre del Liceu diretta da Koen Kessels.
Le tournée si concludono in Belgio, con il debutto dell’Opera di Roma all’Opéra Royal de Wallonie di Liegi dove il 14, 15, 16 e 17 novembre va in scena il capolavoro firmato da Carla Fracci nel 2004, Giselle, con costumi e scene di Anna Anni. Il balletto, già portato con successo in Oman nel 2023, saprà incantare il pubblico della Vallonia. Lo storico Teatro di Liegi, che ha visto la posa della prima pietra nel 1818, si presenta oggi con una magnifica sala che mantiene lo splendore del passato, in stile italiano con 1000 posti a sedere, e una macchina scenica tra le più moderne al mondo. L’Orchestra dell’Opéra Royal de Wallonie è diretta da Alessandro Cadario.
 
Tutti gli spettacoli sono allestimenti del Teatro dell’Opera di Roma.

nelle foto, dall'alto:
- Alessandra Amato (Myrtha), in GISELLE (foto Fabrizio Sansoni - 2022) 
- IL LAGO DEI CIGNI (foto di Yasuko Kageyama - 2018)
- Claudio Cosino e Alessio Rezza in NUIT ROMAINE (foto Fabrizio Sansoni)


Fenice e Conservatorio: Domenica 28 aprile al Teatro Malibran i migliori allievi dell’istituto in concerto con l’Orchestra del Teatro La Fenice diretta da Damiano Binetti

 
 
Torna Fenice e Conservatorio, l’iniziativa congiunta della Fondazione Teatro La Fenice e del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia che offre ai migliori allievi dell’istituto di formazione musicale la possibilità di esibirsi in veste solistica con l’Orchestra del Teatro La Fenice guidata da Damiano Binetti (nella foto a destra). Protagonisti di questa diciannovesima edizione saranno il chitarrista Ludovico Perenzin, che si misurerà con il Concerto per chitarra e piccola orchestra di Heitor Villa-Lobos; il saxofonista Samuele Molinari che eseguirà il Concertino da camera per saxofono e piccola orchestra di Jacques Ibert; e i pianisti Mattias Antonio Glavinic e Maya Oganyan che interpreteranno due brani celeberrimi, rispettivamente il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in fa minore op. 21 di Frédéric Chopin e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in do minore op. 18 di Sergej Rachmaninov. L’appuntamento è per domenica 28 aprile 2024 alle ore 20.00 al Teatro Malibran.
«Anche quest’anno si rinnova l’impegno, giunto ormai alla diciannovesima edizione, con il tradizionale concerto dei solisti del Conservatorio Benedetto Marcello con l’Orchestra del Teatro La Fenice – ha dichiarato Roberto Gottipavero (nella foto a sinistra), direttore del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia – momento colmo di significati per la nostra Istituzione, che vede la possibilità di realizzare il desiderio più ambito dai nostri studenti meritevoli. I giovani solisti della serata, studenti dei corsi accademici o neo-diplomati che hanno superato la prova di selezione interna, provengono dalle Scuole di Chitarra, Saxofono e Pianoforte, e si esibiranno con brani più o meno noti del repertorio solistico per i loro strumenti sul palcoscenico del Teatro Malibran. Nell’affrontare le indubbie difficoltà tecniche e musicali di questi concerti avranno la fortuna di essere sostenuti dalla prestigiosa Orchestra del Teatro La Fenice, confrontandosi direttamente con la palpabile emozione che caratterizza questo atteso appuntamento. Una collaborazione, quella delle due principali istituzioni musicali della città, che ci onora profondamente e che vede l’attuale sovrintendenza sempre particolarmente sensibile alle diverse proposte del Conservatorio di realizzare assieme manifestazioni musicali, seminari, opere e concerti da camera, grazie a un consolidato spirito di reciproca fiducia e proficua cooperazione».

I biglietti per il concerto (intero da € 10,00 a € 30,00; ridotto da € 10,00 a € 20,00) sono acquistabili nei punti vendita Eventi Venezia Unica; tramite biglietteria telefonica (041 2722699)

Concerto a Cisternino dell’Orchestra sinfonica della Città metropolitana di Bari.

 

Venerdì 26 aprile, alle ore 20.00, nel Teatro comunale “Paolo Grassi” a Cisternino, l’Orchestra sinfonica della Città metropolitana di Bari si esibirà in un concerto dal titolo “L’Orologio”, dal nome della Sinfonia n.101 di Franz Joseph Haydn che verrà eseguita per l’occasione. (Ingresso a pagamento con biglietto unico € 5,00 e € 1,00 per studenti di ogni ordine e grado e per gli over 65).
Il concerto, diretto dal maestro Alfonso Todisco (nella foto in alto), è strutturato con un programma che prevede tre linee melodiche sovrapposte: in apertura l’esecuzione della Sinfonia da Antigono, un inedito di Niccolò Piccinni con revisione a cura dell’Ico di Bari; a seguire la Sinfonia n.101 “della pendola” (o “dell’orologio”), la nona delle dodici sinfonie londinesi di Franz Joseph Haydn e, infine, una composizione inedita e mai eseguita di Marco Anzoletti quale il Concerto in Do Maggiore per viola, violino e orchestra (orchestrazione a cura di Kenneth Martinson).
L’elemento insolito di questo brano, che lo rende unico al mondo poiché nessun compositore aveva mai realizzato un qualcosa di simile, è l’affascinante interscambio virtuosistico tra i due strumenti solisti messo in atto però da un unico esecutore. Sul palco con l’orchestra ci sarà Marco Misciagna (nella foto a sinistra)nel doppio ruolo di violista e violinista.      
      
La guida all'ascolto è a cura degli studenti del Laboratorio di critica musicale del DAMS - Università degli Studi di Bari.

GLI APPUNTAMENTI DE “IL SALOTTO MUSICALE DI NEVILE REID” DI APRILE SI CHIUDONO CON IL DUO MADDALUNO

 

La chiusura della programmazione di aprile de “Il salotto musicale di Nevile Reid”, rassegna organizzata dalla Fondazione Ravello, domenica 28 aprile (ore 11.30) nell’Auditorium di Villa Rufolo, sarà affidata a Mario e Federico Maddaluno. Il duo chitarra e mandolino è formato da padre e figlio accomunati dalla grande passione per la musica: Federico infatti, classe 1999, nei primissimi anni di vita inizia gli studi musicali proprio sotto la guida del padre, M° Mario Maddaluno, prima di passare agli studi specifici per il mandolino con il M° Nunzio Reina e di conquistare l’ammissione al Conservatorio San Pietro a Majella nella classe di mandolino del M° Fabio Menditto, dove si diploma appena diciottenne con il massimo dei voti e la lode. Nel 2016, il talento del giovane Maddaluno ottiene un importante successo nella partecipazione alle fasi finali del Concorso Internazionale “TIM” a Torino (dove la giuria ha considerato le interpretazioni “Al massimo della professionalità nella dinamica, nel fraseggio e nella tecnica”) e risultando unico italiano ed unico solista di strumento a corde approdato alle semifinali.
Esperienza e talento uniti in un concerto che proporrà al pubblico della Città della Musica un nutrito e vario repertorio di musiche, da Calace, Munier e Marucelli fino a Mozart, Rossini, Gioviale e Piazzolla.
L’accesso al concerto è gratuito, fino ad esaurimento dei posti disponibili, per il pubblico residente e, previo pagamento del solo biglietto d’ingresso a Villa Rufolo, per i non residenti. www.ravellofestival.com
 
Domenica 28 aprile
Auditorium di Villa Rufolo, ore 11.30
Federico Maddaluno, mandolino
Mario Maddaluno, chitarra
 
Programma
 
Raffaele Calace 
(1863 - 1934)
X Preludio (mandolino solo)
 
Carlo Munier (1859 - 1911)
Love Song (mandolino solo) 
 
Enrico Marucelli
 (1873 - 1901)
Valzer Fantastico
 
Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791)
Marcia Turca (arr. C.Munier)
 
Giovanni Gioviale (1885 - 1949)
Viale Fiorito
Serate Primaverili
 
Gioachino Rossini (1792 - 1868)
La Danza 
 
Astor Piazzolla (1921 - 1992)
Oblivion 
 
Carlo Munier
Capriccio Spagnuolo op.276

 

TORNA A SANTA CECILIA TUGAN SOKHIEV PER DIRIGERE IL LAGO DEI CIGNI DI ČAJKOVSKIJ E IL CONCERTO PER PIANOFORTE N. 2 DI PROKOF’EV CON IL DEBUTTANTE HAOCHEN ZHANG ALLA TASTIERA


giovedì 2 maggio ore 19.30
venerdì 3 maggio ore 20.30
sabato 4 maggio ore 18 
Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone – Sala Santa Cecilia
 
Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
direttore Tugan Sokhiev 
pianoforte Haochen Zhang
 
Prokof’ev Concerto per pianoforte n. 2
Čajkovskij Il lago dei cigni suite
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biglietti da € 19 a € 52


La grande musica russa tra Otto e Novecento sarà la protagonista dei concerti in programma giovedì 2 maggio alle ore 19.30, venerdì 3 maggio alle ore 20.30 e sabato 4 maggio alle ore 18 all’Auditorium Parco della Musica e che vedranno il ritorno sul podio, per il primo dei suoi due concerti di questa stagione, di Tugan Sokhiev (nella foto in alto). Il direttore russo, nato a Vladikavkaz nel 1977, in passato è stato Direttore del Teatro Bolshoi di Mosca e Direttore musicale dell’Orchestre National du Capitole de Toulouse. Attualmente senza incarichi stabili per sua scelta, collabora con le orchestre più prestigiose come l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam, i Berliner e Wiener Philharmoniker e le maggiori compagini statunitensi. 
Nel brano di apertura verrà affiancato dal pianista cinese Haochen Zhang (nella foto a sinistra), al suo debutto a Santa Cecilia, che eseguirà il Secondo Concerto per pianoforte di Prokof’ev. Haochen Zhang (Shanghai 1990) nel 2009 è stato il primo pianista asiatico ad aggiudicarsi il concorso Van Cliburn, tra i più prestigiosi del mondo e da allora si è esibito con enorme successo con, tra le altre, la New York Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Lucerne Festival Orchestra, Staatskapelle Berlin e Filarmonica della Scala. Il Secondo Concerto di Prokof’ev, un lavoro di immensa vitalità che richiede eccezionali doti di virtuosismo, fu composto nel 1912/13 ma in seguito alla distruzione della partitura in un incendio, Prokof’ev ne fece una nuova versione nel 1923, poi eseguita l’anno successivo a Parigi, con il compositore alla tastiera e Sergej Kusevitzkij sul podio.
Nella seconda parte della serata Sokhiev dirigerà una sua suite che comprende i brani più conosciuti e amati del balletto di Čajkovskij Il lago dei cigni, composto tra il 1875 e il 1876 e assurto con il passare del tempo al ruolo di simbolo stesso del balletto diventando una sorta di icona. Il lago dei cigni è una favola senza lieto fine in cui i due amanti protagonisti, Siegfried e Odette, pagano con la vita la passione che li unisce e, come ha affermato Anton Čechov, è una di quelle “favole d'amore in cui si crede nella giovinezza”.  

martedì 23 aprile 2024

TCBO: IL SECONDO OMAGGIO A PUCCINI CON TOSCA NELLA LETTURA DI OKSANA LYNIV. Torna lo spettacolo con la regia di Giovanni Scandella, già proposto nella scorsa stagione a Bologna e in Giappone, che vede ancora protagonisti accanto alla Direttrice musicale Carmen Giannattasio e Roberto Aronica

 

Dopo l'inaugurazione di Stagione con Manon Lescaut, il Teatro Comunale di Bologna e la Direttrice musicale Oksana Lyniv tornano ad omaggiare Giacomo Puccini nel centenario della scomparsa con un caposaldo del teatro musicale italiano come Tosca, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. L’allestimento con la regia di Giovanni Scandella la scorsa estate ha debuttato al Nouveau, poi è volato in Giappone in autunno per la tournée, ora va in scena nuovamente sul palcoscenico bolognese da venerdì 26 aprile alle 20.00 (repliche fino al 30 aprile) e infine il 16 e 17 maggio farà tappa all'Hessisches Staatstheater di Wiesbaden per l'Internationale Maifestspiele. Sul podio in tutte queste occasioni Oksana Lyniv, che torna a dirigere l'Orchestra e il Coro felsinei dopo il recente debutto al Metropolitan di New York in un altro titolo pucciniano: Turandot.
 
Sul palco del Comunale Nouveau sono protagonisti il soprano Carmen Giannattasio nel ruolo della celebre cantante Floria Tosca, il tenore Roberto Aronica nei panni del pittore Mario Cavaradossi e il baritono Gabriele Viviani nella veste del terribile barone Vitellio Scarpia, capo della polizia. Nella recita del 27 aprile il ruolo del titolo sarà invece interpretato dal soprano Valentina Boi (nella foto), che debutta nella Stagione del teatro bolognese. Completano la compagine vocale Christian Barone come Cesare Angelotti e Carceriere, Paolo Maria Orecchia come Sagrestano, Paolo Antognetti nella parte di Spoletta e Nicolò Ceriani in quella di Sciarrone. 
 
La recita del 30 aprile sarà diretta da Serhii Nesteruk. Il Coro del TCBO è istruito da Gea Garatti Ansini, mentre quello di Voci Bianche è preparato da Alhambra Superchi. Le scene sono ideate da Manuela Gasperoni, i costumi da Stefania Scaraggi e le luci da Daniele Naldi.
 
Raccontando il lavoro fatto sullo spettacolo, Scandella (nella foto) ricorda come Tosca sia «un esempio perfetto di commistione tra orrido, crudeltà e sintomi di modernità. L’operazione di Puccini - dice il regista - è estremamente intelligente da un punto di vista teatral-musicale: quegli elementi anche così grezzi diventano reali e necessari. Nella trasformazione melodrammatica diventano quasi “personaggi” volti a una teatralizzazione del dramma e lontani dal testo di Sardou. Quello che Puccini modifica e trasforma è nello svestire i personaggi di ogni pomposità creando genialmente una sorta di atmosfera dove è il personaggio a reinventare l’ambiente, alleggerendo allo stesso tempo l’azione scenica e portando l’opera dai cinque ai tre atti. Ecco la cornice da cui ho preso spunto». 
 
Presenting partner è Illumia. «Illumia conferma con grande piacere il proprio sostegno anche per il 2024 alla Fondazione Teatro Comunale di Bologna, come Partner dell’opera Tosca, in questi giorni in scena al Comunale Nouveau. Con il supporto al Teatro Comunale lavoriamo anno dopo anno per ricordare a noi stessi l’importanza del perseguire il bello in tutte le sue forme, andando alla ricerca di un’energia culturale che vogliamo contribuire a mantenere viva nei nostri territori». 
 
Lo spettacolo verrà registrato e sarà trasmesso in streaming sul portale regionale OperaStreaming a partire dal 12 maggio alle 15.30.
 
I biglietti – da 20 a 120 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.


In occasione della “Prima” di Tosca, venerdì 26 aprile alle 18.30 verrà inoltre inaugurata nel Foyer del Comunale Nouveau la mostra monografica di Michele Lapini “Retroscena”, con oltre 50 fotografie esposte che svelano il dietro le quinte degli spettacoli della fondazione lirico-sinfonica felsinea dal 2021 al 2024. Per partecipare occorrerà prenotarsi gratuitamente su Eventbrite.

IL FESTIVAL PUCCINI DI TORRE DEL LAGO ALLA SUA 70.A EDIZIONE PRESENTA UN CARTELLONE CHE RIPERCORRE LA PARABOLA ARTISTICA DEL COMPOSITORE

 

Per Celebrare Giacomo Puccini a 100 anni dalla scomparsa   il Festival Puccini di Torre del Lago alla sua 70.a edizione presenta un cartellone che ripercorre la parabola artistica del compositore. Firma il cartellone di questa edizione straordinaria Pier Luigi Pizzi con la proposta di 6 nuovi allestimenti di capolavori pucciniani rappresentati in ordine cronologico secondo la loro prima esecuzione:  LE WILLIS- EDGAR, MANON LESCAUT, LA BOHEME, TOSCA, TURANDOT.   Completa il programma pucciniano l’evento speciale MADAMA BUTTERFLY, in occasione delle celebrazioni dei 120 anni dalla nascita dell’opera, con la ripresa di due rappresentazioni il 31 agosto e il 7 settembre 2024 dell’allestimento di Scolpire l’Opera con le scene di Kan Yasuda.
La musica e il teatro di Giacomo Puccini sono al centro dell’attività del Festival Puccini che attraverso nuovi allestimenti delle sue opere intende offrire  una particolare esperienza estetica, artistica e musicale. 17 serate d’opera nella cornice unica del Gran Teatro all’aperto sulle sponde del Lago Massaciuccoli per l’unico Festival al mondo dedicato al compositore toscano che segna la tappa di 70 edizioni
 
Un’edizione che la Fondazione Festival Pucciniano presieduta da Luigi Ficacci ha affidato per la direzione artistica a Pier Luigi Pizzi
“Abbiamo voluto che il Festival del Centenario fosse una sintesi del suo genio creativo - afferma Pier Luigi Pizzi-.   Il progetto artistico, concepito come unico, prevede i primi cinque titoli, Le Willis con Edgar, Manon Lescaut, La Bohème, Tosca, messi in scena in ordine cronologico secondo la loro nascita, seguendo il percorso del compositore e la sua crescita artistica, dagli inizi e fino all’ultima opera, Turandot, rimasta incompiuta e da noi proposta come lui ce l’ha lasciata. A un secolo dalla scomparsa, la popolarità di Giacomo Puccini non è mai diminuita, semmai è cresciuta. A renderlo attuale sta il fatto, che nel suo teatro e nella profonda umanità delle sue creature ci si continua a riconoscere. Il suo teatro parla a tutti, è universale. Ancora oggi credo sia un modello, per chi voglia scrivere per l’opera lirica. Sono note le sue complicate vicende familiari e non solo, ma si sa anche quanto fosse legato alla sua terra e al lago Massaciuccoli, dove sfogava la passione per la caccia. In tutte le sue opere Puccini ha magistralmente costruito dei personaggi indimenticabili, pensiamo a Calaf, Mario Cavaradossi, Rodolfo, De Grieux, per non citare che i più popolari, ma ha regalato a quelli femminili i momenti più sublimi. Manon, Mimì, Cio-Cio-San, Liù che continuano a commuoverci fino alle lacrime”. Un Festival che Pier Luigi Pizzi ama definire “Imperdibile!” per tutti gli appassionati pucciniani e per tutte le persone interessate alla musica che a Torre del Lago, oggi Torre del Lago Puccini, potranno ritrovare l’atmosfera di dolce quiete che ancora si respira camminando sul Belvedere di questo borgo toscano da cui Puccini trasse ispirazione durante i trent’anni in cui vi abitò. Nella sua casa, oggi Mausoleo,  sono custodite dalla Fondazione Simonetta Puccini per Giacomo Puccini le testimonianze della sua straordinaria vita artistica e umana.  


LA LOS ANGELES NOIR DI JOHN ADAMS PER RAI NUOVAMUSICA

 

John Adams, Esa-Pekka Salonen e Carlo Boccadoro. Tre grandi compositori di oggi per tre brani proposti per la prima volta dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai a Torino. Mercoledì 24 aprile alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini”, in diretta su Radio3 e in live streaming su raicultura.it, un nuovo appuntamento della rassegna Rai NuovaMusica con il Direttore ospite principale della compagine Rai Robert Treviño (nella foto) sul podio.
Il trentanovenne direttore d’orchestra di origini messicane è cresciuto a Fort Worth, in Texas. È Direttore musicale dell’Orchestra Nazionale Basca e Consulente artistico dell’Orchestra Sinfonica di Malmö. Si è imposto all’attenzione internazionale al Teatro Bol’šoj di Mosca nel 2013, sostituendo Vassily Sinaisky sul podio del Don Carlo di Verdi. Da allora è invitato regolarmente dalle orchestre prestigiose in America – dalla Cincinnati Symphony alla Philadelphia Orchestra – e all’estero – dai Münchner Philharmoniker alla London Symphony Orchestra. Cresciuto sotto l’egida di Michael Tilson Thomas e Seiji Ozawa, ha sviluppato una particolare sensibilità per il repertorio mitteleuropeo. Con l’Orchestra della Rai, nell’autunno 2021, Treviño è stato protagonista di una brillante tournée in Germania che ha toccato Francoforte, Colonia e Amburgo.



La serata si apre con Helix, un brano per orchestra scritto nel 2005 da Esa-Pekka Salonen (1958, nella foto) ed eseguito per la prima volta ai BBC Proms di Londra. «La forma di Helix può essere descritta come una spirale o una bobina – dice Salonen, uno dei compositori e direttori d’orchestra più apprezzati di oggi. Il processo compositivo è fondamentalmente quello di un accelerando di nove minuti. Il tempo diventa sempre più rapido, ma i valori delle note delle frasi diventano corrispondentemente sempre più lunghi. Cambia quindi solo il rapporto del materiale con l’impulso, non necessariamente l’impressione generale di velocità. Da qui la metafora della spirale: il materiale musicale, che consiste essenzialmente di due frasi diverse, viene spinto attraverso cerchi concentrici sempre più stretti, finché la musica raggiunge un punto in cui deve fermarsi, perché non ha più nessun posto dove andare».


Si prosegue con il Concerto per pianoforte e orchestra Alla memoria di Edward “Duke” Ellington, scritto nel 2016 da Carlo Boccadoro (1963, nella foto), che fu eseguito per la prima volta nel 2017 alla Scala di Milano con la Filarmonica del Teatro diretta da Riccardo Chailly. A interpretarlo in veste di solista è chiamato Alessandro Taverna, che ha già affrontato il lavoro al Petruzzelli di Bari nel 2021. L’esplicita matrice jazzistica, in omaggio a Duke Ellington, si esplicita senza alcuna citazione o riferimento diretto all’autore, ma richiamando in generale la grande tradizione pianistica del rag time e del blues, con esiti spesso di grande virtuosismo per l’interprete. Taverna è ospite frequente dell’OSN Rai. Il pianista veneziano conquistò Lorin Maazel durante un recital a New York ed è stato l’ultimo solista a suonare con il grande direttore a pochi mesi dalla scomparsa. Si è affermato a livello internazionale dopo aver vinto il Concorso di Leeds nel 2009. Da allora ha collaborato con orchestre quali la Filarmonica della Scala, i Münchner Philharmoniker, la Royal Philharmonic Orchestra. Nel 2012, per i suoi meriti artistici, è stato insignito dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano del “Premio Sinopoli”.


In chiusura di serata City Noir per orchestra, scritto nel 2009 da John Adams (1947, nella foto) ed eseguito per la prima volta nel 2009 dalla Los Angeles Philharmonic diretta da Gustavo Dudamel. «È una sinfonia ispirata all’atmosfera e allo stato d’animo dei film ‘noir’ di Los Angeles – dice John Adams – in particolare quelli prodotti tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta. Il mio lavoro è un omaggio non necessariamente alla musica da film di quel periodo, ma piuttosto all’estetica generale dell’epoca. Questa sinfonia diventa la terza parte di un trittico di opere orchestrali che hanno come tema l’esperienza californiana, il suo paesaggio e la sua cultura. I due precedenti sono The Dharma at Big Sur e El Dorado».

I biglietti per i concerti di Rai NuovaMusica – in vendita online sul sito dell’OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino – sono proposti al prezzo unico di 5 euro per tutti e 3 euro per gli under 35. L’ingresso è gratuito per gli abbonati alla Stagione Sinfonica 2023/2024, previa prenotazione del posto in biglietteria e salvo disponibilità. Informazioni: 011.8104653


Il Festival del Mediterraneo nella basilica del Sacro Cuore di Sassari: venerdì 26 il primo di otto concerti dedicati all’organo

 

Venerdì 26 aprile torna nella basilica del Sacro Cuore a Sassari il Festival del Mediterraneo, rassegna concertistica nata nel 2000 e curata dall’Associazione culturale “Arte in Musica”, dedicata in particolare alla musica organistica. Dopo l’anteprima del 17 aprile scorso nella sala Sassu, in collaborazione con il Conservatorio “Canepa” di Sassari, con il concerto del clavicembalista Takashi Watanabe, il Festival ritorna al Sacro Cuore con una serie di otto appuntamenti per altrettante serate. Il prossimo concerto, venerdì alle 20,30, sarà diviso in due parti. Aprirà l’organista Alessandro Bianchi, uno dei più affermati al mondo, che ha all’attivo oltre 2400 concerti nelle più grandi e importanti cattedrali e sale da concerto di oltre 50 Paesi in tutti i cinque continenti. 
In programma composizioni del Novecento: la Suite medievale di Jean Langlais, Stern der Sehnsucht di Hans-Martin Limberg, Variazioni su “Frère Jacques” di Hans Uwe Hielscher, Cortège et Litanie op. 19 n°2 di Marcel Duprè. Concert piece op. 52a di Flor Peeters, Preludio su “Londonderry Air” di Noel Rawsthorne e Finale dalla Prima sonata op. 42 di Alexandre Guilmant. Il concerto è inserito nel cartellone “Fauré, Puccini e il loro tempo”, che si declina non solo nelle esecuzioni delle opere dei due compositori – di cui quest’anno ricorre il centenario della scomparsa – ma anche di lavori coevi di autori che possono averli influenzati e brani delle scuole che possono aver creato (Faurè era organista e docente al Conservatorio di Parigi) o alle quali loro stessi possono aver fatto riferimento. In questo è evidente il collegamento Fauré - Duprè - Guilmant - Langlais, tutti legati alla Scuola sinfonica francese dell’800 caratterizzata dal riuscito tentativo, messo in opera per primo da Cèsar Franck, di avvicinare l’organo e il suo repertorio all’orchestra sinfonica.
La seconda parte della serata sarà invece dedicata alla musica corale, con l’intervento del Coro giovanile “Pietro Allori” legato all’Associazione polifonica “Santa Cecilia” e diretto da Alessio Manca. Composto principalmente da giovani che intendono approfondire lo studio della polifonia dal Rinascimento ai giorni nostri, con particolare attenzione alla produzione di don Pietro Allori, polifonista sardo per 30 anni maestro di cappella alla Cattedrale di Iglesias, eseguirà un programma che spazia dal gregoriano alla polifonia rinascimentale inglese di Thomas Tallis a quella più vicina ai nostri giorni con Ola Gjeilo e Antonio Sanna.

Il Festival del Mediterraneo 2024 è sostenuto da Ministero della Cultura, Regione Sardegna, Consiglio Regionale della Sardegna, Fondazione di Sardegna, dalla Camera di Commercio di Sassari attraverso il programma “Salude e trigu”, da Fondazione Alghero e Comune di Alghero. 

50° Festival della Valle d'Itria - presentata l'edizione che festeggia mezzo secolo di storia. Dal 17 luglio al 6 agosto a Martina Franca un calendario fitto di opere, concerti, incontri, proiezioni, una mostra

 
Il Festival della Valle d’Itria di Martina Franca tocca il traguardo della cinquantesima edizione con un calendario di 21 giorni ricco di eventi, dal 17 luglio al 6 agosto 2024. Con tre titoli d’opera, concerti, incontri, spettacoli di prosa, giornate di studio, una mostra e la proiezione di un documentario inedito, per un totale di trenta appuntamenti, il festival, fra le più antiche manifestazioni estive dedicate all’opera e alla musica vocale, la prima del Mezzogiorno, festeggia mezzo secolo di storia. Una storia fatta di riscoperte e novità, eccellenza della cultura italiana nel mondo, che fin dagli esordi ha richiamato l’attenzione di un pubblico internazionale.
 
Firmato dal direttore artistico Sebastian F. Schwarz e organizzato dalla Fondazione Paolo Grassi, avrà come cornice alcuni luoghi simbolo di Martina Franca – il Palazzo Ducale, il Teatro Verdi, i chiostri di San Domenico e del Carmine, la Basilica barocca di San Martino –, nonché le piazze e le vivaci contrade, insieme alle più belle masserie, fra gli uliveti secolari del territorio pugliese. “Nel 2024 il Festival della Valle d’Itria festeggia, insieme ad artisti, pubblico e cittadini locali, la sua 50ª edizione – ha dichiarato Sebastian F. Schwarz –. Traguardo forse sognato, ma sicuramente mai seriamente contemplato dagli illustri fondatori nel 1975. Invece, la tenacia di chi ci ha creduto, la competenza e la dedizione di chi ci ha lavorato, il coraggio e la qualità delle scelte e delle prestazioni artistiche, l’attrattività di un territorio ‘baciato dagli Dei’ e la curiosità del nostro pubblico – tutto ciò ha contribuito non solo alla sopravvivenza, ma alla crescita del festival e alla popolarità del territorio della Valle d’Itria”.
 
È stato un percorso lungo e, a tratti, tortuoso – ha poi proseguito Michele Punzi presidente della Fondazione Paolo Grassi –. Ma le difficoltà e gli ostacoli, insieme ai successi e ai riconoscimenti, hanno reso il nostro Festival forte, libero e coraggioso! La passione, la serietà e l’onestà che hanno caratterizzato l’operato di chi in 50 anni ha scritto le pagine di questa storia, ora consentono a noi di camminare su gambe forti verso un futuro che immaginiamo ricco di sfide entusiasmanti!
Il festival quest’anno è molto importante – ha ricordato il maestro Fabio Luisi (nella foto di Clarissa Lapolla) direttore musicale del Festival, in un videomessaggio trasmesso in conferenza stampa – , è una specie di ritorno alle origini, doppiamente importante per me perché ho la possibilità di esordire in 'Norma' di Bellini (uno dei miei compositori preferiti), un'opera che ha una storia importante nel percorso del nostro Festival. Auguro al Festival un successo che ritengo essere garantito e spero di vedervi presto a Martina Franca”.
 
LE OPERE
Tre i titoli in programma, tre diversi stili musicali, dal barocco al Belcanto fino al Novecento, un arco temporale di oltre due secoli per riaffermare quell’attenzione che da sempre il festival ha nutrito per il canto lirico: sono Norma di Vincenzo Bellini, Ariodante di Georg Friedrich Händel, Aladino e la lampada magica di Nino Rota.
 
Nello storico cortile del Palazzo Ducale, l’inaugurazione spetta mercoledì 17 luglio (repliche 21, 28 luglio e 2 agosto, ore 21) a una nuova produzione di Norma (1831) di Vincenzo Bellini, con la direzione di Fabio Luisi, direttore musicale del Festival, fra le bacchette più autorevoli nel panorama musicale internazionale, alla guida dell’Orchestra e Coro della Teatro Petruzzelli di Bari (Maestro del coro Marco Medved).
Il grande titolo, capolavoro del compositore catanese, che nel 1977 portò alla ribalta internazionale il giovane Festival della Valle d’Itria, torna a Martina Franca nell’edizione critica di Casa Ricordi, in cui i ruoli di Norma e Adalgisa sono affidati a due soprani, riportando l’esecuzione all’originale volontà del compositore, come nello storico allestimento martinese degli anni Settanta. Debuttano nei ruoli delle due donne i soprani Jacquelyn Wagner (Norma) e Valentina Farcas (Adalgisa); Pollione è il tenore Airam Hernandez, Oroveso il basso Simon Lim, Clotilde il mezzosoprano Saori Sugiyama, Flavio il tenore Zachary McCulloch. La regia è affidata alla tedesca Nicola Raab (nella foto a destra di Mats Backer), dalla consolidata esperienza internazionale in campo lirico, scene e costumi di Leila Fteita, già premio Abbiati 2022 per l’allestimento de Il Giocatore alla 48ª edizione del Festival.
 
L’attenzione e la riscoperta del repertorio barocco, da sempre fiore all’occhiello del Festival, quest’anno verterà su Ariodante (1735) di Georg Friedrich Händel, in occasione dei 550 anni della nascita di Ludovico Ariosto, il cui Orlando furioso è fonte di ispirazione dell’opera handeliana. Protagonisti, al Teatro Verdi il 22 luglio (repliche il 25 e 29 luglio, ore 21), l’ensemble Modo Antiquo diretto dal suo fondatore Federico Maria Sardelli (al terzo e ultimo anno di residenza artistica al Festival - nella foto), e alcuni fra i migliori interpreti specializzati in questo repertorio: Cecilia Molinari (Ariodante), Teresa Iervolino (Polinesso), Francesca Lombardi Mazzulli (Ginevra), Biagio Pizzuti (Re di Scozia), Theodora Raftis (Dalinda), Manuel Amati (Lurcanio), Manuel Caputo (Odoardo). Regia, scene e costumi sono del consolidato team artistico Torsten Fischer (regia), Herbert Schäfer (drammaturgia e scenografia) e Vasilis Triantafillopoulos (costumi).
 
Il 27 luglio (repliche il 30 luglio, 1 e 4 agosto, ore 21) a Palazzo Ducale il Festival omaggia Nino Rota con il nuovo allestimento di Aladino e la lampada magica “fiaba lirica” del 1968 del compositore che scelse la Puglia come terra d’adozione, e di cui il Festival ha già allestito nelle edizioni passate Il cappello di paglia di Firenze e Napoli milionaria. Francesco Lanzilotta (nella foto), fra i più brillanti direttori della sua generazione, apprezzato nei maggiori teatri europei e italiani, dirige l’Orchestra e Coro del Teatro Petruzzelli di Bari. Firma la regia l’argentina Rita Cosentino artista presente nei principali palcoscenici teatrali, scene e costumi di Leila Fteita. Nei ruoli principali il tenore Marco Ciaponi (Aladino), il soprano Claudia Urru (La Principessa Badr-al-Budùr), il basso Marco Filippo Romano (Mago e Re) e il baritono Alexandr Ilvakhin (Il genio dell’anello). A loro si affianca il Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi (direttore Angela Lacarbonara), giovane realtà nata da un progetto che coinvolge le scuole del territorio, occasione per avvicinare i ragazzi al mondo della lirica e al Festival. Di rara esecuzione, l’opera viene proposta nella versione integrale.
 
I CONCERTI E GLI INCONTRI
Il Festival si arricchisce, come di consueto, di un nutrito numero di concerti di musica da camera e liederistica, musica sacra, barocca, sinfonica e incontri con gli artisti, dislocati in alcuni dei luoghi più suggestivi del territorio.
L’imponente Basilica di San Martino di Martina Franca, “monumento messaggero di cultura di pace” per l’Unesco, ospita il 26 luglio (ore 21) il Concerto per lo spirito del complesso barocco Modo Antiquo diretto da Federico Maria Sardelli con musiche di Vivaldi e dello stesso Sardelli.
Torna al festival la Banda dell’Esercito Italiano, diretta da Filippo Cangiamila, nel concerto a Palazzo Ducale il 31 luglio (ore 21), con trascrizioni per banda di musiche ben note, da Musorgskij a Morricone.
Patrimonio Unesco, capolavoro di tutti i tempi, simbolo di fratellanza, unità, pace, gioia, la Nona Sinfonia di Beethoven compie quest’anno 200 anni. Il Festival della Valle d’Itria la propone il 3 agosto (ore 21) a Palazzo Ducale, affidandola all’esecuzione dell’Orchestra e Coro del Teatro Petruzzelli di Bari diretti da Riccardo Frizza. Voci soliste Jacquelyn Wagner (soprano - nella foto di Chris Gonz), Miriana Lacarbonara (mezzosoprano) , Ladislav Elgr (tenore), Simon Lim (basso).
Quattro i concerti del Canto degli ulivi in alcune fra le più belle masserie del territorio, esempi splendidi di architettura barocca. Il Leonardo Trulli Resort a Locorotondo (18 luglio, ore 21) e la Masseria Palesi di Martina Franca (31 luglio, ore 21) ospitano le più promettenti voci dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”. Ancora in località Martina Franca, la Masseria Mangiato (20 luglio, ore 21) accoglie il concerto del mezzosoprano Teresa Iervolino accompagnata al pianoforte da Andrea del Bianco, mentre una quarta masseria (in via di definizione, 5 agosto, ore 21) il duo formato da Irina Vylegzhanina (violoncello) e Liubov Gromoglasova (pianoforte).
Nelle cornici storiche del Chiostro di San Domenico e del Chiostro del Carmine di Martina Franca, tre gli appuntamenti con i Concerti del sorbetto, il 20, 27 luglio e 3 agosto (ore 17): il pubblico avrà l’occasione di ascoltare giovani e talentuosi interpreti, e degustare, al termine del concerto, un fresco sorbetto.
Finale con il concerto dell’Orchestra della Magna Grecia a Palazzo Ducale il 6 agosto (ore 21) per un concerto Omaggio ai 50 anni del Festival.
Da non perdere la serie degli incontri con gli artisti e le presentazioni alle opere che verranno programmate a ridosso delle prime. Fra questi si segnala la Lezione d’opera del maestro Fabio Luisi il 19 luglio al Chiostro San Domenico (ore 21), che si avvarrà delle giovani voci dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”, accompagnati al pianoforte da Ettore Papadia.
 
LE NINA’S DRAG QUEENS

Il Festival si apre poi alla prosa, irriverente e ironica, delle Drag Queen, figure eclettiche, personaggi multiformi, vere e proprie maschere post-moderne. La compagnia milanese Nina’s Drag Queens arriva a Martina Franca con lo spettacolo Il giardino delle ciliegie, al Teatro Verdi il 24 luglio (ore 21). Il regista Francesco Micheli mette in scena il capolavoro di Cechov, opera teatrale di grande coralità, un affresco femminile vario e affascinante, in una nuova, originale versione, che si avvale delle scene di Clara Storti e Selena Zanrosso, dei costumi di Giada Masi e delle luci di Giulia Pastore.
 
IL DOCUMENTARIO

L’utopia della Valle, questo il titolo scelto per il documentario del regista Leo Muscato (nella foto di Paolo Aquaro), di Martina Franca, scritto con Massimo Bernardini e Laura Perini, ripercorre la storia di 50 anni di Festival. Prodotto dalla Fondazione Paolo Grassi, il filmato, che verrà proiettato il 23 luglio (ore 21) e in altri momenti del festival, raccoglie le voci storiche della Fondazione, nonché i racconti di cantanti, registi, direttori artistici, giornalisti, scrittori e maestranze che hanno visto crescere e prender forma l’idea di un festival unico nel suo genere, nato grazie alla tenacia e alla passione di figure illuminate – Paolo Grassi, Alessandro Caroli e, su tutti, Franco Punzi, anima instancabile del festival per quasi mezzo secolo, di cui il documentario regala una preziosa e commovente testimonianza.
 
LE GIORNATE DI STUDIO

Durante il Festival verranno approfonditi alcuni argomenti di carattere musicologico, con giornate di studio all’Auditorium della Fondazione Paolo Grassi che richiameranno studiosi e musicisti a confronto, grazie anche alla collaborazione con Università italiane e Fondazioni. In occasione di Aladino e la lampada magica, il 27 luglio si terrà Il punto su Nino Rota (nella foto), giornata realizzata per i 30 anni dell’Associazione Docenti Universitari Italiani di Musica, coordinata da Dinko Fabris, mentre il 29 luglio si discuterà di Comicità e musica nel lungo Settecento, approfondendo un repertorio da sempre caro al Festival della Valle d’Itria, cui si devono, di quel secolo, riscoperte e rarità.
 
IN ORBITA. IL FESTIVAL TRA PIAZZE E CONTRADE

Fra le ricorrenze del 2024, i 250 anni della nascita di Gaspare Spontini vengono omaggiati con una versione “pocket”, e per un pubblico più giovane, della Vestale, celebre tragédie-lyrique del compositore marchigiano che girerà nelle contrade di Martina Franca nei giorni 9, 11, 13 luglio (ore 21) portando la lirica in luoghi meno usuali. Grazie alla rielaborazione musicale di Gianluca Piombo, la regia e drammaturgia di Lorenzo Giossi, l’opera viene proposta in una versione agile dal titolo C’era una volta… Giulia, la Vestale, con tre cantanti (Sabrina Sanza - nella foto - , Aleksandr Ilvakhin, Davide Zaccherini) e un pianoforte. Lo spettacolo è in coproduzione con la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi.
 
HOPERAPERTA
Dopo l’esposizione alla Milano Design Week 2024, le Sale nobili di Palazzo Ducale ospiteranno grazie alla nuova partnership fra Fondazione Paolo Grassi e il progetto multidisciplinare HoperAperta, la mostra “Mimesis. Forma Immagine” curata da Patrizia Catalano e Maurizio Barberis. Dal 21 giugno al 20 agosto saranno esposte opere di diversi artisti e architetti italiani e di alcuni laureandi del New York Institute of Tecnology.
 
 
Il 50° Festival della Valle d’Itria è organizzato da Fondazione Paolo Grassi con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Puglia, Comune di Martina Franca, Puglia Promozione, Provincia di Taranto, Comune di Cisternino in collaborazione con Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”, European Festivals Association, Opera Europa, ItaliaFestival, Cidim
main partner BCC Locorotondo
platinum partner Masseria Torre Maizza - A Rocco Forte Hotel, Eurospin, Tagliatore
major partner Itelyum Castiglia, Basile srl, Electronic’s Time, UC Gioielleria, Relmef, Malu, Werent, Marraffa

lunedì 22 aprile 2024

Tutto pronto per il XIX Concorso Lirico Internazionale “Giuseppe Di Stefano”

 
La Città di Trapani si prepara ad accogliere, dal 24 al 28 aprile prossimi, il prestigioso Concorso Lirico Internazionale “Giuseppe Di Stefano”, giunto quest’anno alla sua XIX edizione.
Organizzato dall’Ente Luglio Musicale Trapanese, in collaborazione con il Comune di Trapani - Assessorato alla Cultura, si propone di scoprire e promuovere giovani talenti della Lirica.
La Sala Sodano di Palazzo d’Alì, a Trapani, sarà il palcoscenico delle quattro intense giornate di selezione, attraverso le prove eliminatoria, semifinale e finale, mentre il Concerto di Gala dei vincitori avrà luogo il 28 aprile, alle ore 21.00, presso il Teatro “M° Tonino Pardo”, a Trapani.
Quest’anno, trentasette giovani cantanti lirici provenienti da Andorra, Cina, Corea del Sud, Costa Rica, Georgia, Germania, Giappone, Giorgia, Kazakistan, Kosovo, Romania, Russia, Ucraina e Italia, si confronteranno davanti la giuria internazionale composta da esperti del settore e presieduta dalla celebre soprano Luciana Serra e formata da Micaela Carosi, Simone Di Crescenzo, Ugo Guagliardo, Lisa Navach, Sebastian Schwarz, Luigi Stillo, Maria Paola Viano e il direttore artistico Walter Roccaro.
Verranno messi a concorso i ruoli de "Die Zauberflöte" (Il Flauto Magico) che andrà in scena il 24 e 26 luglio presso il Teatro “Giuseppe Di Stefano”, nell’ambito della 76a Stagione del Luglio Musicale Trapanese.
L’edizione 2024 del Concorso mette in palio anche i prestigiosi premi speciali "Menzione speciale Francesco Braschi – Kiwanis Club Trapani" e "Amici della Musica di Alcamo".
“La grande partecipazione di candidati - ben sedici in più rispetto alla scorsa edizione - indica la fiducia che i giovani cantanti lirici, rivolti verso alte prospettive professionali e di carriera, ripongono nel Concorso “Giuseppe Di Stefano”. Questo credo dipenda anche dalla qualitá della giuria internazionale scelta a garanzia di competenza e imparzialità, nonchè dall’opera messa a concorso - “Die zauberflöte” di W. A. Mozart - che costituisce da sempre uno dei banchi di prova più affascinanti e complessi per le giovani voci. Altro aspetto che mi piace sottolineare è il grande ventaglio di nazioni rappresentate: ciò testimonia, ancora una volta, che la Musica unisce i popoli ed è baluardo di Pace e Cultura della Pace.” - così dichiara Walter Roccaro, direttore artistico dell’Ente Luglio Musicale Trapanese.
“Il Concorso Lirico Internazionale “Giuseppe Di Stefano” rappresenta un momento significativo per la promozione della cultura e della lirica a Trapani e oltre. Dopo anni di interruzione, abbiamo fortemente desiderato il ritorno di questo concorso che celebra la lirica, un'arte che non conosce confini e che ha il potere di unire le persone attraverso la bellezza e l'emozione della musica.
Auguriamo a tutti i partecipanti un'esperienza piena di successo, confidando che questo evento possa contribuire a consolidare il ruolo di Trapani come centro di eccellenza culturale e artistica.” Queste le parole di Giacomo Tranchida, sindaco del Comune di Trapani e Rosalia d’Alì, assessore alla Cultura.

Giornata Internazionale della Danza: a Trapani una tre giorni ricca di conferenze, performance e incontri

 
Moto Armonico Danza e MeMA (Music Mediterranean Association) sono lieti di annunciare la prima edizione de "I Dialoghi della Danza Contemporanea e di Ricerca", un evento creato in occasione della Giornata Internazionale della Danza promossa dall’ International Dance Council - Unesco. L'evento si svolgerà a Trapani nei giorni 27, 28 e 29 aprile 2024.
“Il focus di questa prima edizione - afferma Patrizia Lo Sciuto, danzatrice e coreografa siciliana, direttrice artistica della manifestazione - è la danza accessibile a tutte e tutti, la danza come linguaggio universale che dialoga direttamente alla nostra umanità al di là delle barriere. La danza si erge come faro di inclusione, è un richiamo a celebrare la diversità e a riconoscere il valore di ogni individuo”.
“Con la prima edizione de “I dialoghi della danza contemporanea e di ricerca” MEMA e la Compagnia “Moto Armonico Danza” - sottolinea il direttore artistico di Mema, Giovanni De Santis -  non celebrano soltanto la “Giornata Internazionale della Danza” ma anche un impegno che da oltre trent’anni le vede unite nella promozione della danza contemporanea attraverso l’organizzazione di masterclass e seminari che hanno affiancato un’intensa attività di produzione di spettacoli andati in scena sia in Italia e all’estero. Sostenendo quest’evento, MEMA testimonia, inoltre, la propria vocazione a guardare oltre i confini della città e ad estendere il proprio perimetro d’azione a discipline artistiche diverse dalla musica”.
Il programma dell'evento prevede:
Sabato 27 aprile
ore 18:30, Chiesa Sant’Alberto, via Garibaldi, Trapani: Conferenza “Ricordando Steve Paxton” - La giornata inaugurale sarà caratterizzata da una conferenza in ricordo di Steve Paxton (nella foto a destra), il leggendario ideatore della Contact Improvisation. La conferenza sarà tenuta dalla studiosa e critica di danza Daniela Cecchini, offrendo un'opportunità unica di esplorare il contributo di Paxton al mondo della danza contemporanea. Sarà proiettato lo storico video “Fall after Newton” con Steve Paxton e Nancy Stark Smith. Sono previsti interventi di Patrizia Lo Sciuto, Silvia Giuffrè e Betty Lo Sciuto. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Per prenotazioni, inviare un messaggio WhatsApp al +39 3761380272
Domenica 28 aprile ore 18:30, Chiesa Sant’Alberto, via Garibaldi, Trapani: "L’agorà della danza” - La domenica sarà arricchita da assoli del repertorio della Compagnia Moto Armonico Danza diretta da Betty e Patrizia Lo Sciuto, eseguiti da Marco Calaciura, Noemi Tedesco, Giuliana Martinez e Patrizia Lo Sciuto. A seguire il duo “Amelia” con Priscilla Pizziol e Edoardo Sgambato, i quali porteranno nella suggestiva cornice della chiesa barocca di Sant'Alberto, una performance coinvolgente, un elogio alla fragilità, un invito a immergersi nella dimensione del ricordo e a lasciarsi attraversare dal senso di vuoto che deriva dalla sua perdita. Biglietti sul sito memassociation.org
Lunedì 29 aprile ore 18:30, Centro Peppino Impastato, via Ignazio Poma, Erice: “La danza è per tutti e per tutte!” - A chiusura della tre giorni sarà presentato il laboratorio, per ragazzi diversamente abili e i loro genitori, di Danza Movimento Terapia tenuto da Giuliana Martinez, danzatrice, organizzato dall'associazione "Le Luci del dopo di noi”, con il supporto del Comune di Erice. Interventi di Patrizia Lo Sciuto e Anna Vattiats. A chiusura la performance dei partecipanti al laboratorio “Invito al viaggio”. Ingresso libero fino ad esaurimento di posti disponibili.
"I Dialoghi della Danza Contemporanea e di Ricerca" offrono l'opportunità di immergersi nell'arte della danza e di sensibilizzare su tematiche importanti legate anche all'inclusione e alla diversità.

il disegno è opera di Francorama