lunedì 12 gennaio 2026

IL FILO DELLA MEMORIA: GLI ARCHI DI SANTA CECILIA CELEBRANO BRITTEN NEL 50° DELLA MORTE

 

Gli Archi di Santa Cecilia e la pianista Gile Bae, diretti da Luigi Piovano, rendono omaggio in Sala Sinopoli al genio britannico di Benjamin Britten mercoledì 14 gennaio alle ore 20.30, con un programma che impagina l’eleganza mozartiana con suggestioni più contemporanee.
L’intesa musicale dell’ensemble è ormai collaudata da anni: dopo il “successo clamoroso” («Corriere della Sera») ottenuto nel 2013 con un concerto a Santa Cecilia con musiche di Schubert, gli Archi di Santa Cecilia hanno avviato una collaborazione stabile con Luigi Piovano, primo violoncello solista dell’Orchestra, qui in veste di direttore. Assieme alla pianista Gile Bae hanno inciso un CD dedicato ai Concerti per tastiera di Bach. 
Il concerto previsto in questa occasione si snoda lungo il filo della memoria, celebrando il cinquantenario della scomparsa di uno dei protagonisti del Novecento musicale: Benjamin Britten.
Ad aprire la serata è il Cantus in memoriam Benjamin Britten di Arvo Pärt, un’elegia nata da un paradosso: Pärt non incontrò mai Britten di persona, ma era da lui fortemente affascinato, considerandolo il suo ‘interlocutore ideale’. Quando Britten morì nel 1976, Pärt scrisse questa composizione caratterizzata dai rintocchi di una campana.
Il viaggio prosegue con il Concerto per pianoforte K.414 di Mozart, interpretato dalla pianista Gile Bae (nella foto), e la vibrante Serenata per archi di Elgar, per poi chiudersi circolarmente con la Simple Symphony dello stesso Britten, un’opera che il compositore scrisse attingendo ai temi che lui stesso aveva annotato da bambino: un ritorno alle origini che è, allo stesso tempo, un inno alla gioia creativa.
Il legame tra Benjamin Britten e l’Italia è stato caratterizzato da un profondo intreccio artistico e affettivo, rivolto soprattutto alla città di Venezia, dove ha ambientato il suo capolavoro finale, l’opera Death in Venice (1973), tratta dalla novella di Thomas Mann.

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