martedì 20 gennaio 2026

MUSICA ALLA CORTE di DRESDA con Anna Maddalena Ghielmi, violino e Lorenzo Ghielmi, clavicembalo

I concerti di campagna
Palazzo Annibaleschi, Monte Compatri (Roma)
24 gennaio 2026 – ore 18:30

MUSICA ALLA CORTE di DRESDA
 

Francesco Maria Veracini (1690 – 1768)
Sonata in sol minore per violino e basso continuo op. I n 1 (Dresda 1721)
Overtura, Aria affettuoso, Paesana allegro, Giga allegro
Antonio Vivaldi (1678 -1741)
Sonata in Re maggiore per violino e basso continuo
Preludio, Allegro, Adagio, Allegro
Louis Marchand (1669-1732)
da Pieces de Clavecin, Livre premiere
Prelude, Chaccone
Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Fantasia in la minore BWV 922
Johann Georg Pisendel (1687-1755)
Sonata in mi minore per violino e basso continuo
Largo. Moderato, Scherzando
Johann Sebastian Bach
Sonata in do minore per violino e basso continuo BWV 1024
Adagio, Presto, Affettuoso, Vivace

Anna Maddalena Ghielmi, violino
Lorenzo Ghielmi, clavicembalo

Dresda fu sicuramente, nella prima metà del Settecento, una delle capitali europee della musica. Federico Augusto I di Sassonia, che riuniva sotto la sua corona il regno di Polonia, seppe circondarsi dei migliori musicisti e unì al gusto francese diffuso nelle corti europee le nuove mode provenienti dall’Italia, prima di tutto l’opera. La biblioteca di Johann Georg Pisendel, primo violino a corte dal 1712 e Maestro dei concerti dal 1728 al 1755, fu, alla sua morte, acquisita dalla corte stessa. Oggi è conservata alla Biblioteca di Dresda e ci dà una preziosa
immagine di quanto la capitale della Sassonia fosse all’epoca un crocevia di gusti e tendenze. Da questa biblioteca provengono i manoscritti delle sonate per violino in programma. Pisendel, nato in
Baviera nel 1687, si era formato alla scuola di Giuseppe Torelli; conobbe personalmente Bach che, secondo molti commentatori, per mlui compose le Sonate e Partite per violino solo. Fondamentale nella sua formazione fu il viaggio in Italia dove studiò e divenne amico personale di Antonio Vivaldi. Per questo motivo la biblioteca di Dresda è uno dei luoghi più importanti per lo studio delle musiche del «prete rosso», du cui conserva un grandissimo numero di manoscritti. La storia della corte di Dresda è punteggiata anche di aneddoti curiosi. Il grande violinista fiorentino Francesco Maria Veracini, dopo il successo avuto in Italia, dove venne acclamato come il vero successore di Corelli, aveva intrapreso dei viaggi attraverso tutta Europa. Nel 1720 giunse a Dresda ed subito ottenne il titolo di «compositore e di virtuoso dal re di Polonia». Sfortunatamente il suo orgoglio, che era pari al suo talento, urtò l’amor proprio degli altri violinisti, in special modo quello di Georg Pisendel. Questi risolse di vendicarsi e, a tale scopo, fece studiare uno dei suoi concerti solistici da uno dei violinisti della sua orchestra, finché non lo potè suonare perfettamente. Quindi, seguendo l’uso dell’epoca, portò a Veracini, davanti al re, la sfida di suonare un concerto a prima vista. Il virtuoso superò egregiamente questa prova, ma l’orchestrale lo eseguì dopo di lui, con ancora maggiore sicurezza e precisione. L’umiliazione subita in quell’occasione, fu così profonda che Veracini si ammalò seriamente; in un accesso di febbre, si gettò dalla sua finestra il 13 agosto 1722 e fu abbastanza fortunato se solamente si ruppe una gamba. Dopo la guarigione lasciò però Dresda. Nel 1721 aveva pubblicato la sua opera I con 12 Sonate per Violino. Qualche anno prima, nel 1717, la città di Dresda avrebbe dovuto essere teatro di una di quelle leggendarie gare tra musicisti (famosa quella tra Händel e Scarlatti nel 1709 o tra Mozart e Clementi a Vienna nel 1781). In quell’occasione a contendersi la palma di virtuoso della tastiera avrebbero dovuto essere il grande Johann Sebastian Bach e il più anziano franceseLouis Marchand. In realtà la gara, secondo quanto raccontato da alcune testimonianze dell’epoca, non ebbe luogo perché il giorno fissato per la contesa Louis Marchand lasciò Dresda, impaurito dalla statura musicale del collega tedesco. Bach, che era arrivagto a Dresda proveniente da Weimar,
risultò quindi vincitore per l’abbandono del campo dell’avversario…. ma alla fiine non conseguì alcun guadagno economico; i 500 talleri, che il re aveva stabilito di dare in premio, furono sottratti da un servitore disonesto che – così si legge nel celebre Necrologio di Bach – “aveva pensato di fare un uso migliore di quel premio”.
La sonata in do minore BWV 1024, fa parte della collezione di Pisendel sopra citata. Il manoscritto di questa «Sonata à Violino solo e Basso per il Cembalo» non porta il nome dell’autore e la sua paternità è stata a lungooggetto di discussioni. Esclusa dalle pubblicazioni dell’opera omnia bachiana, in quanto opera spuria, l’ipotesi della sua autorevolezza è stata invece recentemente ribadita dall’identificazione del copista del manoscritto di un’altra fonte che ci conserva il brano: il violinista Johann Gottfried Vogler (1691- post 1733), un personaggio particolare del mondo musicale tedesco del primo Settecento. Questo virtuoso, nato probabilmente a Dresda, visse peregrinando fra molte città: lo ritroviamo a Lipsia e a Köthen (negli anni in cui Bach era maestro di cappella a corte). Nella sua calligrafia si conservano
le Sonate e Partite per violino solo di Bach e, probabilmente, fu lui a far avere a Georg Pisendel questa bellissima composizione, di uno stile che non ha eguali se non fra le opere di Bach.



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