giovedì 17 ottobre 2019

Al via la 52esima Stagione lirica del Teatro Pergolesi di Jesi con MADAMA BUTTERFLY

Una nuova produzione di Madama Butterfly di Puccini, con la direzione di David Crescenzi e la regia di Matteo Mazzoni, inaugura la 52esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi, venerdì 18 ottobre ore 20,30 e domenica 20 ottobre ore 16, con anteprima riservata ai giovani mercoledì 16 ottobre ore 16.

Inaugura venerdì 18 ottobre alle ore 20,30 la 52ESIMA STAGIONE LIRICA DI TRADIZIONE DEL TEATRO PERGOLESI con “Madama Butterfly”, tragedia giapponese in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal racconto omonimo di John Luther Long e dal dramma omonimo di David Belasco. L’opera replica domenica 20 ottobre alle ore 16, ed è preceduta da un’anteprima giovani (riservata ai partecipanti del progetto “Musicadentro 2019”) in programma per mercoledì 16 ottobre alle ore 16. Prima dello spettacolo, il pubblico può partecipare all’incontro dal titolo “La trama prima dell’opera”, che il direttore artistico della Fondazione Pergolesi Spontini, Cristian Carrara, tiene nelle Sale Pergolesiane (il venerdì alle ore 19 e domenica 20 ore 15), ad ingresso gratuito.
“Madama Butterfly” va in scena in una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in coproduzione con Teatro Comunale di Treviso e Teatro Comunale di Ferrara. L’allestimento della Romanian National Opera di Cluj-Napoca è stato realizzato dalla Fondazione Pergolesi Spontini. A dirigere l’opera è David Crescenzi, sul podio della FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana; canta il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” diretto dal maestro Davide Dellisanti. Firma la regia Matteo Mazzoni, le scene sono di Benito Leonori, i costumi di Patricia Toffolutti, video designer Mario Spinaci, le luci sono di Ludovico Gobbi, illustrazioni di Riccardo Cecchetti, assistente alle scene Elisabetta Salvatori.
Protagonisti dell’opera sono il soprano Silvia Pantani nel ruolo di Cio-Cio-San alias Madama Butterfly, la giovanissima sposa giapponese del tenente della Marina americana Pinkerton, interpretato dal tenore Francesco Fortes; il mezzosoprano Ilaria Ribezzi è Suzuky, il baritono Italo Proferisce affronta il ruolo del console Sharpless. Completano la compagnia di canto Katia Di Munno (18/10) e Margherita Hibel (16 e 20/10) che si alternano nel ruolo di Kate Pinkerton, Claudio Zazzaro (Goro), Dielli Hoxha (Il principe Yamadori – Il commissario imperiale), Andrea Tabili (Lo zio Bonzo), Luca Giorgini (Lo zio Yakusidé), Andrea Cutrini (L’ufficiale del registro), Eleonora Nota (La zia), Carmela Osato (18/10) e Yue Wu (16 e 20/10 ) che interpretano il ruolo della cugina, So Hyun Lee (18/10) e Lucia Conte (16 e 20/10) si alternano nel ruolo della madre.

La “Madama Butterfly” in scena a Jesi “non è una vera storia d’ amore … per una storia d’amore bisogna essere in due”, spiega il regista Matteo Mazzoni. “Siamo agli inizi del ‘900, a Nagasaki, nel Giappone musicale inventato da Puccini; un giovane tenente della Marina degli USA decide di allontanare la solitudine tipica della vita da soldato comprando una casa in collina con dentro una giovane ragazza, da sposare come formale copertura per normalizzare la compravendita di giovani fanciulle tra i ricchi stranieri e le classi sociali più basse. Butterfly ha quindici anni, orfana di padre, per sopravvivere si è adattata a fare la geisha; non sogna altro che incontrare un uomo vero, magari uno straniero, un eroe venuto addirittura dal mare, luogo mistico dei sogni e dei peggiori incubi per la cultura nipponica, che venga apposta a salvarla, a portarla via. Così, nel primo atto, viene celebrato questo matrimonio, finto per tutti i presenti tranne che per Butterfly stessa, ingannata dalle menzogne di Pinkerton. Proprio da questo amore incompreso e fragile, nasce la nostra “Madama Butterfly”; i personaggi giapponesi in scena non mostrano il loro vero volto, ma tutti indossano le maschere proprie del teatro Noh, che raccontano le emozioni attraverso espressioni codificate nei secoli. E se l’amore raccontato è falso, anche il nostro allestimento non può essere vero, oggettivo, ma un enorme foglio di carta bianca dal quale ottenere diversi Origami, che non riproducono la realtà ma la sintetizzano in astrazione. Entreremo così nella vicenda, come il giovane tenente statunitense alla scoperta di un Giappone fedele ma visionario, con la tipica ricercata ritualità e delineato da un complesso progetto di videoproiezioni, immagini ed illustrazioni originali, riviste e rivisitate, fino a raggiungere il piccolo mondo di Butterfly, fino alla sua solitudine orgogliosa, abbandonata purtroppo come le tante ragazze madri, che si barcamenano nella dura vita di tutti i giorni, in Giappone come ovunque, oggi come ieri”.
Giacomo Puccini scelse il soggetto dell’opera dopo aver assistito nel giugno 1900 alla tragedia Madame Butterfly di David Belasco, a sua volta tratta da un racconto dell’americano John Luther Long dal titolo Madam Butterfly pubblicato nel 1898. Il soggetto giapponese attivò l’interesse che Puccini provava nei confronti dell’elemento esotico, che agli inizi del Novecento era ingrediente oramai sperimentato della teatralità d’epoca. Per caratterizzare l’atmosfera interrogò artisti e personalità della cultura giapponese, annotò melodie su pentagrammi, ascoltate da dischi provenienti da Tokyo, consultò pubblicazioni che riportavano canti originali. Madama Butterfly andò in scena per la prima volta il 17 febbraio 1904 al Teatro alla Scala su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa edito da Ricordi, ma venne inaspettatamente fischiata e si tradusse in un insuccesso. L’opera fu subito ritirata dall’autore e dall’editore; ripresentata con alcuni cambiamenti al Teatro Grande di Brescia dopo tre mesi, essa ottenne il successo unanime di pubblico e critica.


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