martedì 30 maggio 2023

IN UN ATLANTE VISIVO TORNANO I VISIONARI E COMPLESSI UNIVERSI DEL “BESTIARIO DELLA TERRA” DI YUVAL AVITAL, PROGETTO DELL’ANNO DEL REGGIO PARMA FESTIVAL 2022

 

Martedì 6 giugno 2023 alle ore 18.30 alla Sala degli Specchi del Teatro Valli di Reggio Emilia, il Reggio Parma Festival presenta il volume “Il Bestiario della Terra di Yuval Avital”, edito da Silvana Editoriale, che racconta l’intenso anno di attività dell’artista Yuval Avital nel territorio di Reggio Emilia e Parma. A moderare l’incontro con l’artista, Yuval Avital, e la curatrice del volume, Marina Dacci, sarà la giornalista Livia Savorelli, direttrice di “Espoarte”. Concepito in forma di “atlante visivo”, la pubblicazione si struttura come raccolta di immagini e testi che restituiscono al lettore il progetto “Il Bestiario della Terra”, promosso da Reggio Parma Festival (associazione costituita dalla Fondazione Teatro Regio di Parma, Fondazione Teatro Due, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia e dai Comune delle due città emiliane). Il volume evidenzia la continuità di alcuni elementi della ricerca e della poetica dell’artista nei diversi capitoli del progetto in cui l’identità del luogo ospitante è sempre stata centrale per Avital: “lavorare in strada non è come lavorare in teatro, lavorare in una museo non è come lavorare in uno spazio storico vuoto”. Le immagini vengono inanellate e legate per assonanza, continuità, vicinanza definite da alcune parole chiave della sua ricerca. Atlante visivo, dunque, e non catalogo perché propone una mappatura del suo lavoro come glossario e, insieme, rete di coordinate. Corpi, Energia, Trasformazione, Mostri, Libertà, Senza tempo, Rito sonoro, Insieme, Making of sono i capitoli in cui è organizzato e in cui si sovverte l’idea di cronologia legata ai capitoli del progetto. Il libro è arricchito dai contributi redatti da chi ha affiancato l’artista in questa avventura (il presidente del Reggio Parma Festival, Luigi Ferrari; i direttori dei teatri coinvolti, Paola Donati; Paolo Cantù con Roberto Fabbi, Anna Maria Meo con Barbara Minghetti; i curatori delle mostre, Alessandro Gazzotti, Cristiano Leone, Chiara Canali, Marina Dacci), e dall’intervista della curatrice belga Carine Fol all’artista. Il volume stesso può essere considerato un’opera d’arte che apre lo sguardo sul lavoro complessivo di Yuval Avital così come il progetto può essere considerato una possibile esplorazione del concetto di animalità e mostruosità per evidenziarne una matrice universale e una declinazione specifica nel presente. La ricerca di Yuval Avital in questa direzione è portatrice di un messaggio indiretto e non didascalico sull’approccio etico, esistenziale e anche “politico” verso la natura e la storia. "Penso che l’elemento più importante nella mia arte relazionale sia l’incontro […] Credo che Il Bestiario della Terra abbia cambiato la mia vita per sempre e che abbia lasciato un segno sulla cultura e l’identità di questo territorio, che per un anno ha aperto le porte di tutti questi luoghi con il messaggio prego, accomodatevi”. L’atlante è disponibile a partire dall’8 giugno nelle librerie e nei consueti canali di vendita


NOTE DI REDAZIONE
 
Il progetto Il Bestiario della Terra, la cui ideazione risale alla fine del 2021, si è sviluppato tra giugno e dicembre 2022 nei teatri e musei di Parma e Reggio Emilia, e ha messo in dialogo differenti linguaggi artistici: composizioni sonore, performance, pittura, scultura, disegno, video, fotografia, installazioni icono-sonore. Un progetto per cui è stata data carta bianca data a un artista poliedrico e multidisciplinare, musicista, compositore, artista visivo e multimediale. Frutto di un lavoro complesso e articolato, come emerge dall’alto numero di collaborazioni (circa 500) e relazioni create sui territori, ha raggiunto un pubblico ampio e variegato di circa 25.000 visitatori. Un “monstrum” che ha attraversato i mesi e i territori con un’ampiezza inedita e una capacità notevole di coinvolgere che lo hanno reso un’avventura davvero unica. Come scrive Luigi Ferrari nel suo intervento: “Yuval ha saputo mobilitare e raccogliere attorno a sé le centinaia di persone che hanno reso tutto questo possibile: musicisti, danzatori, volontari, tecnici, artigiani, operatori teatrali e della comunicazione, amministrativi, amministratori e persino politici. Tutti noi che ne stiamo ancora parlando e scrivendo, ciascuno sospinto a partecipare, col proprio diverso e personale contributo, a una vera e propria opera d’arte corale”. 

Da giugno a novembre, nei Musei Civici di Reggio Emilia è stata allestita la mostra “Anatomie Squisite”, curata da Alessandro Gazzotti, esposizione di opere in parte realizzate grazie ad artigiani locali che hanno interpretato, ognuno con il proprio linguaggio e supportato l’artista con le proprie competenze tecniche disegni di bizzarre creature. L’artista utilizzando anche i materiali delle collezioni museali ha realizzato una gigantesca wunderkammer dedicata all’aspetto immaginativo proprio dell’infanzia applicato alle raccolte scientifiche del museo. In contemporanea all’inaugurazione di “Anatomie squisite”, a Parma ha aperto al pubblico “Il Canto dello Zooforo”, installazione icono-sonora alla Casa del Suono: un viaggio all’interno di un gigantesco ventre materno, realizzato dalla squadra di sartoria del Teatro Regio di Parma, accompagnato da una composizione originale, cantata dal coro di voci bianche del Teatro Regio di Parma con inserti di registrazioni interpretati dai bambini della Scuola dell’infanzia comunale Ernesto Balducci di Reggio Emilia. A luglio è stato inaugurato il murale “Cadavre Exquis”, realizzato da Simone Ferrarini sui disegni di Avital che avevano dato vita ad “Anatomie squisite”. Realizzato davanti al Padiglione Lombroso dell’ospedale San Lazzaro, un tempo istituto psichiatrico, l’intervento artistico mira a proporre allo spettatore contemporaneo una riflessione attorno al tormento dei corpi e delle menti. Da luglio a ottobre, ad APE Parma Museo è stato esposto “Lessico Animale. Prologo”, curato da Cristiano Leone, momento finale del percorso formativo e artistico in collaborazione con il Corso di alta formazione teatrale di Teatro Due “Casa degli artisti”. La mostra che ne è nata ha riunito musica, performance, video, recitazione, scultura, fotografia. Il focus di questo intenso workshop è stato il processo di trasformazione/immedesimazione degli attori coinvolti in una dimensione animale a loro affine.

In settembre a Parma, a Palazzo Marchi, si è aperta la mostra “Persona”, curata da Chiara Canali e Camilla Mineo e realizzata da Parma360 in collaborazione con Reggio Parma Festival: una quarantina di opere, tra sculture, maschere sonore (celebri opere dell’artista, arcaiche, simboliche e misteriose), video art, sound art, fotografie e installazioni inedite di Avital che è intervenuto anche integrando e rivisitando oggetti del palazzo sul tema del progetto. A Reggio Emilia, la tappa autunnale è consistita nella doppia mostra ai Chiostri di San Pietro “Membrane”, a cura di Marina Dacci. Al piano nobile una selezione di lavori pittorici, disegni, sculture sonore che focalizzavano il percorso visivo come un viaggio intimo e personale dell’artista teso una presa di coscienza sulla ricerca identitaria tra miti e archetipi che attraversano varie culture. Al primo piano l’esposizione multimediale (fotografia, suono e proiezione) di tre tappe del progetto Foreign Bodies focalizzato sul rapporto primigenio con la terra come processo liberatorio per un ritorno alle origini di cui l’ultima e inedita tappa è stata realizzata interamente nel territorio reggiano nel corso della primavera del 2022 coinvolgendo diversi danzatori e danzatrici. Ultimo capitolo del Bestiario della terra “Il Mostrario”, articolato in tre parti (la prime due a Parma, al Teatro Regio e al Teatro Due, la terza al Teatro Valli di Reggio Emilia), si è sviluppato in spazi noti e meno noti dei teatri, sovvertendo le dinamiche partecipative del pubblico. Qui, tra palcoscenici, sotterranei e ordini di palchi, hanno preso vita le 18 scene ideate e disegnate dall’artista, che fanno rivivere creature mitologiche, allegorie e animali fantastici. Scene immersive, a volte perturbanti e disturbanti realizzati in stretta collaborazione con le maestranze dei teatri e con artisti e artigiani del territorio, ma non solo.


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