mercoledì 4 dicembre 2019

SASSARI: un Trovatore tra luce e buio presentato al Conservatorio. Al Teatro Comunale tutto esaurito per l’Anteprima giovani del pomeriggio



Un’opera raccontata, in cui manca quasi del tutto l’azione, che diventa un contenitore di personaggi in cui nessuno diventa mai veramente libero, in cui nessuno raggiunge mai la felicità. Il trovatore di Giuseppe Verdi, su libretto di Salvadore Cammarano, ultima opera della Stagione lirica 2019, andrà in scena venerdì 6 e domenica 8 dicembre al Teatro Comunale di Sassari, in un nuovo allestimento originale dell’Ente Concerti “Marialisa de Carolis”. L’opera è stata presentata stamane nella sala Sassu del Conservatorio “Luigi Canepa”, davanti a oltre cento persone, dal regista Roberto Catalano e dal direttore d’orchestra Alberto Maniàci. Moltissimi gli studenti che hanno potuto assistere alla presentazione in cui il regista ha in parte svelato l’allestimento: un palco ricoperto di cenere nera, simbolo del passato bruciato nel trauma di Azucena che ha visto la madre morire sul rogo e assassina del proprio figlio; un disegno di una prospettiva rinascimentale come se davanti a un palazzo distrutto rimanesse costante la doppia immagine del bello che è stato e che non esiste più. Questa idea registica accompagna la musica immortale di Giuseppe Verdi che, come ha spiegato Alberto Maniàci, sottolinea il contenuto del libretto con tanti aspetti spesso nascosti richiamati da un accento, una tonalità, un particolare elemento ritmico. Regista e direttore hanno ricordato come questo Trovatore sia frutto di un lavoro di squadra, portato avanti insieme allo scenografo Emanuele Sinisi, alla light designer Fiammetta Baldiserri e alla costumista Ilaria Ariemme, che hanno ricostruito uno scenario difficilmente inquadrabile nel tempo e giocato continuamente sul contrasto tra luci ed ombre, tra nero e bianco. L’aspetto storico della vicenda trattata da Verdi e Cammarano è stato illustrato dalla musicologa Paola Cossu che ha inquadrato la storia, ricordando come l’opera di Verdi abbia attraversato molte trasformazioni e sia stata d’ispirazione per altre forme d’arte: si ha notizia di una sua messa in scena in Egitto già nel 1855 – due anni dopo la prima rappresentazione al Teatro Apollo di Roma – ed stata ripresa in varie forme da importanti intellettuali nel secondo Novecento: Luciano Berio e Italo Calvino con la Vera storia, Eugenio Montale, Luigi Pirandello e Giorgio de Chirico.


Il trovatore andrà in scena venerdì 6 dicembre alle 20,30 e domenica 8 alle 16,30 al Teatro Comunale. Il cast è formato da Dario Solari (Il Conte di Luna), Chiara Isotton (Leonora), Silvia Beltrami (Azucena, nella foto in alto), Antonio Corianò (Manrico, nella foto in alto), Francesco Leone (Ferrando), Maria Bagalà (Ines) ed Enrico Zara (Ruiz). Completano il cast Stefano Arnaudo (Un vecchio zingaro) e Claudio Deledda (Un messo). Alberto Maniàci dirige l’Orchestra e il Coro dell’Ente concerti preparato da Antonio Costa.

L’opera è andata in scena nel pomeriggio al Comunale, tutto esaurito, nella tradizionale Anteprima giovani dedicata agli studenti.

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