giovedì 29 ottobre 2026

GABRIELE FERRO 1937–2026 IL SOVRINTENDENTE DELL'OPERA DI ROMA RICORDA IL GRANDE DIRETTORE D'ORCHESTRA

 

© Lelli e Masotti

Il Teatro dell’Opera di Roma apprende con profonda commozione della scomparsa del Maestro Gabriele Ferro (Pescara, 15 novembre 1937 – Palermo, 29 ottobre 2026), tra i protagonisti della direzione d’orchestra italiana e internazionale. Direttore musicale onorario a vita del Teatro Massimo di Palermo, ha collaborato con alcune delle più importanti istituzioni musicali italiane ed europee. Un legame significativo lo ha unito al Teatro dell’Opera di Roma, dove ha diretto numerose produzioni a partire dagli anni Settanta, tra cui Anna Bolena nella stagione 1976/77 con la regia di Filippo Crivelli e Leyla Gencer nel ruolo della protagonista, Semiramide nel 1982/83 con la regia di Roberto Guicciardini, le scene di Arnaldo Pomodoro e June Anderson nel ruolo del titolo, La battaglia di Legnano nel 1983/84 con la regia di Pier Luigi Pizzi e Il ratto dal serraglio nel 2010/11 firmato da Graham Vick. Nel 2012 è tornato inoltre sul podio dell'Orchestra capitolina per Norma alle Terme di Caracalla con la regia di Andrea De Rosa.
 
Il Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma Francesco Giambrone ricorda con gratitudine un Maestro che ha contribuito alla storia artistica del teatro e lasciato un'importante eredità nella cultura musicale italiana: «provo un grande dolore per la scomparsa di Gabriele Ferro, cui mi hanno legato sentimenti di lunga, profonda e antica amicizia. Gabriele è stato un grandissimo protagonista della vita culturale di Palermo e del nostro Paese e nella sua lunga e prestigiosa carriera internazionale ha realizzato sempre progetti di grande respiro. Un musicista colto, raffinato, rigoroso, estremamente curioso e attento ai nuovi linguaggi, che ha segnato anni bellissimi al Teatro Massimo. Ho memoria viva e riconoscente degli anni in cui ha ricoperto la carica di Direttore musicale durante la mia sovrintendenza, manifestando sempre un grandissimo amore, straordinaria passione e dedizione per il teatro della sua città. Titoli come il Guglielmo Tell di Rossini che inaugurò la stagione 2018 e Il Paradiso e la Peri di Schumann l’anno successivo, restano nella mia personale memoria come pietre miliari di interpretazione, visione e lucidità.» 

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