Il Teatro alla Scala ha presentato ieri, 23 ottobre, all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi il suo nuovo Direttore Musicale, Myung-Whun Chung, e la Stagione 2026-2027. Dopo il saluto istituzionale del Direttore dell’Istituto, Antonio Calbi, il Sovrintendente e Direttore artistico Fortunato Ortombina ha dialogato con il Maestro in una conversazione moderata da Paolo Besana, Direttore della Comunicazione del Teatro.
L’incontro ha celebrato il legame tra le culture italiana e francese, unite da una lunga tradizione di scambi artistici e musicali. Un legame che trova in Chung un interprete esemplare: alla guida dell’Opéra de Paris-Bastille dal 1989 al 1994 e Direttore musicale dell’Orchestre Philharmonique de Radio France dal 2000 al 2015, il Maestro ha costruito in Francia una parte fondamentale della propria carriera internazionale, mantenendo sempre un rapporto profondo con le grandi istituzioni musicali europee.
Altrettanto speciale è il legame con il Teatro alla Scala, dove Chung ha debuttato nel 1989 e con cui conta complessivamente 263 esecuzioni tra opere e concerti. Un rapporto di lunga data con i musicisti del Teatro, ai quali il Maestro si sente legato e che si prepara a servire nel nuovo incarico.
«Sono enormemente felice di poter servire il Teatro alla Scala, a Milano, la città di Verdi, compositore che amo profondamente. Mi emoziono ogni volta che passo sotto il Grand Hotel et de Milan, in via Manzoni, vicino alla Scala, pensando ai capolavori che il Maestro ha portato a compimento in quelle stanze», ha dichiarato Chung, sottolineando l’onore di poter lavorare nuovamente con gli artisti scaligeri. Nel dialogo con Ortombina è emersa anche la comune passione per il compositore: con affetto e ironia, il Maestro ha osservato di aver trovato nel Sovrintendente qualcuno che ama Verdi persino più di lui.
All’evento ha partecipato anche il compositore Francesco Filidei, la cui opera Il nome della rosa sarà rappresentata in lingua francese all’Opéra national di Parigi nel 2028, anno del 250° anniversario della Scala: si rinnova la tradizione di scambi e doppie versioni che nell’Ottocento aveva interessato autori come Rossini, Donizetti e Verdi.
La presentazione parigina ha offerto una ulteriore occasione di condividere le prospettive della nuova Stagione e di riaffermare la vocazione internazionale della Scala, nel segno di una tradizione che prosegue attraverso il dialogo tra culture, artisti e istituzioni.

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