sabato 24 ottobre 2026

Pagine di Wagner, Strauss e Prokof’ev per il ritorno di Michele Mariotti sul podio della Haydn

 


La Stagione 2026/27 della Fondazione Haydn prosegue con un appuntamento dal grande respiro sinfonico dedicato a pagine strumentali tratte dall’opera lirica tedesca e dal balletto russo. Martedì 27 ottobre 2026 alle ore 20.00 al Teatro Comunale di Bolzano, il programma accoglierà infatti il Preludio tratto da Lohengrin di Richard Wagner, la Suite strumentale che il direttore d’orchestra Artur Rodziński, tra i più grandi interpreti delle opere di Richard Strauss, ricavò da Der Rosenkavalier (Il cavaliere della rosa), e a alcuni estratti del balletto Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev.
L’evento vede la collaborazione dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano che, al termine della serata, inviterà il pubblico a una degustazione gratuita di una selezione di vini locali. Il concerto sarà poi replicato mercoledì 28 ottobre alle ore 20.30 all’Auditorium di Trento.
A dirigere il programma dall’alto tasso di intensità emotiva sarà Michele Mariotti, direttore d’orchestra italiano tra i più stimati a livello internazionale, che proprio quest’anno corona il decimo anniversario di collaborazione con l’Orchestra Haydn. A tal proposito, il Maestro dichiara: «Ogni concerto rappresenta l’occasione di rinnovare l'ammirazione per quest'orchestra e una crescita personale e collettiva, data la possibilità di arricchimento da entrambe le parti. Avendo diretto tanti programmi, sempre diversi, ultimamente anche con la possibilità di avere i ragazzi dei Conservatori, possiamo proporre programmi con organici più grandi, per esempio Strauss, Mahler, o ancora Wagner. In questi dieci intensi anni, faccio fatica a individuare un momento sugli altri: ogni volta si rinnova il piacere della prima volta».
Il concerto si inserisce nell’ambito di un progetto pluriennale promosso dalla Fondazione Haydn in collaborazione con i Conservatori di Musica di Bolzano e Trento, finalizzato a favorire il coinvolgimento delle nuove generazioni di musicisti e a offrire loro un’importante esperienza formativa a fianco dei professionisti dell’Orchestra. La partecipazione all’esecuzione di un gruppo di studenti dei due Conservatori assume un valore particolarmente significativo: rappresenta infatti una testimonianza concreta della sinergia tra le istituzioni musicali del territorio e dell’impegno condiviso nella formazione e nella crescita artistica dei giovani talenti. Un’esperienza che favorisce il dialogo tra percorso accademico e pratica professionale, contribuendo a rafforzare il legame tra educazione musicale e produzione artistica.
Sul valore e la partecipazione all’esecuzione di un gruppo di studenti dei due Conservatori, Mariotti ha affermato: «La presenza di giovani è importantissima, loro sono già il nostro futuro. Da giovane ho avuto persone che mi hanno dato fiducia, rischiando, e rimarrò loro sempre grato. È nostro dovere dare ai giovani l'opportunità di sedersi accanto a professionisti che li hanno preparati. Sedersi accanto a loro in questi viaggi bellissimi, rappresenta un arricchimento, per loro ma anche per noi, poiché il giovane porta entusiasmo, freschezza e attenzione. Grazie a operazioni di questo tipo, noi adulti ci investiamo di una responsabilizzazione ulteriore perché ancora di più dobbiamo rendere conto della qualità del nostro lavoro».
Il Preludio di Lohengrin di Richard Wagner, composto nel 1850, è un esempio emblematico di come il suono possa farsi drammaturgia, evocando immagini, atmosfere e suggestioni attraverso la sola forza della musica. La sua trama sonora, eterea e luminosa, si sviluppa gradualmente in un crescendo di intensità e colore, dando forma a un universo visionario che colpì profondamente anche il pittore Vasilij Kandinskij. In Wagner, il suono non è semplice ornamento, ma elemento essenziale della composizione: una materia viva, capace di generare immagini e trasformare l’ascolto in un’esperienza profondamente evocativa.
Il cavaliere della rosa di Richard Strauss e di Hugo von Hofmannsthal rappresenta, sì, un'irresistibile commedia dell'amore, delle galanterie, degli equivoci, ma soprattutto l'idealizzazione di una grande civiltà, quella della Vienna settecentesca, della grande capitale imperiale, che aveva creduto di poter fare della vita una gioia quotidiana dello spirito e dei sensi, e che era vicina al dissolvimento. L'enorme successo dell'opera spiega le varie Suite strumentali e antologie da concerto che ne sono state tratte, da Strauss stesso e da altri con il suo consenso. L'ultima delle Suite dal Cavaliere della rosa fu messa insieme da Strauss con l'aiuto di Arthur Rodzinsky, soprattutto per necessità economiche. Subito dopo la guerra, il grande musicista, che era stato ricchissimo, non aveva più nulla. Lavorava come poteva per sopravvivere con dignità e decoro. Vendeva qualche suo manoscritto, con discrezione, e riadattava sue musiche del passato. Tra le musiche riadattate rientra anche questa scelta di episodi del Cavaliere della rosa.
Il balletto Romeo e Giulietta è una delle composizioni più famose di Prokof’ev. Le sue musiche, dai toni costantemente mutevoli e dalla poderosa energia, tratteggiano con concreta espressività situazioni e personaggi, in particolar modo i due sfortunati amanti. Il maestro russo segue fedelmente il dramma di Shakespeare e l’esecuzione attraverso movimenti fortemente propulsivi e dinamici, mettendo in risalto i diversi momenti, catturando visivamente ed emotivamente lo spettatore.

Michele Mariotti è Direttore Musicale del Teatro dell’Opera di Roma dal 2022. Insignito del 36° Premio Abbiati come Miglior direttore d’orchestra, è ospite dei principali teatri e festival italiani ed internazionali. È salito sul podio dell’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, dell’Orchestre National de France, dei Münchner Symphoniker, dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, della Danish National Symphony Orchestra, dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dei Bamberger Symphoniker, della Royal Philharmonic Orchestra, della Nederlands Philharmonisch Orkest, della Gürzenich Orchester Köln, della Filarmonica della Scala, della RTÉ National Symphony Orchestra, solo per citarne alcune.
Collabora con registi di spicco - Mario Martone, David McVicar, Emma Dante, Davide Livermore, Damiano Michieletto, Robert Carsen -, e ha ricoperto il ruolo di Direttore principale e musicale del Comunale di Bologna, guidando l’Orchestra e il Coro in tournée internazionali. Recentemente è salito sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, della Gürzenich Orchester Köln alla Philharmonie di Colonia, della Radio Filharmonisch Orkest al Concertgebouw di Amsterdam, della Tonkünstler Orchestra al Muiskverein di Vienna e della Tokyo Symphony Orchestra.

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