La stagione di concerti 2026 della Filarmonica della Scala si chiude lunedì 9 novembre alle ore 20 al Teatro alla Scala con il concerto diretto da Santtu-Matias Rouvali (nella foto in alto, di Marco Borggreve), che per il suo debutto sceglie la Sinfonia n. 1 in mi minore op. 39 di Jean Sibelius. Per la prima volta al Piermarini anche la violinista sudcoreana Bomsori, interprete del Concerto n. 2 in re minore per violino e orchestra op. 22 di Henryk Wieniawski.
«La prima sinfonia è sempre la più emozionante perché Sibelius aveva trent’anni e aveva voglia di provare un po’ tutto. Non viene eseguita spesso, ma è piena di immaginazione», racconta Santtu-Matias Rouvali, tra i più richiesti direttori della nuova generazione, Direttore Principale della Philharmonia Orchestra di Londra e Direttore Emerito della Tampere Philharmonic Orchestra. Dopo otto anni alla guida della Gothenburg Symphony Orchestra, con cui ha realizzato un apprezzato ciclo discografico dedicato proprio a Sibelius per Alpha Classics, Rouvali è regolarmente ospite delle maggiori compagini internazionali, dalla New York Philharmonic alla Cleveland Orchestra, dal Concertgebouw di Amsterdam al Gewandhaus di Lipsia. Alla cura interpretativa affianca una particolare attenzione al rapporto umano con i musicisti: «Bisogna diventare degli psicologi, tutto ha a che fare con il carattere», ha dichiarato in occasione della sua nomina alla guida della Philharmonia.
Bomsori (nella foto a sinistra), tra le più entusiasmanti violiniste di oggi e prima sudcoreana a firmare un accordo in esclusiva con Deutsche Grammophon, affronta il raro Concerto n. 2 di Henryk Wieniawski, composto nel 1862 ed eseguito per la prima volta a San Pietroburgo il 27 novembre dello stesso anno. Pagina tra le più significative del repertorio romantico per violino, il Concerto unisce virtuosismo e intensità lirica. Come osserva Alessandro Zignani nelle note di sala «un sottile legame unisce il Concerto di Wieniawski alla Prima Sinfonia di Sibelius: in entrambe le opere il ritorno e la trasformazione dei temi danno vita a una concezione ciclica della forma, espressione dell’ideale romantico di una natura in perpetua rigenerazione. Nel Concerto, in particolare, la grande melodia lirica del primo movimento riaffiora nel Finale, mentre il virtuosismo del violino, tra colpi d’arco e passaggi di grande brillantezza, si fa veicolo di un’espressività che va oltre la pura esibizione tecnica».
Vincitrice di numerosi riconoscimenti nei più prestigiosi concorsi internazionali, tra cui il Čajkovskij, il Queen Elisabeth, il Sibelius e lo stesso Wieniawski, Bomsori si esibisce regolarmente con orchestre come la New York Philharmonic, la Los Angeles Philharmonic e la Philharmonia Orchestra.


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