lunedì 2 novembre 2026

MAHLER, LA QUARTA SINFONIA INAUGURA LA STAGIONE DA CAMERA DELLA FILARMONICA ROMANA AL TEATRO ARGENTINA.


TEATRO ARGENTINA
giovedì 5 novembre ore 21
Gustav Mahler 
Sinfonia n. 4 in sol maggiore
(trascrizione per orchestra da camera e soprano solo di Klaus Simon, 2007)

I SOLISTI DELLA FILARMONICA
Désirée Giove soprano
Sieva Borzak direttore

I SOLISTI DELLA FILARMONICA
Bianca Fiorito flauto (con piccolo)
Elisa Metus oboe (con corno inglese)
Aron Chiesa clarinetto in si bemolle (con clarinetto in la)
Lucia Nardacci clarinetto basso in si bemolle
Edoardo Capparucci fagotto
Gabriele Gregori corno
Flavio Tanzi, José Vicente Espí Causera percussioni
Samuele Telari fisarmonica
Fabio Fornaciari pianoforte
Misia Iannoni Sebastianini primo violino
Gloria Santarelli secondo violino
Martina Santarone viola
Vladimir Bogdanović violoncello
Francesco D’Innocenzo contrabbasso
 


Si apre giovedì 5 novembre (ore 21) al Teatro Argentina la stagione da camera 2026-27 dell’Accademia Filarmonica Romana: undici concerti fino a maggio, con un appuntamento anche al rinnovato Teatro Valle, portando nella capitale solisti e formazioni internazionali, spaziando dal repertorio del Seicento fino alle prime esecuzioni.
L’apertura è nel segno di un nuovo progetto voluto dal direttore artistico Domenico Turi, quello dei Solisti della Filarmonica, che inaugurano la stagione con la Quarta Sinfonia di Mahler nella trascrizione per orchestra da camera e soprano di Klaus Simon. Sul podio Sieva Borzak (nella foto a sinistra), bacchetta italo-russa fra le più interessanti della nuova generazione di direttori d’orchestra, vincitore del terzo premio all’ultima edizione della Mahler Competition di Bamberga, importante concorso per giovani direttori d’orchestra dedicato principalmente alla musica del compositore austriaco. Voce solista sarà Désirée Giove (nella foto in basso a destra), soprano che a soli 24 anni ha debuttato alla Scala di Milano, avviando una brillante carriera.
La storia della Filarmonica annovera già una formazione dei Solisti della Filarmonica, quella nata per volontà di Giuseppe Sinopoli nel 1993 per riunire musicisti italiani legati all’istituzione e approfondire soprattutto il repertorio della Seconda Scuola di Vienna. Il nuovo progetto si lega all’idea del grande maestro nel creare un forte legame fra i musicisti e la Filarmonica: i Solisti – quindici interpreti in quest’occasione  – sono musicisti italiani delle più recenti generazioni che hanno animato gli ultimi anni della Filarmonica e si sono affermati a livello internazionale. Alcuni sono oggi membri o prime parti di prestigiose orchestre, come Aron Chiesa prima clarinetto alla Scala di Milano, o Bianca Fiorito flautista stabile dei Münchner Philharmoniker, altri sono componenti di importanti formazioni cameristiche. Per i prossimi tre anni, si riuniranno appositamente presso l’istituzione romana per affrontare pagine del grande repertorio cameristico.
 
La Sinfonia n. 4 in sol maggiore venne scritta fra il 1899 e il 1900, e segna una svolta rispetto alle dimensioni monumentali delle opere precedenti di Mahler: l'orchestrazione si fa più trasparente, la scrittura recupera una leggerezza di ascendenza classica, di musica popolare e dell'infanzia, e diventa il centro di una visione insieme luminosa e ambigua. Articolata in quattro movimenti, la partitura è attraversata dal quel contrasto continuo che segna tutta la produzione mahleriana: grandi momenti epici e drammatici si alternano, e talvolta si sovrappongono, a episodi di lirismo e contabilità. «Immaginate l’azzurro uniforme del cielo… Talvolta si oscura e diventa fantasmagorico e terrificante: ma non è che si faccia nuvoloso, perché il sole continua a splendere nel suo eterno azzurro; soltanto a noi, all’improvviso, sembra orrifico», con queste parole fu lo stesso compositore a introdurre al lavoro della Quarta, ribadendo quel contrasto tra innocenza, ironia e mistero che caratterizza l’opera. Il finale, Das himmlische Leben (La vita celeste), un Lied tratto dalla raccolta Des Knaben Wunderhorn, composta alcuni anni prima, restituisce l'innocente immagine del paradiso attraverso gli occhi di un bambino.
La trascrizione di Klaus Simon (nella foto a sinistra), realizzata nel 2007, per un organico più ridotto, rimane fedele ai timbri originali, esaltandone la trasparenza. «Con questa riduzione tutto risulta più limpido, più leggibile – spiega il direttore Sieva Borzak –. Si rinuncia al lato monumentale, al grande respiro sinfonico mahleriano, ma è proprio questa la sfida: restituire al pubblico un capolavoro gettando luce su dettagli che in un’esecuzione tradizionale difficilmente si colgono».
 


Alessandro Costantino Bianchi, pianoforte C. Bechstein (Berlino 1890) • Associazione Musicale Karl Jenkins

 

I Concerti di Campagna
Monte Compatri (RM), Italia
Palazzo Annibaldeschi
7 Novembre 2026, ore 18:30

Maurice Ravel (1875–1937)
Sonatine
Modéré, Mouvement de menuet 
Sergej Rachmaninov (1873–1943)
Preludi
op. 23 nn. 3, 5, 6, 7
op. 32 n. 12
Ottorino Respighi (1879–1936)
Sei pezzi per pianoforte
Valse Caressante, Canone, Notturno, Minuetto, Studio, Intermezzo-Serenata
Francis Poulenc (1899–1963)
Mélancolie, FP 105
Alessandro Costantino Bianchi (1993)
Dreamscape (dedicato a David Lynch)

ALESSANDRO COSTANTINO BIANCHI
pianoforte C. Bechstein (Berlino 1890)

Pianista di formazione classica, Alessandro Costantino Bianchi sviluppa un percorso artistico in cui interpretazione, composizione e improvvisazione si alimentano reciprocamente. Diplomato in Pianoforte al Conservatorio “O. Respighi” di Latina, ha proseguito gli studi al Conservatorio della Svizzera italiana di Lugano, conseguendo il Master of Arts in Music Performance, e successivamente il Diploma Accademico di II livello in Pianoforte Jazz con 110 e lode.
La sua attività concertistica si è sviluppata in Italia e all’estero, tra recital solistici, musica da camera e concerti con orchestra. Tra le sedi e le rassegne che lo hanno ospitato figurano la Fundación Eutherpe di León, il Trimontiada Music Festival in Bulgaria, Westminster Music Library e St Barnabas Concert Series a Londra, il Malta International Piano Festival e il Festival Internacional de Música de Câmara dell’Universidade Federal da Paraíba in Brasile. In Italia si è esibito, fra gli altri, al Festival del Tempietto presso il Teatro di Marcello, al Teatro Cafaro e al Teatro D’Annunzio di Latina, per Fazioli Pianoforti, al Festival Pontino di Musica, al Fondi Music Festival e a Piano City Palermo.
Come solista con orchestra ha collaborato, tra gli altri, con Grigor Palikarov e Demetrio Moricca. Nel 2021 Da Vinci Classics ha pubblicato il suo album monografico Mozart Piano Variations, registrato nell’Abbazia di Fossanova, presentato da Rai Radio 3 nel programma Primo Movimento e diffuso da emittenti internazionali. Nelle note al progetto, Alessandro Deljavan ne ha messo in luce la capacità di coniugare la cura meticolosa del suono e del tocco con uno straordinario senso di libertà improvvisativa.
La composizione e l’improvvisazione costituiscono una componente centrale della sua ricerca e confluiscono regolarmente nei programmi concertistici; le sue composizioni pianistiche hanno ricevuto premi e riconoscimenti.
All’attività sulla scena affianca quella formativa, con masterclass, lezioni-concerto e incontri presso istituzioni italiane e internazionali, tra cui l’Università degli Studi Roma Tre, l’Universidade Federal da Paraíba, l’Universidade Católica de Fortaleza e la Malta Piano Academy.
È fondatore e direttore artistico della rassegna Policromie Sonore – Dialogo fra le Arti e direttore artistico della Pangea Music Academy di Latina

“Echi Bachiani" – Musica, solidarietà e speranza”, venerdi' 6 novembre, Biblioteca Universitaria Genova, ore 17:30

 
L’Associazione “Antonio Lanza” E.T.S. presenta “Echi Bachiani – Musica, solidarietà e speranza”, un recital pianistico del giovane interprete Marcello Rolff, in programma venerdì 6 novembre alle ore 17:30 nel Salone al piano terra della Biblioteca Universitaria di Genova, in Via Balbi 40. L'evento, che ha il patrocinio del Municipio 1 Centro Est del Comune di Genova ed è realizzato con la Biblioteca Universitaria di Genova, è aperto alla cittadinanza, con ingresso libero e oblazione volontaria.
Il recital propone un programma di forte richiamo per un vasto pubblico: musiche di Johann Sebastian Bach, Felix Mendelssohn Bartholdy e Ferruccio Busoni, capaci di parlare sia agli appassionati sia a chi si avvicina per la prima volta al grande repertorio pianistico. Il percorso intreccia tradizione e sperimentazione, mostrando come l’eredità di Bach abbia ispirato generazioni di compositori e interpreti; le trascrizioni bachiane di Busoni, in particolare, rappresentano uno dei ponti più celebri tra il linguaggio del genio di Lipsia e la sensibilità pianistica moderna.
Con l’iniziativa, l’Associazione “Antonio Lanza” riafferma la propria convinzione che la cultura e la musica non siano soltanto momenti di intrattenimento, ma strumenti preziosi di crescita, incontro e speranza. Dare spazio a un giovane talento come Marcello Rolff significa valorizzare il merito, investire nel futuro e offrire alla comunità un’esperienza di bellezza condivisa.
Marcello Rolff, giovane promessa del Conservatorio “Niccolò Paganini” di Genova, è già impegnato in una carriera in ascesa: il 14 novembre 2026 terrà un recital per la Società dei Concerti di Milano; il 21 e il 22 gennaio si esibirà in duo con il violinista Enrico Pisani presso l’Istituto Italiano di Cultura di Londra e presso la University of Cambridge.
L’evento sostiene la mission dell’Associazione “Antonio Lanza”, che dal 1989 promuove solidarietà e assistenza attraverso attività gratuite di Medicina Integrata a favore di persone colpite da malattie ematologiche o da gravi patologie, con particolare attenzione ai giovani, ai pazienti in ambito onco-ematologico e oncologico e alle loro famiglie.
La partecipazione al concerto, anche attraverso un’oblazione volontaria, significa sostenere la cultura, i giovani artisti e chi si trova ad affrontare un percorso di malattia.

Palazzo Marino in Musica: domenica 8 novembre il Neuma Sax Quartet in Sala Alessi

 

Palazzo Marino in Musica
Controcanto
XV Edizione / Stagione 2026
Domenica 8 novembre 2026, ore 11.00
Sala Alessi – Palazzo Marino
Piazza della Scala 2, Milano.

Armonie visive
Neuma Sax Quartet
Conservatorio “G. Verdi” di Milano

Nicola G. Chiera, saxofono soprano
Andrea Fatighenti, saxofono contralto
Stefano Luciani, saxofono tenore
Marco Sala, saxofono baritono

La XV edizione di Palazzo Marino in Musica, in programma da maggio a novembre 2026, è dedicata al tema Controcanto: un invito ad ascoltare la musica non come linea singola, ma come relazione tra più voci. Il controcanto è il luogo in cui il monologo diventa dialogo, dove due linee si intrecciano e generano un senso nuovo, più ricco della somma delle parti.
Il sesto e ultimo appuntamento chiude la stagione con Armonie visive, un concerto dedicato al dialogo tra musica e immagine: due linguaggi che conservano ciascuno la propria autonomia espressiva e che, proprio nell’incontro, si arricchiscono a vicenda. Non una semplice illustrazione sonora dello schermo, né una musica al servizio della narrazione cinematografica, ma un intreccio in cui dimensione visiva e dimensione sonora si affiancano e si interrogano: un controcanto tra ciò che si vede e ciò che si ascolta.
Protagonista è il Neuma Sax Quartet, giovane formazione nata nel 2024 nelle aule del Conservatorio “G. Verdi” di Milano e già distintasi in importanti concorsi: dal Premio Nazionale delle Arti al primo premio assoluto, con 100/100, al Concorso di Musica da Camera “Milano City” 2025. Il nome del quartetto rimanda al neuma, il segno grafico della notazione medievale precedente al pentagramma, e al greco pnéuma, «respiro»: un richiamo tanto alle origini della scrittura musicale quanto al gesto essenziale di chi suona.
Il percorso attraversa teatro, jazz, ragtime, musical e colonna sonora, affidando ogni pagina al timbro duttile e alla ricchezza dinamica dei sassofoni. Le trascrizioni non cercano di restituire l’immagine sonora dei film, ma la sostanza musicale nella sua autonomia, con la sua forza di evocare scene e atmosfere anche fuori dallo schermo. Si apre con Rossini per 4 nella trascrizione di Gaetano Di Bacco, dove la teatralità rossiniana mostra come la musica sappia costruire una scena prima ancora che l’immagine la fissi. Seguono i Three Preludes di George Gershwin, punto d’incontro tra scrittura colta e idioma jazzistico che ha nutrito l’immaginario cinematografico del Novecento.
Al centro del programma la Morricone Suite nella trascrizione di Michele Paolino, omaggio al compositore che più di ogni altro ha legato il proprio nome alla storia del cinema. Dopo il ragtime elegante e sincopato di The Easy Winners di Scott Joplin, il congedo è affidato a Puttin’ on the Ritz di Irving Berlin, nella versione di Stephen Roberts e nella trascrizione di Nicola Gabriele Chiera, soprano del quartetto: un finale brillante che chiude, con l’energia dello spettacolo, la quindicesima stagione di Palazzo Marino in Musica.
I biglietti d’ingresso sono gratuiti con prenotazione: a partire dalle ore 9.30 del giovedì precedente ogni concerto è possibile prenotarli online sul sito www.palazzomarinoinmusica.it oppure ritirare quelli cartacei disponibili presso la biglietteria delle Gallerie d’Italia – Milano in via Manzoni 10.

La rassegna Palazzo Marino in Musica è realizzata in collaborazione con il Comune di Milano ed è organizzata da EquiVoci Musicali.

Le Istituzioni coinvolte nel 2026 come partner sono Comune di Milano, MM Spa, la Centrale dell’Acqua di Milano, Aquaflor, Gallerie d’Italia - Milano, museo di Intesa Sanpaolo e il Conservatorio “G. Verdi” di Milano.

La rassegna è sostenuta da Intesa Sanpaolo.
Sponsor tecnico Fazioli e Serazio pianoforti.


Si inaugura la stagione concertistica del Comunale di Modena con Hirofumi Yoshida, direttore e Giuseppe Gibboni, violino

 

Mercoledì 4 novembre alle ore 20.30 si apre la stagione sinfonica al Pavarotti-Freni con la Filarmonica del Teatro Comunale di Modena guidata dal suo direttore musicale Hirofumi Yoshida (nella foto in alto). L’Orchestra, nata nel 2022, è cresciuta rapidamente sia in ambito sinfonico sia operistico, grazie a importanti appuntamenti internazionali, come la partecipazione all’Expo di Osaka nel 2025, e a un rapporto sempre più stretto con il Teatro e la vita musicale cittadina. Durante il recente Modena Belcanto Festival è stata applaudita nel Requiem di Verdi e nel Concerto di Gala.
In programma, il Concerto per violino op. 61 che apre il ciclo “Beethoven 200”. Il primo dei brani con i quali il Teatro Comunale celebra in questa stagione i 200 anni dalla morte del compositore è tra le opere più celebri e amate di Beethoven e conquista il pubblico per il lirismo del violino, l’ampiezza delle linee cantabili e il fascino dei passaggi virtuosistici. Seguirà la Sinfonia n. 4 con la quale Brahms non solo chiuse il breve ma intenso capitolo della sua produzione sinfonica, ma portò anche a compimento il percorso del sinfonismo classico-romantico con un’opera densissima, costruita con rigorosa coerenza formale e al tempo stesso attraversata da profondi contrasti emotivi e da una malinconia inquieta.
Il brano solista è affidato al violinista Giuseppe Gibboni (nella foto a sinistra di Andrej Grilc), cha ha vinto il primo premio al Concorso Paganini 2021 e ha debuttato al Teatro Carlo Felice di Genova suonando partiture di Niccolò Paganini. Gibboni è stato ospite del Maggio Musicale Fiorentino sotto la direzione di Zubin Mehta, dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI diretta da Joel Sandelson, della Detroit Symphony Orchestra diretta da Jader Bignamini, dell'Orchestra Nazionale di Santa Cecilia diretta da Lorenzo Viotti. È stato invitato dalla Filarmonica della Scala con direttore Michele Mariotti; ancora, dalla Tokyo Philharmonic, dalla Beijing Symphony Orchestra e dall'Atlanta Symphony Orchestra. Ha recentemente suonato al Seoul Arts Center. Ha eseguito il Concerto per violino di Busoni al Teatro Verdi di Trieste e il Concerto di Paganini n. 1 in tournée negli USA. Reinvitato dal Teatro Carlo Felice di Genova, ha suonato il Concerto per violino di Čajkovskij sotto la direzione di Donato Renzetti. Sotto la direzione di Riccardo Muti con l’Orchestra Cherubini è stato invitato ad aprire il Ravenna Festival 2025.


domenica 1 novembre 2026

TEATRO RISTORI: DIECI ANNI DI DIREZIONE ARTISTICA CON ALBERTO MARTINI. Si conclude dopo dieci anni il percorso del Maestro alla Direzione Artistica. La Stagione Artistica 2026/2027, da lui curata, testimonia il valore del lavoro svolto e la continuità della proposta culturale del Teatro.

 

Dieci anni di visione artistica, progettualità e collaborazione hanno segnato il percorso di Alberto Martini alla direzione artistica del Teatro Ristori di Verona, contribuendo a consolidarne l'identità culturale e a rafforzarne il ruolo nel panorama dello spettacolo dal vivo.
Dopo dieci anni, l’incarico di Alberto Martini alla Direzione Artistica è giunto al termine, concludendo un percorso che ha rappresentato una tappa significativa nella storia recente del Teatro.
Dal 2016, Alberto Martini (nella foto in basso, a sinistra) ha accompagnato lo sviluppo di una programmazione capace di coniugare tradizione e contemporaneità, valorizzando l'incontro tra linguaggi artistici, interpreti e pubblici differenti e contribuendo a costruire relazioni con protagonisti della scena nazionale e internazionale.
La Stagione Artistica 2026/2027, che ha preso avvio lo scorso 27 ottobre, è stata curata da Alberto Martini e rappresenta un'ulteriore espressione del lavoro svolto. Il cartellone, che accompagnerà il pubblico fino ad aprile 2027, conferma l'attenzione alla qualità artistica e alla pluralità dei linguaggi che hanno caratterizzato il percorso condiviso.
«A nome del Consiglio di Amministrazione di CREA Impresa Sociale e della Direzione generale, desidero esprimere ad Alberto Martini il nostro sincero ringraziamento per la professionalità, la sensibilità e la visione artistica con cui ha accompagnato il Teatro Ristori in questi dieci anni. Il suo contributo ha rappresentato una parte significativa del percorso di crescita e consolidamento dell'identità culturale del Teatro, lasciando un patrimonio di esperienze e relazioni di grande valore. Al Maestro rivolgiamo i migliori auguri per le nuove sfide professionali, con l'auspicio che il dialogo e la stima costruiti nel tempo possano tradursi in ulteriori occasioni di collaborazione», dichiara Alessandro Mazzucco, Presidente di CREA Impresa Sociale.
«Questi dieci anni alla Direzione Artistica del Teatro Ristori hanno rappresentato un’esperienza di straordinario valore umano e professionale. Sono stati anni intensi, nei quali ho avuto l’opportunità di contribuire alla crescita di un progetto culturale in cui ho creduto profondamente, attraversando anche momenti particolarmente complessi, come quelli dell’emergenza Covid, e condividendo poi la soddisfazione della ripartenza e dei risultati raggiunti. Desidero ringraziare CREA Impresa Sociale, Fondazione Cariverona e tutte le persone con cui ho condiviso questo lungo percorso, ricco di incontri, idee, progetti e soddisfazioni artistiche. Un ringraziamento particolare va al pubblico del Teatro Ristori, che in questi anni ci ha accompagnato con partecipazione, curiosità e affetto: il rapporto costruito con gli spettatori rappresenta certamente uno dei risultati più preziosi di questa esperienza. Sono particolarmente soddisfatto di concludere il mio percorso lasciando definita anche la Stagione Artistica 2026/2027, nella quale ritrovo il lavoro e la visione maturati in questi anni. Dopo dieci anni, ritengo sia arrivato per me il momento di guardare avanti, verso nuove esperienze e nuovi progetti. Conservo un ricordo prezioso del percorso compiuto e del rapporto costruito con il Teatro Ristori e con la città di Verona», commenta Alberto Martini, già Direttore Artistico del Teatro Ristori
Il Teatro Ristori, gestito da CREA Impresa Sociale, prosegue il proprio percorso con l'impegno di promuovere una proposta culturale di qualità, aperta alla contemporaneità, alla valorizzazione dei talenti e al dialogo con il territorio.

sabato 31 ottobre 2026

Al Teatro Gerolamo di Milano la prima assoluta del lavoro di Javier Torres Maldonado ispirato a Franz Liszt

 


È una rilettura “spettralizzata” del brano per pianoforte Nuages gris di Franz Liszt il nuovo lavoro multimediale di Javier Torres Maldonado (nella foto in alto) dal titolo Nuages de cristal dans gris mouvant che viene interpretato per la prima volta mercoledì 11 novembre al Teatro Gerolamo di Milano da Silvia Pepe (piano, body performer - nella foto in basso a destra), Véronique Vanhoucke (body performer) e Francesco Leprino (live video).

«L’opera originale permane come una presenza sottostante, riconoscibile nel suo contorno e nel suo svolgersi temporale, ma è attraversata da un prisma immaginario che la sposta e la trasforma. Questo prisma non solo filtra e diffrange il materiale, proiettandolo come ombra e come irradiazione, ma in certi momenti lo accentua e lo sottolinea, intensificando l’ambiguità tra nota e luminosità spettrale, così come tratti gestuali o risonanti impliciti o immaginati. In parte è una ricerca di luminosità fragili, attraversata da zone d’ombra o di luce, dove rivelare e nascondere, evidenziare e dissolvere rivelano l’identità che gli oggetti già esistenti possono assumere».

Casearia: Aldo Tarabella firma un nuovo lavoro per l’infanzia

 
Una storia surreale in cui i formaggi diventano protagonisti di un teatro musicale che parla anche ai più piccoli, senza rinunciare ai linguaggi della musica di oggi. Domenica 8 novembre 2026, alle ore 17, all'Auditorium di Seregno, debutta in prima esecuzione Casearia, ovvero il paese dei formaggi, la nuova opera comica in un atto di Aldo Tarabella, edita da SZ Sugar, su libretto di Pierfrancesco Poggi. A portarla in scena è la Filarmonica Ettore Pozzoli, diretta da Luca Ballabio, con la regia dello stesso Tarabella.
Pensata per i bambini e per un pubblico di tutte le età, Casearia è una sorta di esilarante “Cacio Story”, in cui Fiore, Mozzarella, Pecorino, Gorgonzola e Parmigiano diventano personaggi teatrali a tutti gli effetti, ciascuno con una propria personalità, una visione del mondo e una particolare sensibilità nei confronti dell'amore. Un universo comico e surreale che guarda alla tradizione degli intermezzi buffi settecenteschi, reinventandola attraverso una scrittura musicale libera, ricca di sonorità inattese e invenzioni ritmiche.
Nel cast di Casearia, Consuelo Gilardoni (Fiore), Antonia Fino (Mozzarella), Federico Buttazzo (Pecorino), Matteo Bagni (Gorgonzola) e Michele Chiusi (Parmigiano), insieme a Laura Matadinho, Serena Carone e Beatriz Carlsson nel Trio Babies. I costumi sono di Patrizia Mugnai.
L’appuntamento è realizzato nell'ambito della nona stagione I Grandi Concerti della Filarmonica Ettore Pozzoli.