Bologna Festival 2025
44esima Stagione
Il Nuovo, l’Antico e l’Altrove
Dal 18 settembre al 30 ottobre
Mercoledì 8 ottobre 2025 ore 20.30
Oratorio di San Filippo Neri
mdi ensemble (foto di Davide Santi)
Daniela Terranova Rainbow dust in
the sky
per trio d’archi
Daniela Terranova A slash of blue,
a sweep of gray, some scarlet patches on the way
per quartetto d’archi
prima esecuzione assoluta – commissione
di Bologna Festival e Ferrara Musica
Claude Debussy Quartetto per archi
in sol minore op.10
in coproduzione con Ferrara Musica
Quarto appuntamento della rassegna Il Nuovo, l’Antico, l’Altrove, del Bologna Festival, l’8 ottobre in San Filippo Neri con mdi ensemble, specializzato da sempre in repertorio contemporaneo, che metterà in dialogo Debussy con la giovane compositrice Daniela Terranova e la sua nuova composizione per quartetto d’archi A slash of blue, a sweep of gray, some scarlet patches on the way, in prima esecuzione assoluta e scritta su commissione di Bologna Festival e Ferrara Musica. L’idea è dunque quella di lavorare sul fil rouge della fisicità nell’espressione musicale, da Debussy ai giorni nostri con le due composizioni unite dall’attitudine per una forte gestualità sonora: implicita in Debussy, esplicita, incline alla “creazione di una coreografia del suono”, nello stile della compositrice italiana, della quale è in programma anche Rainbow dust in the sky per trio d’archi, brano dedicato all’ensemble.
Mercoledì 15 ottobre, ancora in San Filippo Neri, la prima presentazione dal vivo del nuovo progetto discografico di Simone Vallerotonda Scarlatti 300 con la sua inusuale ‘band’ su strumenti antichi I Bassifondi, ensemble filologicamente di impeccabile correttezza, ma da sempre pronto a sfidare qualsiasi pubblico, anche quello delle osterie o dei pub, per dimostrare che la musica antica mantiene ancora oggi quel fascino popolare che la rese vera hit dall’aja alla piazza di mercato per secoli. In questa preziosa occasione si avrà la prima esecuzione moderna della serenata a tre voci Clori, Lidia e Filli di Alessandro Scarlatti, eseguita probabilmente a Napoli il 2 giugno del 1701 in occasione della festa del Corpus Domini e poi caduta nell’oblio. La sua riscoperta nei trecento anni dalla morte del compositore palermitano, si deve alla curiosità e all’estro di Simone Vallerotonda, uno dei maggiori liutisti italiani ed instancabile ricercatore di tesori musicali dimenticati.
Il 23 ottobre in San Filippo Neri si avrà poi, in prima assoluta, il nuovo progetto Il Fiato che resta – Musiche Erranti e Voci in Esilio di Ars Vulgaris, originalissimo ensemble fondato da Robindro Nikolich Mukherjee, clarinettista e spagnolo di origini indiane e di piccoli slavi, di grande virtuosismo che spazia con agilità dal repertorio classico a quello etnico. Con lui in palcoscenico il violoncellista Pau Valls Vila, Robert Santamaria al Kanun, cetra trapezoidale di matrice arabo classica, e il Saz, liuto turco, infine Francesco Savoretti alle percussioni etniche. Dunque un percorso dal Mediterraneo orientale verso est in cui la tradizione folklorica si unisce all’impronta classica e all’estro jazz per un esito inatteso, popolare e colto al contempo.
Gran chiusa infine il 30 ottobre a Santa Cristina della Fondazza con l’ensemble vocale Odhecaton, celebre per la sua specializzazione nel canto polifonico dal ‘400 al ‘600, qui con il progetto Illumina oculos meos - Quasi una liturgia attorno a Palestrina, in cui partendo dal grande maestro veneziano e dalla sua celebre, omonima missa, se ne indagano gli echi novecenteschi con Pärt, Rihm, Stravinskij e Scelsi.

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