Fino al 5 dicembre va in scena nel capoluogo trentino la 39esima stagione concertistica di Trento Musicantica, festival internazionale che, come da attesa tradizione, torna ogni autunno a portare l’emozione della musica antica al Castello del Buonconsiglio e in altri luoghi storici della città. Organizzato dal Centro Servizi Culturali Santa Chiara e dal Centro di eccellenza Laurence K.J. Feininger, impegnato da anni nello studio e nella diffusione della musica antica, il Festival presenta un cartellone di ampio respiro artistico tra nuovi progetti, momenti di approfondimento e capitoli da riscoprire.
Intitolato Giubilar cantando, il Festival volge in particolare l’attenzione a tre ricorrenze che cadono nel 2025: il Giubileo della Speranza, il cinquecentenario della nascita di Giovanni Pierluigi detto ‘il Palestrina’, tra i maggiori compositori del Rinascimento europeo, e il terzo centenario dalla morte di Alessandro Scarlatti, tra i più importanti autori di scuola napoletana e tra i maggiori compositori italiani tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento.
La maggior parte degli appuntamenti, grazie ad una collaborazione attiva fin dalla nascita del Festival, ha sede al Castello del Buonconsiglio; oltre al Castello, il Festival toccherà altri due luoghi di grande interesse storico artistico di Trento: la Badia di San Lorenzo e la Chiesa di San Francesco Saverio.
Gli ultimi tre appuntamenti del Festival hanno tutti sede nella Sala Giuseppe Gerola del Castello del Buonconsiglio e presentano programmi di carattere profano.
Il concerto di domenica 16 novembre alle 20.30 è interamente dedicato ad Alessandro Scarlatti, a trecento anni dalla morte del compositore. Il gruppo Il Rossignolo diretto da Ottaviano Tenerani condurrà il pubblico attraverso la magnifica scrittura di Scarlatti con tre cantate per soprano e strumenti, alternate a quattro sonate (due a tre e due per flauto e basso continuo), un viaggio di raffinato virtuosismo in un repertorio di straordinaria qualità compositiva che sta riconquistando l’attenzione dei musicologi.
Il concerto di martedì 25 novembre alle 20.30 trasporta nella sfarzosa corte napoletana di Carlo I d’Angiò, re di Sicilia dal 1266 al 1282 e in seguito re di Napoli fino al 1285. Nella sua corte si attorniava di trovatori, trovieri, strumentisti e giullari. L’ensemble La Manticora, con la voce di Simona Gatto, il liuto di Peppe Frana e i fiati di Alessandro de Carolis, eseguirà alcuni brani tratti dal capolavoro di uno dei maggiori trovieri del Duecento, Adam de la Halle, Le Jeu de Robin et Marion, opera di teatro musicale che ebbe la sua prima rappresentazione con la regia dell’autore presso la corte di Carlo I. Ad arricchire il programma anche altre canzoni e danze tratte dal celebre Chansonnier du Roi, canzoniere che per la grande varietà di generi che riunisce rappresenta un unicum e una summa delle forme e degli stili musicali più rappresentativi della lirica e della musica europee del XIII secolo.
Protagonista dell’ultimo appuntamento, venerdì 5 dicembre alle 20.30, è l’Ensemble Dulcedo, concertato da Lia Serafini, che nel concerto intitolato Donne di grazia e di maestà presenterà un articolato percorso d’ascolto con madrigali, arie e mottetti solistici di sei importanti compositrici del Seicento: Barbara Strozzi, Francesca Caccini, Isabella Leonarda, Maria Xaveria Peruchona, Chiara Margarita Cozzolani e Caterina Assandra. Un viaggio nella produzione sacra e profana del Seicento italiano al femminile che rivela il gusto di ‘favellare in armonia’, un’occasione speciale per addentrarsi in pagine di rara esecuzione che aprono ad un’ampia rete di storie e trame di ricercata profondità compositiva.




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