lunedì 13 ottobre 2025

Giovedì 16 ottobre i 70 anni di successi insieme del duo pianistico Canino-Ballista al Festival Respighi

 

Dopo l’ascolto di ricche compagini orchestrali come l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e la Sinfonica del Teatro Nazionale dell’Opera e del Balletto di Tirana, il pianoforte torna ad essere protagonista del Festival Respighi Bologna 2025. 
Ospitato in uno dei luoghi essenziali della trama musicale cittadina, la Sala Bossi del Conservatorio “Giovan Battista Martini”, dove lo stesso Respighi studiò e si diplomò, il prossimo appuntamento della rassegna dedicata al grande autore bolognese, giovedì 16 ottobre alle 20.30, celebra il 70° anniversario della stretta collaborazione tra i due pianisti Bruno Canino e Antonio Ballista. Uno sbalorditivo percorso ricco di successi condivisi, a cui l’appuntamento di giovedì prossimo rende omaggio sottolineando la duplice valenza artistica e storica della serata. Proprio fra le aule di un Conservatorio, quello di Milano, si è formato infatti nel 1955 il Duo di Canino e Ballista, che nella sua brillantissima carriera ha saputo «concepire la musica come un continuum storico in cui i valori umanistici prevalgono su tutto – come ha sapientemente scritto Piero Rattalino – e questo è fare della musica una ragione di vita». Una definizione perfetta anche per l’approccio compositivo “onnivoro” e senza preconcetti adottato da Ottorino Respighi.


Il programma, che si dipana tra brani per due pianoforti e per pianoforte a quattro mani, fa luce sui protagonisti della musica del Novecento, quegli allora giovani compositori che, dopo la scomparsa di Puccini nel 1924 e il conseguente esaurirsi della grande stagione dell’opera lirica italiana, si dedicarono a tracciare nuove strade, come Alfredo Casella e Goffredo Petrassi. A ispirarli sono la tradizione del Settecento, Vivaldi, Monteverdi, diatonismo e modalità, ma anche la riscoperta di un certo folklore - compongono Siciliane e Tarantelle - che deriva dalle loro radici. Mentre Casella si rivolge a un neoclassicismo fra lo stravinskiano e il “romano”, altri, Dallapiccola come Malipiero, alternano le serie dodecafoniche a modalità e diatonismo. 
Ai brani italiani seguono nel programma tre gemme francesi, composte nell’arco di soli sette anni, tra il 1901 e il 1908. Si tratta in primis dei Trois Morceaux en Forme de Poire (1903) di Satie, reazione in musica suscitata da un rimprovero, per quanto benevolo, di Debussy, che di Satie non riconosceva alcuna forma nei suoi brani. Il brano rappresenta anche un omaggio per il centenario della morte del geniale quanto imperscrutabile compositore francese, avvenuta nel 1925.
Il testimone passa poi a Debussy stesso, con la celebrazione dei ritmi ipnotici dell’Habanera del suo Lindaraja (1901), il cui titolo si riferisce a uno dei cortili dell’Alhambra di Granada. La conclusione è affidata a Ravel con la sua Rapsodie Espagnole (1908), tributo al grande amore dell’autore per la danza e per la Spagna.


Il concerto nasce nel quadro della collaborazione con il Conservatorio “G. B. Martini” che si rinnova per il quarto anno consecutivo e, per l’appuntamento conclusivo di quest’edizione del Festival Respighi Bologna, il 25 ottobre al Comunale Nouveau, prenderà corpo anche in forma di co-produzione insieme ad altre primarie realtà accademiche e musicali cittadine. 
Far rivivere la vasta produzione respighiana e le sue interconnessioni con il substrato culturale dell’epoca, mettendo il tutto in relazione con la città che del compositore ha visto i natali, è stata del resto sin dalla genesi del progetto un’operazione che ha coinvolto i principali protagonisti del tessuto musicale di Bologna. Questo aspetto, insieme ai contenuti selezionati da Maurizio Scardovi, ideatore e direttore artistico della manifestazione realizzata grazie al supporto organizzativo e progettuale di Fondazione Musica Insieme, definisce nella sua unicità quello che di fatto si attesta come il primo festival musicale residente del capoluogo emiliano, Capitale della Musica UNESCO dal 2006. 

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