sabato 8 novembre 2025

LUNEDÌ 10 NOVEMBRE L’ORCHESTRA IL POMO D’ORO, ILYA GRINGOLTS E FRANCESCO CORTI, TRA BAROCCO E CLASSICISMO

 

Prosegue la stagione concertistica 2025/2026 di Ferrara Musica con un appuntamento dedicato all’esecuzione su strumenti d’epoca. Caratterizzata da una interpretazione dinamica delle composizioni strumentali del periodo barocco e classico, l’Orchestra Il Pomo d’Oro, ensemble di eccezionale qualità nel campo dell'esecuzione storicamente informata, con il violinista Ilya Gringolts (nella foto in basso) e il clavicembalista Francesco Corti eseguirà lunedì 10 novembre - Teatro Comunale "Claudio Abbado, inizio alle 20.30 - musiche di Johann Sebastian Bach, Carl Philipp Emanuel Bach e Franz Joseph Haydn. 
L'apertura del programma è affidata a due capolavori di Johann Sebastian Bach: il Concerto in re minore per clavicembalo e archi BWV 1052 e il Concerto per violino e archi BWV 1042. La genesi del primo, il BWV 1052, rivela una complessa storia di adattamento, essendo una riscrittura destinata alla tastiera di un concerto per violino purtroppo non pervenuto. Il valore dell'opera si manifesta nella solennità austera dell'intera composizione, attraversata da slanci passionali di grande intensità. A seguire verrà eseguito il BWV 1042, scritto nel periodo di Köthen, tra il 1717 e il 1723, alla corte del principe Leopold. I modelli compositivi per questi lavori sono italiani, con una forte influenza di Antonio Vivaldi, e anche questo concerto segue il formato standard in tre movimenti veloce-lento-veloce. 


Si prosegue con Carl Philipp Emanuel Bach, secondo figlio di Johann Sebastian e figura centrale del “Empfindsamer Stil” (stile della sensibilità), ponte verso il Classicismo. La sua Sinfonia in si minore per archi e basso continuo Wq 182/5 fa parte di un ciclo commissionato dal Barone van Swieten, nobile e mecenate olandese. È un esempio della rottura di Bach figlio con le convenzioni paterne, nel segno di uno stile più drammatico e personale, che enfatizza bruschi cambiamenti di umore, dinamica e agogica. La chiusura del concerto è affidata a Haydn con il suo Concerto doppio in fa maggiore Hob XVIII:6 per violino e cembalo. Questo brano è un delizioso esempio della forma concertante nel periodo classico, che mette in dialogo due solisti con l'orchestra, mostrando l'equilibrio e la chiarezza strutturale tipici di Haydn.

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