È una pagina sospesa tra oratorio e grand-opéra tra le più alte del repertorio operistico francese del secondo Ottocento, nella quale convivono misticismo e sensualità, Samson et Dalila di Camille Saint-Saëns, che torna dopo diciotto anni nel cartellone del Teatro Comunale di Bologna con due grandi interpreti di respiro internazionale come il tenore Gregory Kunde (nella foto in alto) e il mezzosoprano Ekaterina Semenchuk (nella foto a destra di Mikhail Vilchuk) nei ruoli principali. Già protagonista dell’inaugurazione lirica lo scorso gennaio con Idomeneo di Mozart, ritrova il podio per quest’ultimo titolo della Stagione 2026 Roberto Abbado (nell'ultima foto in basso a destra, di Miro Zagnoli), che dirige l’opera proposta in forma di concerto all’Auditorium Manzoni venerdì 13 novembre alle 20.00 e in replica domenica 15 novembre alle 16.00.
Premiato con l’“Abbiati” dalla
critica musicale italiana, Abbado è il Direttore principale della
Filarmonica del TCBO e collabora con orchestre del calibro della
Concertgebouworkest di Amsterdam, dei Wiener Symphoniker,
dell’Orchestre national de France, della Staatskapelle Dresden e
della Gewandhausorchester di Lipsia. Kunde torna a Bologna dopo aver
recentemente cantato nelle vesti di Canio/Il pagliaccio in Pagliacci
di Leoncavallo (2024) e precedentemente in quelle di Otello
nell’opera omonima di Verdi (2022), mentre Semenchuk è stata Lady
Macbeth nel Macbeth verdiano (2024). A completare il cast vocale sono
il baritono Alexey Zelenkov (nella foto in basso a sinistra d Mischa Blank) come Le Grand Prêtre De Dagon (Il Sommo
Sacerdote di Dagone), i bassi Luca Park e Ramaz Chikviladze nei panni
rispettivamente di Abimélech, Satrape de Gaza (Abimelech, Satrapo di
Gaza) e di Un Vieillard Hébreu (Un Vecchio Ebreo), il tenore
Pasquale Conticelli come Un Messager Philistin (Un Messaggero
Filisteo), il tenore Gianluca Monti e il baritono Tommaso Norelli
come i Deux Philistins (Due filistei). L’Orchestra e il Coro –
preparato da Claudio Marino Moretti – sono quelli del TCBO.
Saint-Saëns compose il lavoro in tre atti tra il 1867 e il 1876 su libretto di Ferdinand Lemaire, ispirato principalmente al biblico Libro dei Giudici, oltre alla tragedia Samson Agonistes di John Milton e al Samson scritto centocinquanta anni prima da Voltaire per la musica di Jean-Philippe Rameau. Concepito inizialmente come oratorio biblico, Samson et Dalila divenne un dramma lirico su indicazione dello stesso librettista e grazie all’intuito di Franz Liszt che ne promosse la prima assoluta nel 1877 al Hoftheater di Weimar, in lingua tedesca. Complice la diffidenza dei teatri parigini e il fiasco dell’opera del compositore francese Le timbre d’argent, Samson et Dalila approdò in patria e in lingua originale solo nel 1890, a Rouen.
Pagina drammaticamente attuale, è ambientata a Gaza intorno al 1150 a.C., teatro di scontri tra due mondi etici, religiosi e culturali contrapposti: da un lato gli ebrei – capeggiati dal loro condottiero ed eroe Samson – e dall’altro i filistei – rappresentati dalla sensuale femme fatale Dalila. I due universi sono raccontati in musica grazie alla polarità stilistica utilizzata e i personaggi sono tratteggiati psicologicamente dal compositore in modo profondo grazie alle melodie scelte, all’uso del contrappunto e del timbro.
Lunedì 9 novembre alle 18.00, nel Foyer del bar dell'Auditorium Manzoni, si terrà una introduzione all’ascolto di Samson et Dalila con il Sovrintendente del Teatro Pierangelo Conte, il musicologo e critico musicale del «Corriere della Sera» Enrico Girardi e il giornalista Luca Baccolini. L’ingresso al pubblico è gratuito con prenotazione su Eventbrite.
Le esecuzioni del 13 e del 15 novembre saranno precedute – circa 45 min prima dell’inizio – da una presentazione dell’opera al pubblico nel Foyer del bar dell’Auditorium Manzoni.
Saint-Saëns compose il lavoro in tre atti tra il 1867 e il 1876 su libretto di Ferdinand Lemaire, ispirato principalmente al biblico Libro dei Giudici, oltre alla tragedia Samson Agonistes di John Milton e al Samson scritto centocinquanta anni prima da Voltaire per la musica di Jean-Philippe Rameau. Concepito inizialmente come oratorio biblico, Samson et Dalila divenne un dramma lirico su indicazione dello stesso librettista e grazie all’intuito di Franz Liszt che ne promosse la prima assoluta nel 1877 al Hoftheater di Weimar, in lingua tedesca. Complice la diffidenza dei teatri parigini e il fiasco dell’opera del compositore francese Le timbre d’argent, Samson et Dalila approdò in patria e in lingua originale solo nel 1890, a Rouen.
Pagina drammaticamente attuale, è ambientata a Gaza intorno al 1150 a.C., teatro di scontri tra due mondi etici, religiosi e culturali contrapposti: da un lato gli ebrei – capeggiati dal loro condottiero ed eroe Samson – e dall’altro i filistei – rappresentati dalla sensuale femme fatale Dalila. I due universi sono raccontati in musica grazie alla polarità stilistica utilizzata e i personaggi sono tratteggiati psicologicamente dal compositore in modo profondo grazie alle melodie scelte, all’uso del contrappunto e del timbro.
Lunedì 9 novembre alle 18.00, nel Foyer del bar dell'Auditorium Manzoni, si terrà una introduzione all’ascolto di Samson et Dalila con il Sovrintendente del Teatro Pierangelo Conte, il musicologo e critico musicale del «Corriere della Sera» Enrico Girardi e il giornalista Luca Baccolini. L’ingresso al pubblico è gratuito con prenotazione su Eventbrite.
Le esecuzioni del 13 e del 15 novembre saranno precedute – circa 45 min prima dell’inizio – da una presentazione dell’opera al pubblico nel Foyer del bar dell’Auditorium Manzoni.




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