Istituzione Universitaria dei Concerti
I CONCERTI DELL’AULA MAGNA
82ª Stagione 2026 | 2027
Sabato 7 novembre 2026 ore 17.30 | Aula
Magna Sapienza Università di Roma
ALEXANDER LONQUICH pianoforte
ILYA GRINGOLTS violino
ENRICO BRONZI violoncello
TOMMASO LONQUICH clarinetto
IRENA KAVČIČ flauto
Franz Schubert (1797-1828)
Introduzione e variazioni per flauto e
pianoforte op. 160 D 802
Johannes Brahms (1833-1897)
Trio in la minore per clarinetto,
violoncello e pianoforte op. 114
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
Sonata n. 27 in sol maggiore per
violino e pianoforte K 379
Arnold Schönberg (1874-1951) / Anton
Webern (1883-1945)
Kammersymphonie n. 1 op. 9
Il 7 novembre torna alla IUC il
pianista tedesco Alexander Lonquich, questa volta in formazione
cameristica d’eccezione insieme a grandi solisti della scena
internazionale, il violinista Ilya Gringolts richiestissimo solista
nel grande repertorio orchestrale e dedicatario di opere
contemporanee, il violoncellista Enrico Bronzi, fondatore del Trio di
Parma e professore al Mozarteum di Salisburgo, il clarinettista
Tommaso Lonquich, oltre che musicista virtuoso, psicanalista e
pedagogista, e la flautista Irena Kavčič, primo flauto
dell’Orchestra della Radio Slovena.
Il programma si sviluppa dal duo al
quintetto attraverso cinque strumenti: dall’equilibrio classico di
Mozart al classicismo di Schubert, dall’intimismo di Brahms fino
alla modernità della Kammersymphonie op. 9 di Schönberg nella
trascrizione di Webern.
Alexander Lonquich (
foto di Giulia Sirolli) è nato a
Treviri, in Germania. Nel 1977 ha vinto il Primo Premio al Concorso
Casagrande: da allora ha tenuto concerti in tutti i principali centri
musicali del mondo. Ha collaborato con direttori d'orchestra del
calibro di Claudio Abbado, Kurt Sanderling, Ton Koopman, Emmanuel
Krivine, Heinz Holliger, Philippe Herreweghe, Marc Minkowski, Sandor
Vègh e molti altri. Alexander Lonquich collabora anche con rinomati
partner di musica da camera, tra cui Christian Tetzlaff, Nicolas
Altstaedt, Vilde Frang, Barnabás Kelemen, Joshua Bell, Heinrich
Schiff, Steven Isserlis, Isabelle Faust, Carolin Widmann, Jörg
Widmann, Heinz Holliger e Frank Peter Zimmerman, per citare alcuni.
Alexander Lonquich ha ricevuto numerosi premi dalla critica italiana
e internazionale, tra cui il ‘Diapason d’Or’ e il ‘Premio
Abbiati’ come ‘miglior solista’ nel 2016. Nel ruolo di
direttore/solista ha collaborato con l'Orchestra da Camera di
Mantova, la Mahler Chamber Orchestra, l'Orchestre des Champs Elysées,
la Stuttgarter Kammerorchester, la Münchener Kammerorchester, la
Camerata Salzburg, la Filarmonica della Scala, la Tapiola
Sinfonietta, l'Orchestra Sinfonica Nazionale RAI, l'Accademia
Nazionale di Santa Cecilia, la Royal Philharmonic Orchestra, la
Deutsche Kammerphilharmonie e molti altri. Alexander Lonquich è
ospite abituale di festival di fama internazionale, tra cui
Lockenhaus, Mozartwoche di Salisburgo, Salzburger Festspiele,
Beethovenfest Bonn, Ludwigsburger Schlossfestspielen, Schubertiade e
Sommerliche Musiktage Hitzacker in Germania. La sua registrazione del
2018, un doppio CD per l’etichetta Alpha-Outhere intitolato
‘Schubert 1828’ e contenente le Sonate D958, D959 e D960, ha
ottenuto un ampio successo di pubblico e critica e, nel febbraio
2019, ha ricevuto il prestigioso “Preis der deutschen
Schallplattenkritik”. Nel 2020 è stato pubblicato un doppio CD in
collaborazione con Nicolas Altstaedt, contenente l’intero ciclo
delle Sonate e le Variazioni per violoncello e pianoforte di
Beethoven (Alpha Classics). Dal 2014 Alexander Lonquich è Direttore
Principale dell’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza,
contribuendo alla formazione di giovani musicisti e all’ampliamento
del repertorio dell’ensemble. Da luglio 2020 è anche
Direttore Artistico della Fondazione Scuola di Musica di Fiesole.
Ilya Gringolts (
foto di Kaupo Kikkas) cattura il pubblico
grazie al suo virtuosismo e alle sue sofisticate interpretazioni, ed
è sempre alla ricerca di nuove sfide musicali. Richiestissimo come
solista, si dedica sia al grande repertorio orchestrale sia a opere
contemporanee più particolari. Ha inoltre un grande interesse per la
prassi esecutiva filologica. I suoi programmi da concerto includono
il virtuoso repertorio barocco di Leclair e Locatelli, ma anche opere
solistiche e per orchestra di Paganini e il Concerto per violino di
Mendelssohn su strumenti storici. Molti compositori hanno scritto
nuove opere per lui, tra cui recentemente Chaya Czernowin, Lotta
Wennäkoski, Mirela Ivicevic, Augusta Read Thomas, Beat Furrer e
Bernhard Lang.
Dopo le recenti collaborazioni con
orchestre del calibro della Filarmonica di Oslo, l'Orchestra
Sinfonica Nazionale Ungherese, la Rotterdam Philharmonic, la
BBC Symphony Orchestra, l'Orchestra Sinfonica di San Paolo e
l'Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala, la stagione 2025/26 di
Ilya Gringolts include esibizioni con l'Orchestre Philharmonique du
Luxembourg, la WDR Sinfonieorchester Koeln, la Deutsches
Symphonie-Orchester Berlin, la Yomiuri Nippon Symphony Orchestra , la
Düsseldorfer Symphoniker. Durante la stagione 2025/26 Ilya Gringolts
sarà “Artista in residenza” presso l'Orchestra di Padova e del
Veneto; con la Australian Chamber Orchestra, partner musicale di
lunga data intraprenderà una lunga tournée, questa volta con un
programma su strumenti storici che include sia composizioni di
Vivaldi, Geminiani e Tartini, sia opere di compositori contemporanei
come Gubaidulina e Weinberg.
Ilya Gringolts si è esibito con
rinomate orchestre quali la Los Angeles Philharmonic, la NHK Symphony
Orchestra, l’Orchestra Filarmonica di Israele, la Royal Stockholm
Philharmonic, la Finnish Radio Symphony Orchestra, la City of
Birmingham Symphony Orchestra e la Mahler Chamber Orchestra.
Primo violino del Quartetto Gringolts,
Ilya Gringolts ha riscosso grande successo al Festival di Salisburgo,
al Festival di Lucerna, al Festival di Edimburgo, al Concertgebouw di
Amsterdam, alla Philharmonie di Lussemburgo, alla Elbphilharmonie di
Amburgo e al Teatro La Fenice di Venezia. Musicista da camera molto
apprezzato, collabora regolarmente con artisti del calibro di Nicolas
Altstaedt, Alexander Lonquich, Peter Laul, Aleksandar Madzar,
Christian Poltera, Lawrence Power.
Nel 1998 ha vinto il prestigioso
Concorso violinistico internazionale ‘Premio Paganini’, ed è
tutt’ora il più giovane vincitore nella storia della
manifestazione. All'inizio della sua carriera è stato anche nominato
BBC New Generation Artist. Oltre alla posizione di professore presso
l'Università delle Arti di Zurigo, Ilya Gringolts è stato nominato
membro della rinomata Accademia Chigiana di Siena nel 2021. È
inoltre consulente artistico del Festival Mizmorim in Svizzera. Ilya
Gringolts suona un violino Stradivari (1718, “Ex-prové”).
Violoncellista e direttore d’orchestra,
Enrico Bronzi è nato a Parma nel 1973. Nel 1990 ha fondato il Trio
di Parma, con il quale ha suonato nelle più importanti sale da
concerto d’Europa, USA, Sud America ed Australia (Carnegie Hall e
Lincoln Center di New York, Filarmonica di Berlino, Konzerthaus di
Vienna, Mozarteum di Salisburgo, Filarmonica di Colonia, Herkulessaal
di Monaco, Filarmonica di San Pietroburgo, Wigmore Hall e Queen
Elizabeth Hall di Londra e Teatro Colon di Buenos Aires). Con tale
formazione si è contraddistinto nei Concorsi internazionali di
Firenze, Melbourne, Lione e Monaco di Baviera, ricevendo peraltro il
Premio Abbiati della critica musicale italiana.
Dal 2001 ha iniziato un’intensa
attività solistica, in seguito alle affermazioni al Concorso
Rostropovich di Parigi e alla vittoria nella Paulo Cello Competition
di Helsinki, dove ha ricevuto anche il Premio per la migliore
esecuzione del Concerto di Dvorák con la Filarmonica di Helsinki.
Si esibisce regolarmente per numerosi
festival, tra cui: Lucerna, Kronberg, Schubertiade Schwarzenberg,
Melbourne, Turku, Naantali, Stresa, Ravenna e Lockenhaus. La sua
attività l’ha portato a collaborare con artisti del calibro di
Martha Argerich, Alexander Lonquich, Gidon Kremer, Angela Hewitt,
Wolfram Christ, Joshua Bell, Stefan Milenkovich e complessi quali il
Quartetto Hagen, la Kremerata Baltica e il Giardino Armonico. Suona e
ha suonato come solista sotto la guida di Claudio Abbado, Christoph
Eschenbach, Paavo Berglund, Frans Brüggen, Krzysztof Penderecki, Tan
Dun e Reinhard Goebel.
Ha seguito le lezioni di direzione
d’orchestra di Jorma Panula ed è ospite di numerosi complessi, tra
cui l’Orchestra Mozart (su invito di Claudio Abbado), la Camerata
Salzburg, la Kremerata Baltica, la Tapiola Sinfonietta, l’Orchestra
della Toscana, l’Orchestra Filarmonica del Teatro La Fenice,
l’Orchestra da Camera di Mantova, l’Orchestra Haydn, l’Orchestra
del Teatro Olimpico di Vicenza, l’Orchestra di Padova e del Veneto,
i Virtuosi Italiani, la Filarmonica Marchigiana, la Sinfonica della
Val d’Aosta e la Sinfonica Abruzzese.
Dal 2007 è professore all’Universität
Mozarteum di Salisburgo. Enrico Bronzi suona un violoncello
Vincenzo Panormo del 1775.
Irena Kavčič (
foto di Andrej Grilc) è primo flauto
dell’Orchestra della Radio Slovena. Si esibisce come solista e come
primo flauto con varie orchestre europee, tra le quali l'Orchestra da
Camera di Mantova, l´Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino,
l'Orchestra Leonore, Spira Mirabilis e l'Orchestra del Teatro
Olimpico, la Haydn-Philharmonie in Austria, la Aarhus Symphony e la
Aalborg Symphony in Danimarca, l'Orchestra da Camera Sony in Spagna,
l'Orchestra dell’Ulster nel Regno Unito, e l'Orchestra Filarmonica
Slovena.
Irena Kavčič si è esibita in sale
prestigiose, tra le quali il Teatro alla Scala di Milano, il
Musikverein di Vienna, l'Auditorio Nacional di Madrid, il Palau de la
Musica di Valencia, ed é ospite regolare di importanti festival
internazionali quali il Festival di Musica da Camera di Lockenhaus in
Austria, l’Encuentro de Musica de Santander in Spagna e i festival
Trame Sonore a Mantova e Dino Ciani a Cortina d'Ampezzo.
Dal 2026 Irena Kavčič è membro del
rinomato quintetto di fiati Azahar Ensemble. Nel campo della musica
da camera ha collaborato con artisti del calibro di Alexander
Lonquich, Pekka Kuusisto, Umberto Clerici, Ilya Gringolts, Tommaso
Lonquich, Knut Erik Sundquist, Nils Monkemeyer, Anneleen Lenaerts,
Claudio Martinez Mehner, Enrico Bronzi ed il Quarteto Zaïde.
Irena Kavčič, diplomata presso
l’Accademia di Musica di Lubiana nella classe di Karolina
Šantl-Zupan, ha proseguito gli studi di perfezionamento presso
l’Escuela Superior de Música Reina Sofía con Jacques Zoon.
Irena Kavčič attualmente insegna
presso l’Accademia di Musica di Lubiana, dove collabora come
assistente nella classe di flauto di Karolina Šantl-Zupan.
Musicista, psicanalista e pedagogista,
Tommaso Lonquich (
foto di Andrej Grilc) è stato acclamato dalla critica come un
"clarinettista formidabile" e lodato per la sua "passione,
il suono sontuoso, la finezza magica e il virtuosismo abbagliante".
È artista della Chamber Music Society del Lincoln Center di New York
e ha ricoperto il ruolo di primo clarinetto nell'Ensemble MidtVest,
in Danimarca, per tredici anni.
Tommaso Lonquich si è esibito su
palcoscenici prestigiosi di cinque continenti presso la Carnegie Hall
di New York, la Wigmore Hall di Londra, l’Alice Tully Hall del
Lincoln Center di New York, la Suntory Hall di Tokyo, la Salle Pleyel
di Parigi, e in importanti festival a Lockenhaus, Oxford,
Mecklenburg, Pacific, La Jolla e Bridgehampton. Tommaso Lonquich ha
collaborato con Christian Tetzlaff, Ilya Gringolts, Pekka Kuusisto,
David Finckel, Wu Han, Nicolas Altstaedt, Ani e Ida Kavafian,
Maximilian Hornung, Anneleen Lenaerts, Yura Lee, Gilles Vonsattel,
Juho Pohjonen e Radovan Vlatkovic, nonché con i quartetti d'archi
Danish, Vertavo, Van Kuijk, Noûs, Indaco e Zaïde.
In Danimarca, Tommaso Lonquich è
fondatore e direttore artistico dello Schackenborg Musikfest, uno dei
festival più prestigiosi della Scandinavia. In precedenza, è stato
direttore artistico del KantorAtelier, un vivace spazio culturale
fiorentino dedicato a musica, teatro, arte e psicoanalisi.
Particolarmente attivo nel campo dell'improvvisazione, ha tenuto
workshop alla Juilliard School e ha collaborato con importanti
artisti visivi, ballerini e compagnie teatrali.
Tommaso Lonquich si esibisce
regolarmente come solista con orchestre quali la Haydn Philharmonie,
l’Orchestra Leonore, l'Orchestra da Camera di Mantova e l'Orchestra
della Radio Slovena, collaborando con direttori d'orchestra del
calibro di Zubin Mehta, Vladimir Ashkenazy, Fabio Luisi, Adam
Fischer, Enrico Onofri e Leonard Slatkin.
Tommaso Lonquich ha pubblicato
venticinque CD con le etichette CPO, Music@Menlo, NovAntiqua e
Brilliant. Le sue registrazioni sono state candidate al
Gramophone Award e al Preis der Deutschen Schallplattenkritik.
Parallelamente alla carriera artistica,
Tommaso Lonquich esercita la professione di psicanalista presso il
Centro Internazionale di Psicoanalisi Lacaniana, da lui fondato a
Lubiana. È docente di Teoria e Clinica di Psicoanalisi Lacaniana e
membro del Comitato Scientifico dell'OMANUT di Roma.
Tommaso Lonquich è un artista
Gleichweit, Seggelke, ZAC Ligature e Buffet Crampon e suona
clarinetti storici di Soren Green e Seggelke.