venerdì 29 novembre 2024

Andrea Battistoni è il nuovo Direttore musicale del Teatro Regio di Torino

 

A partire da destra: Mathieu Jouvin Sovrintendente Teatro Regio Torino, Andrea Battistoni Direttore Musicale Teatro Regio Torino, Cristiano Sandri Direttore Artistico Teatro Regio Torino.
Foto Daniele Ratti.

Il Teatro Regio di Torino è lieto di annunciare la nomina di Andrea Battistoni a Direttore musicale, un momento fondamentale per il Teatro e il suo futuro. Battistoni, figura di spicco nel panorama musicale internazionale, entrerà in carica ufficialmente dal 1° gennaio 2025, con un mandato che abbraccerà le prossime due Stagioni.
 
Stefano Lo Russo, Presidente della Fondazione Teatro Regio e Sindaco della Città di Torino commenta: «Annunciamo con piacere la nomina di Andrea Battistoni, cui diamo il benvenuto, come Direttore musicale del Teatro Regio. Siamo certi che la sua presenza e la sua guida non potranno che rafforzare la capacità del Regio di rinnovarsi e sperimentare attraverso un’offerta artistica di grande qualità, consolidando il percorso che lo sta riportando a essere punto di riferimento nel panorama culturale nazionale e internazionale. Siamo certi che il nuovo Direttore, che ha già un legame di collaborazione consolidato con il nostro Teatro, proseguirà nel cammino intrapreso verso una proposta culturale trasversale e inclusiva, aperta a tutte e a tutti».
 
Il Sovrintendente Mathieu Jouvin afferma: «La nomina di Andrea Battistoni a Direttore musicale del Teatro Regio rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di rilancio intrapreso oltre due anni fa, con l’obiettivo di riportare il nostro Teatro al livello artistico che gli compete: il più alto. Siamo orgogliosi di accogliere un artista così giovane e già straordinariamente affermato, il cui talento e visione musicale sapranno arricchire la nostra proposta artistica e rafforzare il ruolo del Regio come punto di riferimento nel panorama lirico internazionale. La costante disponibilità di Andrea ad avvicinare la musica classica a un pubblico sempre più ampio, rendendola accessibile e coinvolgente, rispecchia un obiettivo fondamentale per la direzione del Teatro. È proprio questa sintonia di intenti che ha reso naturale e convinta la scelta di Andrea Battistoni come nuovo Direttore musicale e sono certo che, insieme, potremo costruire un percorso entusiasmante per il nostro pubblico e per il Teatro stesso».
 
Il Direttore artistico Cristiano Sandri aggiunge: «La scelta di Andrea Battistoni come Direttore musicale riflette pienamente la nostra volontà di tracciare un nuovo percorso per il Teatro Regio. Il Maestro è un direttore di straordinaria preparazione e sensibilità musicale, profondamente legato al nostro Teatro, che conosce bene. La sua capacità di unire l’esplorazione del grande repertorio italiano a nuove sperimentazioni rappresenta un valore aggiunto per il nostro progetto artistico. Naturalmente la nomina di un Direttore musicale costituisce una tappa cruciale per un teatro in quanto significa offrire all’orchestra e al coro una guida artistica di riferimento. Lo accogliamo con grande entusiasmo».
 
Andrea Battistoni: «Sono profondamente onorato ed emozionato di essere stato chiamato a ricoprire il ruolo di Direttore Musicale del Teatro Regio di Torino. È per me un privilegio e una grande responsabilità poter contribuire alla storia di una delle Istituzioni musicali più prestigiose a livello internazionale. Ringrazio vivamente il Sovrintendente Jouvin ed il Direttore Artistico Sandri per la fiducia accordatami. Mi impegnerò al massimo per onorare questa nomina, con spirito di servizio e dedizione nei confronti delle maestranze artistiche che sono un patrimonio inestimabile di talento e professionalità e che tutto il mondo ci invidia. Insieme, cercheremo di costruire un percorso che metta sempre più in luce le loro preziose e straordinarie qualità in modo da offrire al pubblico torinese ed internazionale un'esperienza artistica sempre più ricca e coinvolgente».
 
Andrea Battistoni ha costruito un rapporto profondo con i complessi artistici del Teatro Regio, segnato da appuntamenti significativi sia in Italia sia all’estero. Dopo il debutto nel 2011 con il Concerto per la Festa della Repubblica in piazza San Carlo, ha diretto L’elisir d’amore di Donizetti, in teatro e al Festival di Wiesbaden nel 2014, portando il nome del Regio in una prestigiosa manifestazione internazionale. Tra i suoi ritorni a Torino, spiccano La bohème nell’ambito del progetto The Best of Italian Opera per EXPO 2015, fino al dittico con La giara di Casella e Cavalleria rusticana di Mascagni con la regia di Gabriele Lavia nel 2019. Più recentemente, nel gennaio 2023, ha diretto la Messa da Requiem di Verdi e, a ottobre, La bohème, opera con cui il Regio ha inaugurato le celebrazioni pucciniane. Queste tappe hanno costruito e consolidato il suo rapporto con il Teatro e i suoi organici artistici, ponendo basi solide e condivise per la scelta del suo nuovo incarico.
 
Il maestro Battistoni dirigerà almeno due produzioni liriche per ogni Stagione, oltre a diversi concerti. In linea con la Direzione del Teatro, il maestro interpreterà sia opere del grande repertorio italiano, di cui è profondo conoscitore, sia titoli meno frequentati e da riscoprire, con l’intento di rinnovare e ampliare le prospettive artistiche del Regio. Il primo impegno sul podio del Regio sarà con Andrea Chénier di Umberto Giordano, in scena dal 18 al 29 giugno. L’opera vede il ritorno di artisti di grande statura vocale e interpretativa come Gregory Kunde, Maria Agresta e Franco Vassallo, ed è proposta in un nuovo spettacolare allestimento firmato da Giancarlo del Monaco. Ancor prima, il Direttore musicale sarà già coinvolto nelle procedure di concorso per i professori d’orchestra. Uno dei punti cardine del suo mandato sarà inoltre la divulgazione culturale, con un’attenzione particolare verso i giovani. Andrea Battistoni, già autore del libro Non è musica per vecchi, si impegnerà a rendere la musica classica e la lirica sempre più accessibili e amate da un pubblico ampio e intergenerazionale: «per innamorarsi della sinfonica, appassionarsi a quei meravigliosi romanzi cantati che sono le opere liriche, entrare nella vita dell’orchestra e svelare i segreti che hanno ispirato i grandi compositori».
 
Andrea Battistoni, nato a Verona nel 1987, si è imposto come uno dei direttori più preparati e versatili della sua generazione. A soli 27 anni è stato il più giovane direttore a debuttare sul podio del Teatro alla Scala, un record che ha segnato la sua precoce affermazione nel panorama musicale internazionale. Dirige regolarmente alla Deutsche Oper di Berlino e al Teatro dell’Opera di Sydney; a luglio di quest’anno ha debuttato con successo al Covent Garden di Londra con Tosca ed è atteso con grande interesse per il debutto all’Opéra di Parigi, dove dirigerà Rigoletto a maggio 2025. Tra gli incarichi della sua carriera, ricordiamo il ruolo di Primo Direttore Ospite del Teatro Regio di Parma, ricoperto dal 2010 al 2013, e quello di Direttore Principale del Teatro Carlo Felice di Genova, che ha svolto dal 2013 al 2019. Un altro traguardo di rilievo è stato l'importante sodalizio artistico con la Tokyo Philharmonic Orchestra, che pochi mesi dopo l’inizio della collaborazione lo ha nominato Chief Conductor per numerose stagioni, ruolo che occupa un posto di primo piano nella sua carriera attuale. Oltre a un’intensa attività nei principali teatri e con le orchestre sinfoniche più prestigiose del mondo, Battistoni si distingue anche come compositore. Questa sera, 29 novembre, l’Opéra Royal de Wallonie-Liège presenterà in prima mondiale Pucciniana, cantata per soprano, tenore, coro e orchestra, commissionata al maestro Battistoni. L’opera, concepita come un dialogo musicale articolato in cinque tableaux, rende omaggio al genio di Giacomo Puccini.
 
La nomina di Andrea Battistoni viene annunciata in una data di forte valore simbolico: il 29 novembre 2024, 100° anniversario della scomparsa di Giacomo Puccini. Questa ricorrenza chiude idealmente un anno di celebrazioni dedicate al grande compositore, iniziate con lo stesso maestro Battistoni alla conduzione della Bohème e concluse oggi con la sua nomina, dunque con l’inizio di una nuova fase per il Teatro Regio.
Con rigore e passione, Battistoni affronta ogni progetto con uno studio accurato e una preparazione meticolosa, dimostrando una straordinaria dedizione alla musica. Questo approccio rappresenta un valore prezioso, che contribuirà a costruire un percorso di crescita condiviso. Con la sua energia, visione artistica e impegno verso il futuro, Andrea Battistoni si prepara a guidare l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio verso nuove sfide, rafforzandone il ruolo di eccellenza musicale e culturale a livello internazionale.
 
Il Teatro Regio di Torino, insieme ai suoi artisti, lavoratori e pubblico, rivolge ad Andrea Battistoni i migliori auguri per un percorso ricco di successi e soddisfazioni nel suo nuovo incarico di Direttore musicale. Con entusiasmo e fiducia, tutto il Regio lo accoglie in questa nuova e stimolante avventura artistica.


'OMAGGIO A MARTHA GRAHAM' AL TEATRO NAZIONALE CON LE STELLE DELLA SCUOLA DI DANZA

 
“Danzatrice del secolo” per la rivista ‘TIME’, “Icona del secolo” per ‘People’, “Tesoro nazionale” per il Presidente Gerald R. Ford, Martha Graham (1894-1991) è una pioniera della danza moderna, tra le più importanti coreografe americane del XX secolo. A lei è dedicato Omaggio a Martha Graham, in scena in anteprima per le scuole martedì 3 dicembre alle 11.00 e poi per tutti dal 4 dicembre (ore 20.00) al Teatro Nazionale. Protagoniste le giovani stelle della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato. Il programma della serata, inedita per la Fondazione capitolina, si compone di due parti: nella prima la “Tecnica Graham” viene presentata con una lezione dimostrativa tenuta da Jacqueline Bulnes (nella foto a destra).
Nella seconda viene proposto un trittico di coreografie di Graham, che firma anche i costumi, riprese dalla Bulnes stessa con Lorenzo Pagano: Steps in the street, Prelude to Action (entrambe da Chronicle, 1936) e Panorama (1935). I balletti, creati quando l’ombra della guerra incombeva sull’Europa, sono particolarmente d’impatto, rappresentativi dello stile della coreografa e portatori di un suo chiaro pensiero e messaggio politico.
Dopo la recita riservata alle scuole martedì 3 dicembre (ore 11) e il debutto di mercoledì 4 (ore 20), Omaggio a Martha Graham torna in scena giovedì 5 (ore 20.00), venerdì 6 (ore 17.00 e ore 20.00) e sabato 7 dicembre (ore 18.00).
 

Steps in the street e Prelude to Action fanno parte di un’opera più ampia, Chronicle, presentata per la prima volta al Guild Theatre di New York il 20 dicembre 1936. È la risposta di Martha Graham alla tragedia della guerra che minacciava l’Europa, una delle sue coreografie più popolari e d’impatto, oltre che esplicitamente politica. In Steps in the Streets ritrae l’oppressione nei confronti degli ebrei, il dolore delle persone e la devastazione dello spirito, non tanto attraverso una rappresentazione realistica degli eventi, quanto con l’evocazione di immagini. L’intento è di universalizzare la tragedia della guerra. 


Prelude to Action è un’esortazione all’unità, all’azione e alla fiducia nella nostra capacità di lavorare insieme per un futuro migliore. La musica dei due pezzi è di Wallingford Riegger; quella di Steps in the Street vede la nuova orchestrazione di Justin Dello Joio. Le luci originali, di Jean Rosenthal per Steps in the Street e di Steven L. Shelley per Prelude to Action, sono riprese da Giulia Bandera.
 

Panorama è andato in scena per la prima volta nel 1935, nel ritiro estivo di Bennington, nel Vermont. Allora fu considerato sperimentale. Su una partitura “d’avanguardia” di Norman Lloyd, Graham ha voluto creare un balletto che evocasse il potere del popolo di operare un cambiamento. È la sua chiamata all’azione politica, il suo tentativo di risvegliare la coscienza sociale. Le luci originali di David Finley sono riprese da Giulia Bandera.
 
Martha Graham (Pittsburgh 1894 - New York 1991) ha fondato la prima compagnia e la scuola nel 1926, in un minuscolo studio della Carnegie Hall nel centro di Manhattan. La sua tecnica di formazione è stata terreno fertile per artisti come Erick Hawkins, Merce Cunningham, Paul Taylor e Twyla Tharp. Ha fornito a ballerini e attori un innovativo vocabolario studiato per aumentare l’attività emotiva del corpo, rendendolo strumento espressivo. Il suo approccio ha rivoluzionato la danza, influenzando e modificando questa forma d’arte in tutto il mondo. La visione e il genio creativo unicamente americani di Martha Graham le sono valsi numerosi riconoscimenti e premi. Accanto a quelli artistici figurano anche la Medaglia presidenziale della libertà conferitagli dal Presidente Gerald R. Ford e la Medaglia Nazionale delle Arti degli Stati Uniti da Ronald Reagan.

VOLTI DEL POTERE
STAGIONE 2024/2025 DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA
 
Omaggio a Martha Graham
 
PRIMA PARTE
Lezione Dimostrativa Tecnica Graham con Jacqueline Bulnes
 
SECONDA PARTE
Coreografie e costumi Martha Graham
Coreografie riprese da Lorenzo Pagano, Jacqueline Bulnes
Luci riprese da Giulia Bandera
 
 
Steps in the Street
da Chronicle
Musica Wallingford Riegger
Nuova orchestrazione Justin Dello Joio
Luci originali Jean Rosenthal
 
Prelude to Action
da Chronicle
Musica Wallingford Riegger
Luci originali Steven L. Shelley
 
Panorama
Musica Norman Lloyd
Luci originali David Finley
 
ALLIEVI DELLA SCUOLA DI DANZA DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA 
5°, 6°, 7°, 8° CORSO e CORSO PREPARATORIO PROFESSIONALE
 
ALLESTIMENTO TEATRO DELL’OPERA DI ROMA
 
Musiche su base registrata
 
TEATRO NAZIONALE
martedì 3 dicembre, ore 11.00 (recita riservata alle scuole)
mercoledì 4 dicembre, ore 20.00
giovedì 5 dicembre, ore 20.00
venerdì 6 dicembre, ore 17.00
venerdì 6 dicembre, ore 20.00
sabato 7 dicembre, ore 18.00
 


All’Aquila per la Cinquantesima Stagione ISA il duo Di Bacco-Mazzoccante con 'From Paris to New York'

 

È partito ieri da Salerno il tour che vede i professori dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese impegnati in otto concerti in sei regioni, da Matera a Senigallia, da Ferrazzano a Reggio Emilia, e che passerà per l’Abruzzo, a Lanciano, Domenica 1° dicembre e poi ancora nel fine settimana dell’Immacolata all’Aquila e Tortoreto.
Va comunque avanti la cinquantesima stagione dei concerti dell’ISA all’Aquila che domani, sabato 30 novembre, ospita alle 18.00 sul palco del Ridotto del Teatro Comunale due protagonisti del panorama musicale abruzzese e nazionale: Gaetano Di Bacco al sassofono e Giuliano Mazzoccante al pianoforte con un concerto, From Paris to New York, che ripercorre l’affascinante evoluzione del sassofono brevettato da Monsieur Adolphe Sax, fabbricante di strumenti musicali di origine belga, a Parigi nel 1846. Spiega Di Bacco: “Non tutti sanno che il sassofono è nato in pieno clima della Grand-Opera. Tanti i compositori che hanno dedicato in quel momento opere a questo strumento: Belioz, Massenet, Meyebeer, Bizet, Thomas e Rossini. Con l’avvento, nel secolo successivo, della musica da ballo e del Jazz questo strumento, dalle mille sfumature, è stato travolto da questa nuova corrente musicale diventando uno degli strumenti più rappresentativi”.
“Il programma del concerto – continua Di Bacco - rappresenta le due anime del sassofono: quella parigina dove ha avuto origini, con tre compositori che rappresentano tre aspetti della musica francese del 900 (Decruck, Milhaud e Boutry), e quella americana dove il sassofono ha avuto la sua massima diffusione con due compositori: Paul Creston, all’anagrafe Giuseppe Guttoveggio nato in America figli di emigrati siciliani, prettamente impregnato della musica americana in uno stile neoclassico e George Gershwin con una fantasia della famosissima Rapsodia in Blu, di cui ricorrono 100 anni dalla sua prima esecuzione”.

Gaetano Di Bacco è uno dei più attivi sassofonisti italiani, inserito nel panorama concertistico internazionale dal 1984. Ha realizzato con il Quartetto di Sassofoni Accademia e come solista una rilevante attività concertistica con oltre 1600 concerti all’attivo in Italia e all’estero. Ha collaborato come solista con diverse orchestre sinfoniche e si è esibito con artisti come C. Delangle, B. Canino, M. Damerini, L. Castellani e con importanti compositori italiani (E. Morricone, A. Gentile, F. Mannino). Docente di sassofono nel Conservatorio “L. D’Annunzio” di Pescara, ha tenuto master in Italia, Europa e Sud America. Ha partecipato a quattro edizioni del World Saxophone Congress. Dedicatario di oltre 70 composizioni di cui ha tenuto la prima esecuzione.  Ha inciso 12 dischi per Nuova Era, Dynamic, ha pubblicato arrangiamenti e studi per sassofono.

Giuliano Mazzoccante, teatino, è riconosciuto a livello internazionale come uno dei migliori pianisti italiani della sua generazione. Ha tenuto masterclasses di alto perfezionamento Europa e in America,   ed è vincitore di oltre cinquanta Concorsi nazionali ed internazionali. Si è esibito in tutta Europa, Asia e Stati Uniti, ha suonato come solista con importanti orchestre e collabora stabilmente con musicisti di chiara fama quali K. Leister (storico Primo clarinetto dei Berlin Philarmonic), F. Manara e F. Meloni (Primo violino e Primo clarinetto del Teatro alla Scala di Milano), D. Schwarzberg, M. Bouchkov, P. Berman. Ha inciso per Dynamic, Wide Classique, DAD Records, Camerata Tokyo, Radio Vaticana, Phoenix Classics, Da Vinci Records. È fondatore e Direttore Artistico della Music and Art International Academy di Chieti e dal 2022 è Direttore Artistico della Deputazione Teatrale Teatro Marrucino – Teatro lirico d’Abruzzo. Attualmente è docente di pianoforte principale presso il Conservatorio Statale di Musica “L. D’Annunzio” di Pescara. 

Musica tradizionale dalla Calabria il 4 dicembre per Roma Sinfonietta presso Università di Roma "Tor Vergata"

 

La musica tradizionale della Calabria mercoledì 4 dicembre 2024 alle 18.00 nell’ambito della stagione concertistica di Roma Sinfonietta presso l’Auditorium “Ennio Morricone” dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1). È una nuova tappa della serie “Musiche dalle Regioni d’Italia”, a cura del Prof. Giorgio Adamo, docente di Etnomusicologia presso il secondo Ateneo romano.
Questa volta si ascolteranno tarantelle, canti e sonate alla zampogna, organetti, tamburelli, chitarra battente e lira calabrese, nonché canti religiosi della tradizione arbëreshë della minoranza linguistica albanese, da secoli stanziata nell’Italia meridionale e insulare, che conserva gelosamente i costumi e le tradizioni del suo paese d’origine.
Il concerto presenterà dunque un ampio panorama degli stili vocali e strumentali propri delle varie aree della Calabria, dal Pollino a Nord all’area dell’Aspromonte a Sud, e in particolare dei diversi modi di interpretare la musica-danza della tarantella, che trova in Calabria la sua più raffinata e virtuosistica espressione, in una grande varietà di formazioni strumentali. Ad eseguirle saranno musicisti rimasti fedeli a queste antiche e preziose tradizioni, così come saranno autentici gli strumenti da loro usati. Il Phaleg Trio unisce la voce a chitarra battente, lira, pipita, surdulina, zampogna, organetto, zucu, fischiotti e tamburello. L’Associazione Zampognari di Cardeto (RC) suona vari tipi di zampogna. All’Uso Antico suona una vasta gamma di strumenti quali zampogne, organetti, chitarre battenti, surdulina, tamburelli e bottiglia percossa. E un gruppo di cantori farà ascoltare canti liturgici e paraliturgici della tradizione arbëreshë.



La violinista Anna Tifu incontra il direttore Valentina Peleggi: due grandi musiciste con l’Orchestra Haydn tra Khachaturian e Čajkovskij

 


Per il quinto appuntamento della Stagione sinfonica 2024/25, la Fondazione Haydn di Bolzano e Trento si colorerà di rosa grazie alla presenza di due tra le più acclamate e apprezzate musiciste italiane sul piano internazionale. Martedì 3 dicembre 2024 alle ore 20.00 presso l’Auditorium di Bolzano, l’Orchestra Haydn accoglierà il gradito ritorno della violinista Anna Tifu, considerata una delle migliori interpreti della sua generazione, consacrata dopo la vittoria del prestigioso Concorso Internazionale George Enescu di Bucharest nel 2007. Molto atteso è anche il debutto sul podio dell’Orchestra Haydn di Valentina Peleggi, attuale Direttore musicale della Richmond Symphony (Virginia, USA), nonché prima donna italiana ad accedere al programma di direzione d'orchestra della Royal Academy of Music di Londra.
Il programma accoglierà il Concerto per violino e orchestra di Aram Khachaturian, lavoro caratterizzato da inebriante vitalità alternata a languide inflessioni che ricordano la musica popolare armena. Il lavoro è stato scritto appositamente per David Oistrakh, autentica leggenda dell'arte del violino del ventesimo secolo. Con uno dei suoi cavalli di battaglia, Anna Tifu tornerà così a suonare con l’Orchestra Haydn a seguito di una serie di appuntamenti che hanno visto impegnata la grande violinista italiana in alcune città europee, tra cui Stoccarda e Ludwigsburg.
Il Concerto di Khachaturian sarà accostato alla Sinfonia n. 6 di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Scritta nell'ultimo anno di vita dell'autore e universalmente nota con il titolo di Patetica, il capolavoro può essere considerato una biografia artistica con finale di disperazione. Sulla Patetica Čajkovskij si espresse così scrivendo al fratello nell'agosto del 1893: «La ritengo la migliore, e precisamente la più compiuta delle mie opere. L'amo, come fino ad ora non ho mai amato nessun'altra delle mie creature». La prima esecuzione fu diretta dallo stesso autore a Pietroburgo il 28 ottobre di quell'anno. A fine novembre Čajkovskij moriva ufficialmente di colera.
Il concerto verrà replicato il giorno successivo a Trento, mercoledì 4 dicembre alle ore 20.30 all’Auditorium Santa Chiara della città.


Dopo aver iniziato lo studio del violino all’età di sei anni sotto la guida del padre, e ad aver debuttato come solista con l’Orchestra National des Pays de la Loire, Anna Tiu all’età di 12 anni debutta al Teatro alla Scala di Milano con il Concerto n. 1 di Max Bruch, vince il 1° premio al Concorso Internazionale Viotti Valsesia e nello stesso anno il 1° premio al Concorso Internazionale M. Abbado di Stresa all’età di 14 anni, oltre al prestigioso concorso internazionale George Enescu di Bucharest nel 2007, diplomandosi appena quindicenne al Conservatorio di Cagliari con il massimo dei voti e la Menzione d’Onore. Da allora ha studiato con Salvatore Accardo all’Accademia Walter Stauffer di Cremona, all’Accademia Chigiana di Siena, dove ottiene il Diploma d’Onore, al Curtis Institute di Philadelphia con Aaron Rosand, Shmuel Ashkenazy e Pamela Frank, perfezionandosi a Parigi dove ottiene il diploma superiore di Concertista.
Anna Tifu si è esibita con alcune tra le più prestigiose Orchestre Nazionali e Internazionali, dall’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia all’Orchestra Nazionale della RAI di Torino, dalla Stuttgarter Philarmoniker all’Israel Philharmonic soloists, al fianco d’importanti direttori quali Yuri Temirkanov, Gustavo Dudamel, Diego Matheuz, David Afkham, Juraj Valcuha e Christoph Poppen.
Si esibisce frequentemente al George Enescu Festival di Bucharest, con l’Orchestra RAI di Torino, anche in tournée in Russia, abbracciando il famoso violino Guarneri del Gesù detto “IL CANNONE” appartenuto a Niccolò Paganini. Ha collaborato inoltre con musicisti del calibro di Maxim Vengerov, Yuri Bashmet, Ezio Bosso, Enrico Dindo, Julien Quentin, Giuseppe Andaloro, Pekka Kuusisto, Mario Brunello, Michael Nyman, Boris Andrianov, l’Etoile Carla Fracci, l’attore John Malkovich e Andrea Bocelli, il quale nel 2011 ha invitato Anna come solista ospite in numerosi concerti in Italia, Egitto e Stati Uniti. Anna Tifu suona il violino Giovanni Battista Guadagnini 1783 “Kleynenberg” della fondazione Canale di Milano.


Valentina Peleggi è Direttore musicale della Richmond Symphony (Virginia, USA) dalla Stagione 20/21 e ha recentemente rinnovato il contratto fino all'estate 2028. Oltre a concentrarsi sullo sviluppo del suono dell'orchestra, ha lanciato nuovi formati di concerto, ha aderito a collaborazioni nazionali di co-commissione, ha avviato un programma triennale di residenza per compositori, ha lanciato masterclass di direzione d'orchestra in collaborazione con le università locali e ha sostenuto compositori trascurati provenienti da contesti diversi. 
Peleggi è stata ospite in Nord America delle orchestre sinfoniche più importanti, e debutterà nella Stagione in corso le sinfoniche di Indianapolis, Pacific e Vancouver. Oltre al debutto con L’Orchestra Haydn, gli impegni europei della prossima stagione includono debutti con la London Philharmonic e la Bournemouth Symphony, e visite di ritorno alle orchestre Residentie Orkest, Liege Philharmonic e Opera North. In precedenza ha diretto la Royal Philharmonic, la BBC National Orchestra of Wales, l'Ulster Orchestra, la Filarmonica di Bruxelles, la Sinfonica di Anversa, i Sinfonici di Norimberga, l'Orchestra Gulbenkian e la Sinfonica di Norrkoping, solo per citarne alcune.
Nel 2021 è uscito il suo primo CD con opere a cappella di Villa Lobos in una nuova edizione critica per Naxos, curata da Peleggi ed eseguita dal Coro Sinfonico di San Paolo, dove è tornata nel 2023 per dirigere un concerto a cappella. Prima donna italiana ad accedere al programma di direzione d'orchestra della Royal Academy of Music di Londra, si è diplomata con Distinction e ha ricevuto il DipRAM per l'eccezionale concerto finale, oltre a numerosi altri premi, ed è stata recentemente insignita del titolo di Associate. Ha vinto il Premio di direzione d'orchestra 2014 al Festival International de Inverno Campos do Jordão, ha ottenuto una borsa di studio della Fondazione Bruno Walter al Cabrillo Festival of Contemporary Music in California e ha ricevuto la Taki Concordia Conducting Fellowship 2015-2017 con Marin Alsop.
Peleggi ha inoltre collaborato alla produzione in diretta mondiale e in DVD della Cenerentola di Rossini con l'Orchestra Nazionale della RAI. Dal 2005 al 2015 è stata Direttore Principale e Direttore Musicale del Coro Universitario di Firenze, di cui è tuttora Direttore Onorario e per il quale ha ricevuto un premio speciale dal Governo nel 2011. Peleggi è appassionata di arte e ha conseguito un Master in Letteratura Comparata.


“INVITO ALL’OPERA”: CONCERTI DELL’ACCADEMIA D’ARTE LIRICA IN COLLABORAZIONE CON LA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI FERMO

 

L’Accademia d’Arte Lirica di Osimo propone due concerti nel Fermano, con le voci dei suoi giovani solisti: “Invito all’Opera, da Rossini a Puccini.”
Il primo evento si terrà a Monterubbiano, sabato 30 novembre alle ore 21.15, nella cornice del Teatro Vincenzo Pagani, un piccolo gioiello, con una sala a ferro di cavallo e tre ordini di palchi. Venerdì 13 dicembre alle ore 21.15, il concerto si terrà nell’Oratorio San Giovanni di Montegranaro, un edificio settecentesco in stile neoclassico, che oggi ospita attività culturali.
I soprani Antonella Granata e Laura Khamzatova, il tenore Wooseok Choi, il baritono Agshin Khudaverdiyev, il basso Aleksandr Utkin eseguiranno arie, duetti e terzetti dei più celebri autori dell’Ottocento: pagine dal Barbiere di Siviglia e Guglielmo Tell di Rossini, Elisir d’Amore di Donizetti,
Pagliacci di Leoncavallo e dalle più celebri opere di Giacomo Puccini, del quale si celebra il centenario della morte.
Due i pianisti, entrambi di grande prestigio: Alessandro Benigni a Monterubbiano ed Ettore Papadia a Montegranaro.
Il progetto è realizzato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, che ha consentito all’Accademia di ampliare l’azione di diffusione della lirica nel territorio regionale, una delle “mission” della storica istituzione osimana, promuovendo la valorizzazione dei teatri storici e dei siti culturali della provincia di Fermo.

giovedì 28 novembre 2024

IL 4 DICEMBRE AL PARCO DELLA MUSICA IL NATALE DEI KING’S SINGERS, DA GRIEG ALLA DISNEY



 Mercoledì 4 dicembre ore 20.30
Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone – Sala Sinopoli
 
The King’s Singers
 
Carols from King’s
Gauntlett, Once in Royal David’s city
Chilcott, The Shepherd’s Carol
Robert de Pearsall, In dulci jubilo
 
Northern Lights
Gjeilo, Northern Lights
Ingemann, Ole Faurschou Deilig er jorden
Grieg, Ave maris stella
 
The New World
Ramirez, La peregrinación
Tradizionale, Riu, riu, chiu
de Victoria, O magnum mysterium
Gutiérrez de Padilla, A siolo flasiquiyo
 
Finding Harmony at Christmas
Guaraldi, Christmas Time is here
Gruber, Stille Nacht
Blane and Martin, Have yourself a merry little Christmas
Tradizionale, God rest ye merry, gentlemen
Saint-Saëns, Sérénade d’hiver
 
Celebrating 100 Years of Disney
Harline, When you wish upon a star
Selezione di brani per celebrare la magia dei 100 anni della Disney
 
The Christmas Stocking
I classici delle feste e nuove sorprese dalla celebre collezione Closeharmony

La stagione natalizia arriva all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia inaugurata dal concerto dei King’s Singers, storico coro inglese che mercoledì 4 dicembre (Auditorium Parco della Musica) proporrà un programma che spazia dalla musica antica, fino a una selezione di classici Disney, riarrangiati in veste corale. A partire dalle ore 20.30 in Sala Sinopoli, l’ensemble si esibirà in una selezione di brani tra loro molto diversi, ma tutti legati da un filo rosso a cui sono riconducibili, il Natale.
Definiti dal Gramophone come «incantevoli all’ascolto, dalla prima all’ultima nota», i King’s Singers continuano a essere il gruppo vocale più acclamato al mondo, in grado di distinguersi per il carisma e i virtuosismi vocali. L’ensemble vanta ormai oltre mezzo secolo di carriera, che li ha condotti nelle più importanti e famose sale da concerto di tutto il mondo, dando sfoggio di un vasto repertorio che va dalla musica antica a quella contemporanea, pur mantenendo sempre quella brillantezza esecutiva che li contraddistingue.
Per il loro ritorno all’Accademia di Santa Cecilia, proporranno un programma in sei tappe, contraddistinte da elementi diversi. Si inizia con i Christmas’ Carols della tradizione inglese, una selezione di cori provenienti dal repertorio tradizionale, per poi passare alle musiche di tre compositori nordeuropei (Gjeilo, Ingemann e Grieg), i cui brani sono densi di immagini legate alla stagione invernale e al Natale. La seconda metà del concerto si apre con musiche del ‘nuovo mondo’ (The New World), che introdurranno il pubblico al variegato repertorio corale sudamericano, a cui seguirà una selezione di cori natalizi che si chiuderanno sulle note di una serenata di Saint-Saëns. 
Concluderà la serata una selezione di classici della Disney e delle festività, sulle cui note il pubblico dell’Accademia saluterà i King’s Singers, in attesa del prossimo concerto dedicato alla stagione natalizia, in cui direttore Gustavo Dudamel eseguirà Lo Schiaccianoci di Čajkovskij in forma di concerto.
 

I King’s Singers nascono nel 1968, quando alcuni studenti, membri del famoso Coro del King’s College di Cambridge, decisero di riunirsi in un ensemble ispirata a formazioni vocali quali i Platters o i Comedian Harmonist che, tra gli anni ’30 e ’60, avevano rivoluzionato il genere ‘a cappella’. La formazione iniziale comprendeva sei voci maschili, suddivise in due controtenori, un tenore, due baritoni e un basso – una struttura interna che si rivelò efficace, tanto da rimanere immutata fino ad oggi. Nei primi anni di attività, il coro è riuscito ad accrescere la propria fama anche grazie a partecipazioni in programmi come il Nana Moskouri Show, il Ronnie Corbett, il Royal Variety Show, ma anche il Tonight Show. Fra queste apparizioni televisive, degno di nota è uno special natalizio (che in seguito vinse anche un Premio Emmy) in cui i King’s Singers condividevano il palco con noti nomi del canto pop e classico, come Julie Andrews e Placido Domingo.
Negli ultimi anni, l’attività del gruppo si è distinta per l’incisione di alcuni album che, in linea con il loro vasto e variegato repertorio, vantano musiche tra loro molto diverse: dai madrigalismi di compositori inglesi (Thomas Weelkes e William Byrd), a musiche dal repertorio romantico, passando per un album dedicato al centenario della Disney. Il loro contributo all’industria discografica si è rivelato negli anni determinante, tanto da essere selezionati come uno dei due soli gruppi vocali presenti sulla Grammophone Hall of Fame, a riprova della loro unicità.
Ma l’impegno dei King’s Singers verso la musica non si esaurisce in concerti e incisioni: l’ensemble ha, infatti, commissionato nel tempo oltre 200 nuove opere a numerosi compositori di indubbia fama, quali György Ligeti, Krzysztof Penderecki, Luciano Berio, Richard Rodney Bennett, Gunther Schuller, Giancarlo Menotti o Steve Martland.
 
 


AL PARCO DELLA MUSICA IL 3 DICEMBRE FEINSTEIN E THIBAUDET IN OMAGGIO A GERSHWIN


Martedì 3 dicembre ore 20.30
Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Sala Santa Cecilia
 
Pianoforte e voce Micheal Feinstein
pianoforte Jean-Yves Thibaudet
 
Two Pianos: Who Could Ask for Anything More?
Celebrazione della musica di Gershwin e del suo mondo

Due pianoforti e quattro mani per omaggiare George Gershwin e la musica statunitense: martedì 3 dicembre alle ore 20.30, Micheal Feinstein e Jean-Yves Thibaudet si esibiranno sul palcoscenico della Sala Santa Cecilia (Auditorium Parco della Musica) con un programma tanto innovativo quanto eccentrico, che alterna brani eseguiti a quattro mani, momenti solistici e duetti fra voce e pianoforte.
Feinstein, pianista e cantante, artista multiplatino vincitore del Tony Honor 2022, e Thibaudet, pianista di fama internazionale e vincitore di molteplici premi, hanno realizzato uno spettacolo in cui il mondo della musica classica si incontra e si intreccia con quello della tradizione popolare. Il risultato è Two Pianos: Who Could Ask for Anything More?, un programma che permetterà di ripensare e omaggiare il repertorio musicale statunitense, con particolare attenzione alla figura di George Gershwin e alcuni dei suoi brani più amati, come Rhapsody in Blue, affiancati da sue musiche meno note al grande pubblico, appositamente selezionate poiché composte originariamente proprio per due pianoforti. Accanto a Gershwin figureranno compositori quali Cole Porter, Leonard Bernstein, Richard Rodgers e Alec Wilder, intermezzati da standard jazz del ventesimo e ventunesimo secolo, provenienti dal noto Great American Songbook. 
L’incontro tra Feinstein e Thibaudet, avvenuto durante il Festival Napa Valley del 2021, ha permesso loro di scoprire passioni e obiettivi comuni da cui partire per realizzare l’ambizioso e particolare progetto. La particolarità della serata – che fu definita dal Financial Times “uno spettacolo da cinque stelle”, dopo un’esecuzione alla Carnegie Hall di New York nel 2023 – sarà proprio l’elemento sorpresa del programma, che sarà rivelato nella sua interezza dai due pianisti solo il giorno stesso.