martedì 7 ottobre 2025

Mercoledì 8 ottobre, per il Modena Belcanto Festival, il Teatro Fabbri di Vignola accoglie Filarmonie Future

 

Mercoledì 8 ottobre ore 20.30 | Teatro Fabbri di Vignola
FILARMONIE FUTURE
Progetto del Conservatorio Vecchi-Tonelli di Modena
e della Filarmonica del Teatro Comunale di Modena

Mercoledì 8 ottobre, alle ore 20.30, per il Modena Belcanto Festival, il Teatro Fabbri di Vignola accoglie Filarmonie Future, viaggio nel cuore del grande repertorio operistico ottocentesco, tra la cantabilità italiana e il fascino della scuola francese.
Sul podio, Matteo Parmeggiani alla guida dell’Orchestra del Progetto Filarmonie Future; in scena Aleksandrina Mihailova (soprano) e Baia Saganelidze, allieve dei Corsi di Alto Perfezionamento di Raina Kabaivanska (nella foto di Rolando Paolo Guerzoni) che si alterneranno nell’interpretazione di pagine di Donizetti, Verdi, Bellini, Delibes, Bizet, Offenbach e Saint Saëns. Un programma che intreccia arie, duetti e momenti orchestrali, disegnando un arco narrativo di passioni, eleganza stilistica e puro virtuosismo vocale.
Filarmonie Future è un progetto del Conservatorio Vecchi Tonelli di Modena e della Filarmonica del Teatro Comunale di Modena: un ponte concreto tra formazione e professione che valorizza giovani musicisti in un contesto reale di produzione artistica.
Giovani cantanti, dunque, che arrivano dall’ala maestra di Raina Kabaivanska icona del belcanto: oltre 55 anni di trionfi nei teatri più prestigiosi del mondo, dai capolavori del repertorio classico alle sfide del Novecento, e da più di trent’anni altissimo esempio didattico di riferimento per nuove generazioni di cantanti.
Molto legata all’Italia, italiana a tutti gli effetti, il cammino di Kabaivanska parte dalla natìa Bulgaria degli anni ’50: la giovane Raina, ascoltando di nascosto una radio occidentale, decide “voglio andare dove si canta così”. Sentito annunciare il Concorso Martini-Rossi di Milano, chiede e ottiene di convertire la borsa di studio destinata al Bol’šoj di Mosca per venire in Italia. Appena ventenne approda nella patria dell’opera e incontra Zita Fumagalli Riva, la Maestra che le segnerà il destino d’artista e di didatta. Seguono anni intensi tra il Conservatorio di Vercelli e la casa milanese della Fumagalli: Zita scorge in Raina talento, preparazione, magnetismo scenico. “All’epoca – ricorda – i teatri producevano moltissimo, con sale sempre piene e meno concorrenza globale; oggi il sistema è più rarefatto, salvo “isole felici” come Germania e Francia dove il sostegno pubblico resta forte”.
Il legame Maestra-allieva, di stima e affetto, diventa il modello della sua pedagogia: seguire gli studenti, indirizzarli al giusto repertorio, sostenerli nel quotidiano, prepararli al palcoscenico e accompagnarli nei debutti. Così, mentre studia con la Fumagalli, Kabaivanska debutta subito alla Scala di Milano, al Covent Garden di Londra, al Metropolitan di New York, dove si apre anche la sua lunga “carriera americana” e l’incontro con un’altra Maestra, Rosa Ponselle. Tornata in Italia, scolpisce interpretazioni leggendarie: Tosca e Madama Butterfly, ciascuna con circa 400 recite, e un repertorio vastissimo dal Barocco a Britten, Strauss, Poulenc, Čajkovskij. Lavora con i maggiori registi e direttori, dai capisaldi tradizionali a titoli sperimentali come L’affare Makropulos, The Turn of the Screw (con Ronconi) e Dialogues des Carmélites (con Carsen), mantenendo sempre la cifra della curiosità e della sfida.
Più di trent’anni fa, in piena carriera, sceglie l’insegnamento: forte del diploma in pianoforte, di una profonda conoscenza della musica dal ’700 al ’900 e dell’esperienza sui palcoscenici del mondo, forma generazioni di artisti con competenza, rigore e affetto. Nelle audizioni cerca il talento, da nutrire con studio, impegno, fedeltà al testo del compositore e gioia del palcoscenico. “Oggi – osserva la Signora Kabaivanska - la sfida è essere musicalmente straordinari, per reggere la concorrenza globale e adattarsi a scelte registiche talvolta poco favorevoli ai cantanti; solo talento e conoscenza profonda mettono al riparo nelle sfide più ardue”. Tra Modena, Sofia, l’Accademia Chigiana, l’Académie de l’Opéra de Paris e corsi in Germania e Spagna, i suoi allievi calcano i palcoscenici internazionali e solo per fare alcuni nomi, Maria Agresta, Veronica Simeoni, Vittoria Yeo, Chiara Isotton, e molti altri, sono nati sotto il suo inconfondibile “gesto”.
 
 


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