lunedì 6 ottobre 2025

Un viaggio nel barocco con l'Ensemble Réunis a Quartu, 5 ottobre 2025

 

Stagione 2005/2006. Cagliari. Al Teatro Lirico un concerto diretto da Trevor Pinnock in un florilegio di brani strumentali e da opere di Haendel, Keiser, Steffani, Telemann, Muffat. Stessa stagione, ancora al Lirico, Ton Koopman con sinfonie e concerti di C.P.E.Bach.
2023. “Echi lontani”, il festival dedicato alla musica antica, punto di riferimento per tanti appassionati, interrompe il suo ciclo di manifestazioni.
La Cagliari musicale pare oscurare tutto quel periodo che dal Medioevo, via Rinascimento, arriva al Barocco e all'età Classica (quanto poco o niente Haydn, ad esempio.). Prova a rioccupare quest'area che sembra abbandonata l'Ensemble Réunis, il cui nome è un chiaro riferimento a “Les Goûts réunis” di François Couperin del 1724, una raccolta di concerti nella quale il compositore riuscì a combinare le diverse qualità e differenze stilistico-compositive di diversi paesi. L’associazione culturale Gruppo Vocale Cantigos, con la direzione artistica del M° Matteo Atzori, ha presentato per il secondo anno consecutivo un concerto di Ensemble Réunis nell’ambito della rassegna Quart’è per Quartu Estate 2025 - ripensare la e le città, presso la Chiesa di Sant'Agata, una chiesa romanica del XII secolo. Con alle spalle la maestosa Crocifissione e santi (nella immagine a destra) del pittore Orazio De Ferrari, fra i maggiori esponenti del barocco genovese, l' Ensemble Réunis ha offerto al numeroso e attento pubblico presente un programma variegato, che si è aperto con La Folia di Andrea Falconieri . Andrea Falconieri (1585 o 1586 – 1656), noto anche come Falconiero, fu un compositore e liutista italiano originario di Napoli. Visse a Parma dal 1604 al 1614, per poi trasferirsi a Roma e tornare nella natia Napoli, dove nel 1647 divenne maestro di cappella presso la cappella reale.
Il titolo originale recita "Folias Echa Para Mi Señora Doña Tarolilla De Carallenos" (Primo libro di canzone, Napoli, Paolini & Ricci, 1650). La composizione utilizza la tecnica della "variazione errante", sperimentata da Monteverdi e altri, in cui il compositore crea episodi musicali sotto forma di brevi escursioni rispetto allo schema di variazione standard. Falconieri aggiunge anche un breve adagio per fornire un momento di contrasto armonico e ritmico prima delle variazioni finali. Sin da subito si sono apprezzate le qualità timbriche dell'Ensemble Réunis (Pietro Ferra, violino primo e concertatore;, Maria Clarissa Melis, violino secondo; Tommaso Delogu, viola; Vladimiro Atzeni, violoncello; Noemi Mulas, clavicembalo) che utilizzavano strumenti con montatura storica, quindi a 4.15 Hz, con corde in budello nudo e arco barocco.
A seguire, il concerto per archi e cembalo in la minore RV 161 di Antonio Vivaldi (nell'immagine a sinistra) nella classica forma Allegro – Largo – Allegro, che, pur nella sua brevità, evidenzia l'intesa dell'ensemble, il fraseggio netto, preciso, e il limpido suono del violino primo di Pietro Ferra, costruito dal Maestro Stefano Conia Jr. di Cremona, copia esatta del Guarneri del Gesù Kochanski 1741 (gli altri musicisti suonano con strumenti moderni di ispirazione Amati, Guadagnini e Stradivari.).
Terzo brano in programma, la Chaconne in sol minore da Fantasies and In Nomines (1680) di Henry Purcell ((1659-1695); composta intorno al 1680, è pagina con 18 variazioni costruire su una linea di basso ripetuta, di otto battute. Caratterizzata da un tetracordo discendente, la Ciaccona di Purcell utilizza le variazioni per creare un flusso dinamico e narrativo sostenuto da un basso ostinato che tratteggia elementi di malinconia. Forse utilizzata come musica di scena per un masque o per un ballo di corte, ha visto l'Ensemble Réunis in una resa compatta, con bella evidenza del violoncello di Vladimiro Atzeni, mentre il cembalo di Noemi Mulas (privo di coperchio e di qualsiasi decorazione) era penalizzato dal fatto di essere posto dietro gli archi, che creavano una sorta di 'muro' sonoro (da ripensare la disposizione per le prossime volte).
Il noto Concerto “alla rustica” in sol maggiore per archi e bc RV 151 nei movimenti presto/adagio/allegro di Vivaldi era affrontato dall'Ensemble Réunis con tempi decisamente serrati; il movimento principale passa dal primo al secondo violino, ottimamente intonato da Maria Clarissa Melis.
Vero punto focale della serata, la Ouverture-Suite 'Burlesque de Quixotte', TWV 55:G10 di Telemann, composta nel 1739 per archi e cembalo, qui a parti singole.

qui un frammento video

In quello che Telemann definì un burlesque, ci viene offerto un allestimento programmatico di un paio di racconti tratti dal celebre romanzo di Cervantes,  Don Chisciotte della Mancia.  Si tratta di narrazione musicale in vari movimenti (Ouverture - Le réveil de Quichotte - Son attaque des moulins à vent - Ses soupirs amoureux après la Princesse Dulcinée - Sanche Panse berné - Le galope de Rosinante - Celui d'ane de Sanche - Le couché de Quichotte) in cui segnalo in particolare il piccolo galoppo dell'asino di Sancho Panza (simbiotico 'rispondersi' del cello di Atzeni e della viola di Delogu) e la vivida rappresentazione dell'attacco di Don Chisciotte ai mulini a vento. 
Gran bella conclusione con la dodicesima Triosonata in re min, dalle Suonate da camera a tre, due violini o violone o cembalo op. I di Antonio Vivaldi, sorta di filo rosso dell'intero concerto; venti variazioni sulla Follia, l'antico e celeberrimo tema in tempo di sarabanda utilizzato da numerosi compositori dell'epoca. L'Ensemble Réunis ha dato una esecuzione davvero esemplare, dall'Adagio della prima variazione alle figure ritmiche tra i due violini nel gruppo delle variazioni tra la quarta e la settima, il dialogo in imitazione nell'Adagio della nona variazione, il basso di Atzeni nella quattordicesima variazione e i successivi effetti percussivi.
Ampio successo ripagato da scroscianti applausi.
Come bis un movimento (quale ?) da un Concerto grosso (dall'op. 2 ? dall'op. 3 ? dall'op. 7 ?) di Geminani quale anteprima di un progetto interamente dedicato ai Concerti grossi che verrà proposto in tre concerti (26 ottobre, 28 dicembre, 15 febbraio) in formazione allargata presso la Chiesa di Santa Maria del Monte a Cagliari (musiche di Vivaldi, Geminiani, Corelli, B.Marcello, A.Scarlatti, Torelli, Manfredini, Haendel, Telemann, Avison, Roman).
C'è speranza per la musica barocca a Cagliari.

Sergio Albertini

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