Domenica 25 gennaio alle ore 18.00, al Teatro La Nuova Fenice, il primo concerto del 2026 per l’Accademia d’Arte Lirica di Osimo propone “Opera e Canzone – Teatri e salotti tra ‘800 e ‘900”. Sono protagonisti i giovani solisti e il pianista Alessandro Benigni. I teatri e i salotti rappresentavano i luoghi centrali della vita sociale di ogni città: in entrambi luoghi si cantava musica lirica, operetta e canzone. Il concerto prevede arie, duetti e pezzi d’assieme di Bellini, Donizetti, Puccini, Leoncavallo, un tango di Piazzolla, brani da musical di Kern e Bernstein canzoni di Weill e Poulenc. Le giovani voci sono quelle di Antonella Granata e Sofiia Matviienko, soprani, Eleonora Filipponi, mezzosoprano, Hiroki Kono, tenore, e Yuhong Lin, basso.
giovedì 22 gennaio 2026
martedì 20 gennaio 2026
La Compagnia Artemis Danza dedica il suo progetto artistico a quattro affascinanti eroine di Puccini
La Compagnia Artemis Danza, con questa nuova creazione di Monica Casadei, dedica il suo progetto artistico a quattro affascinanti eroine del compositore Giacomo Puccini di cui nel 2024 si è celebrato il centenario dalla morte: Tosca, Madama Butterfly, Mimì e Turandot.
In Puccini’s Opera. Voci di donne ritroviamo la lettura personale di Monica Casadei sul tema del femminile posto al centro di un processo di reinterpretazione coreografica, visiva e musicale. Le protagoniste sono donne tanto diverse quanto legate da un fil rouge di storie attuali e senza tempo. L’amore tragico, l’amore contrastato e osteggiato, l’amore crudele che annienta, la bramosia di possesso che porta alla distruzione: tutto questo vive nei volti, nei corpi, nei gesti delle danzatrici e dei danzatori e non smette di farci riflettere sull’attualità di storie che hanno commosso il pubblico di tutto il mondo.
Il risultato della ricerca di Artemis Danza è una danza corale ricca di impulsi e passioni, istintiva e a tratti selvaggia, che fa un uso vorticoso dello spazio e appare come visivamente piena: gli assoli sono circondati e protetti da cornici di insiemi, in una dinamica accelerata da forze propulsive che fanno vivere nel corpo e nelle viscere il dramma e le passioni delle protagoniste. Alla partitura orchestrale di Puccini si affiancano le tracce elettroniche di Fabio Fiandrini per Bohème e Turandot e di Luca Vianini per Butterfly e Tosca che creano uno spazio sonoro avvolgente e a tratti apocalittico.
DUE FLAUTI NELL'ETA' BAROCCA con Chiara Strabioli & Mattia Giandonato, traversieri
MATTIA GIANDONATO Nato a Roma, ha conseguito il diploma in Flauto traverso e il diploma accademico di II livello in Flauto traversiere sotto la guida di L. Tufano, presso il Conservatorio Statale di Musica “Alfredo Casella” di L’Aquila con il massimo dei voti, la lode. Ha proseguito i suoi studi con A. Oliva, M. Marasco e M. Valentini per il flauto traverso moderno, partecipando inoltre alle masterclass di P. Taballione, G. Pretto, C. Montafia. Per quanto riguarda gli strumenti antichi ha conseguito il post graduate nella classe di M. Gatti presso l’Università del Mozarteum di Salisburgo, ed ha preso parte alle masterclasses di Bartholfd Kuijken, K. Clark, J. Bartz e François Lazarevitch. Ha collaborato, con il flauto traverso moderno, con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, la EY Talents Orchestra, la Prometheus Chamber Orchestra. Si è inoltre esibito in qualità di solista durante il festival “Cantus Salisburgensis” di Salisburgo, presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma e l’auditorium dell’Università “La Tuscia” di Viterbo. Nell’ambito della musica antica ha collaborato con l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori, diretto da R. Alessandrini alTeatro Massimo di Palermo. Si è esibito in duo con il cembalista Marcello Candela nell’ambito del “Festival Minimo” del Comune di Collevecchio, e in duo con il cembalista Marco Silvi nel secondo concerto del “Ciclo Bach” presso l’Accademia Filarmonica Romana di Roma, e al Festival di Musica da Camera di Montecosaro. Ha collaborato in Germania con l’orchestra barocca Concerto München in qualità di secondo flauto traversiere. Ha partecipato ad una esecuzione della Messa in Si min. di J.S. Bach, diretta da P. Capirci nella Chiesa di S. Giorgio al Velabro di Roma, per la quale è stato realizzato un documentario trasmesso da RAI 5, in cui è stata tra l’altro inserita l’aria “Benedictus”, che vede il flauto traversiere solista, insieme al tenore.
CHIARA STRABIOLI Si diploma in flauto traverso nel 2006, presso il Conservatorio di Musica ‘Santa Cecilia’ di Roma, con il massimo dei voti, ricevendo il premio “Via Vittoria” come miglior diplomato dell’anno accademico 2005/06. Si perfeziona poi con Chiara Tonelli presso la Scuola di Musica di Fiesole, Firenze. Nel 2008 inizia lo studio del flauto traversiere barocco, con Giovanni Tardino e in seguito con Claire Genewein; segue corsi di perfezionamento con Marcello Gatti, Andrea Mion, Reinhard Goebel. Nel 2011 consegue la laurea in musicologia presso l’Università di Tor Vergata, Roma, con pieni voti. Si specializza in flauto traversiere presso il Dipartimento di Musica Antica del Koninklijk Conservatorium di Bruxelles, Belgio, sotto la guida di Barthold Kuijken e Frank Theuns, diplomandosi nel 2016 e ricevendo la borsa di studio come miglior diplomato dell’anno 2015/16. Ha suonato con ‘La Petite Bande’ diretta da Sigiswald Kuijken; Accademia Barocca di Santa Cecilia; Academia Montis Regalis; Atalanta Fugiens; Le coin du roi, Gli Originali.
Si dedica ad una intensa attività cameristica. Fa parte della Cappella Musicale Enrico Stuart con cui ha inciso per Brilliant anche come solista. Insegna flauto traverso presso l’I.C. Giovanni Pierluigi a Palestrina (RM).
MUSICA ALLA CORTE di DRESDA con Anna Maddalena Ghielmi, violino e Lorenzo Ghielmi, clavicembalo
immagine di quanto la capitale della Sassonia fosse all’epoca un crocevia di gusti e tendenze. Da questa biblioteca provengono i manoscritti delle sonate per violino in programma. Pisendel, nato in Baviera nel 1687, si era formato alla scuola di Giuseppe Torelli; conobbe personalmente Bach che, secondo molti commentatori, per mlui compose le Sonate e Partite per violino solo. Fondamentale nella sua formazione fu il viaggio in Italia dove studiò e divenne amico personale di Antonio Vivaldi. Per questo motivo la biblioteca di Dresda è uno dei luoghi più importanti per lo studio delle musiche del «prete rosso», du cui conserva un grandissimo numero di manoscritti. La storia della corte di Dresda è punteggiata anche di aneddoti curiosi. Il grande violinista fiorentino Francesco Maria Veracini, dopo il successo avuto in Italia, dove venne acclamato come il vero successore di Corelli, aveva intrapreso dei viaggi attraverso tutta Europa. Nel 1720 giunse a Dresda ed subito ottenne il titolo di «compositore e di virtuoso dal re di Polonia». Sfortunatamente il suo orgoglio, che era pari al suo talento, urtò l’amor proprio degli altri violinisti, in special modo quello di Georg Pisendel. Questi risolse di vendicarsi e, a tale scopo, fece studiare uno dei suoi concerti solistici da uno dei violinisti della sua orchestra, finché non lo potè suonare perfettamente. Quindi, seguendo l’uso dell’epoca, portò a Veracini, davanti al re, la sfida di suonare un concerto a prima vista. Il virtuoso superò egregiamente questa prova, ma l’orchestrale lo eseguì dopo di lui, con ancora maggiore sicurezza e precisione. L’umiliazione subita in quell’occasione, fu così profonda che Veracini si ammalò seriamente; in un accesso di febbre, si gettò dalla sua finestra il 13 agosto 1722 e fu abbastanza fortunato se solamente si ruppe una gamba. Dopo la guarigione lasciò però Dresda. Nel 1721 aveva pubblicato la sua opera I con 12 Sonate per Violino. Qualche anno prima, nel 1717, la città di Dresda avrebbe dovuto essere teatro di una di quelle leggendarie gare tra musicisti (famosa quella tra Händel e Scarlatti nel 1709 o tra Mozart e Clementi a Vienna nel 1781). In quell’occasione a contendersi la palma di virtuoso della tastiera avrebbero dovuto essere il grande Johann Sebastian Bach e il più anziano franceseLouis Marchand. In realtà la gara, secondo quanto raccontato da alcune testimonianze dell’epoca, non ebbe luogo perché il giorno fissato per la contesa Louis Marchand lasciò Dresda, impaurito dalla statura musicale del collega tedesco. Bach, che era arrivagto a Dresda proveniente da Weimar,
risultò quindi vincitore per l’abbandono del campo dell’avversario…. ma alla fiine non conseguì alcun guadagno economico; i 500 talleri, che il re aveva stabilito di dare in premio, furono sottratti da un servitore disonesto che – così si legge nel celebre Necrologio di Bach – “aveva pensato di fare un uso migliore di quel premio”.
La sonata in do minore BWV 1024, fa parte della collezione di Pisendel sopra citata. Il manoscritto di questa «Sonata à Violino solo e Basso per il Cembalo» non porta il nome dell’autore e la sua paternità è stata a lungooggetto di discussioni. Esclusa dalle pubblicazioni dell’opera omnia bachiana, in quanto opera spuria, l’ipotesi della sua autorevolezza è stata invece recentemente ribadita dall’identificazione del copista del manoscritto di un’altra fonte che ci conserva il brano: il violinista Johann Gottfried Vogler (1691- post 1733), un personaggio particolare del mondo musicale tedesco del primo Settecento. Questo virtuoso, nato probabilmente a Dresda, visse peregrinando fra molte città: lo ritroviamo a Lipsia e a Köthen (negli anni in cui Bach era maestro di cappella a corte). Nella sua calligrafia si conservano
le Sonate e Partite per violino solo di Bach e, probabilmente, fu lui a far avere a Georg Pisendel questa bellissima composizione, di uno stile che non ha eguali se non fra le opere di Bach.
FORM a Chiaravalle con Mondelci e il mito di West Side Story
Il ritmo travolgente di New York, le tensioni dei marciapiedi dell’Upper West Side e l’eterna storia d'amore di Romeo e Giulietta rivisitata in chiave moderna. La FORM - Orchestra Filarmonica Marchigiana prosegue la sua ricca stagione sinfonica Musicattraverso con un appuntamento imperdibile: Movie Concert - West Side Story. Sul palco e sul podio il sassofonista Federico Mondelci, da trent’anni uno dei maggiori e più apprezzati interpreti del panorama musicale internazionale, nella doppia veste di solista e direttore d’orchestra.
Il primo appuntamento è giovedì 22 gennaio, alle ore 21 al Teatro Comunale “Tullio Giacconi” di Chiaravalle. L’evento si configura come una prova generale aperta, un’occasione rara per il pubblico di entrare nel “laboratorio” creativo dell’orchestra e assistere da vicino al processo di perfezionamento del concerto che vede al centro del programma le celebri note di Leonard Bernstein per West Side Story, un pilastro della cultura musicale globale che fonde l'energia del jazz con la profondità della scrittura sinfonica.
L’orchestra trasporterà gli ascoltatori nelle atmosfere del celebre film-musical, celebrando il legame indissolubile tra la grande musica e la settima arte, non solo con questo capolavoro che ha ridefinito il musical americano; in apertura, infatti, è prevista l’esecuzione di Celebrating Morricone, per orchestra sinfonica, per un omaggio ad Ennio Morricone, compositore romano scomparso nel 2020 e universalmente considerato uno dei massimi autori della musica cinematografica. Il concerto si conclude con un altro “mostro sacro”, tra i più influenti e prolifici della storia del cinema: Nino Rota, compositore versatile e geniale. A lui è dedicato Musical Portrait, per sassofono e orchestra sinfonica. Tutti gli arrangiamenti sono di Roberto Granata.
Dopo la prova aperta di Chiaravalle, il debutto ufficiale è venerdì 23 gennaio alle ore 21 al Teatro Misa di Arcevia (AN), con repliche il giorno seguente al Teatro della Fortuna di Fano, alle ore 21 (in collaborazione con la Fondazione Teatro della Fortuna Fano) e domenica 25 gennaio, alle 17 al Teatro Lauro Rossi di Macerata (in collaborazione con Associazione Musicale Appassionata).
Il Teatro del Maggio annuncia un concerto fuori programma diretto dal maestro Zubin Mehta il 21 gennaio 2026
Il Teatro del Maggio annuncia un concerto fuori programma diretto da Zubin Mehta alla guida dell’Orchestra del Maggio Fiorentino, il 21 gennaio 2026 alle ore 20, in sala Mehta. Il programma prevede l’esecuzione della vivace e giocosa Sinfonia n. 3 in re maggiore D200 di Franz Schubert e l’appassionante e maestosa Sinfonia n. 5 di Pëtr Il'ič Čajkovskij.
Il maestro Mehta tornerà in Teatro il 6 febbraio alle ore 20, in sala Mehta, per il concerto con un programma sinfonico tutto mozartiano che sarà poi eseguito in tour a Lugano, al Lac, il 7 e a Lucca, al Teatro del Giglio, il 10 febbraio.
Il concerto del 3 aprile, con l’esecuzione della Missa Solemnis in re maggiore op. 123 di Ludwig van Beethoven, previsto in programma con la direzione del maestro Mehta, sarà diretto da Vasily Petrenko, con l‘Orchestra e il Coro del Maggio. Il concerto del 23 aprile – in programma l’esecuzione di Das Lied von der Erde (Il Canto della Terra) di Gustav Mahler - invece che dal maestro Mehta sarà diretto dal maestro Thomas Guggeis.
Il maestro Zubin Mehta sarà di nuovo sul podio il 29 aprile2026, nel giorno del suo 90esimo compleanno, per dirigere la celebre Sinfonia n.9 in re minore op.125 di Ludwig van Beethoven con l’Orchestra e il Coro del Maggio.
APERTE LE ISCRIZIONI PER PARTECIPARE ALLA SESTA EDIZIONE DELLA BOTTEGA DONIZETTI DESTINATA A GIOVANI CANTANTI LIRICI
La partecipazione ai corsi della Bottega Donizetti è gratuita e si possono candidare artiste e artisti nati a partire dal 1° gennaio 1994. La domanda va presentata entro le ore 13.00 di domenica 15 febbraio 2026 attraverso l’apposita modulistica disponibile sul sito teatrodonizetti.it; dopo una preselezione dei materiali inviati da parte della Commissione, le audizioni in presenza avranno luogo a Bergamo lunedì 23 e martedì 24 marzo 2026.
Gli allievi selezionati riceveranno una borsa di studio di 2.000 euro ciascuno per sostenere le spese di viaggio, vitto e alloggio, e per il periodo di produzione del festival Donizetti Opera 2026 verrà loro riconosciuto, inoltre, un cachet lordo di 4.500 euro. Il bando con tutti i dettagli e la domanda di iscrizione sono disponibili al link: https://trasparenza.teatrodonizetti.it/documentazione/bandi-aperti/#0-toc-title
Verranno selezionati 6 partecipanti, così suddivisi: 1 soprano, 1 mezzosoprano/contralto, 1 tenore, 3 bassi o bassi-baritoni o baritoni, che interpreteranno i seguenti personaggi: Luigia (soprano), Pippetto (mezzosoprano/contralto), Cesare Salsapariglia, Biscroma Strappaviscere, Procolo (bassi o baritoni o basso-baritoni) in Le convenienze ed inconvenienze teatrali e Publio (tenore) in L’esule di Roma.
Frequentando la Bottega Donizetti, artiste e artisti ammessi potranno approfondire le tematiche vocali e drammaturgiche connesse alla produzione operistica donizettiana. Ai giovani cantanti sarà offerta l’opportunità di consolidare e perfezionare, sotto la guida di specialisti di livello internazionale, i diversi aspetti legati al repertorio belcantistico, con particolare riferimento alla lezione di Donizetti che esigeva dai suoi interpreti elevate capacità tanto vocali quanto teatrali. Avendo come oggetto la messa in scena di due titoli in programma, il laboratorio offrirà agli allievi la possibilità di confrontarsi con il palcoscenico e con il pubblico. I partecipanti potranno, inoltre, essere coinvolti in ulteriori attività del festival ed essere designati quali cover dei ruoli principali delle produzioni del Donizetti Opera 2026.
La Bottega Donizetti punta a fornire molteplici strumenti tecnici, stilistici, critico-interpretativi per un’appropriata conoscenza della vocalità donizettiana e belcantistica. Per questo, lo studio si articolerà nei seguenti moduli: tecnica vocale, studio dello spartito, interpretazione del repertorio operistico donizettiano, tecniche dell’espressione corporea e approfondimento del personaggio, filologia e drammaturgia musicale donizettiana. Fra i docenti, oltre a Riccardo Frizza, direttore artistico e musicale del festival Donizetti Opera, e al vocal coach e responsabile del progetto Giulio Zappa, figurano Paolo Fabbri, direttore scientifico del Centro Studi Donizettiani, il baritono Paolo Bordogna, il direttore d’orchestra Alberto Zanardi e Cristiano Sandri, direttore artistico del Teatro Regio di Torino.
Giovani talenti De Sono inaugurano il 2026 tra classica e jazz con il concerto Classical Swing
Si inaugura all’insegna della
contaminazione e dei giovani talenti il 2026 della De Sono, con
il concerto Classical Swing, in programma giovedì 29
gennaio alle ore 20.30 presso il Conservatorio “Giuseppe
Verdi” di Torino. Protagonista un ensemble formato da cinque
borsisti ed ex borsisti De Sono: David Alecsandru
Irimescu (pianoforte), Federico Allegro (oboe), Matteo
Maggini (fagotto), Letizia Gullino (violino)
e Gabriele Mercandelli (clarinetto).
Il
programma propone un viaggio attraverso il Novecento musicale,
mettendo in dialogo la scrittura colta con linguaggi extra-accademici
come il jazz, il folklore e la musica popolare; ogni brano mostra
come compositori di diversa provenienza abbiano saputo rinnovare le
forme tradizionali aprendosi a nuovi ritmi, timbri e modelli
espressivi.
Il pianoforte è protagonista nella selezione dagli 8 Concert Études op. 40 di Nikolaj Kapustin, compositore ucraino che ha fatto della sintesi tra rigore classico e linguaggio jazzistico il centro della propria poetica. Pur ispirandosi a stili come il ragtime, lo stride piano e il musical americano, Kapustin scrive una musica interamente notata, di grande virtuosismo e precisione formale.
Il Trio per oboe, fagotto e pianoforte di Jean Françaix rappresenta il versante neoclassico del programma. Caratterizzato da leggerezza, ironia e grande raffinatezza timbrica, il brano si sviluppa come una conversazione animata tra i tre strumenti, alternando momenti lirici a passaggi brillanti, con l’obiettivo dichiarato di coinvolgere e “dare piacere” all’ascoltatore.
Con le Dilmano Dilbero Variations di Alexander Vladigerov il programma si apre al folklore dell’Europa orientale. Il celebre canto popolare bulgaro che dà titolo al brano diventa il punto di partenza per una serie di variazioni in cui elementi tradizionali e armonie jazz si fondono in una scrittura virtuosistica e di forte carattere improvvisativo.
Conclude la serata il Trio per clarinetto, violino e pianoforte di Paul Schoenfield, compositore americano che unisce musica colta, tradizione ebraica e jazz. I movimenti si ispirano a danze e canti chassidici, alternando energia trascinante e momenti di intensa introspezione, in una musica che coniuga intrattenimento e profondità espressiva.
Il concerto riunisce cinque giovani musicisti accomunati da percorsi formativi di alto profilo, tutti legati alla De Sono come borsisti o ex borsisti: al pianoforte David Alecsandru Irimescu, borsista 2025 e interprete dalla forte personalità musicale, vincitore di numerosi concorsi internazionali e apprezzato per la profondità del suono e la maturità espressiva; Federico Allegro, oboista formatosi tra Italia, Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Royal College of Music di Londra, si distingue per una solida esperienza orchestrale e cameristica maturata in contesti internazionali; Matteo Maggini, fagottista che vanta numerose collaborazioni con alcune tra le principali orchestre italiane e diverse esperienze sia in ambito sinfonico sia cameristico, con particolare attenzione al repertorio del Novecento.
Letizia Gullino, giovane violinista elogiata da Salvatore Accardo per il suono caldo e potente e la brillantezza tecnica, è regolarmente ospite di prestigiose stagioni concertistiche in Italia e all’estero e la stagione 2025-26 segna per lei importanti debutti e ritorni in contesti internazionali di primo piano; completa l’ensemble il clarinettista Gabriele Mercandelli, vincitore di premi nazionali e internazionali e protagonista di un’intensa attività orchestrale e cameristica che lo ha portato a esibirsi in importanti teatri e festival europei, oltre a collaborazioni con orchestre italiane e straniere
Ingresso gratuito con prenotazione su Eventbrite.
(nelle foto, dall'alto, David Alecsandru Irimescu, Gabriele Mercandelli, Federico Allegro, Matteo Maggini, Letizia Gullino)













