mercoledì 4 dicembre 2024

Associazione Karl Jenkins - Franz Silvestri il 7 dicembre in un viaggio cembalistico tra Roma, Venezia e Napoli in compagnia di uno strumento a tastiera incordato in budello

 


Sabato 7 dicembre
Ore 18.30
Palazzo Annibaldeschi 
Monte Compatri (Rm)
Franz Silvestri, cembalo-tiorbino

Girolamo Frescobaldi
Cento Partite su Passacagli
Aria “Or che noi rimena”
Canzona dopo l’Epistola
Giovanni Gabrieli
Ricercare dell’VIII° Tono
Fuga del IX° Tono
Ricercare del II° Tono
Bernardo Pasquini
Partite di Follia
Alessandro Scarlatti
Toccata Settima
Partite su Follia (Fondo Noà, Torino)
FRANZ SILVESTRI, clavicembalo tiorbino
Ingresso ad offerta consigliata


Franz Silvestri ha iniziato da bambino lo studio della musica interessandosi all’ organo e al pianoforte. Diventa organista di chiesa a nove anni, si esibisce a 11 anni in Spagna al grande organo della cattedrale di Covadonga e a 12 anni suona a Berna un programma organistico bachiano. Vince il suo primo concorso pianistico internazionale a 13 anni.
Diplomato con corsi di studi di ordinamento previgente in Italia in Pianoforte (Conservatorio di Novara) e Clavicembalo (Conservatorio di Verona), ha studiato pianoforte con Giuliana Marchi (allieva di Montani, Cortot ed Anfossi), cembalo con Colin Tilney e organo e basso continuo con Robert Kohnen.
Suona come pianista, fortepianista, cembalista e organista in auditorium e sale italiane ed estere.
Dal 2021 ha iniziato la collaborazione con le Edizioni Pian & Forte e Da Vinci. Sono già usciti suoi lavori su musica di J. G. Graun e due sue trascrizioni per clavicembalo di opere di J. S. Bach (Ciaccona BWV 1004, Toccata e Fuga BWV 565), Tre volumi di Concerti per cembalo e orchestra di Reichard.
Ha inciso per l’etichetta Brilliant Classic un album di due CD con Suites di Chambonnieres per cembalo solo, accolto dalla critica come registrazione di riferimento accanto a quelle di Gilbert, Sempè e Baumont.
Ha inciso in tre volumi per Urania Records la prima registrazione mondiale delle 6 Suites “Certamen Musicum” delle quali ha curato anche la prima edizione critica mondiale uscita per Pian & Forte e DaVinci Editions.
Esperto di manutenzione, regolazione e accordatura ad orecchio con temperamenti storici di strumenti a tastiera, noleggia i propri strumenti in varie Istituzioni e per cembalisti e organisti di fama (Beatrice Martin, Lorenzo Ghielmi, Jean Rondeau, Fabio Bonizzoni, Antonio Frigè).
Nel 2023 ha portato i propri strumenti presso l’Opera Garnier di Montecarlo e alla Grosses Festspielhaus di Salisburgo, curando anche tutte le accordature dei due cembali italiani, organo positivo e regale adoperati per l’opera “Orfeo” di Monteverdi.
E’ uno dei pochi musicisti in Europa a possedere e suonare in concerto Claviorgani e un Lautenwerck (cembalo del quale ha curato personalmente il restauro e l’incordatura in budello).
Esegue collaudi di nuove costruzioni e restauri di strumenti a tastiera antichi per i cembalari Augusto Bonza e Andrea Di Maio e per l’organaro Walter Chinaglia. E’ stato coordinatore di restauro di diversi organi storici, in collaborazione con l’organaro Gianni Mascioni.
Dal 2021 è “Resident Artist” e consulente tecnico della Collezione Giulini di tastiere storiche di Milano (cembali, spinette, organi) e Briosco (fortepiani e organi).
Ha collaborato in concerti e registrazioni come cembalista, organista e direttore con diversi Ensembles: Berliner Philarmoniker, Ensemble La Fonte Westfalen, Ensemble Festeggio Armonico (del quale è Direttore), Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi Milano, LaBarocca, I Cameristi della Scala, I Virtuosi della Scala, Il Canto di Orfeo, I Solisti di Pavia, Accademia Dell’AnnunciataI Virtuosi Italiani, Silete Venti, Orchestra da Camera Franz Terraneo, La Mole Armonica (Ensemble barocco dell’Orchestra della RAI), Ensemble Intende Voci, Orchestra da camera Milano Classica, I Solisti Aquilani, Orchestra Canova, Mailänder Kantorei, Ensemble Cantemus (Lugano), Ensemble Ghirlanda Musicale, Ensemble Isabella Leonarda, Ensemble Baschenis, Zero Emission Baroque Orchestra, Ensemble d’ archi di Milano, Orchestra “C. Coccia” di Novara, Orchestra Città di Magenta, The Italian Consort, Ensemble Legrenzi, Convivia Musica, Harmonia Chordis, Il Ninfeo Urbano.
Ha suonato assieme a molti tra i maggiori protagonisti della Musica Antica in Italia e all’Estero, tra i quali: Stefano Montanari, Gianluca Capuano, Vittorio Ghielmi, Marco Testori, Enrico Dindo, Daniele Giorgi, Davide Pozzi, Riccardo Doni, Gabriele Cassone, Pablo Valetti, Lorenzo Coppola, Maurice Steger, Alessandro Tampieri, Davide Monti, Marco Brolli, Michael Schmidt-Casdorff, Ingo Nelken, Daniel Lanthier, Lorenzo Coppola, Katrin Lazar, Bart Aerbeydt, Marco Scorticati, Ruben Jais, Sonia Prina, Karina Gauvin e altri.
Ha in repertorio l’ opera omnia di J. S. Bach per cembalo, della quale ha iniziato l’esecuzione in pubblico nel 2015, e l’ opera omnia di Mozart per pianoforte e pianoforte e orchestra (ha eseguito in pubblico i Concerti K488 e K467 con proprie cadenze).
Nel 2011 ha tenuto a Dublino una Masterclass Internazionale sul repertorio italiano per tastiere antiche.
Collabora da due anni accademici con il Conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria come Accompagnatore al clavicembalo in seguito a vincita di procedura pubblica per titoli. E’ stato assistente di Fabio Biondi per la Masterclass tenuta presso il Conservatorio di Alessandria nel 2024.
E’ stato insegnante di ruolo per lo Stato Italiano (Scuola Primaria) a seguito di vincita del Concorso Ordinario 1999/2000 e tiene lezioni e conferenze sulla Storia della Musica, anche per gli Amici della Scala ed altre Associazioni.

Modena. L’Orchestra sul palcoscenico con il violoncellista Ettore Pagano diretta da Giuseppe Mengoli

 

Prosegue sabato 7 dicembre 2024 alle 20.30 la stagione di Concerti al Pavarotti-Freni con la Filarmonica del Teatro Comunale di Modena e il violoncellista Ettore Pagano diretti da Giuseppe Mengoli. In programma, tre celebri capolavori per violoncello e orchestra di Pëtr Il’ič Čajkovskij, ovvero il Pezzo capriccioso in si minore op.62, il Notturno in re minore op.19 e le Variazioni su un tema rococò seguite dalla Sinfonia ‘Scozzese’ di Felix Mendelssohn Bartholdy.
Vincitore del primo premio al Concorso ‘Gustav Mahler’ 2023, Giuseppe Mengoli ha debuttato nel 2018 come direttore d'orchestra con la Gustav Mahler Jugend Orchester. Durante questo periodo, è stato anche primo violino della Gustav Mahler Jugendorchester, della Filarmonica Toscanini, e violinista fra le fila della Konzerthaus Orchester e la Rundfunk Sinfonieorchester di Berlino. Compositore e arrangiatore, oltre che violinista e direttore d’orchestra, la scorsa stagione ha anche debuttato alla guida dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino e con l'Opéra di Marsiglia mentre sono previsti debutti con la Philzuid in Olanda, i Bochumer Symphoniker, l’Orchestra della Svizzera Italiana, l’Orchestre Philharmonique de Luxembourg, la Filarmonica di Dresda, i Bremer Philharmoniker, l’Orchestra da Camera di Vienna e alla Filarmonica di Rotterdam.
Nato a Roma nel 2003, Ettore Pagano ha vinto il primo premio assoluto in oltre quaranta concorsi nazionali e internazionali. In particolare, nel 2017 ha ottenuto dalla New York International Artist Association una borsa di studio e un concerto premio alla prestigiosa Carnegie Hall; nel 2019 ha vinto il Primo premio al Concorso "Giovani musicisti” promosso dalla Filarmonica della Scala e nel corso del 2020 ha conseguito il Primo premio al Concorso “J. Brahms” di Portschach. 
È stato già invitato a suonare in recital su importanti ribalte internazionali e come solista con orchestra in Francia, Germania, Svizzera, Austria, Ungheria, Croazia, Albania, Lituania, Finlandia, Armenia, Kuwait, Oman e Stati Uniti.
È stato già invitato a suonare in recital su importanti ribalte internazionali e come solista con orchestra in Francia, Germania, Svizzera, Austria, Ungheria, Croazia, Albania, Lituania, Finlandia, Armenia, Kuwait, Oman e Stati Uniti.an e Stati Uniti.

Concerto di Natale, Cattedrale di Pisa 13 dicembre

 

CONCERTO DI NATALE
Cattedrale di Pisa
Venerdì 13 dicembre 2024, ore 21
XIX edizione 
 
Gianluca Pasolini tenore
Mirco Palazzi baritono
 
Cappella Musicale della Cattedrale di Pisa
Orchestra da Camera di Mantova
Coro di voci bianche dell’Istituto Arcivescovile Santa Caterina di Pisa
Riccardo Donati direttore
 
Giacomo Puccini (1858 - 1924)
Messa a quattro voci (Messa di Gloria), SC 6
per tenore, baritono, coro e orchestra

Canti tradizionali natalizi
 

Venerdì 13 dicembre alle ore 21:00, XIX edizione del Concerto di Natale nella Cattedrale di Pisa, organizzato dall’Opera della Primaziale Pisana con il contributo della Fondazione Pisa. Nel centenario della morte di Giacomo Puccini, in programma la Messa a quattro voci per tenore, baritono, coro e orchestra nota anche come la Messa di Gloria, affidata alla Cappella Musicale della Cattedrale di Pisa e l’Orchestra da Camera di Mantova, con la direzione di Riccardo Donati. In programma anche canti tradizionali natalizi, affidati ai bambini del Coro di voci bianche dell’Istituto Arcivescovile Santa Caterina di Pisa.
 
Quando Puccini compone la Messa ha poco più di vent’anni e frequenta con grande profitto l’Istituto Musicale “Pacini” di Lucca. La scrive proprio in vista del saggio di diploma, incorporando il Credo composto precedentemente, un pezzo di intensa drammaticità eseguito nel 1878 in occasione della festa del patrono di Lucca, San Paolino. Al di fuori della produzione operistica, cui Puccini dedicherà in toto la sua attività di compositore, la Messa a quattro voci rimane la migliore e ultima sua prova nel genere della musica sacra. Strutturata come una messa solenne (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Agnus Dei), con parti corali e sezioni solistiche, rivela in più momenti il suo talento di operista e trova nel Gloria la sua parte più estesa e di maggiore interesse per l’estrema varietà di trattamento della materia sinfonica e vocale. 
Riccardo Donati, nato a Pisa nel 1965, studia pianoforte e composizione e nel 1989 si diploma sotto la guida di Elisa Luzi in organo e composizione organistica con il massimo dei voti presso il Conservatorio Cherubini di Firenze. A 13 anni è chiamato alla Cattedrale di Pisa come secondo organista e nel 1980 diviene primo organista. Prosegue con i corsi di perfezionamento in direzione corale e in organo. Dal 1992 è il Maestro di Cappella della Cattedrale di Pisa e ogni domenica dirige durante le funzioni liturgiche. Esegue concerti sia come organista solista sia come accompagnatore di gruppi da camera al cembalo. Con la Cappella musicale ha eseguito concerti in Inghilterra, Francia e Germania. All'organo Mascioni della Cattedrale di Pisa, ha inciso un cd con le musiche di César Franck e alcune tra le più note pastorali per organo.
 
La Cappella Musicale della Cattedrale di Pisa è stata fondata ufficialmente nel 1556, ma risulta che già nel XII secolo un gruppo di Canonici cantores sotto la guida del Magister scholarum, rendeva solenni le celebrazioni in Duomo con il Canto Gregoriano. Nel 1992 una schola cantorum femminile fu affiancata all'assetto tradizionale con sole voci virili e nel 2004 il coro è stato riorganizzato in organico misto. Il suo repertorio sacro e liturgico spazia dal gregoriano al contemporaneo, con particolare attenzione alla polifonia rinascimentale e moderna. 


L’Orchestra da Camera di Mantova nasce nel 1981 e subito si impone all’attenzione generale per brillantezza tecnica, assidua ricerca della qualità sonora e sensibilità ai problemi stilistici. Nel 1997 le viene assegnato il Premio Abbiati quale miglior complesso da camera. La sede dell’orchestra è il Teatro Bibiena di Mantova, autentico gioiello di architettura e acustica. Si esibisce nei principali teatri e sale da concerto di Europa, Stati Uniti, Centro e Sud America, Asia.
Il Coro di voci bianche dell’Istituto Arcivescovile Santa Caterina, è un coro di formazione scolastica, costituito nel 2018 sotto la guida del Maestro Alessandra Cavallini. Ha ereditato la tradizione della musica e un consolidato impegno nel riconoscimento del valore dell’educazione musicale per gli alunni, ritenendo che l’attività di inclusione e di valorizzazione influisca positivamente nel percorso formativo e di crescita di ciascuno.
Il pubblico avrà la possibilità di sostenere, attraverso libere offerte, un progetto di solidarietà e assistenza sul territorio, promosso dall’Arcidiocesi di Pisa-Caritas Diocesana: la Mensa dei poveri, la prima risposta alla domanda “aiutami a sopravvivere”. Un servizio totalmente a carico della comunità ecclesiale che ci permette di farci prossimi alla vita resa ultima rispondendo all'invito di Gesù “date loro VOI STESSI da mangiare”. Sono stati più di 50mila i pasti nel 2023 e 635 le persone diverse che ne hanno usufruito. Sono i numeri di una povertà radicale, segno concreto dell’esistenza nel nostro territorio di persone che non hanno neppure l'essenziale per sopravvivere. La mensa del Cottolengo è sempre aperta, raggiungendo il picco di 126 presenze giornaliere e da due anni ha ripreso il proprio servizio anche la mensa serale della parrocchia di Santo Stefano. 

Ingresso gratuito con biglietto. La prenotazione può essere effettuata solo ed esclusivamente online a partire dal 10 dicembre alle ore 14. L’accesso alla biglietteria online prevede una registrazione e con lo stesso nominativo possono essere prenotati fino a un massimo di due ingressi. I biglietti rimasti e non ritirati saranno messi in distribuzione solo presso la biglietteria a partire dalle ore 18.



IUC: 7 DIC il debutto a Roma di Shekue Isata Kanneh-Mason

 
Istituzione Universitaria dei Concerti
I CONCERTI DELL’AULA MAGNA
80a Stagione 2024 | 2025
Sabato 7 dicembre ore 17.30
Sheku Kanneh-Mason violoncello 
Isata Kanneh-Mason pianoforte 
Il mio debutto a Roma


Felix Mendelssohn 
Sonata n. 1 in si bemolle maggiore op. 45 
Gabriel Fauré 
Sonata n. 1 in re minore op. 109 
Natalie Klouda 
Tor Mordôn (2024) prima esecuzione italiana 
Nuova commissione da parte dei Sigg. William Jakob III, American Patrons della Philharmonia Orchestra di Londra 
Francis Poulenc 
Sonata FP 143

Debutto a Roma sabato 7 dicembre alle 17.30 in Aula Magna per i fratelli inglesi Sheku e Isata Kanneh-Mason, scintillante duo violoncello e pianoforte. Pur giovanissimo, Sheku ha già ricevuto il titolo di Membro dell’Ordine dell’Impero Britannico e il suo nome ha fatto il giro del mondo  dopo essersi esibito al matrimonio del Duca e della Duchessa del Sussex presso il Castello di Windsor, seguito da circa due miliardi di persone. Il concerto, oltre a pagine di Mendelssohn, Fauré e Poulenc, offre la prima esecuzione italiana del brano Tor Mordôn di Natalie Klouda, una nuova commissione da parte dei Sigg. William Jakob III, American Patrons della Philharmonia Orchestra di Londra e dedicato al nonno dei due musicisti, Arnold Mason.
Quest'opera ha due movimenti contrastanti - ci racconta la compositrice Natalie Klouda - e il suo titolo rende omaggio all'eredità antiguana e gallese di Isata e Sheku. Nel prepararmi a scrivere quest'opera ho esplorato il folklore, i miti e le leggende di Eryri/Snowdonia (Il Mabinogion), nonché il folklore antiguano e caraibico. Mi hanno colpito le potenti tradizioni di narrazione orale di entrambi i luoghi e il modo in cui l'esperienza umana è stata tramandata, rafforzando profondamente il legame delle persone con i paesaggi e con i popoli di un tempo. Tor Mordôn significa letteralmente “Monte marino della luce”. Il nome deriva dalle lingue brythoniche e collega sia Eryri che Antigua. Il nome combina tre elementi, il senso di illuminazione e ispirazione che si può provare in presenza delle vette più alte e infine il mare/oceano che collega i continenti e che è il luogo di nascita di quelle stesse vette che si ergono da esso. 


Sheku Kanneh-Mason è ormai musicista richiestissimo da tutte le principali orchestre e sale da concerto del mondo. Che si tratti di un concerto in una scuola, in un club underground o in una delle più rinomate sale da concerto, la sua missione è quella di rendere la musica accessibile a tutti. Il suo è diventato un nome familiare nel 2018, dopo aver suonato in occasione del matrimonio del Duca e della Duchessa del Sussex presso il Castello di Windsor, esecuzione accolta con generale entusiasmo e seguita da circa due miliardi di persone in tutto il mondo. In precedenza, Sheku Kanneh-Mason si era fatto notare per la vittoria del Concorso BBC Young Musician nel 2016 e per il successivo legame discografico di esclusiva con l’etichetta Decca Classics. La sua ultima registrazione, Song, ne evidenzia l’ispirata musicalità grazie a un ampio ventaglio di arrangiamenti e collaborazioni. Elgar, pubblicazione del 2020, ha raggiunto la posizione numero 8 della classifica generale UK Official Album Chart, facendo di Sheku Kanneh-Mason il primo violoncellista della storia ad entrare nella Top 10 per il Regno Unito. Le raccolte di spartiti del repertorio che interpreta, oltre ad arrangiamenti e composizioni da lui stesso realizzati, vengono pubblicate dall’editore Faber Music.
I momenti salienti della stagione 2023/24 includono Last Night of the Proms con la BBC Symphony Orchestra e Marin Alsop, esibizioni con la Los Angeles Philharmonic, l'Orchestre de Paris, l'Orquesta Nacional de España, la National Symphony Orchestra of Ireland, la Filarmonica di Oslo, la Chicago Symphony, la Royal Liverpool Philharmonic, la Royal Philharmonic in tournée in Germania, la Cincinnati Symphony, la New York Philharmonic, la Detroit Symphony e la San Francisco Symphony. 


Con sua sorella Isata, si esibisce in recital in Giappone, Singapore e Corea del Sud, oltre che in tour in Europa. Sheku Kanneh-Mason si esibirà anche in una serie di recital in duo con il chitarrista Plínio Fernandes e continuerà il suo tour di recital solistici negli Stati Uniti e in Canada. Ritornerà ad Antigua, dove ha legami familiari, come ambasciatore dell'Orchestra Sinfonica Giovanile di Antigua e Barbuda.
Sin dal debutto nel 2017, Sheku Kanneh-Mason si esibisce ogni estate ai BBC Proms, inclusa l’edizione del 2020 quando è stato protagonista insieme a sua sorella Isata di un recital mozzafiato davanti a un auditorium vuoto a causa della pandemia di Covid-19. Sheku Kanneh-Mason è stato selezionato per il prestigioso ruolo di solista ospite della BBC Symphony Orchestra nella serata conclusiva dei Proms 2022.
Diplomatosi alla Royal Academy of Music di Londra, dove ha studiato con Hannah Roberts, nel maggio del 2022 Sheku Kanneh-Mason è stato il primo a ricevere la nomina di ‘Menuhin Visiting Professor’ del programma di ‘Performance Mentoring’. È ambasciatore della Juvenile Diabetes Research Foundation, di Future Talent e Music Masters. Nel 2020 Sheku Kanneh-Mason è stato insignito del titolo di Membro dell’Ordine dell’Impero Britannico (MBE). Si esibisce su un violoncello Matteo Goffriller del 1700, grazie a una gentile concessione a tempo indeterminato.

Media Partner
Per la stagione 2024-2025 la IUC ha rinnovato l’accordo di media partnership con Radio Vaticana, che si ringrazia. 
Le attività della IUC sono realizzate con il contributo del Ministero della Cultura

Gabriele Ferro inaugura i concerti del Teatro Massimo: con l'Orchestra del Teatro, musiche di Webern e Beethoven e la prima esecuzione di una propria composizione

 

L’appuntamento al Teatro Massimo per l’inaugurazione della stagione dei concerti, è giovedì 5 dicembre alle 20.30 con il Maestro Gabriele Ferro e con l’Orchestra del Teatro, di cui è direttore musicale onorario. La prima parte del concerto è dedicata alla musica del Novecento con una sintesi veloce sulla musica colta degli ultimi 150 anni e la grande “invenzione” della dodecafonia. Il programma prende le mosse dall’esecuzione della Fuga (ricercata) a sei voci dall’Offerta Musicale di J. S. Bach, nella trascrizione per orchestra di Anton Webern, e prosegue con la Sinfonia op. 21 sempre di Webern. Chiude la prima parte, l’esecuzione in prima assoluta di Sintropia 2, una composizione di Gabriele Ferro dalla raccolta Il Lai dell’Universo, una ricerca musicale dell’ordine che si trova nel mondo e che il compositore è in grado di scoprire e trasmettere all’ascoltatore. Sintropia è infatti il fenomeno opposto all’entropia, la tendenza, tipica dei sistemi biologici, di cercare il massimo ordine e la massima differenziazione: all’opposto l’entropia è un fenomeno fisico di tendenza all’uniformità e al disordine. 
Ad assistere Ferro nella preparazione del concerto, il maestro Elia Andrea Corazza (nella foto), allievo e assistente prediletto dei corsi dell’Accademia di Fiesole. “A proposito del mio lavoro – dice Gabriele Ferro - negli anni Sessanta-Settanta si è raggiunto, a mio avviso, il limite possibile della musica colta. Il processo armonico durato secoli, si è esaurito (ma anche tra l’altro il rapporto con gli ascoltatori) ... Questo suono unico non segue più la poetica, l’estetica e gli “schemi” della musica colta occidentale, pur derivando da essa. Questa “vibrazione-suono” è l’equivalente sonoro di un plasma, magma in movimento. È il “concetto sonoro” dello spazio tempo che si deforma in alcuni punti, creando un cambiamento uditivo. Un suono unico, un silenzio al cui interno accadono eventi.”
Chiude il concerto l’esecuzione della Sinfonia n.1 in Do maggiore op. 21 di Ludwig van Beethoven, composta tra il 1799 e gli inizi del 1800 e considerata un magnifico ponte tra la produzione di Haydn e Mozart da una parte e i successivi lavori del compositore di Bonn dall’altra. Oltre che un esempio di arditezza e originalità per l’epoca. Con questa prima sinfonia (non a caso anche la Sinfonia di Webern ha 21 come numero di opus) Beethoven apre una nuova strada che influenzerà tutti i compositori dopo di lui: ad esempio, il minuetto, pur conservandone il nome, viene sostituito da uno scherzo, non più una forma di danza ma di musica astratta, dal carattere più incisivo.


Gabriele Ferro, diplomato in pianoforte e composizione presso il Conservatorio di Santa Cecilia ha vinto nel 1970 il concorso RAI per giovani direttori d’orchestra. Ha diretto le orchestre RAI, di Santa Cecilia, della Scala di Milano, i Wiener Symphoniker, l’Orchestre de la Suisse Romande, l’Orchestre de Radio France, la BBC Symphony Orchestra, la Gewandhaus di Lipsia, l’Orchestre National de France. È stato direttore stabile dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, direttore principale dell’Orchestra Rai di Roma, Generalmusikdirektor dello Stuttgart Staatstheater, direttore musicale del San Carlo di Napoli e direttore principale (2001-2006) e dal 2014 al 2019 direttore musicale del Teatro Massimo di Palermo, del quale ora è direttore onorario a vita. Ha diretto in prima mondiale opere di Berio, Clementi, Maderna, Stockhausen, Ligeti, Nono. E ha collaborato con i più importanti teatri e festival (Fenice di Venezia, Scala di Milano, Opera di Roma, Comunale di Firenze, Bastille e Châtelet di Parigi, Muziektheater di Amsterdam, Grand Théâtre di Ginevra, Bayerische Staatsoper, Chicago Opera, San Francisco Opera, Los Angeles Opera, Opera di Tel Aviv, Deutsche Oper di Berlino, Teatro Real di Madrid, Covent Garden ROH di Londra, Wiener Festwochen, Rossini Opera Festival, Maggio Musicale Fiorentino e Biennale di Venezia). Per Elektra a Napoli ha ricevuto il premio Abbiati.

Venerdì 6 e sabato 7 dicembre 2024 la Stagione Sinfonica 2024-2025 del Teatro La Fenice sarà inaugurata da Hervé Niquet con il Coro e l'Orchestra della Fenice e i solisti dell’Opéra Royal de Versailles

 

Prende il via la Stagione Sinfonica 2024-2025 della Fondazione Teatro La Fenice. Ad aprire il sipario sull’atteso cartellone dei concerti, nei due appuntamenti in programma al Teatro La Fenice venerdì 6 dicembre 2024 ore 20.00 (turno S) e sabato 7 dicembre ore 17.00 (turno U), sarà la prestigiosa bacchetta di Hervé Niquet, che alla testa di Orchestra e Coro del Teatro La Fenice dirigerà un programma dedicato alla musica francese, con il celebre Te Deum di Charpentier, insieme a brani di Dauvergne e Méhul. A impreziosire questo speciale evento, sarà la presenza di alcuni cantanti d’eccezione, solisti dell’Opéra Royal de Versailles: il soprano Sarah Charles, il mezzosoprano Flore Royer, i tenori Léo Guillou Keredan e Attila Varga-Tóth e il baritono Halidou Nombre. Maestro del Coro Alfonso Caiani. La prima di venerdì 6 dicembre ore 20.00 sarà trasmessa in diretta su Rai Radio3.
 
Guarda alla Francia, dunque, il programma che inaugura la Stagione Sinfonica 2024-2025 della Fenice. Tra l'altro ospitando sul podio Hervé Niquet, direttore tra i più esperti nel repertorio francese tra Seicento e Settecento, nonché clavicembalista e fondatore alla fine degli anni Ottanta di uno degli ensemble che hanno valorizzato scrittura e autori dimenticati. Tre gli autori prescelti per questo concerto veneziano, Antoine Dauvergne che riscrive il mitico Persée di Lully; Ètienne-Nicolas Méhul di cui si propone la Prima Sinfonia; per concludere con Marc-Antoine Charpentier, di cui tutti riconosceranno i primi minuti del Te Deum, uno dei brani più famosi dell'intero repertorio.
               
Antoine Dauvergne (1713-1797) si affermò come violinista di particolare talento, subito nominato tra le fila della Chambre du roi, poi batteur de mesure ossia direttore d'orchestra della Académie royale. Prende quindi il titolo di compositore e maestro di musica dell’orchestra reale, la Chambre du roi, e nel frattempo scrive mottetti per il Concert spirituel e opere per il teatro. Lo stampo nazionale delle sue numerose tragédies lyriques si modella sull'esempio di Jean-Baptiste Lully, il compositore fiorentino che era stato inviato adolescente a corte, e che dal Palazzo delle Tuileries era diventato il nome di rifermento per la danza e l'opera alla corte del re Sole. Non a caso, nel 1770, per le nozze del futuro Luigi XVI con Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena, quando si inaugurò il teatro appositamente costruito nella reggia di Versailles, venne scelta un’opera di quasi cent'anni prima, il Persée, una delle più famose del celebrato Lully. Per rinfrescarla e revisionarla vennero interpellati i tre compositori più in vista del tempo: Dauvergne, François Rebel e Bernard de Bury. A ciascuno toccò una parte: Dauvergne riscrisse l’ouverture, ritoccò l'atto primo, il quarto e le danze. L’esecuzione fu sontuosa e il successo eclatante. Benvenuta dunque la riscoperta, dove l’ouverture, nella tonalità solenne e assoluta di do maggiore, prelude alle altrettanto pompose danze a chiusura del quarto atto.
               
Ètienne-Nicolas Méhul (1763-1817) è considerato il padre della Sinfonia in terra di Francia. Molto apprezzato da colleghi compositori del calibro di Mendelssohn, Schumann e Wagner, oggi, al di fuori della cerchia degli specialisti, Méhul è un autore pressoché dimenticato, nonostante scrisse almeno oltre trenta opere, balletti e pagine vocali spesso dal forte carattere rivoluzionario. Compose diverse Sinfonie, divenute punto di riferimento per i romantici francesi, che vi affondarono le radici in cerca di una propria, autentica tradizione. La Prima Sinfonia in sol minore – composta tra il 1808 e il 1809 –, seppur denunci chiaramente esplicite parentele con gli autori del classicismo viennese Haydn-Mozart-Beethoven, anche attraverso evidenti rimandi, si caratterizza infatti per alcuni tratti musicali di scuola squisitamente francese.
               
Se Dauvergne lavora nello stampo di Lully, se Méhul guarda ai viennesi, l'impronta che porterà sempre con sé Marc-Antoine Charpentier, in particolare nel sacro, sarà quella della scuola di Giacomo Carissimi, il maestro della controriforma, titolare dell’insegnamento al Collegio germanico. Tra i suoi brani più famosi, il Te Deum H. 146 registra acora oggi un’imperitura fortuna grazie a quel Prélude iniziale, scelto come sigla di tutti i programmi radio e tv trasmessi in Eurovisione. Ai tempi della prima esecuzione, nel 1692, l'intero brano per soli, coro e orchestra doveva celebrare la incredibile vittoria della Francia nella battaglia di Steenkerque, durante la guerra dei nove anni, contro un esercito congiunto inglese-scozzese-olandese-tedesco.
 
 

Clavicembalista, organista, pianista, cantante, compositore, direttore di coro e direttore d'orchestra, Hervé Niquet è una delle personalità musicali più creative degli ultimi anni ed è considerato in particolare un eminente specialista del repertorio francese, dal barocco a Claude Debussy. Ha fondato Le Concert Spirituel nel 1987 con l'obiettivo di far rivivere il grande mottetto francese. In trentasette anni, l'ensemble si è affermato come un riferimento essenziale nell'interpretazione del repertorio barocco, riscoprendo opere conosciute e poco conosciute di compositori francesi, inglesi e italiani di quest'epoca. Con questo spirito, e basandosi sul principio che esiste una sola musica francese senza soluzione di continuità attraverso i secoli, dirige le maggiori orchestre internazionali con le quali esplora il repertorio del xix e dell'inizio del xx secolo, come l'Orchestra Sinfonica di Montreal, l'Orchestra di Kanazawa (Giappone), la Sinfonia Varsovia, la Münchner Rundfunkorchester, la Royal Philharmonic Orchestra di Liegi, l'Orchestre National du Capitole e il Coro dell'Opéra national du Capitole, l'Orchestra dell'Opéra Royal di Versailles e molti altri.Il suo spirito pioneristico nella riscoperta delle opere di questo periodo lo porta a partecipare nel 2009 alla realizzazione del Palazzetto Bru Zane – Centro per la Musica Romantica Francese a Venezia, con il quale realizza numerosi progetti. Sulla scena operistica, lavora con registi di estetiche diverse come Mariame Clément, Georges Lavaudant, Corinne e Gilles Benizio (alias Shirley e Dino), Vincent Tavernier, ecc. Direttore musicale del Coro della Radio Fiamminga e primo direttore ospite della Filarmonica di Bruxelles dal 2011 al 2019, è stato fortemente coinvolto nella raccolta discografica delle cantate del Prix de Rome sotto l'egida del Palazzetto Bru Zane e in opere inedite. Nel settembre 2022 è stato nominato direttore artistico del Festival di Saintes per due stagioni.Il suo lavoro prevede anche un forte impegno personale in attività didattiche con giovani musicisti (Académie d'Ambronay, Jeune Orchester de l'Abbaye aux Dames o con il dipartimento di musica antica del cnsmd di Parigi) o attraverso numerose masterclass e conferenze. Per lui è fondamentale trasmettere il frutto del suo lavoro sull'interpretazione, sulle convenzioni dell'epoca e sulle ultime scoperte musicologiche, ma anche sulle realtà e le esigenze della professione del musicista. È Commandeur des Arts et des Lettres e Chevalier de l'Ordre National du Mérite. Ha registrato più di centosettanta dischi da Striggio a Renaldo Hahn, da Lully a Poulenc, da Mozart a Brahms. Sono oltre duecentodieci i riconoscimenti, le nomination e i premi più prestigiosi a lui assegnati in quarant'anni di attività.

In occasione del concerto inaugurale, si rinnoverà il consueto appuntamento con le conferenze di approfondimento della Stagione Sinfonica: il concerto di venerdì 6 dicembre 2024 sarà infatti preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.         I biglietti per il concerto (da € 15,00 a € 130,00) sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice e nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.
 


martedì 3 dicembre 2024

Maggio Fiorentino: 5 dicembre 2024 alle ore 20, l'Orchestra Giovanile Italiana al Maggio con la Quinta di Bruckner. Sul podio il maestro Thomas Dausgaard

 

ANTON BRUCKNER
Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore
Adagio. Allegro/Adagio. Sehr langsam (molto lento) /
Scherzo. Molto vivace/ Finale: Adagio. Allegro moderato
 
Direttore
Thomas Dausgaard
Orchestra Giovanile Italiana 

A pochi mesi di distanza dal concerto dello scorso 10 giugno diretto da Alexander Lonquich, l’Orchestra Giovanile Italiana torna sulle scene del Maggio per un nuovo appuntamento sinfonico. Sul podio della Sala Zubin Mehta il maestro , al suo debutto al Teatro del Maggio Fiorentino. In cartellone una delle più celebri composizioni di Anton Bruckner – di cui quest’anno si celebra il bicentenario dalla nascita – ossia la Sinfonia n.5 in si bemolle maggiore.
 
Dopo aver completato gli studi di direzione d'orchestra con Arne Hammelboe alla Royal Danish Academy of Music, Thomas Dausgaard ha frequentato la classe di direzione d'orchestra di Norman Del Mar al Royal College of Music di Londra. Dopo le masterclass con Franco Ferrara e Leonard Bernstein, è stato nominato direttore assistente con Seiji Ozawa alla Boston Symphony Orchestra, che ha lanciato la sua carriera internazionale. Come direttore ospite ha collaborato con molte delle principali orchestre del mondo, tra cui la Gewandhausorchester Leipzig, la Vienna Symphony e la Bavarian Radio Symphony, la Konzerthausorchester Berlin, la Royal Philharmonic Orchestra, la London Symphony Orchestra, la Chamber Orchestra of Europe e la Bergen Philharmonic con la quale ha inciso tutte le sinfonie di Bruckner stesso.
 
L’Orchestra Giovanile Italiana – che nel 2024 festeggia i quarant’anni di attività – nasce per volontà di Piero Farulli alla Scuola di Musica di Fiesole ed è stata tenuta a battesimo da Riccardo Muti, oltre ad essere stata invitata in alcuni fra i più prestigiosi luoghi della musica internazionale e diretta tra gli altri da Claudio Abbado, Zubin Mehta, Carlo Maria Giulini, Giuseppe Sinopoli, Piero Bellugi, Luciano Berio, Daniele Gatti e Jeffrey Tate.Tra i successi più recenti il concerto allo Young Euroclassic Festival alla Konzerthaus di Berlino e la tournée insieme a Martha Argerich nell’ambito del "Peace Orchestra Project", conclusa alla Cité de la Musique di Parigi nel settembre 2023. Nel 2004 l’Orchestra è stata insignita del prestigioso "Premio Abbiati" dell’Associazione Nazionale Critici Musicali e nel 2008 le è stato conferito il “Praemium Imperiale - Grant for Young Artists” dalla Japan Art Association.
 
Composta tra il 1875 e il 1876 e ritoccata, come consuetudine dell’autore, nei due anni seguenti, la Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore si pone al centro della produzione sinfonica di Anton Bruckner. Da poco più di un decennio il mite musicista austriaco aveva lasciato il silenzio delle abbazie di provincia, dove si era fatto le ossa come organista, per tentare la via del sinfonismo nella capitale. Ma sono anni difficili per Bruckner: l’ambiente musicale viennese gli è ostile e molti dei suoi lavori non vengono eseguiti. Sembra che niente basti a renderlo gradito al pubblico e alla critica - che mai ne comprenderà a fondo la grandezza finché sarà in vita - nonostante fuori patria sia osannato come il più grande organista del suo tempo e abbia anche ottenuto la prestigiosa cattedra di armonia e contrappunto al Conservatorio di Vienna. Ma Bruckner non si perde d’animo e continua a vergare fiumi di note per le sue imponenti architetture sinfoniche. La Sinfonia n. 5 era da lui stesso considerata il proprio capolavoro nell’arte del contrappunto e ascoltandola se ne ha assoluta conferma. Strutturata in quattro movimenti, preceduti da un Adagio introduttivo, la sinfonia è costruita su una fitta trama polifonica che trova la sua massima espressione nei movimenti estremi. Il Finale, soprattutto, è la celebrazione massima della complessa arte di combinare più melodie contemporaneamente. Qui Bruckner non risparmia su nulla: un’introduzione retrospettiva dei temi principali dei movimenti precedenti - su modello della Nona di Beethoven - tre temi elaborati in contrappunto e una doppia fuga sul terzo tema che sfocia in una conclusione magniloquente a piena orchestra.
 

All'Opera Carlo Felice di scena 'Il cappello di paglia di Firenze' di Nino Rota il 13, 15 e 17 dicembre

 

La Stagione Lirica 24-25 dell’Opera Carlo Felice prosegue con il terzo titolo in cartellone: Il cappello di paglia di Firenze – farsa musicale in quattro atti di Nino Rota su libretto proprio e di Ernesta Rinaldi dalla commedia Un chapeau de paille d’Italie di Eugène Labiche e Marc Michel – sarà in scena venerdì 13 dicembre alle ore 20.00. Repliche domenica 15 dicembre alle ore 15.00 e martedì 17 dicembre alle ore 20.00.
La direzione è affidata a Giampaolo Bisanti, con la regia di Damiano Michieletto, le scene di Paolo Fantin, i costumi di Silvia Aymonino e le luci di Luciano Novelli. La nuova versione dell’allestimento del 2007 della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova è realizzata in collaborazione con l’Opéra Royal de Wallonie-Liège. Orchestra, coro e tecnici dell’Opera Carlo Felice. Maestro del coro Claudio Marino Moretti.
Il cast si compone di: Marco Ciaponi (Fadinard), Nicola Ulivieri (Nonancourt), Paolo Bordogna (Beaupertuis/Emilio), Didier Pieri (Lo zio Vezinet), Gianluca Moro (Felice), Blagoj Nacoski (Achille di Rosalba/Una guardia), Franco Rios Castro (Un caporale delle guardie), Benedetta Torre (Elena), Giulia Bolcato (Anaide), Marika Colasanto (La modista), Sonia Ganassi (La Baronessa di Champigny), Federico Mazzucco (Minardi).
 
Il cappello di paglia di Firenze è una delle più celebri opere di Nino Rota. Composta nel 1945 su libretto proprio e della madre Ernesta Rinaldi (nella foto a sinistra Nino Rota e la madre Ernesta Rinaldi, ca. 1946, dal libro "In Seicento o a spasso con Nino Rota" di Tino Sorino), l’opera venne rappresentata per la prima volta il 21 aprile del 1955 al Teatro Massimo di Palermo. Con un’ottima accoglienza da parte del pubblico, Il cappello venne presto ripreso in altri teatri italiani da registi affermati come Giorgio Strehler alla Piccola Scala e all’estero. Il libretto è tratto dalla farsa Un chapeau de paille d’Italie di Eugène Labiche e Marc-Michel, del 1851, e si articola in quattro atti. Splendido esempio di esilarante commedia alla francese, la vicenda vede protagonista il giovane Fadinard, che il giorno delle proprie nozze si trova a dover rincorrere per tutta la città un cappello di paglia, imbattendosi in vari personaggi fra travestimenti, gelosie e inganni. Rota sfrutta la drammaturgia di stampo ottocentesco del soggetto per creare una ricchissima rievocazione anche parodica della storia dell’opera, con un brillante ritmo narrativo e musicale nel quale emerge la consistente esperienza cinematografica del compositore.
«Il cappello di paglia di Firenze è un vero e proprio inno alla vita – dice Giampaolo Bisanti – un invito a sorridere e a lasciarsi trasportare dalla leggerezza della comicità. La partitura di Rota è un autentico capolavoro, una piccola gemma musicale novecentesca! Un turbine di note che si intrecciano e si rincorrono, creando un tappeto musicale su cui si muovono i personaggi della commedia. La musica, che in alcuni momenti sembra quasi “danzare”, è capace di evocare una miriade di emozioni, dal divertimento più sfrenato alla malinconia più sottile, passando per momenti di grande lirismo che disegnano suggestioni molto evocative».


Commenta Damiano Michieletto: «Ho accolto insieme allo scenografo Paolo Fantin la sfida che Il cappello di paglia di Firenze propone, quella di inventare una cifra che faccia convivere sia piccoli dettagli sia i grandi momenti di massa, creati dalla presenza del Coro, mantenendo un tono di leggerezza e fluidità costante nello scorrere dell’opera. C’è un oggetto che più di tutti, a mio avviso, rappresenta lo spirito del vaudeville ottocentesco: la porta. La porta come apertura e chiusura, nascondiglio o fuga di personaggi agitati, nervosi, spiazzati dall’imprevedibile. Le porte sono diventate quindi la sintesi del nostro spazio: un’astrazione mobile e continuamente rinnovata dal movimento della scena che si evolve senza pausa assecondando l’andamento circolare della vicenda».