Il “Don Pasquale” di Gaetano Donizetti, uno dei capolavori del teatro musicale buffo e secondo titolo della 59ª Stagione Lirica di Tradizione, va in scena al Teatro Pergolesi di Jesi preceduto da un’anteprima speciale: quella riservata ai giovani, nell’ambito di “Musicadentro”, il progetto di educazione al melodramma organizzato dalla Fondazione Pergolesi Spontini e curato da Cristiano Veroli, musicologo della FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana, con il contributo di TreValli Cooperlat, educational partner 2026.
L’appuntamento è mercoledì 28 ottobre alle ore 16, di fronte a un pubblico di oltre 300 partecipanti, in larga parte ragazze e ragazzi delle scuole superiori di Jesi, Ancona, Senigallia, Falconara, Fabriano e Sassoferrato.
All’anteprima giovani seguiranno poi le due recite del cartellone lirico, venerdì 30 e sabato 31 ottobre alle ore 20.30.
Con “Musicadentro” i ragazzi arrivano in teatro dopo aver conosciuto l’opera, il suo autore e il contesto in cui è nata, grazie a un percorso di guida all’ascolto di natura multidisciplinare. Oltre alle trame e alle vicende biografiche, gli incontri toccano la storia della musica, la letteratura, la storia dell’arte, la storia e la filosofia. Il progetto è rivolto in primo luogo agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Ancona, ma è esteso agli allievi della Scuola Musicale “G.B. Pergolesi” di Jesi e alle Università per Adulti del territorio. In tutto i partecipanti sono 1400 sui quattro titoli della stagione lirica 2026.
Sul palcoscenico i giovani trovano una nuova produzione, realizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini con la Fondazione Teatro Carlo Coccia di Novara e la Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova, dove l’allestimento andrà in scena dopo la “prima” jesina.
La regia è di Italo Nunziata, che trasporta la vicenda del “Don Pasquale” - titolo più volte affrontato nella sua lunga carriera - nei frenetici anni Sessanta, tra boom economico e avvento della televisione, per accentuare lo scontro generazionale e il ritmo incalzante della commedia.
Le scene sono di Michela Costa, i costumi di Simone Dalla Venezia, due dei giovani vincitori del Concorso dedicato a Josef Svoboda, giunto alla sesta edizione e riservato agli iscritti al Biennio di Specializzazione in Scenografia delle Accademie di Belle Arti di Macerata, Bologna, Venezia, Carrara, Bari e Brera.
Nell’allestimento in scena a Jesi, e successivamente a Novara e Genova, Don Pasquale è il proprietario di un autosalone che porta il nome di Corneto, con venditori alle sue dipendenze e clienti in sala. Il dottor Malatesta entra in scena con discrezione e si rivela un chirurgo estetico accompagnato da assistenti infermieri. Il nipote Ernesto si presenta da biker, lontano dal mondo delle auto, e quando lo zio lo manda via parte per gli Stati Uniti vestito da giocatore di football americano. Norina lavora in un salone di bellezza e solo quando si traveste da Sofronia, la finta sorella di Malatesta, nasconde la sua vivacità sotto un nero quasi monacale. Il mondo di Don Pasquale è in bianco e nero, come la televisione di quegli anni, e il colore arriva con Norina, in rosa e verde acqua, fino a invadere la casa dopo il finto matrimonio celebrato da un notaio ancora più finto.
Sul podio Danila Grassi, pugliese del 1993, che nel 2022 ha diretto “La scuola de’ gelosi” di Salieri al Festival della Valle d’Itria, prima donna a dirigere un titolo d’opera nel festival, e che ha poi debuttato alla Staatsoper di Stoccarda con “L’elisir d’amore” e al Wexford Festival Opera con “Le convenienze ed inconvenienze teatrali” di Donizetti. Dirige il Time Machine Ensemble, compagine di musicisti under 35 nata sotto l’impulso della Fondazione Pergolesi Spontini e coinvolta in progetti dedicati alla diffusione del teatro musicale, di repertorio e contemporaneo. Canta il Coro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, preparato da Pasquale Veleno.
Nel ruolo del titolo c’è Bruno Taddia, recentemente applaudito come Falstaff all’Opéra Orchestre national Montpellier, come Prosdocimo ne “Il turco in Italia” al New National Theatre di Tokyo e come Dulcamara ne “L’elisir d’amore” al Teatro La Fenice di Venezia; a Jesi è già stato Licinio ne “La Vestale”. Con lui in scena Nikoletta Hertsak (Norina), soprano ucraina formatasi all’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, già a Jesi nella prima mondiale del “De Bello Gallico” di Nicola Campogrande, e Francesco Lucii (Ernesto), tenore reduce da impegni al Donizetti Opera Festival e al Teatro Petruzzelli di Bari. Daniele Terenzi, baritono formatosi al Maggio Fiorentino e già interprete del ruolo a livello internazionale, è il dottor Malatesta; il giovane basso Kevin Baliviera, recentemente impegnato al Teatro Verdi di Trieste, è il notaio.
La recita di sabato 31 ottobre sarà anche accessibile a persone cieche e ipovedenti, sorde e ipoudenti, a cura di AXESS – Associazione per l’Accessibilità alla Cultura e con il contributo di Coop Alleanza 3.0. Prima di ogni recita le Sale Pergolesiane ospitano la guida all’opera a cura del direttore artistico Cristian Carrara.
le foto sono di M.Pozzi




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