Le due istituzioni lirico-sinfoniche romane per la prima volta collaborano, portando Wagner a Roma con opere, mostre e promozioni speciali per il pubblico. A distanza di quasi 150 anni dal celebre soggiorno nella capitale con la moglie Cosima (1876), il compositore tedesco torna protagonista della vita musicale romana: l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il Teatro dell’Opera di Roma apriranno, infatti, le rispettive stagioni con le rappresentazioni delle opere La Valchiria a Santa Cecilia, diretta da Daniel Harding (23 ottobre), e Lohengrin al Teatro dell’Opera, diretto da Michele Mariotti (27 novembre).
Queste due produzioni saranno affiancate da iniziative comuni: in primo luogo, è stata prevista una promozione speciale per il pubblico. Grazie a un accordo tra le due istituzioni romane, tutti i possessori di un biglietto per La Valchiria o per Lohengrin, così come gli abbonati alla Stagione 2025/26 di Santa Cecilia o del Teatro dell’Opera, potranno acquistare un biglietto per l’altra opera con uno sconto del 25%, presentando il proprio titolo di ingresso alle rispettive biglietterie, fino a esaurimento dei posti disponibili.
Tra le ulteriori proposte, due mostre dedicate al rapporto tra Wagner e Roma allestite presso le due fondazioni, in cui saranno esposti bozzetti, foto, lettere, e documenti d’epoca.
In particolare, la mostra allestita a Santa Cecilia - che si apre il 23 ottobre - sarà dedicata al soggiorno romano di Wagner durato quasi un mese, nel 1876, organizzato dopo la prima del Ring des Nibelungen a Bayreuth. I luoghi che più ebbero rilevanza durante la permanenza furono Villa Caffarelli, l’Ambasciata di Prussia a Roma e la sede dell’Associazione artistica internazionale di vicolo d’Alibert, dove si tennero due importanti ricevimenti in onore di Wagner. Durante quel periodo, Wagner incontrò numerose personalità di spicco dell’epoca, dalla contessa Sayn-Wittgenstein agli archeologi Helbig e Curtius, dal letterato Pietro Cossa al filosofo e Joseph Arthur de Gobineau, dai pittori Scipione Vannutelli e Guglielmo De Sanctis, allo scultore Ettore Ferrari, il quale realizzò per l’occasione il noto busto in gesso dell’artista.
Il busto sarà
eccezionalmente esposto nella mostra, concesso in prestito dalla
Galleria d’Arte Moderna di Roma. Tra i musicisti incontrati spicca
la figura di Giovanni Sgambati, allievo di Liszt, i cui quintetti per
archi e pianoforte riscossero non solo l’approvazione di Wagner, ma
addirittura il suo personale interessamento affinché li pubblicasse
la casa Schott di Magonza, da allora il principale editore del
musicista romano. Durante la sua permanenza romana, Wagner fu inoltre
insignito dell’aggregazione all’Accademia di Santa Cecilia in
qualità di socio ‘illustre’, come testimoniano i documenti
conservati nell’Archivio storico della istituzione. La mostra
conterrà anche un’esposizione di foto, a cura di Musacchio,
Pasqualini e Fucilla (MUSA), che illustrano le varie fasi
dell’allestimento delle scenografie per la produzione
della Valchiria, con la regia di Vincent Huguet e l’impianto
scenico di Pierre Yovanovitch.
È il secondo anno che la nuova sala espositiva del Teatro dell’Opera di Roma, inaugurata lo scorso gennaio con l’evento dal titolo Tosca 125, ospiterà una mostra, questa volta dedicata espressamente al Lohengrin a Roma, titolo inaugurale della stagione 2025-26. Il concept della mostra - che si apre il 22 novembre - ruoterà attorno a una serie di sezioni che illustreranno alcuni episodi della vita del Teatro dell’Opera legati al titolo wagneriano. Una sarà dedicata a bozzetti, figurini e costumi, appartenenti a un importante allestimento storico del 1929, presso l’allora Teatro Reale dell’Opera: produzione prestigiosa firmata dal poliedrico artista figurativo Duilio Cambellotti (1876-1960) in qualità di scenografo e costumista, affiancato nella realizzazione dei costumi da Luigi Sapelli in arte Caramba, primo vero importante sarto teatrale. Ulteriori suggestioni deriveranno dall’esposizione di un significativo cimelio artistico, di proprietà della Fondazione: una delle due copie esistenti del busto in gesso di Wagner, scolpito da Ettore Ferrari nel 1876, in presenza del grande musicista tedesco. Ad altri aspetti particolari della storia del Teatro Costanzi sarà invece dedicata una ulteriore sezione, caratterizzata da documenti audiovisivi di grande interesse storico.
Fra i vari appuntamenti, l’Accademia di Santa Cecilia organizza mercoledì 15 ottobre - a partire dalle ore 14 - una giornata di studi interamente dedicata alla figura di Richard Wagner, in collaborazione con l’Accademia Tedesca Roma - Villa Massimo. Nella storica sede di Villa Massimo, le relatrici e i relatori proporranno una serie di interventi per restituire un ritratto sfaccettato di Wagner, dal suo soggiorno a Roma fino a una ricognizione sui più importanti allestimenti scenici della Valchiria.
Grazie a queste iniziative congiunte, le due istituzioni, protagoniste della vita musicale romana, collaborano per offrire alla città un evento di grande rilievo, capace di intrecciare musica, storia e arte attorno alla figura di Wagner.
È il secondo anno che la nuova sala espositiva del Teatro dell’Opera di Roma, inaugurata lo scorso gennaio con l’evento dal titolo Tosca 125, ospiterà una mostra, questa volta dedicata espressamente al Lohengrin a Roma, titolo inaugurale della stagione 2025-26. Il concept della mostra - che si apre il 22 novembre - ruoterà attorno a una serie di sezioni che illustreranno alcuni episodi della vita del Teatro dell’Opera legati al titolo wagneriano. Una sarà dedicata a bozzetti, figurini e costumi, appartenenti a un importante allestimento storico del 1929, presso l’allora Teatro Reale dell’Opera: produzione prestigiosa firmata dal poliedrico artista figurativo Duilio Cambellotti (1876-1960) in qualità di scenografo e costumista, affiancato nella realizzazione dei costumi da Luigi Sapelli in arte Caramba, primo vero importante sarto teatrale. Ulteriori suggestioni deriveranno dall’esposizione di un significativo cimelio artistico, di proprietà della Fondazione: una delle due copie esistenti del busto in gesso di Wagner, scolpito da Ettore Ferrari nel 1876, in presenza del grande musicista tedesco. Ad altri aspetti particolari della storia del Teatro Costanzi sarà invece dedicata una ulteriore sezione, caratterizzata da documenti audiovisivi di grande interesse storico.
Fra i vari appuntamenti, l’Accademia di Santa Cecilia organizza mercoledì 15 ottobre - a partire dalle ore 14 - una giornata di studi interamente dedicata alla figura di Richard Wagner, in collaborazione con l’Accademia Tedesca Roma - Villa Massimo. Nella storica sede di Villa Massimo, le relatrici e i relatori proporranno una serie di interventi per restituire un ritratto sfaccettato di Wagner, dal suo soggiorno a Roma fino a una ricognizione sui più importanti allestimenti scenici della Valchiria.
Grazie a queste iniziative congiunte, le due istituzioni, protagoniste della vita musicale romana, collaborano per offrire alla città un evento di grande rilievo, capace di intrecciare musica, storia e arte attorno alla figura di Wagner.



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