giovedì 2 marzo 2023

Federico II, il Re musicista - A Milano, Palazzo Marino, il 5 marzo

 


Domenica 5 Marzo ore 11.00 Palazzo Marino in Musica
in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia – Milano

prosegue

LA MUSICA DEI MECENATI

Tre concerti che accompagnano la mostra

DAI MEDICI AI ROTHSCHILD.
MECENATI, COLLEZIONISTI, FILANTROPI.

esposta presso le Gallerie d’Italia – Milano di Intesa Sanpaolo dal 18 novembre 2022 al 26 marzo 2023 e curata da Fernando Mazzocca e Sebastian Schütze con il coordinamento generale di Gianfranco Brunelli.

Il concerto in programma questa domenica, dal titolo “Federico II, il Re musicista”, vede Alter Ego Ensemble eseguire brani di Janitsch, J.S. Bach, Graun, Čart, Benda, C.P.E. Bach, tutti artisti chiamati alla corte di Federico II di Prussia, monarca illuminato e raffinato umanista, che si circondò dei migliori compositori e cantanti che la scena europea offrisse, partecipando personalmente alla vita musicale di corte, in veste di flautista, librettista e compositore egli stesso.

Alter Ego Ensemble
Eleonora Bišcevic´, flauto traversiere
Soko Yoshida, violino barocco
Bartolomeo Dandolo Marchesi, violoncello barocco
Arianna Radaelli, clavicembalo

La rassegna è realizzata in collaborazione con Comune di Milano, Gallerie d’Italia – Milano ed è organizzata da EquiVoci Musicali e Fondazione Pasquale Battista. La rassegna è sostenuta da Intesa Sanpaolo. Sponsor tecnico Fazioli.

Direzione artistica: Davide Santi, Rachel O’Brien e Luca Carnicelli. 


mercoledì 1 marzo 2023

Al via mercoledì 8 marzo il Festival Printemps Des Arts Di Monte-Carlo - Dalla musica americana al romanticismo francese e tedesco con Michel Dalberto e l’Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo


Sotto la presidenza di S.A.R. la Principessa di Hannover

8 marzo - 2 aprile 2023

 

PRIMO WEEKEND 8-12 MARZO

Il Festival Printemps des Arts di Monte-Carlo apre mercoledì 8 marzo all’Auditorium Rainier III con l’Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo, alla guida del suo direttore Kazuki Yamada, con il solista Michel Dalberto. Di origini piemontesi, Dalberto è tra i più grandi pianisti francesi, che vanta collaborazioni con formazioni e artisti internazionali e una produzione discografica immensa. A Dalberto quest’anno il Printemps des Arts dedica un portrait scandito da tre appuntamenti.

Il concerto inaugurale apre con l’esplosiva partitura americana per percussioni “Clapping Music” per passare poi all’Ottocento francese di César Franck: il poema sinfonico “Les Djinns” basato sull’omonima poesia di Victor Hugo e ispirato a creature soprannaturali e cangianti con audaci passaggi virtuosistici al pianoforte cede il passo alle “Variations symphoniques”, capolavoro del compositore francese, esempio dell’eccellente padronanza della forma della variazione e di impeccabile fusione tra pianoforte e orchestra. Chiude la maestosa e struggente Sinfonia n. 2 di Anton Bruckner. 

Giovedì 9 al Museo Oceanografico ritroviamo Dalberto impegnato ad interpretare Schubert (di cui ha inciso l’intera produzione pianistica), dalle deliziose miniature pianistiche “Moments musicaux” alla vena brillante e virtuosistica della Fantasia in Do maggiore “Wanderer Fantasie”. Venerdì 10 al Théâtre des Variétés è la volta del cinema surrealista che arriva fino alle pellicole di oggi accompagnato dalle musiche del Trio Énéide. La produzione liederitsica romantica di Franck, Schubert, Fauré e Duparc sarà protagonista del concerto di sabato 11 al One Monte-Carlo nel duo che vede Michel Dalberto insieme al baritono-basso franco-irlandese Edwin Crossley-Mercer, abituato a solcare i palcoscenici di tutto il mondo. La musica vocale, questa volta tedesca, è nuovamente protagonista del concerto di fine weekend domenica 12 all’Auditorium Rainier III con pagine intrise di profonda spiritualità affidate all’Ensemble Insula Orchestra e al Coro Accentus.

Quest’anno al Printemps des Arts non mancano le direttrici d’orchestra, con una formazione e una carriera di grande prestigio, oltre a Laurence Equilbey alla guida dell’Insula Orchestra (12 marzo) vi saranno anche Stéphanie-Marie Degand, impegnata nel duplice ruolo di violinista e direttrice dell’Ensemble La Diane Française (18 marzo) ed  Eva Ollikainen con la BBC Symphony Orchestra (24 marzo).

Sabato mattina Michel Dalberto terrà una masterclass e nel pomeriggio di mercoledì e sabato vi saranno due tavole rotonde (la prima su “musica assoluta e musica a programma” e la seconda su Fauré) sui programmi dei concerti serali. 

 

PRINTEMPS DES ARTS 2023

PROGRAMMA

 

MERCOLEDÌ 8 MARZO

18.30 – Tavola rotonda

Auditorium Rainier III

« Musica pura vs musica a programma» con Jean-François Boukobza e Manon Decroix, musicologi, Bruno Mantovani, direttore artistico

modérée par Tristan Labouret, musicologo


20.00 – Concerto

Auditorium Rainier III

Steve Reich (1936-), Clapping Music

Julien Bourgeois e Bruno Mantovani, percussioni

César Franck (1822-1890), Les Djinns, poema sinfonica per pianoforte e orchestra

Variations symphoniques, per pianoforte e orchestra

Anton Bruckner (1824-1896), Symphonie no 2 en do mineur (version de 1877)

Michel Dalberto, pianoforte

Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo

Kazuki Yamada, direzione   

 

GIOVEDÌ 9 MARZO

18H30 – Conferenza

Musée océanographique, Salle Tortue

«Lo stile maturo di Franz Schubert» con Nicolas Dufetel, musicologo

 

20.00 – Concerto

Musée océanographique

 

Franz Schubert (1797-1828), Sonate en la mineur, D. 537

Moments musicaux, D. 780 (extraits)

Fantaisie en ut majeur « Wanderer-Fantasie », D. 760

Sonate en si bémol, D. 960

 

Michel Dalberto, pianoforte

 

VENERDÌ 10 MARZO

20.00 – Concerto / Cinema surrealista d’Europa e d’America 

Théâtre des Variétés

 

Trio Énéide 

Claudio Bettinelli, percussioni 

Hervé Cligniez, clarinetto e clarinetto basso

François Salès, corno inglese, duduk, oboe elettronico e theremin

 

Georges Melies, L’Alchimiste Parafaragamus ou La Cornue infernale, 1906

Man Ray, Le Retour à la raison, 1923 - L’Étoile de mer, 1928

Mary Ellen Bute e Ted Nemeth, Synchromy n° 2, 1936

Norman McLaren, Points, 1949 - A Phantasy, 1952

Standish Lawder, Necrology, 1970

David Lynch, Lumière et Compagnie, 1995

Martin Reinhart e Virgil Widrich, TX-transform, 1998

Claudio Bettinelli, Intermezzo, 2022

François Salès, Try again, 2022 – Merz alors !, 2022

Ernst Moerman, Monsieur Fantômas, 1937

 

SABATO 11 MARZO

10H – 13H – Masterclass

Centre Culturel Prince Jacques, Beausoleil

Con Michel Dalberto, pianoforte

 

18H30 – Tavola rotonda

One Monte-Carlo, Amphithéâtre

« Gabriel Fauré, sociétaire national de musique »

con Irène Mejia, musicologa e Bruno Mantovani, diettore artistico del festival,

moderatore Tristan Labouret, musicologo

 

20H – Concerto 

One Monte-Carlo

 

César Franck (1822-1890)

Chant : Pour moi sa main cueillait des roses

Nocturne : Ô fraîche nuit !

Henri Duparc (1848-1933)

Chanson triste

La Vague et la Cloche

La Vie antérieure

Gabriel Fauré (1845-1924) 

La Bonne Chanson, op. 61

Franz Schubert (1797-1828) 

Erlkönig, D. 328

          Litanei auf das Fest aller Seelen, D. 343

          Am Bach im Frühling, D. 361

          Der Zwerg, D. 771

Schwanengesang (extraits), D. 957

 

Edwin Crossley-Mercer, baritono

Michel Dalberto, pianoforte

 

DOMENICA 12 MARZO

15H – Concerto

Auditorium Rainier III

 

Felix Mendelssohn (1809-1847), 

Cantate Vom Himmel hoch

Christus, op. 97, première partie : « Die geburt Christi »

Motet Herr, nun lässest Du deinen Diener in Friede fahren, op. 69 no 1 

Wolfgang Rihm (1952-), 

Fragmenta Passionis (extrait) : Da schrien alle

Felix Mendelssohn (1809-1847), 

Christus, op. 97, seconde partie : « Das leiden Christi »

Verset Am Karfreitag, op. 79 no 6 

Die erste Walpurgisnacht, op. 60

 

Hélène Carpentier, soprano

Hilary Summers, contralto

Stanislas de Barbeyrac, tenore

Florian Sempey, baritono

accentus

Insula orchestra

Laurence Equilbey, direzione

Frank Markowitsch, direttore di coro

 

Modalità di prenotazione e di acquisto dei biglietti:

Il prezzo dei biglietti varia da 20 a 40 euro; entrata gratuita per i bambini fino ai 12 anni. 

biglietti di 10 euro per giovani dai 13 ai 25 anni. Per gruppi biglietti ridotti.

 


AMORI FATALI: LIRICA AL TEATRO CORTESI DI SIROLO

 


E’ l’amore il protagonista del concerto di domenica 5 marzo alle ore 17.30 al Teatro Cortesi di Sirolo: un nuovo appuntamento con l’Accademia d’Arte Lirica, nella sua intensa attività concertistica in tutta la Regione.

Amori Fatali” è un affascinante percorso tra storie d’amore contenute tra le pagine d’opera di grandi Autori, da Mozart a Puccini. I solisti dell’Accademia, con Alessandro Benigni al pianoforte, faranno vivere gli amori appassionati o tormentati, con triste destino o con lieto fine: arie, duetti e terzetti e pezzi d’assieme dal Don Giovanni e Le Nozze di Figaro di Mozart, L’Elisir d’Amore di Donizetti, Don Carlo di Verdi, Zazà di Leoncavallo, L’Amico Fritz di Mascagni per chiudere con Gianni Schicchi, ToscaLa Bohème di Puccini.

Provengono da Azerbaijan, Giappone, Italia, Russia i giovani solisti che si stanno perfezionando nella storica istituzione osimana: sono i soprani Kei Otsuka e Jennifer Turri, il tenore Sergei Radchenko e il baritono Rza Khosrovzade.

INFO: Biglietteria presso il Teatro Cortesi, aperta il giorno spettacolo dalle ore 15.30. Biglietto unico 8 euro.

Al Teatro Sociale di Rovigo LA PROVA DI UN'OPERA SERIA di Gnecco il 4 e 5 marzo

 

sabato 4 marzo 2023 ore 20.30
domenica 5 marzo 2023 ore 16.00

LA PROVA DI UN’OPERA SERIA
farsa in un atto
musiche di Francesco Gnecco
libretto di Giulio Artusi

Tra le tante parodie del mondo teatrale operistico, La prova di un’opera seria di Francesco Gnecco è una delle più riuscite nella storia dell’Opera. Gnecco riesce a tratteggiare dei personaggi convincenti e autentici, generando un efficace umorismo nell’opera: il ritratto arguto e divertente del mondo che si agita dietro le quinte, ci permette di scoprire il mistero del backstage. La prova di un’opera seria è un piccolo pretesto per fare del buon teatro con un canovaccio che mette in evidenza con ironia, i pregi, le peculiarità e gli stati d’animo degli interpreti. I musicisti e i cantanti del Conservatorio di Rovigo saranno i protagonisti di quest’opera giocosa, che, tra arie e duetti, tratti anche da altre opere del repertorio settecentesco, ci condurranno nel mondo dello spettacolo tra vizi e virtù dei personaggi di tutti i tempi.

Allievi delle classi di canto del Conservatorio Statale di Musica Francesco Venezze di Rovigo
maestro concertatore e direttore d’orchestra Elisabetta Maschio
regia Anna Cuocolo
Orchestra del Conservatorio Statale di Musica Francesco Venezze di Rovigo

Coproduzione del Conservatorio Statale di Musica Francesco Venezze di Rovigo e del Teatro Sociale di Rovigo

Federico Guglielmo: due concerti al teatro Malibran alla testa dell’Orchestra del Teatro La Fenice. In programma Vivaldi, Veracini e Pisendel


Federico Guglielmo, nella doppia veste di violino solista e direttore, torna alla testa dell’Orchestra del Teatro La Fenice nel prossimo concerto in programma al Teatro Malibran venerdì 3 marzo 2023 ore 20.00 (turno S) e sabato 4 marzo 2023 ore 20.00, nell’ambito della Stagione Sinfonica 2022-2023 della Fondazione Teatro La Fenice. Il maestro padovano, punto di riferimento per l’interpretazione del repertorio barocco, dirigerà un programma musicale che prevede l’esecuzione delle celeberrime stagioni di Antonio Vivaldi, che saranno precedute da due pagine meno conosciute: l’Ouverture n. 6 in sol minore di Francesco Maria Veracini e il Concerto in re maggiore JunP I.7 di Johann Georg Pisendel. Il concerto sarà replicato domenica 5 marzo 2023 alle ore 21.00 al Teatro Sociale Eugenio Balzan di Badia Polesine. Sarà inoltre riproposto prossimamente in differita su Rai Radio3, mentre il concerto di sabato 4 marzo sarà trasmesso in diretta streaming sul canale youtube del Teatro.

            Il compositore fiorentino Francesco Maria Veracini (1690-1768) intraprese una vita girovaga che attraversò diverse città dell’Europa. Fece però conoscere per la prima volta i suoi talenti proprio a Venezia nel 1711, dove si esibì svariate volte come solista nelle Basilica di San Marco e di Santa Maria dei Frari. Il suo modo di suonare fu apprezzato in quei giorni anche da Tartini e, dopo Venezia, Veracini ebbe grandi successi a Londra, Düsseldorf fino ad arrivare al servizio della corte dell’Elettore Palatino, Federico Augusto di Sassonia a Dresda, dove lavorò dal 1717 al 1722. Nel suo apporto al concerto, Veracini mostra una grande originalità formale, unita a una lucida chiarezza di idee musicali, una ispirata libertà nell’espressione melodica e un sapiente uso delle tecniche contrappuntistiche. Ne sono un esempio le sei Ouverture – il cui manoscritto originale si trova presso la Biblioteca del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia – che Veracini scrisse nel 1717 durante un suo breve ritorno nella città lagunare allo scopo di attirare l’attenzione di Federico Augusto di Sassonia e così poter ottenere un posto nella sua orchestra nella corte di Dresda; cosa che avvenne puntualmente l’anno seguente. L’Ouverture n. 6 in sol minore, come anche le altre cinque, ricalca in modo ridotto la struttura delle ouverture bachiane con il loro caratteristico susseguirsi di diversi movimenti, alcuni dei quali in forma di danza.

            È legato alla corte del principe elettore palatino Federico Augusto di Sassonia anche Johan Georg Pisendel (1687-1755), probabilmente il più importante violinista tedesco del suo tempo. Nel 1712 Pisendel ottenne l’ambito incarico di violinista nell’orchestra di corte di Dresda assumendo le funzioni di Konzertmeister però solo nel 1730 quando morì il fiammingo Jean-Baptiste Volumier. Durante questi anni Pisendel fece anche diversi tour con l’entourage del principe, visitando la Francia (1714), Berlino (1715) e l’Italia (1716-1717). La visita italiana fu senza dubbio quella che segnò più profondamente Pisendel: il soggiorno di nove mesi a Venezia gli permise di frequentare e studiare con Vivaldi e di far conoscere la sua tecnica violinistica sopraffina così come la sua capacità di gestire le compagini orchestrali con cui lavorava. L’influenza italiana, e più propriamente vivaldiana (anche se nelle sue opere si ravvisano anche occasionali ac­cenni a un linguaggio più apertamente galante) è quella che sicuramente predomina nei sette concerti per violino scritti probabilmente poco dopo il suo viaggio in Italia, tra i quali questo Concerto in re maggiore.

Le  stagioni di Antonio Vivaldi (1678-1741) sono i primi quattro brani della raccolta di dodici concerti a quattro e cinque parti Il cimento dell’armonia e dell’inventione op. 8, pubblicata nel 1725. La raccolta si presenta in realtà come un’antologia eterogenea di opere scritte in precedenza nella quale il compositore, come recita il titolo, sembra voler fornire una prova della sua capacità di mettere a confronto l’‘armonia’, ossia la tradizione, con la fantasia e l’‘invenzione’ nell’ambito del concerto barocco. I primi quattro concerti della serie, oggi noti come Le quattro stagioni, suscitarono una così grande ammirazione da parte del conte da spingere Vivaldi, come lui stesso dichiara nella dedica, ad accompagnarne la pubblicazione con quattro sonetti. Ciascuno dei sonetti, probabilmente scritti anch’essi dal compositore veneziano, illustra alcuni aspetti legati alla natura e al vivere sociale durante lo svolgersi di ogni determinata stagione. L’idea alla base della composizione, di natura chiaramente programmatica, si basa infatti sul complesso rapporto dell’uomo con la natura. Nella Primavera e nell’Autunno essa è vista nella sua veste più benigna, difatti abbondanti sono i riferimenti mitologici e conviviali, di carattere prettamente arcadico nel primo caso, bacchico e con tocchi umani nel secondo. In entrambi i sonetti, e nei relativi concerti, si celebrano quindi la comunità, la generosità e la vita tranquilla. L’inverno e l’Estate presentano al contrario aspetti per lo più negativi, con un accento posto in particolare sulle difficoltà climatiche associate a queste stagioni. La natura è descritta pertanto come portatrice di disagi e pericoli che di volta in volta affliggono l’uomo mostrandone la fragilità e vulnerabilità. Se nell’Inverno questa minaccia è superata con il divertimento, nell’Estate essa non lascia tregua e incombe con il caldo afoso o con i violenti temporali.

I biglietti per il concerto (da € 15,00 a € 90,00, ridotto abbonati da € 10,00 a € 50,00) sono acquistabili nei punti vendita Vela Venezia Unica di Teatro La Fenice, Piazzale Roma, Tronchetto, Ferrovia, Piazza San Marco, Rialto linea 2, Mestre, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699)


Federico Guglielmo

Il suo vasto repertorio concertistico si riverbera in una discografia di cir­ca trecento cd che ha ricevuto i più importanti riconoscimenti in tutto il mondo. Ha ricevuto numerosi premi in importanti concorsi di musi­ca da camera e violino (Viotti, Lorenzi, Vittorio Veneto, Mozart, Parigi, Londra) ma la sua carriera internazionale ha iniziato a prendere slancio nel 1991 con il primo premio al Concorso Internazionale Vittorio Gui di Firenze. Da allora si è esibito in alcune delle più famose sale da concer­to del mondo tra cui Vienna (Grosse Musikvereinsaal), Londra (Wigmore Hall), Roma (Accademia di Santa Cecilia), Milano (Società del Quartetto), Ginevra (Victoria Hall), Madrid (Auditorio Nacional), Lisbona (Grande Auditorio Gulbenkian), Monaco (Herkulessaal), Colonia (Philharmonie), New York (Isaac Stern Auditorium della Carnegie Hall), Boston (Jordan Hall), Tokyo (Suntory Hall, Opera City, Sumida Triphony e Bunka Kai­kan), Osaka (Symphony e Izumi Hall), Pechino (National Center for the Performing Arts), Taipei (National Concert Hall), Seul (Arts Center), San Paolo (Teatro Cultura Artistica), Buenos Aires (Teatro Colón), Sydney (City Recital Hall), Melbourne (Hamer Hall e Elizabeth Murdoch Recital Center). Come solista e direttore d’orchestra si è guadagnato una fama crescente portando il suo stile e la sua consapevolezza storica insieme a un approccio innovativo sia agli ensemble da camera di strumenti d’epoca che alle moderne orchestre sinfoniche. Ha diretto e concertato dal violino celeberrimi ensemble barocchi come The Academy of Ancient Music (Lon­dra), The Händel & Haydn Society (Boston), Orquestra Barroca Casa da Música (Porto), Il Pomo d’Oro, The Australian Brandenburg Orchestra e ha ispirato esecuzioni storicamente informate in orchestre quali il Maggio Musicale Fiorentino, la New Japan Philharmonic, I Pomeriggi Musicali, l’Opera Ballet Vlandereen, l’Osaka Symphony Orchestra, il Teatro Verdi di Trieste, l’Orquesta Filarmónica de Gran Canaria e altre ancora. Come so­lista particolarmente degne di nota sono state le sue esibizioni con Gustav Leonhardt (concerti per violino di Bach), Sigiswald Kuijken (concerti per violino italiani), Christopher Hogwood (concerto per violino di Beetho­ven) e Reinhard Goebel (Concerto per violino di Franz Clement, prima ese­cuzione in tempi moderni). Vincitore nel 1997 del Premio Internazionale Antonio Vivaldi, ha ricevuto un Diapason d’Or per il cd Vivaldi/Concertos for Anna Maria mentre la sua ultima registrazione Vivaldi/Lost Anna Ma­ria Concertos con Federico Maria Sardelli è stata acclamata. Negli ultimi anni si è dedicato a opere rare e dimenticate: importante in questo campo la prima mondiale del Finto turco di Piccinni all’Olimpico di Vicenza e la prima rappresentazione in tempi moderni di Ottone in Villa di Vivaldi.


martedì 28 febbraio 2023

MISCHA MAISKY & BACH. Il ritorno del leggendario violoncellista all’Accademia Filarmonica Romana giovedì 2 marzo in concerto al Teatro Argentina

Profondità del suono, nobiltà del fraseggio, pathos interpretativo. Mischa Maisky torna con il suo prezioso violoncello Montagnana del ‘700 a suonare per il pubblico dell’Accademia Filarmonica Romana giovedì 2 marzo al Teatro Argentina (ore 21) le Suites per violoncello solo di Bach. Capolavori della musica di tutti i tempi, veri e propri “monumenti” che il musicista lettone ha eseguito in concerto moltissime volte e inciso in tre diverse registrazioni nella sua lunga carriera artistica, regalando sempre nuove interpretazioni ed emozioni. Nelle Suites regola e invenzione trovano un insuperabile punto d’incontro: “un grande diamante, con tante sfaccettature diverse che riflettono la luce in innumerevoli modi” così Maisky sulle Suites di Bach di cui esegue la n. 1 in sol maggiore BWV 1007, la n. 4 in mi bemolle maggiore BWV 1010 e la n. 5 in do minore BWV 1011, completando il ciclo avviato nella stagione precedente.

È impossibile stabilire una cronologia esatta delle Suites, mancando datazioni e manoscritto originale. Si presume siano state concepite prima o dopo le Sonate e Partite per violino solo. Molti studi indicano il 1720 come periodo più probabile, con Bach in procinto di trasferirsi a Lipsia. Le sei Suites rimangono sconosciute sino agli inizi del ‘900, quando il violoncellista catalano Pablo Casals, appena tredicenne, in un negozio di Barcellona s’imbatte in un’edizione usata della partitura. Dopo anni di studio, esecuzioni e continue ricerche, l’opera bachiana sale alla ribalta internazionale. È il 1930 e Casals decide di registrare tutte le partiture, svelando al mondo la bellezza miracolosa di queste pagine. Ciascuna Suite si compone di sei movimenti: un Prélude seguito da una serie di danze cortesi lente o più vivaci, come Allemande, Courante, Sarabande, Minuet, Bourrée, Gavotte o Gigue. Tutte mostrano un equilibrio perfetto, fra sperimentazione e tradizione, senza dimenticare la spiccata forza espressiva.

Unico violoncellista al mondo ad aver studiato sia con Mstislav Rostropovič sia con Gregor Piatigorsky, Maisky si considera un cittadino del mondo, come ama spesso raccontare: “Suono un violoncello italiano, con archetti francesi e tedeschi, corde austriache e tedesche. Mia figlia è nata in Francia, mio figlio maggiore in Belgio, il terzo in Italia e il più piccolo in Svizzera. Guido un’auto giapponese, indosso un orologio svizzero, una collana indiana e mi sento a casa ovunque ci siano persone che amano la musica classica”. Artista di fama mondiale, ospite fisso nei maggiori festival internazionali, ha collaborato con i più grandi direttori (Bernstein, Giulini, Maazel, Mehta, Muti, Barenboim, Levine, Temirkanov, Gergiev, Petrenko, etc), e con musicisti tra cui Argerich, Lupu, Kissin, Perlman, Lang Lang, Serkin, Kremer, Bashmet, Vengerov. Nel 2000 ha impegnato l’intero anno in una lunghissima tournée dedicata a Bach con più di 100 concerti. Nel 2021 la Deutsche Grammophon – di cui è artista esclusivo da più di trent’anni – ha pubblicato un cofanetto che raccoglie i suoi 44 CD a suggello di una straordinaria carriera musicale. Fra i più recenti riconoscimenti, nel 2021 la nomina ad Accademico Onorario dell'Accademia di Santa Cecilia e il premio Honorary Fellow dell'Accademia di musica e danza di Gerusalemme. A partire dalla stagione 2022/23 è nominato solista onorario della Filarmonica Toscanini di Parma.


Il concerto si inserisce nella rassegna “La musica da camera dal barocco al contemporaneo” sostenuta dalla Regione Lazio con il Fondo Unico 2023 sullo Spettacolo dal Vivo

Con UN BALLO IN MASCHERA di Giuseppe Verdi si conclude la stagione lirica 2022-23 del Comunale di Modena

 

Va in scena venerdì 3 marzo alle 20 e domenica 5 marzo alle 15.30 per la stagione lirica del Teatro Comunale di Modena Un ballo in maschera.
Il capolavoro di Giuseppe Verdi si vedrà in una nuova coproduzione realizzata con I Teatri di Reggio Emilia, dove l’opera andrà in scena il 17 e 19 marzo, e riprende un allestimento fra i più apprezzati che il Teatro Regio di Parma abbia dedicato al compositore. Lo spettacolo infatti è curato nella parte visiva dal regista veneziano Massimo Gasparon che nel 2013 si era ispirato alle splendide scene e costumi della storica produzione di Pier Luigi Samaritani del 1989. “Potremmo definire questa una ripresa con alcuni nuovi elementi scenografici e drammaturgici, un’occasione importante per ritrovare la modernità attraverso lo stile e la tradizione, dove il nuovo deve nascere dal nucleo classico della tradizione melodrammatica. L’approccio scenografico di tipo ottocentesco prevede grandi scene dipinte organizzate attraverso vari fondali a forte scorcio prospettico. Rispettando tutto l’apparato visivo di Samaritani, al fine di rendere lo spettacolo più coerente e fluido, anche nei cambi scena, è stato deciso di sostituire la scena del secondo atto, l’orrido campo, con una
completamente nuova e di mia ideazione. Un omaggio allo stile dello spettacolo, con l’idea di rendere più forte la componente pittorica rispetto al costruito.”
La parte musicale dello spettacolo è affidata a Alessandro D’Agostini, direttore affermato in istituzioni operistiche quali il Teatro Lirico di Cagliari, il Maggio Musicale Fiorentino e l’Opera di Roma. “I personaggi vivono nella loro interiorità più che nell’azione – commenta il direttore d’orchestra -. Sono introversi, dilaniati, dolenti; sono umanamente instabili, pronti a repentini mutamenti d’animo ma alla fine, non rinunciano mai a mettere in campo la parte migliore di sé, anche quando sentono di essere accecati dalle passioni o vicini a morire. Questi sono i colori, le tinte più difficili da realizzare in quest’opera, perché ogni personaggio vi è scolpito a tutto tondo, con una ricchezza interiore senza pari”.

Nel cast si ascolteranno il Riccardo di Giorgio Berrugi, Renato di Devid Cecconi, Amelia di Maria Teresa Leva, Ulrica di Alisa Kolosova, Oscar di Lavinia Bini, Silvano di Chao Liu, Samuel di Svetolik Belosliudov, Tom di Gaetano Triscari, un giudice di Paolo Leonardi, un servo d’Amelia di Luca Favaron. In buca, la Filarmonica di Parma mentre in palcoscenico si ascolteranno il Coro Lirico di Modena preparato da Giulia Manicardi e le Voci bianche del Teatro Comunale di Modena preparate da Paolo Gattolin. La vicenda dell’opera, ispirata a un fatto realmente accaduto, racconta dell’omicidio di Gustavo III di Svezia, sovrano illuminato ucciso nel 1792 da un rappresentante dell’aristocrazia tradizionalista, intrecciata a un triangolo amoroso e percorsa da un sottile lettura psicologica dei personaggi.
Giovedì 2 marzo alle 18 l’opera verrà presentata al pubblico da Eimilio Sala per la serie Invito all’Opera presentata in collaborazione con Amici dei Teatri Modenesi. (Ingresso libero da Via Goldoni 1)


TCBO: VITA E MORTE NEL “CANTO DELLA TERRA” DI MAHLER PER LA BACCHETTA DI MICHAEL GÜTTLER - Giovedì 2 marzo ore 20.30, Auditorium Manzoni


È il senso della “fine” sempre più imminente ad emergere dal capolavoro
di Gustav Mahler “Das Lied von der Erde” (Il canto della terra), che è al centro del concerto sinfonico del Teatro Comunale di Bologna diretto da Michael Güttler con le voci soliste del tenore russo Sergey Radchenko, in sostituzione dell’indisposto Ramón Vargas, e del mezzosoprano tedesco Claudia Mahnke. Questa sinfonia per due voci e orchestra, che sublima il tema della morte percepito dal compositore come un viaggio del viandante verso la natura, è in programma giovedì 2 marzo alle 20.30 all’Auditorium Manzoni. 
Mahler compose il suo ultimo ciclo di Lieder su liriche cinesi tratte da Die Chinesische Flöte, parafrasate in tedesco da Hans Bethge, tra il 1908 e il 1909 a Dobbiaco, in un periodo tragico della sua esistenza. Fresca era la notizia sulla malattia cardiaca che lo affliggeva e ancora forte era il dolore per la scomparsa della figlia maggiore Maria Anna “Putzi”. Il viaggio in sei canti verso l’Addio finale, “Der Abschied” (Congedo), passa attraverso “Das Trinklied vom Jammer der Erde” (Il brindisi dei mali della terra), “Der Einsame im Herbst” (Solitario nell’autunno), “Von der Jugend” (Della giovinezza), “Von der Schönheit” (Della bellezza) e “Der Trunkene im Frühling” (L’ubriaco a primavera). Il compositore non potè ascoltare “Das Lied von der Erde”, che venne eseguito postumo a Monaco di Baviera, il 20 novembre 1911, all’interno di due giornate a lui dedicate. Sul podio dell’Orchestra Filarmonica di Vienna per quella prima esecuzione Bruno Walter; solisti il tenore William Miller e il contralto Sarah Charles Cahier.

Güttler torna sul podio dell’Orchestra del Comunale dopo aver diretto lo scorso aprile la Iolanta di Čajkovskij in forma di concerto. Reduce dal debutto al Teatro alla Scala con Salome di Strauss, il direttore d’orchestra tedesco è stato recentemente ospite anche della Staatsoper di Vienna, del Festival di Glyndebourne, dell’Opéra di Parigi e del Teatro Real di Madrid. Cantano invece per la prima volta nel teatro felsineo Sergey Radchenko e Claudia Mahnke. Lui ospite di sale prestigiose come il Musikverein di Vienna e in Italia del Teatro alla Scala e dell’Accademia di Santa Cecilia, lei apprezzata interprete del repertorio tedesco, che canta in tutto il mondo, dal Metropolitan di New York alla Staatsoper Unter den Linden di Berlino passando per il Festival di Bayreuth.

Il concerto è realizzato grazie a Intesa Sanpaolo, Main Partner della Stagione Sinfonica 2023 del Teatro Comunale di Bologna.

I biglietti – da 10 a 40 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi), dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; il giorno del concerto presso l’Auditorium Manzoni da 1 ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio dello spettacolo.

Per ogni concerto della Stagione Sinfonica 2023 è in programma “Note a margine”, una rassegna di podcast e di incontri con il pubblico che si tengono circa 30 minuti prima dell’inizio del concerto presso il foyer o il bar dell’Auditorium Manzoni.