martedì 25 febbraio 2025

IL DEBUTTO DI GIULIO CILONA E STEFAN MILENKOVICH PER IL CONCERTO DI CARNEVALE DELL’ORCHESTRA RAI

 
 
Dall’Ouverture da Ruslan e Ljudmila di Mikhail Glinka al travolgente Can can dall’Orphée aux enfers di Jacques Offenbach, passando per una scelta di celebri momenti coreutici come la Danza delle ore dalla Gioconda di Amilcare Ponchielli, restituita in immagini da Walt Disney con Fantasia, e la Danza Ritual del Fuego da El amor brujo di Manuel de Falla.
È il tradizionale “Concerto di Carnevale” dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in programma domenica 2 marzo alle 18 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, trasmesso in live streaming sul portale di Rai Cultura e registrato da Radio3 che lo proporrà in differita.
Sul podio è impegnato il ventinovenne direttore d’orchestra belga-americano Giulio Cilona (nella foto a destra,di Barbara Rigon) – al suo debutto con l’OSN Rai – attualmente Kapellmeister alla Deutsche Oper di Berlino, ruolo che ha ricoperto fin da giovanissimo. 
Con lui debutta anche il violinista serbo Stefan Milenkovich (nella foto a sinistra), che ha iniziato la sua carriera a soli dieci anni, suonando per il Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan in un concerto di Natale ed è poi stato protagonista nelle sale da concerto più prestigiose, dalla Carnegie Hall di New a York alla Suntury Hall di Tokyo. Per la sua prima volta con la compagine Rai Milenkovich propone l’Introduzione e Tarantella op. 43 del virtuoso spagnolo Pablo de Sarasate. Segue l’Introduzione e Rondò capriccioso in la minore per violino e orchestra op. 28 che Camille Saint-Saëns scrisse proprio per Pablo de Sarasate. Eseguito per la prima volta nel 1867, il brano coniuga gli effetti del più acrobatico virtuosismo con una chiarezza di scrittura che pare quasi di stampo razionalista.
Il programma è completato da Erinnerung an Ernst, oder “Der Karneval in Venedig” di Johann Strauss padre e Mardi Gras dalla Mississippi suite di Ferde Grofé, in pieno spirito carnascialesco. Non mancano poi una celebre pagina operistica come la Sinfonia da La gazza ladra di Gioachino Rossini e la sognante Barcarolle da Les contes d’Hoffmann ancora di Offenbach.


ANTONIO ALESSANDRI GIOVANISSIMO TALENTO DELLA TASTIERA OSPITE DELL’ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI DIRETTA DA ALESSANDRO CADARIO A MILANO E ANCHE A CREMA PER IL CIRCUITO SINFONICO LOMBARDO

 
 
Milano, Teatro Dal Verme
Giovedì 27 febbraio e sabato 1 marzo 2025
 
Crema (CR), Auditorium Manenti / Circuito Sinfonico Lombardo
Venerdì 28 febbraio 2025
 
direttore Alessandro Cadario
pianoforte Antonio Alessandri
Orchestra I Pomeriggi Musicali
 
Francesco Antonioni
(Teramo 1971)
Bouquet (prima esecuzione assoluta, commissione dei Pomeriggi Musicali)
 
Richard Strauss
(Monaco di Baviera 1864 – Garmisch-Partenkirchen 1949)
Burlesca in Re minore per pianoforte e orchestra
 
Max Reger
(Brand 1873 – Lipsia 1916)
Variazioni su un tema di Mozart op. 132
 
Prosegue l’80a stagione 2024/2025 “80 anni suonati” dei Pomeriggi Musicali con una nuova occasione di festa: a Milano, al Teatro Dal Verme, giovedì 27 febbraio (ore 10 e ore 20) e sabato 1 marzo (ore 17), e anche all’Auditorium Manenti di Crema (CR) venerdì 28 febbraio alle ore 21, nuovo appuntamento del Circuito Sinfonico Lombardo ideato e organizzato dalla Fondazione I Pomeriggi Musicali di Milano per festeggiare proprio il traguardo degli 80 anni della propria Orchestra.
Sul podio il direttore Alessandro Cadario ) e la partecipazione del (nella foto a sinistra di Lorenza Daveriogiovanissimo pianista Antonio Alessandri (nella ultima foto in basso, di Lorenza Daverio) – diciottenne milanese, considerato fra i più interessanti artisti emergenti di questi anni – che sarà impegnato nella Burlesca di Richard Strauss. Il programma musicale si completa con la prima assoluta di Bouquet pagina commissionata al compositore Francesco Antonioni sempre per celebrare l’importante ricorrenza della compagine orchestrale lombarda e infine le Variazioni su un tema di Mozart op. 132 di Max Reger.
 
Come scrive Raffaele Mellace, «le pagine in programma condividono una caratteristica: “giocano” con oggetti musicali, che compongono e ricompongono, smontano e rimontano con l’atteggiamento ludico proprio dell’arte. Un gioco che è al contempo conoscenza, mezzo per approfondire natura e qualità dello spirito umano. Apre il concerto una novità dedicata agli 80 anni dei Pomeriggi musicali, commissionata a Francesco Antonioni (nella foto a destra). Il titolo, Bouquet, fa esplicito riferimento, quasi fosse un omaggio floreale, all’occasione da cui deriva la commissione. E tuttavia, Bouquet non intende ridursi esclusivamente a una brillante, festiva ouverture da concerto concepita come pezzo d’occasione; comporta comunque una ricerca, ha il gusto della sperimentazione; consiste nella scelta d’una serie di oggetti sonori, idealmente i fiori del bouquet. Tali fiori virtuali vengono presentati separatamente e poi riproposti, arrangiati, come farebbe un fioraio, in un bouquet. 
Anche la Burlesca di Richard Strauss consiste nel gioco, sofisticato, tra due oggetti sonori: il pianoforte e l’orchestra. O meglio, per dirla con Piero Rattalino, un’orchestra e un pianoforte “pensato come un’altra orchestra”. Strauss concepì questo lavoro con in mente un interprete formidabile, il proprio mentore Hans von Bülow, di cui in quel periodo era assistente all’orchestra di Corte di Meiningen. Ricusata dal maestro, la composizione venne finalmente presentata da Eugène d’Albert, pianista ma anche apprezzato operista, il 21 giugno 1890 nella patria di Bach, Eisenach. L’oggetto sonoro scelto da Max Reger, il compositore tedesco di orientamento stilistico classicista benché pressoché coetaneo di Schönberg, è un tema concepito da un autore a lui carissimo: Mozart. Si tratta in particolare del tema del tempo d’apertura della Sonata per pianoforte n. 11 in La maggiore K 331, composta forse a Vienna nei primi anni Ottanta del Settecento: tema, ispirato a un canto popolare della Germania meridionale, già predisposto da Mozart nella collocazione originaria come base d’una serie di sei variazioni. Reger lo riprende nell’estrema maturità, in quel 1914 che lo separerà d’un solo biennio dalla morte precoce, a 43 anni, per un infarto».


NB
Si informa il gentile pubblico che il maestro Mischa Maisky non potrà essere presente nei previsti concerti del 6 e 8 marzo 2025. Al suo posto ci sarà il violoncellista Ettore Pagano. Il programma rimarrà invariato con il Concerto per violoncello e orchestra in Si minore op. 104 di Antonín Dvorák.
 

SOKHIEV TRA RUSSIA E ORIENTE - OMAGGIO A ŠOSTAKOVIČ NEL CINQUANTENARIO DELLA SUA MORTE, CON IL VIOLONCELLO DI ISTVÁN VÁRDAI.


Nel cinquantenario della morte di Dmitrij Šostakovič, il direttore Tugan Sokhiev (nella foto a destra) – suo compatriota, nonché presenza costante in gran parte delle principali orchestre al mondo – dirigerà giovedì 27 febbraio ore 19.30 (repliche venerdì 28 febbraio ore 20.30 e sabato 1 marzo ore 18) un programma di grande suggestione, che spazierà sapientemente dalle musiche del compositore russo fino a raggiungere l’Oriente delle mille e una notte di Shéhérazade di Rimskij- Korsakov. A condividere con Sokhiev il palco della Sala Santa Cecilia (Auditorium Parco della Musica) vi sarà l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il violoncellista ungherese István Várdai, vincitore del primo premio al prestigioso ARD International Music Competition, acclamato dal New York Times come un interprete encomiabile per la sua fluidità e virtuosismo.
 
La prima parte del programma sarà interamente dedicata a Šostakovič ricordato – nel conquantenario della sua morte – attraverso l’esecuzione di due lavori che tra loro non potrebbero essere più diversi. Si inizia con la brillante Ouverture Festiva, originariamente concepita per celebrare i trent’anni dalla Rivoluzione russa e in seguito eseguita spesso durante anniversari e festività (quale miglior occasione, quindi, dell’anniversario di Šostakovič). A seguire, il Concerto per violoncello n. 2, dall’atmosfera più introspettiva e malinconica, che vedrà protagonista il violoncellista István Várdai (nella foto a sinistra).
Di tutt’altro respiro sarà la seconda parte della serata, dalle tinte decisamente più orientaleggianti: anch’egli di origine russa, Rimskij- Korsakov nutriva una forte fascinazione per l’Oriente, tanto da renderlo elemento costante e caratterizzante della sua musica. La sinfonia è ispirata alla celebre raccolta di racconti Le mille e una notte, da cui sono estrapolati singoli episodi, tra loro slegati. Rimskij- Korsakov scrisse di suo pugno una breve introduzione alla suite, rendendo chiaro il riferimento alla raccolta: «Di molte cose fantastiche gli raccontò Shahrazād, portando le parole di poeti e di canti, volando di fiaba in fiaba, e di racconto in racconto». La suite sinfonica assume, infatti, le sembianze di un racconto musicale, in cui il ruolo di ‘narratore’ è affidato a un tema del violino. Questo tema, come un vero e proprio filo conduttore, emerge in tutti i movimenti, creando continuità, e intende rappresentare la voce della giovane, colei che nella fonte originaria narrava i racconti.
 

EquiVoci Musicali | Omaggio a Puccini | sabato 1 marzo 2025

 

SABATO 1 MARZO 2025 ORE 21.00
TEATRO SAN GIUSEPPE
via Italia 76, Brugherio (MB)

UN BEL DI' VEDREMO
Puccini 1924-2024

Carmela Lopez, soprano
Wang Lian, tenore
Shuyang Ma, baritono
Kleva Metolli, pianoforte
Andrea Zaniboni, voce narrante

Concerto tributo che prevede l'esecuzione
delle più famose arie del repertorio del maestro.

Lo spettacolo alterna brani cantanti a brevi narrazioni e aneddoti sulla vita del compositore, alla presenza di una voce recitante e, grazie alla presenza di tre cantanti lirici (nella foto, il soprano Carmela Lopez)  accompagnati al pianoforte, gli spettatori verranno trasportati nella Roma di Tosca, la Parigi per La Bohème, la Cina di Turandot, il Giappone con Madama Butterfly.

La serata è a sostegno della Fondazione Martalive ETS, con sede a Brugherio, nata in ricordo di Marta Nurizzo e della sua lotta contro il carcinoma bronchiolo-alveolare che l'ha sottratta ai suoi cari a 21 anni. 

PRIMA DELL’OPERA: La vestale di Gaspare Spontini

 

Da considerarsi il capolavoro di Spontini per la possente ispirazione drammatica, la raffinatezza della parte strumentale e la stretta aderenza tra valori musicali, psicologia dei personaggi e azione scenica, La vestale è il prossimo appuntamento della Stagione d’Opera 2025 del Teatro Alighieri di Ravenna. Per l’occasione, il secondo incontro di Prima dell’opera è giovedì 27 febbraio, alle 18 nel Salone Nobile di Palazzo Rasponi dalle Teste (piazza Kennedy). L’approfondimento sul titolo in programma sarà guidato da Emilio Sala, musicologo e docente all’Università Statale di Milano. La vestale è in scena all’Alighieri venerdì 28 febbraio e domenica 2 marzo; l’allestimento della Fondazione Pergolesi-Spontini (nella coproduzione, oltre a Ravenna, anche Piacenza e Pisa) vede Gianluca Falaschi alla regia e Alessandro Benigni alla guida dell’Orchestra La Corelli.
 

Composta su libretto in francese di Victor-Joseph-Étienne de Jouy, La vestale fu rappresentata per la prima volta nel 1807 all’Académie Impériale de Musique (come era conosciuta allora l’Opéra di Parigi) in presenza dell’Imperatrice Giuseppina. La vestale conobbe un revival con l’allestimento alla Scala del 1954, con Visconti alla regia, Maria Callas e Franco Corelli in scena e Antonino Votto sul podio. A partire da quella storica produzione, Gianluca Falaschi immagina che la vestale romana e il soprano greco si rispecchino l’una nell’altra. Nel ruolo della giovane destinata al tempio c’è Carmela Remigio, mentre Bruno Taddia è Licinio, che di Giulia è innamorato; Joseph Dahdah è l’amico Cinna, mentre Daniela Pini è la Gran Vestale (nella replica del 2 marzo il ruolo è di Lucrezia Venturiello) e Adriano Gramigni interpreta il Gran Pontefice.

(foto di Stefano Binci)

Domenica 2 marzo concerto all’insegna di Schubert con il Trio di Parma per gli Amici della Musica di Firenze

 

Domenica 2 marzo, alle ore 19.00, al Teatro Niccolini, torna in stagione il Trio di Parma con un concerto interamente dedicato a Franz Schubert. Del compositore austriaco proporranno il Trio n. 1 in si bemolle magg. op.99 e il Trio n.2 in mi bemolle magg. op. 100.
Il Trio si è costituito nel 1990 nella classe di musica da camera di Pierpaolo Maurizzi al Conservatorio “A. Boito” di Parma ed è oggi una delle più autorevoli formazioni italiane in attività. Ha ottenuto riconoscimenti prestigiosi grazie alle affermazioni al Concorso Internazionale “Vittorio Gui” di Firenze, al Concorso Internazionale di Musica da Camera di Melbourne, al Concorso Internazionale della ARD di Monaco ed al Concorso Internazionale di Musica da Camera di Lione. Inoltre, nel 1994 l’Associazione Nazionale della Critica Musicale ha assegnato al Trio di Parma il “Premio Abbiati” quale miglior complesso cameristico.
Il Trio di Parma è stato invitato dalle più importanti istituzioni musicali in Italia (Accademia di Santa Cecilia di Roma, Società del Quartetto di Milano, Amici della Musica di Firenze, Gran Teatro La Fenice di Venezia, Unione Musicale di Torino, GOG di Genova, Amici della Musica di Palermo, Accademia Filarmonica Romana, per citarne solo alcuni) e all’estero (Philharmonie di Berlino, Carnegie Hall e Lincoln Center di New York, Wigmore Hall di Londra, Konzerthaus di Vienna, Sala Molière di Lione, Filarmonica di San Pietroburgo, Teatro Colón e Coliseum di Buenos Aires, Los Angeles, Washington, Amburgo, Monaco, Dublino, Varsavia, Rio de Janeiro, San Paolo, Festival di Lockenhaus, Melbourne Festival, Orta Festival).
 


Firenze, Sabato 1 marzo Anna Fedorova torna al Teatro della Pergola: “presento una raccolta di brani che hanno un significato molto profondo per me”


Sabato 1° marzo 2025, ore 16.00, al Teatro della Pergola, torna in stagione Anna Fedorova. Pianista ucraina, fin dalla più tenera età ha dimostrato un’innata maturità musicale e sorprendenti capacità tecniche. La sua registrazione in diretta del Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra di Rachmaninov ha superato i 40 milioni di visualizzazioni su YouTube ed è stata molto apprezzata dalla critica e dal pubblico.
Si esibisce regolarmente nelle sale da concerto più prestigiose del mondo, come il Concertgebouw di Amsterdam, la Carnegie Hall e il Lincoln Center di New York, il Palacio de Bellas Artes di Città del Messico, la Tonhalle di Zurigo, il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, il Bunka Kaikan di Tokyo, il Barbican Centre e la Royal Albert Hall di Londra.
Come solista, si è esibita con rinomate orchestre come la Philharmonia Orchestra, la Verbier Festival Orchestra, la Royal Philharmonic, la Tokyo Symphony, la Yomiuri Orchestra, la Ukrainian Freedom Orchestra, la Utah Symphony, la Dallas Symphony, la Hong Kong Philharmonic e la Netherlands Philharmonic.


È stata una delle prime musiciste a proporre l’idea di organizzare concerti di beneficenza per le vittime della guerra in Ucraina. Insieme ad amici e noti musicisti, il 6 marzo 2022 ha raccolto oltre 100.000 euro per le organizzazioni umanitarie al Concertgebouw di Amsterdam. Da allora, si è esibita in oltre 20 concerti di beneficenza nei mesi di marzo e aprile 2022.
"Nel mio recital presento una raccolta di brani che hanno un significato molto profondo per me" - ha dichiarato. "La Sonata Appassionata di Beethoven, che suono fin dall’adolescenza, è una delle mie preferite. I Notturni di Chopin, tra mistero e luminosità, offrono un contrasto perfetto, mentre il Carnaval di Schumann, con i suoi ritratti musicali e la celebrazione dello spirito libero, si lega all’ispirazione che mi ha portata alla fondazione della Davidsbündler Music Academy all’Aia, assieme a mio marito. Il recital si apre con The Messenger di Silvestrov, un brano carico di emozione e speranza, nato da un’esperienza di lutto e percepito come un messaggio dall’aldilà. È un programma che esplora intensamente la forza interiore, l’immaginazione e la connessione tra passato e presente”.

ACCADEMIA DI SANTA CECILIA. UN CALEIDOSCOPIO MUSICALE NEL RECITAL DI KHOLODENKO

 
Accademia di Santa Cecilia
Mercoledì 26 febbraio 2025 ore 20.30
Sala Sinopoli
pianoforte Vadim Kholodenko
 

Byrd
Prima Pavana e Gagliarda
John Come Kiss me now
Saariaho
Ballade
Beethoven
Sonata n. 16, op. 31 n. 1
Chopin
Mazurke op. 56
Mazurke op. 41
Sonata n. 3 op. 58

Dopo il successo riscosso a fine gennaio accanto al Maestro Pappano, torna a Santa Cecilia Vadym Kholodenko con un recital pianistico che lo vedrà esibirsi mercoledì 26 febbraio alle ore 20.30 in Sala Sinopoli (Auditorium Parco della Musica). Kholodenko sarà impegnato in un programma estremamente variegato e denso di contrasti, che passerà dal barocco del compositore inglese William Byrd, all’avanguardia musicale di Kaija Saariaho. La seconda parte del programma sarà, invece, più ‘classica’, incentrata sulla grande musica da camera di Beethoven e Chopin.
La vittoria al Fourteenth Van Cliburn International Piano Competition nel 2013 ha aperto a Kholodenko le porte di una carriera internazionale, che il pianista ha saputo condurre con notevole equilibrio: a seguito del concerto tenuto a Santa Cecilia lo scorso gennaio, il Maestro Pappano, che con lui condivideva il palco, ne lodò una “straordinaria tecnica e l’impressionante forza articolatoria” che non passa inosservata.
Durante la serata, Kholodenko inizierà con due composizioni del compositore inglese William Byrd, First Pavan and Galliard e John Come Kiss me now, brani che evocano l'eleganza del Rinascimento e l'articolazione complessa tipica della musica barocca. Dopo questo tuffo nel passato, la musica di Kaija Saariaho segnerà un netto salto nella contemporaneità. Il brano Ballade, scritto dalla compositrice finlandese nel 2005, esplora sonorità avanguardistiche e paesaggi emotivi densi di intensità. Saariaho, una delle voci più innovative della musica moderna, così descrisse la sua opera: «In questo breve brano ho voluto scrivere una musica con una melodia che nasce dalla tessitura per poi scendere nuovamente in essa; un’opera che si sposta continuamente da una tessitura complessa e dotata di più livelli, a linee singole e concentrate, per poi tornare indietro». La sua capacità di manipolare il suono e il tempo con estrema precisione crea un'esperienza musicale unica, in cui l’ascoltatore si perde tra le infinite sfumature di un paesaggio sonoro in continua trasformazione.
La seconda parte del concerto si concentrerà su un repertorio più classico, ma altrettanto affascinante. Kholodenko eseguirà la Sonata n. 16 in sol maggiore, op. 31 n. 1 di Beethoven, un’opera che risplende per la sua chiarezza formale e la sua innovativa articolazione tematica. A seguire, il pianista proporrà tre Mazurke di Chopin, evocando la bellezza della musica popolare polacca. Il concerto si concluderà con la Sonata n. 3 in si minore, op. 58 di Chopin, apice della sua composizione pianistica romantica.