giovedì 2 marzo 2023

Al Teatro Verdi di Pisa JUDITHA TRIUMPHANS di Vivaldi diretta da Carlo Ipaita il 17 e 19 marzo



Pisa, Teatro Verdi | venerdì 17 marzo, ore 20:30 - domenica 19 marzo, ore 15:30 | biglietti disponibili online su:www.vivaticket.com

JUDITHA TRIUMPHANS
Devicta Holofernis Barbarie

oratorio militare sacro in due parti RV 644
libretto di Giacomo Cassetti
dalla Bibbia, Libro di Giuditta

musica di Antonio Vivaldi

prima esecuzione assoluta: Venezia, Chiesa della Pietà, 1716
Editore Casa Ricordi, Milano

personaggi e interpreti

Juditha: Sonia Prina
Abra: Miriam Carsana
Holofernes: Francesca Ascioti
Vagaus: Shakèd Bar
Ozias: Federica Moi

maestro concertatore e direttore: Carlo Ipata
regia: Cristina Deda Colonna
scene e costumi: Manuela Gasperoni
light designer: Michele Della Mea

Orchestra Auser Musici
Coro Archè
maestro del Coro: Marco Bargagna

Nuova produzione e allestimento del Teatro di Pisa
Coproduzione Teatro Ponchielli di Cremona

La storia biblica di Giuditta, che seduce e decapita l’invasore Oloferne, fu usata da Antonio Vivaldi come allegoria per celebrare la vittoria veneziana dei Turchi nell’agosto del 1716, due mesi dopo aver difeso strenuamente l’isola di Corfù. Infatti, nel novembre di quello stesso anno, Vivaldi propose l’oratorio “militare sacro” Juditha triumphans nell’Ospizio della Pietà dove lavorava dal 1703. Questo oratorio è l’unico esistente dei quattro che Vivaldi compose e contiene pagine di straordinaria bellezza, come quella in cui Vagaus, servo di Oloferne, scopre la morte del suo padrone.

L’intensa atmosfera di guerra è trasmessa attraverso una scrittura corale dinamica; la fede e l’integrità di Judith attraverso una scrittura lirica e tenera. Di grande interesse è l’uso di molti strumenti diversi e relativamente rari, come la viola d’amore, il chalumeaux e la tiorba, usati da Vivaldi per mettere in evidenza i momenti più significativi.


4 Marzo - Il Combattimento al Museo Scienza Tecnologia Milano con La Risonanza diretta da Fabio Bonizzoni

 


Sabato 4 marzo


Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci Milano
Via San Vittore 21
Sala del Cenacolo
ore 17.30

Claudio Monteverdi
Il Combattimento di Tancredi e Clorinda

e altre musiche di Barbara Strozzi, Dario Castello, Agostino Steffani, Biagio Marini

Raffaele Giordani Testo
Emanuela Galli Clorinda
Iason Marmaras Tancredi

La Risonanza
Fabio Bonizzoni 
direttore

***

Ingresso al Museo con biglietto SCONTATO al prezzo di 7,50€ da richiedere presso la biglietteria. Prenotazione posti su eventbrite. L’ingresso in sala è possibile a partire dalle ore 17.00.

DOMENICA 5 MARZO AL RIDOTTO DEL TEATRO “ABBADO” IL DUO FORMATO DAL FLAUTISTA NICOLA GUIDETTI E DAL PIANISTA MASSIMILIANO DAMERINI

 


Domenica 5 marzo – Ridotto del Teatro “Abbado”, ore 10.30 – la stagione 2022/2023 di Ferrara Musica prosegue con il duo formato dal flautista Nicola Guidetti e dal pianista Massimiliano Damerini, che proporrà un itinerario d’ascolto incentrato sul flauto traverso nella musica da camera del Novecento. Il programma sarà arricchito da due brani per pianoforte, tra cui una composizione dello stesso Damerini. Il concerto si segnala esaurito in prevendita; agli spettatori interessati si consiglia di verificare in biglietteria la mattina stessa del concerto se vi siano alcune rinunce.

Nato a Ferrara, Nicola Guidetti è un flautista specializzato nel repertorio classico e contemporaneo. Si è formato sotto la guida di grandi flautisti come Severino Gazzelloni, Jean-Pierre Rampal, Conrad Klemm e Alain Marion. Ha iniziato presto l'attività concertistica, dedicandosi contemporaneamente all'insegnamento nei conservatori italiani; attualmente è docente al Conservatorio “Frescobaldi” di Ferrara. Il suo lavoro ha contribuito alla riscoperta di alcuni compositori del repertorio classico italiano come Giovanni Battista Martini, Luigi Boccherini, Ferdinando Carulli, Giuseppe Cambini e Bartolomeo Campagnoli. Pianista e compositore, Massimiliano Damerini ha suonato in alcuni dei più importanti teatri e sale da concerto del mondo. Nel 1997 la Süddeutsche Zeitung lo ha definito uno dei tre massimi pianisti italiani della nostra epoca, con Benedetti Michelangeli e Pollini. La critica italiana gli ha conferito il Premio Abbiati 1992 quale concertista dell’anno. La sua esecuzione di Ausklang di Helmut Lachenmann con l’Orchestra Sinfonica della RAI in prima italiana ha ricevuto un altro Premio Abbiati nel 2006. Guidetti e Damerini hanno inciso insieme un Cd per l’etichetta discografica Naxos dedicato alle Sonate per flauto e pianoforte di Haydn.

Il concerto inizia con la Sonata per flauto e pianoforte, scritta nel 1957 da Francis Poulenc per Jean-Pierre Rampal, con cui lo stesso compositore la eseguì per la prima volta in duo. Si prosegue con Syrinx che è il titolo dato postumo, nel 1927, al celebre assolo Flùte de Pan, scritto da Claude Debussy nel 1913. La presenza in programma di questa celebre pagina debussiana fa rientrare il concerto nel Focus dedicato da Ferrara Musica a Debussy in occasione del 160° anniversario della nascita. Il programma prosegue con Density 21.5 di Edgard Varèse, composto nel 1936 su richiesta di George Barrère per la “prima” del suo nuovo flauto di platino, al cui peso specifico, 21.5, è intitolato. Brano sempre novecentesco, la Suite Paysanne Hongroise di Bartók è l’arrangiamento di nove brani basati sulle Quindici canzoni contadine ungheresi, uno dei migliori esempi di rielaborazione pianistica di melodie etnofoniche. Completano il programma due pezzi per pianoforte, proposti tra la Poulenc e Debussy. Il primo è il Poème-Nocturne op. 61 (1912), che è emblematico dell’ultimo periodo di Aleksandr Skrjabin ed esprime già quella che sarà la dimensione mistica delle ultime Sonate. Catene di atomi lucenti, di Massimiliano Damerini, trae il titolo da un verso della poetessa Annalisa Cima, cui il brano è dedicato. 

Al Teatro Studio Borgna il 5 marzo Corrado Augias in "La musica, la Storia. Beethoven e Napoleone"

 


Appuntamento da non perdere domenica 5 marzo ore 18 (Auditorium Parco della Musica, Teatro Studio Borgna) con Corrado Augias che darà una personale lettura delle figure di Beethoven e di Napoleone. “Dobbiamo dunque cercare di capire” ha affermato Augias “perché questa sinfonia è stata chiamata Eroica. Beethoven la compone nel 1803. Sono gli anni in cui non Napoleone sfolgora; […] sta per vincere la più bella delle sue battaglie, quella di Austerlitz […]. Ma sembra anche che  porti all’Europa una ventata di libertà sull’onda della Rivoluzione francese, e che faccia cadere i vecchi troni che avevano oppresso il Continente per lungo tempo. Poi però […] nel 1804 Napoleone, a cui questa sinfonia era dedicata, si fa proclamare, si proclama da solo, Imperatore. E questo delude profondamente Beethoven, che scrive: ‛Anch’egli non è altro che un uomo comune’. Per cui strappa la dedica che aveva scritto sull’intestazione della Sinfonia, ‛A Bonaparte’ e la ridedica in italiano con la frase al ‛sovvenire di un grand’uomo’. Tutto questo, e molto di più, vi verrà narrato da Corrado Augias, che accompagnerà il pubblico in un viaggio avvincente intorno a Beethoven e Napoleone. Il racconto di Augias sarà inframmezzato da musica dal vivo, eseguita al pianoforte da Aurelio Canonici, e da brevi filmati. I prossimi appuntamenti con Corrado Augias saranno il 30 aprile alle ore 18 (Mahler) e il 14 maggio alle ore 18 (Šostakovič).

 

Auditorium Parco della Musica – Teatro Studio Borgna

domenica 5 marzo ore 18

 

BEETHOVEN E NAPOLEONE

Conduce Corrado Augias

pianoforte Aurelio Canonici

 

Biglietti: € 12 intero; abbonati e under 30 € 10

LA MUSICA CHE SALE: GIOVANNI SOLLIMA E L’ORCHESTRA CHERUBINI A CERVIA - Venerdì 3 marzo, alle 20, il primo dei concerti alla Darsena del Sale

 


Prendi uno sciamano del violoncello come Giovanni Sollima, una formazione come l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e…aggiungi il sale: una ricetta sicura per un’imperdibile serata di musica, quella di venerdì 3 marzo, alle 20, alla Darsena del Sale di Cervia. Il concerto apre la rassegna La musica che sale, promossa dal Comune di Cervia in collaborazione con la Fondazione Orchestra Cherubini e Darsena del Sale – Fonoprint nel solco del dialogo con Ravenna Festival che ha già caratterizzato la programmazione estiva. La Cherubini, che del Festival è orchestra residente, è protagonista del ciclo di tre concerti primaverili al fianco di solisti eccellenti. Il primo di questi, Giovanni Sollima, è al violoncello e alla direzione per il Concerto in do maggiore di Haydn incastonato fra due proprie composizioni – The N-Ice Cello Concerto e When We Were Trees. La prima è stata concepita per un violoncello di ghiaccio ma in questo caso sarà eseguito su un altrettanto inusuale violoncello di cartone, mentre il secondo brano, fra richiami vivaldiani e risonanze di foreste, ci ricorda che il violoncello era un tempo un albero (in questo caso Ilario Fantoni della Cherubini è il secondo violoncello solista). Biglietti 15 Euro per singolo concerto disponibili presso la Biglietteria del Teatro Alighieri, online su orchestracherubini.it e presso lo IAT di Cervia (0544 974400); per i residenti nel Comune di Cervia, un biglietto omaggio per ogni biglietto acquistato. 

Negli ultimi anni una fortissima attrazione per la natura mi ha portato ad allontanarmi sempre più dalla città, scegliendo luoghi dove ritmo, aria, spazio, tempo, albe, tramonti e odori siano ancora percepibili,” racconta Giovanni Sollima. Ci sono insomma ottime probabilità che, complice la naturale simpatia che le sue origini siciliane devono avere per l’identità marittima e salina di Cervia, il compositore e violoncellista si senta perfettamente a casa con questo concerto. Tanto più nella cornice dell’ex Magazzino – oggi Darsena – del Sale, luogo emblematico della storia di Cervia e del suo “oro bianco” e spazio restituito alla comunità nel segno del buon vivere.

La rassegna La musica che sale continua venerdì 14 aprile con Simone Zanchini alla fisarmonica e Giovanni Conti alla direzione per le atmosfere tango dei brani di Richard Galliano, Roberto Di Marino e Astor Piazzolla; mercoledì 17 maggio il trombettista Flavio Boltro e il suo quartetto uniscono le proprie forze a quelle del Decimino di fiati della Cherubini per un programma interamente dedicato al jazz.


Valčuha dirige il Concerto per pianoforte n. 2 di Liszt con Francesco Piemontesi alla tastiera e la Sinfonia n. 8 di Šostakovič al Parco della Musica

 

Accademia Nazionale di Santa Cecilia 22/23

Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone

Sala Santa Cecilia

giovedì 2 marzo ore 19.30, venerdì 3 ore 20.30, sabato 4 ore 18



GUERRA E PACE

Il primo concerto sinfonico del mese di marzo è in programma il 2 alle ore 19.30 (con repliche il 3 marzo alle ore 20.30 e il 4 marzo alle ore 18, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone), con due graditi ritorni sul palco della sala Santa Cecilia: il direttore slovacco Juraj Valčuha, che qui ha debuttato nel 2011, e il pianista svizzero Francesco Piemontesi, già ospite nel 2018 e in seguito esibitosi anche in tournée a Mosca e in Svizzera con l’orchestra ceciliana diretta da Pappano. Valčuha, Music Director della Houston Symphony, del San Carlo di Napoli nonché Primo Direttore Ospite dell’Orchestra del Konzerthaus di Berlino, aprirà la serata con il Secondo Concerto per pianoforte di Liszt, definito dal suo Autore un Concert Symphonique in omaggio a Henry C. Litolff, autore di diversi concerti per pianoforte in cui all’orchestra venne attribuito un ruolo di primo piano. Il Secondo Concerto fu composto a Weimar sul finire degli anni Quaranta e lì eseguito, dopo avere subito diverse revisioni, nel gennaio del 1857. La parte pianistica è affidata a Piemontesi, definito da Martha Argerich "un pianista meraviglioso, appassionato e intelligente”, riconosciuto interprete delle musiche di Liszt, che ha registrato anche su cd, per esempio, gli Années de pélerinage: “Mi sento molto vicino a Liszt. […] È stato uno dei personaggi più affascinanti a livello culturale, che seppe fare moltissimo in poco tempo, sia come pianista, sia come compositore. […]. Per noi pianisti rimane, ancora oggi, un grande punto di riferimento. Pensandoci bene, il pianoforte in Liszt diventa come una piccola orchestra”.  

Nella seconda parte del concerto Valčuha, che in Russia ha perfezionato i suoi studi di direzione d’orchestra, affronterà con il solito dominio tecnico e innata sensibilità l’Ottava Sinfonia del russo Dmitrij Šostakovič, scritta nel 1943, anno della sconfitta dell’armata tedesca a Stalingrado. Anche se il musicista non fa riferimenti specifici a un programma, è evidente quanto il clima psicologico di quegli anni si addensi sulla sinfonia, concepita come una dolorosa riflessione sull'esperienza bellica, intrisa di suoni di una tragedia ancora vicina, una composizione scura ed epica a proposito della quale il compitore dichiarò: “Questa nuova composizione è il tentativo di guardare al futuro, verso un tempo dopo la guerra. L’Ottava Sinfonia contiene molti conflitti interiori, tragici e drammatici, ma nel complesso è una composizione ottimistica e affermativa nei confronti della vita. Il quinto (e ultimo, n.d.r.) movimento contiene una musica serena e pastorale con diversi elementi danzanti, attraversati da motivi di musica popolare”. La prima esecuzione ebbe luogo a Mosca il 9 settembre 1943, con l’Orchestra Sinfonica dell’URSS diretta da Evgenij Mravinskij, che fu anche il dedicatario della composizione.

 

Juraj Valčuha

Juraj Valčuha è Music Director della Houston Symphony nonché Primo Direttore Ospite della Konzerthausorchester di Berlino. Inoltre è stato Direttore Musicale del Teatro di San Carlo dui Napoli dal 2016 al 2022 e Direttore Principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai dal 2009 al 2016. Nato a Bratislava, vi studia Composizione e Direzione, proseguendo poi gli studi a San Pietroburgo con Ilya Musin e a Parigi.

Nel 2006 debutta con l’Orchestre National de France e inizia la carriera italiana al Comunale di Bologna con La bohème. Da allora è salito sul podio delle orchestre più prestigiose quali i Münchner Philharmoniker, Gewandhausorchester di Lipsia, Staatskapelle di Dresda, Berliner Philharmoniker, l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam, le orchestre americane di Pittsburgh, Chicago, Cleveland, Los Angeles, San Francisco, National Symphony e New York Philharmonic, Philharmonia di Londra, Filarmonica della Scala e Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai ha effettuato tournée al Musikverein di Vienna, alla Philharmonie di Berlino, a Colonia, Monaco e Zurigo, nella stagione di Abu Dhabi Classics e al Festival Enescu di Bucarest.

Le ultime due stagioni lo hanno visto impegnato con la Chicago Symphony, la Cleveland Orchestra, New York Philharmonic, San Francisco e Pittsburg Symphony, la BBC Symphony,  Philharmonia,  i Wiener Symphoniker, i Münchner Philharmoniker, le orchestre di Radio di Francoforte, Amburgo, BBC Londra,  la Konzerthausorchester a Berlino e in tournée nelle capitali baltiche, nonché le Orchestre dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e dell’OSN Rai.

Recenti produzioni operistiche lo hanno portato in particolare  alla Deutsche Oper di Berlino con Elektra, alla Fenice di Venezia con Peter Grimes al Comunale di Bologna con Tristan und Isolde e Ariadne auf Naxos, Faust all’Opera di Firenze.  Notevoli produzioni di Elektra, La fanciulla del West, Lady Macbeth del distretto di Mtsensk, Kát’a Kabanová, Die Walküre, Don Carlo al San Carlo di Napoli. È stato insignito del Premio Abbiati 2018 come migliore direttore d’orchestra. La stagione 2022/2023 lo vede impegnato in apertura di stagione con il Teatro San Carlo (Don Carlo), alle Deutsche Oper Berlin (Turandot)., alla Bayerische Staatsoper di Munich con Boheme e Tristan und Isolde. Dirige concerti con la Filarmonica della Scala, la Konzerthaus di Berlino, la Yomiuri Orchestra di Tokyo,  l´Accademia di Santa Cecilia, le orchestre sinfoniche di Houston, Pittsburgh, San Francisco, Chicago, NDR Amburgo, Rai Torino e l´Orchestre National de France.

 

Francesco Piemontesi

Francesco Piemontesi è un pianista di eccezionale raffinatezza espressiva e impeccabile abilità tecnica. Ampiamente rinomato per la sua interpretazione di Mozart e del repertorio del primo Romanticismo, il suo stile e la sua sensibilità hanno una stretta affinità anche con il repertorio del tardo XIX e XX secolo, con Brahms, Liszt, Dvořák, Ravel, Debussy, Bartók e oltre. Francesco Piemontesi dice, a proposito di uno dei suoi grandi maestri e mentori, Alfred Brendel, che gli insegnò "ad amare il dettaglio delle cose".

La stagione 2021/22 ha portato Francesco Piemontesi ad esibirsi con la London Philharmonic Orchestra e Robin Ticciati, con cui ha suonato i concerti di apertura delle nuove sale da concerto di Ankara e Istanbul, a cui hanno fatto seguito impegni con la Bergen Philharmonic Orchestra, la Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, la Budapest Festival Orchestra, la Finnish Radio Symphony Orchestra, la Gürzenic-Orchester, la Philharmonia Zürich, i Wiener Symphoniker, la Seattle Symphony e la Museumsorchester di Francoforte sotto la direzione di Constantinos Carydis. I suoi recenti impegni salienti hanno incluso la “residenza” all'Orchestre de la Suisse Romande, la prima residenza che l'Orchestra abbia mai assegnato, così come il debutto con i Berliner Philharmoniker. Francesco Piemontesi si esibisce regolarmente con i maggiori ensemble in tutto il mondo: la London Symphony Orchestra, la Los Angeles Philharmonic, la Boston Symphony, la NHK Symphony, la Cleveland Orchestra, la Israel Philharmonic Orchestra, la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, la Filarmonica di Monaco, la London Philharmonic Orchestra, la Gewandhausorchester di Lipsia, la Pittsburgh Symphony Orchestra, la Filarmonica Ceca, la Filarmonica di Oslo, la Swedish Radio Symphony Orchestra, la Filarmonica di San Pietroburgo, l’Orchestre de Paris, l’Orchestre Symphonique de Montréal, l’Orchestre National de France, la Tonhalle-Orchester Zürich, l’Orchestra Nazionale della RAI di Torino e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Si è esibito con direttori del calibro di Vladimir Ashkenazy, Charles Dutoit, Ivan Fischer, Daniel Harding, Manfred Honeck, Marek Janowski, Neeme Järvi, Emmanuel Krivine, Ton Koopman, Zubin Mehta, Roger Norrington, Gianandrea Noseda, Antonio Pappano e Yuri Temirkanov.

Nel 2019 Francesco Piemontesi ha pubblicato un CD intitolato "Schubert Last Piano Sonatas" per Pentatone. Le registrazioni precedenti includono “Années de Pelerinage” di Liszt, Concerti per pianoforte di Mozart con la Scottish Chamber Orchestra e Andrew Manze per Linn, mentre per Naïve ha registrato i Préludes di Debussy e brani per pianoforte solo Mozart. Nato a Locarno, Francesco Piemontesi ha studiato con Arie Vardi prima di lavorare con Alfred Brendel, Murray Perahia, Cécile Ousset e Alexis Weissenberg. È diventato famoso a livello internazionale con premi in diversi importanti concorsi, tra cui la Queen Elisabeth Competition del 2007. Dal 2012 Francesco Piemontesi è Direttore Artistico delle Settimane Musicali di Ascona.

 

 

giovedì 2 marzo ore 19.30

venerdì 3 marzo ore 20.30

sabato 4 marzo ore 18

Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone – Sala Santa Cecilia

 

Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia

direttore Juraj Valčuha

pianoforte Francesco Piemontesi

 

Liszt Concerto per pianoforte n. 2

Šostakovič Sinfonia n. 8

L'Orchestra della Toscana ha un nuovo Direttore Principale. È Diego Ceretta, 26 anni, giovane talento tra i migliori della sua generazione

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Diego Ceretta è il nuovo Direttore Principale dell'Orchestra della Toscana. È stato scelto dal direttore artistico Daniele Spini su mandato del Consiglio di Amministrazione della Fondazione che si è riunito lo scorso 28 febbraio.

Milanese, 26 anni, Diego Ceretta è tra i giovani direttori italiani più promettenti della sua generazione. Risale allo scorso anno il primo incontro con l’ORT, in occasione dei concerti nelle Ville Medicee: un colpo di fulmine che si è rinnovato anche pochi giorni fa nei cinque fantastici e applauditi concerti diretti a Firenze e in Toscana. Ceretta, la cui carriera è in forte ascesa, nel 2023 conquisterà il primato di essere tra i pochissimi a dirigere nello stesso anno in tre dei più importanti festival che hanno storicamente lanciato le carriere dei giovani direttori: il Festival della Valle d’Itria di Martina Franca, il Rossini Opera Festival di Pesaro e il Wexford Festival Opera (Irlanda), di cui dirigerà l’apertura con una nuova produzione della rara Zoraida di Granata di Donizetti. Per l'ORT questa nomina rappresenta un nuovo importante passo verso una sua profonda trasformazione, la più importante dalla creazione ad oggi. Il ruolo di direttore principale era vacante dal giugno 2020 da quando cioè Daniele Rustioni concluse il suo mandato, dopo essere stato ben nove anni all'interno di questa fondazione. Rustioni sarebbe poi ritornato qualche mese dopo con il ruolo questa volta di direttore artistico. Da allora la nomina di un direttore principale era sempre rimasta in sospeso.

“Sono davvero felice che Diego Ceretta abbia accettato l’incarico di Direttore Principale dell’ORT – è il commento di Daniele Spini - Quando si riconosce un talento del genere non bisogna lasciarselo scappare! Daniele Rustioni e io abbiamo pensato a lui praticamente nello stesso istante: le sue prove nei mesi scorsi hanno confermato l'opinione che ci eravamo formata; i concerti degli ultimi giorni hanno chiarito definitivamente che era la persona giusta per dare ulteriore impulso al cambiamento in atto nella nostra orchestra, un rinnovamento che ha nelle sue intenzioni quella di creare una struttura più moderna, originale, e inserita nel contesto regionale con ancora maggiore determinazione”

È la prima novità della gestione Spini, altre ne arriveranno nei prossimi mesi, non solo sul piano artistico, ma anche su quello organizzativo, comunicativo e gestionale. L'ORT del resto ha sempre cercato di essere un modello originale, e lo è stato per la qualità delle proposte, l'attenzione al rapporto con il pubblico, la cura del territorio regionale. Inoltre ha da sempre avuto l'obiettivo di sviluppare il “talento giovane” (quando Andrea Tacchi la co-fondò nel 1980, aveva 27 anni), ed è immediato pensare in questo senso a Lü Jia, Daniel Harding fino allo stesso Daniele Rustioni. Nella stesso tempo Daniele Spini ha deciso di nominare Daniele Rustioni a direttore emerito, giusto riconoscimento per il ruolo avuto negli anni nello sviluppo di questa istituzione.

Musica d'organo nella Messa Vespertina dei sabati di Quaresima alla Basilica Santa Maria presso Satiro, Milano, il 4 marzo

 


Basilica Santa Maria presso Satiro
Milano
Via Torino 17/19
sabato 4 marzo 2023, ore 18

Musica d'organo
nella Messa Vespertina
dei sabati di Quaresima

Matteo Galli, organo

Programma musicale della celebrazione

ingresso
Johann Sebastian Bach (1685 - 1750)
Preludium in do minore  BWV 549a

dopo l'omelia
Johann Sebastian Bach (1685 – 1750)
Inventione n°7 in mi minore BWV 778

offertorio
Matteo Galli
improvvisazione

comunione
Johann Sebastian Bach (1685 - 1750)
Wir danken dir, Herr Jesu Christ,
dass du für uns gestorben bist (BWV 623)
Ti ringraziamo Signore Gesù Cristo,
tu che sei morto per per noi

prima della benedizione
Johann Sebastian Bach (1685 - 1750)
Fuga in do minore BWV 549b

al termine
Matteo Galli
improvvisazione

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La celebrazione eucaristica dei sabati di Quaresima ripropone un percorso di musica nella liturgia. Oggi risulta sempre più complesso connotare una definizione di musica sacra che possa veramente esprimerne un senso preciso. Si tratta di un’interessantissima riflessione che coinvolge la storia della liturgia e la storia della musica, senza trascurare aspetti sociologici e percettivi. L’obiettivo di questo percorso dei sabati di Quaresima è molto più concretamente orientato a proporre un ascolto musicale di qualità inserito nel contesto vivo della celebrazione liturgica. Quel luogo ideale per il quale la quasi totalità del repertorio organistico ha preso forma nel tempo e nella storia. Potremmo pensare alla musica di Bach, ampiamente proposta nelle celebrazioni di Quaresima, che possiamo ragionevolmente ritenere creata per il servizio liturgico. Peraltro in quel periodo il concerto d’organo non aveva certamente la connotazione attuale. Questa breve introduzione per dire che riportiamo la musica al centro, nel suo contesto originale (almeno dal punto di vista interiore), cerchiamo di rileggere un repertorio musicale ascoltandone il significato autentico che si connette con lo specifico periodo liturgico. La liturgia, viva e celebrata, diventa luogo per approfondire e per vivere la bellezza più profonda dell’arte. Un’arte sacra, una musica sacra perché parla di Dio al nostro cuore.

Il programma di oggi propone tre brani bachiani affiancati a brevi improvvisazioni. Si tratta del Preludio e fuga in do minore (BWV 549) che prende avvio un ampio solo di pedale da toni drammatici e scuri. Si tratta di un brano di piccole dimensioni ma dal carattere monumentale. La fuga, proposta dopo la Comunione ha un tema molto dinamico e singolare e spinge costantemente verso il finale libero e solare. Alla comunione Wir danken dir, Herr Jesu Christ, dass du für uns gestorben bist BWV 623 che possiamo tradurre con Ti ringraziamo Signore Gesù Cristo, tu che sei morto per per noi. Il brano, che prende avvio dalla melodia del corrispondente corale luterano scritta da Nickolaus Hermann nel 1551, è tratto dalla raccolta Orgelbüchlein. Il prossimo sabato esploreremo insieme alcuni aspetti del repertorio liturgico luterano da cui prende vita il vasto repertorio organistico bachiano. Il programma contiene anche i testi dei canti liturgici proposti per una partecipazione dell’assemblea al canto corale a cui siamo tutti invitati.