Jeneba Kanneh-Mason proviene da una delle famiglie più straordinarie della musica contemporanea: i Kanneh-Mason, sette fratelli e sorelle che suonano violino, pianoforte o violoncello, hanno conquistato le platee di tutto il mondo. Cresciuta a Nottingham, in Inghilterra, Jeneba è nata da un padre di origine antiguaise, Stuart Mason, direttore di un’importante catena alberghiera a Londra, e da una madre, Dr Kadiatu Kanneh, originaria della Sierra Leone e già docente universitaria a Birmingham. L’educazione familiare e multiculturale ha permesso ai fratelli Kanneh-Mason di fare della collaborazione e del dialogo musicale una vera forma di vita. Tra i fratelli, Sheku Kanneh-Mason, violoncellista, ha attirato l’attenzione globale per il suo straordinario talento. Già vincitore del BBC Young Musician competition nel 2016, Sheku registra per Decca ed è attualmente Artist in Residence alla New York Philharmonic.
«Il mio obiettivo è far dialogare mondi musicali diversi: dal classico al pop, fino alla world music, senza barriere», dichiara la giovane pianista, incarnando il talento fresco e la capacità di connettere tradizione e contemporaneità.
Jeneba, con studi al Royal College of Music di Londra e debutti di grande impatto ai BBC Proms, BBC Philharmonic e in recital alla Tonhalle di Zurigo, alla Wigmore Hall di Londra e presso l’Academy of Saint Martin in the Fields, ha appena pubblicato l’album “Fantasie” (Sony Classical, 2025), acclamato dalla critica internazionale per la sua versatilità e profondità interpretativa. Inoltre, nel novembre 2022 ha intrapreso un’ampia tournée europea eseguendo il Concerto di Price con l’orchestra Chineke!, progetto inglese che ha l’obiettivo di creare opportunità per musicisti di ogni etnia (“Championing change and celebrating diversity in classical music” il loro motto).
Tjeknavorian guida l’Orchestra nella prima assoluta di “Gioco di Squadra” di Nicola Campogrande (nella foto a destra), composizione pensata per celebrare lo spirito olimpico: un pezzo che esplora il lavoro di squadra, il dialogo tra le voci orchestrali e l’idea di eccellenza collettiva, trasformando la musica in metafora dello sport e della collaborazione. Il concerto prosegue con il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra di Rachmaninov, pietra miliare del repertorio pianistico, capace di unire virtuosismo tecnico e profondità espressiva. Ogni movimento, dall’apertura lirica al travolgente Allegro scherzando, mostra l’abilità del compositore di fondere cantabilità melodica e virtuosismo solistico.
Si chiude con la Sinfonia n. 7 di Beethoven, descritta da Wagner come “l’apoteosi della danza”, dove ritmo, energia e lirismo trovano equilibrio perfetto. L’Allegretto iniziale, con la sua pulsazione insistente, è tra le sezioni più celebrate del repertorio beethoveniano, mentre il finale Allegro con brio esplode in un inno di gioia e vitalità, sottolineando la capacità del compositore di coniugare struttura formale e intensità emotiva.
Venerdì 30 gennaio alle ore 18.30 si terrà una conferenza introduttiva nel Foyer della Balconata. Oreste Bossini in dialogo con Nicola Campogrande.























