giovedì 23 novembre 2017

Il balletto CARMEN di scena al Bellini di Catania



CARMEN
Balletto in quattro quadri
su musiche di Georges Bizet
liberamente ispirato alla novella omonima di Prosper Mérimée
e all’opera Carmen di Georges Bizet
Coreografia Agnese Omodei Salè e Federico Veratti
Scenografia Marco Pesta
Costumi Federico Veratti
Direttore Gianmario Cavallaro
Personaggi principali e interpreti
Carmen Alessia Campidori
Il Destino Alessandro Torrielli
Don José Alessandro Orlando
Escamillo Federico Mella
Micaela Marta Orsi
Balletto di Milano
ORCHESTRA DEL TEATRO MASSIMO BELLINI di catania
Prima rappresentazione
Martedì 21 Novembre ore 20.30 (Turno A)
Repliche
Mercoledì 22 Novembre ore 17.30 (Turno S1)
Giovedì 23 Novembre ore 17.30 (Turno R)
Venerdì 24 Novembre ore 16.30 (Turno S2)
Venerdì 24 Novembre ore 21.00 (Turno B)
Sabato 25 Novembre ore 17.30 (Turno C)
Domenica 26 Novembre ore 17.30 (Turno D)

Un ballo in maschera di Verdi inaugura la nuova stagione del Teatro La Fenice



 

La Fondazione Teatro La Fenice inaugura la Stagione Lirica e Balletto 2017-2018 con Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi. Il melodramma in tre atti, su libretto di Antonio Somma, torna sul palcoscenico di campo San Fantin a quasi vent’anni dalla sua ultima messinscena veneziana in un nuovo allestimento con la regia di Gianmaria Aliverta, le scene di Massimo Checchetto, i costumi di Carlos Tieppo, le luci di Fabio Barettin e i movimenti coreografici di Barbara Pessina. A guidare l’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice sarà il pluripremiato maestro coreano Myung-Whun Chung. La prima di venerdì 24 novembre 2017 alle ore 19.00, trasmessa in diretta su Rai Radio3, sarà seguita da quattro repliche, il 26 e 29 novembre, e l’1 e 3 dicembre 2017.


            La genesi del Ballo in maschera risale al febbraio 1857, quando il Teatro San Carlo di Napoli avviò dei contatti con Giuseppe Verdi per un’opera da rappresentare nel carnevale dell’anno successivo. Verdi propose un soggetto che s’ispirava a un fatto storico accaduto nel 1792: l’omicidio del monarca svedese Gustavo iii, perpetrato da un cortigiano durante un ballo. Nonostante fosse presto ben chiaro che la censura napoletana non avrebbe accettato di veder portato sulle scene l’omicidio d’un re, Un ballo in maschera fu terminato senza tener troppo da conto le avvisaglie sull’atteggiamento dei censori partenopei. Ma quando questi imposero che il protagonista dell’opera non fosse un monarca, che il ruolo d’Amelia fosse quello d’una sorella anziché d’una moglie, che il tema della cospirazione non recasse alcuna motivazione politica, che l’omicidio avesse luogo fuori scena, che la datazione venisse portata all’epoca medievale e che si eliminassero le scene del ballo e del sorteggio, Verdi abbandonò l’impresa.

Per presentare al pubblico la sua nuova opera, Verdi dovette pertanto attendere un’occasione più propizia: Un ballo in maschera esordì il 17 febbraio 1859 al Teatro Apollo di Roma e il pubblico ne decretò il successo che dura tuttora. Da rimarcare è che nemmeno la censura romana aveva accettato di veder rappresentata l’uccisione di un re; di conseguenza Verdi e Somma apportarono all’opera i cambiamenti destinati a rimanere definitivi: l’ambientazione venne trasferita da Stoccolma a Boston e Gustavo iii assunse i panni d’un Riccardo conte di Warwick e governatore del Massachusetts.

«La magia di quest’opera – spiega Chung, che per la quinta volta si misura con un’opera di Verdi in Fenice, dopo La traviata, Rigoletto, Otello e Simon Boccanegra – sta nel fatto che è un diamante che brilla, anzi un insieme di diamanti che brillano. Ognuno dei personaggi è un gioiello, ci troviamo di fronte a tanti gioielli circondati da una musica particolarmente brillante. Non conosco un altro titolo di Verdi che lo sia altrettanto. È davvero un ballo, una festa musicale con una brillantezza che non ritrovo normalmente in Verdi. Anche nella Traviata ci sono momenti del genere, ma non tutta l’opera ne è pervasa».

«La mia idea scenica – spiega il regista Gianmaria Aliverta, già applaudito a Venezia per la messinscena di Mirandolina – parte dal fatto che sia la politica a generare gli avvenimenti che portano alla catastrofe finale. Antonio Somma, per assecondare le esigenze della censura trasponendo la trama in America, introduce diversi personaggi di colore o creoli: questo elemento non può che richiamare alla mente il problema della schiavitù e le condizioni della popolazione nera americana. Per enfatizzare quest’aspetto ho pensato di ambientare l’opera non nel periodo previsto dagli autori, una Boston della fine del Seicento, ma all’epoca in cui è stata composta, cioè la seconda metà dell’Ottocento, e per essere più precisi il ventennio che va dal 1867 al 1887. Siamo alla fine della guerra di Secessione, quando è stato già approvato il xiii emendamento, con il quale la schiavitù viene abolita per sempre».

Nella nuova messinscena fenicea, Riccardo sarà interpretato dal tenore Francesco Meli, Renato da baritono Vladimir Stoyanov, Amelia dal soprano Kristin Lewis. Figurano inoltre nel cast Silvia Beltrami nel ruolo dell’indovina Ulrica, Serena Gamberoni in quello di Oscar, William Corrò in quello del marinaio Silvano; Simon Lim e Mattia Denti interpreteranno i due congiurati Samuel e Tom, Emanuele Giannino sarà un giudice, mentre gli artisti del Coro del Teatro La Fenice Roberto Menegazzo e Dionigi D’Ostuni si alterneranno nel ruolo del servo d’Amelia. Oltre al Coro del Teatro La Fenice preparato da Claudio Marino Moretti, sarà impegnato anche il coro di voci bianche dei Piccoli Cantori Veneziani preparati da Diana D’Alessio.

L’opera, che sarà proposta con i sopratitoli in italiano e in inglese, sarà in scena al Teatro La Fenice venerdì 24 novembre 2017 ore 19.00 (turno A), domenica 26 novembre 2017 ore 15.30 (turno B), mercoledì 29 novembre 2017 ore 19.00 (turno D), venerdì 1 dicembre 2017 ore 19.00 (turno E) e domenica 3 dicembre 2017 ore 15.30 (turno C).


mercoledì 22 novembre 2017

Al Teatro Alighieri di Ravenna TOSCA completa la 'Trilogia d'Autunno 2017'

Giovedì 23 novembre, alle 20.30, Tosca conclude il secondo trittico d’opera della Trilogia d’Autunno 2017 di Ravenna Festival che venerdì riparte nuovamente da Cavalleria per un nuovo weekend dedicato all’opera italiana sotto il segno del Verismo in musica: sabato sarà la volta di Pagliacci e domenica ancora Tosca.

Il cast vocale è lo stesso accolto da un caloroso successo alla prima di domenica: Tosca è Virginia Tola mentre Diego Cavazzin veste i panni di Cavaradossi. Nel ruolo di Scarpia Andrea Zaupa, Paolo Gatti e Giorgio Trucco interpretano rispettivamente Angelotti e il sagrestano, mentre Spoletta e Sciarrone sono interpretati da Filippo Pollini e Ion Stancu. Il pastorello è interpretato da Julie Cassanelli studentessa quindicenne del Liceo Musicale di Forlì che porta in Tosca il contributo di quelle giovani energie creative impegnate in Cavalleria e Pagliacci remix. Sul podio dell’Orchestra Giovanile Cherubini Vladimir Ovodok mentre il Coro del Teatro Municipale di Piacenza è preparato da Corrado Casati e le voci bianche del coro Ludus Vocalis sono dirette da Elisabetta Agostini.

Rappresentata per la prima volta nel gennaio 1900, Tosca è un’opera che ci accompagna all’alba del nuovo secolo, con lo sguardo già puntato sugli sviluppi di quel teatro musicale che di Puccini è profondamente debitore. Nella regia di Cristina Muti l’opera è ambientata in una Roma chiusa e soffocante dove le luci - di Vincent Longuemare - e le proiezioni - di David Loom e Davide Broccoli - sottolineano chiaroscuri da cui emerge la passione politica ancor più che quella amorosa: è infatti dalla rivolta, dall’amor di patria che tutto muove. Dopo il Te Deum per il quale il popolo romano si raccoglie a testimoniare gli eventi, l’assoluta solitudine della camera di tortura - luogo di sofferenza solo evocato dalle grida straziate di Cavaradossi -  si duplica nell’altrettanto assoluta solitudine di Tosca sugli spalti di Castel Sant’Angelo, che si apre sull’abisso e sul mattino, finendo per rappresentare l’unica via di fuga per la donna.

Unipol Banca, tra i sostenitori della Trilogia d’Autunno, è lo sponsor di questa recita di Tosca.

Al Carlo Felice di Genova si presenta il nuovo allestimento di RIGOLETTO



Teatro Carlo Felice
Conferenza Stampa
Venerdì 24 novembre
h 11.30
Sala Paganini

Rigoletto
Melodramma in tre atti di
Francesco Maria Piave

Musica di Giuseppe Verdi


Direttore Francesco Ivan Ciampa

Regia Rolando Panerai

Costumi Regina Schrecker

Luci Luciano Novelli

Coreografia Giovanni Di Cicco

Nuovo allestimento Fondazione Teatro

Carlo Felice da un’idea di Rolando Panerai

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice

Maestro del Coro Franco Sebastiani


Interverrà:

Maurizio Roi Sovrintendente

Giuseppe Acquaviva Direttore Artistico

Rolando Panerai Regista

Regina Schrecker Costumista

______________________________________
Si prega confermare
010.5381.223
Direzione

Milano - Per 'Le voci della città' incontro con Lukas Sommer il 24 novembre al Museo degli Strumenti Musicali



incontro con Lukas Sommer
30 minuti

un compositore
una chitarra
Un incontro con il compositore e chitarrista della Repubblica Ceca Lukas Sommer, uno dei tre finalisti in gara al concorso internazionale di composizione "Felice Novaro".
Circa 30 minuti fra musica e parole musicali
venerdì 24 novembre 2017, ore 16.30
Lukas Sommer, chitarra


modalità di accesso
ingresso gratuito

accesso dalla biglietteria alle ore 16.30 con ritiro del voucher
la prenotazione è consigliata

info@levocidellacitta.it
02 3966 3547



  Un appuntamento per tutti per incontrare e conoscere da vicino i musicisti impegnati dal vivo

Si tratta di un momento musicale aperto a tutti, anche ai più piccoli. In questi casi l'artista propone un breve concerto con uno spazio dedicato alla conversazione e introduzione dei brani. Il programma è breve, sintetico e a misura anche dei più giovani. Lukas Sommer è uno dei finalisti in gara per l'assegnazione del premio di composizione "Felice Novaro" la cui giuria è composta da Krzysztof Penderecki (presidente), Cristian Carrara, Pierangelo Conte, Richard Danielpour e Giovanni Sollima

Lukáš Sommer è tra i più importanti ed apprezzati giovani compositori emergenti della Repubblica Ceca. Nato nel 1984 a České Budějovice dove si è diplomato al Conservatorio nella classe di chitarra di Vilma Manová e nella classe di composizione di Jiří Churáček. In seguito si è laureato presso l’Accademia delle Arti di Praga nella classe di composizione di Ivan Kurz e nella classe di chitarra di Milan Zelenka. Le sue creazioni spaziano dalla composizione di musica classica all'arrangiamento, è anche autore di musica orchestrale, musica da camera e musica vocale. Le sue composizioni sono state suonate a Tokyo, Parigi, Vienna, Toronto, Seoul e Amsterdam. Nel 2011 ha composto un concerto per flauto "Lettera al padre" per il festival di musica classica "Primavera di Praga". E’ stato il più giovane compositore ad aver lavorato per questo festival. Lukáš Sommer si occupa anche di arrangiamenti musicali, di musica popolare e per il cinema.


PROGRAMMA

Lukáš Sommer
Variations on Over the rainbow
Windsurfing
Song for Lili
Lullaby fo Mathyas
Hommagio a Jan Kaplicky
Introduzione e Rondo in old style
Minute Fandango