domenica 4 novembre 2012

Omaggio a Sonia Prina - parte prima


PARTENOPE (Vinci) - Godi, spera, e sai perchè ?

MOTEZUMA (Vivaldi) - Là sull'eterna sponda
ARTASERSE (Hasse) - S'impugni la spada


Raina Kabaivanska, regina del Belcanto

LA STRANIERA - Sono all'ara... Or sei pago (1981, dir. M.Arena)


FAUSTA - Tu che voli già spirto beato (1981, dir. D.Oren)


BEATRICE DI TENDA - Respiro io qui (1966, dir.1955, dir. V.Gui)


ROBERTO DEVEREUX - Vivi ingrato (1988, dir. J.Rudel)

venerdì 2 novembre 2012

LA NAVE di Montemezzi e D'Annunzio ripresa dalla compagnia newyorkese 'Teatro Grattacielo'



Di Italo Montemezzi L’amore dei tre re (1997), I cavalieri di Ekebù (2000), La farsa amorosa (2006), L’incantesimo (2007), e poi Iris, L’Arlesiana, Risurrezione, La Wally, La cena delle begge, Guglielmo Ratcliff, Zazà, L’oracolo (di Franco Leoni, Il piccolo Marat, I gioielli della Madonna, Il Re, I compagnacci (di Primo Riccitelli): ecco il repertorio verista (ma anche post-verista) che la compagnia operistica professionale Teatro Grattacielo ha proposto a partire dal 1997 alla Alice Tully Hall che, necessitando di alcuni lavori di ristrutturazione tra il 2006 e il 2009, è stata sostituita al Rose Theater, Home of Jazz al Lincoln Center. Fondato nel 1994 dal soprano e insegnante di canto Duane Printz, oggi Direttore Artistico ed Esecutivo, il Teatro Grattacielo (che prende il nome dal cinema genovese che ospitò le stagioni liriche durante il lungo periodo di silenzio postbellico del Carlo Felice) vede oggi Direttore Onorario Jolanda Tarquinia Zandonai, figlia del compositore. Celebri voci hanno contribuito ad alcuni allestimenti, come Aprile Millo (in Zazà), o Lando Bartolini (ne La cena delle beffe). L’ultimo allestimento è La nave di Zandonai, che il compositore stesso diresse a Chicago nel 1919, e fu l’ultima esecuzione americana.
Questo uno dei giudizi della critica dopo la ripresa, nel ’38, con Gina Cigna e diretta da Tullio Serafin:
“Opera di un musicista fornito di buoni studi e notevolmente esperto della tecnica dell’orchestrazione, e che possiede un certo suo senso teatrale, la Nave del maestro Montemezzi è nondimeno una di quelle opera sulle quelle ben poco la critica può dire. Accuratamente composte e orchestrate come è sarebbe ingiusto farla oggetto di censure dal punto di vista della correttezza tecnica. Ma d’altra parte non mi pare che essa presenti alcun proprio carattere estetico, o alcuna arditezza, o alcuna novità – di concezione fondamentale o di forme architettoniche o di lunguaggio – per cui la critica, per poi consentire o disapprovare, possa discuterla … Se negli eposodi più dolcemente affetuosi e idillici la musica del maestro Montemezzi, sempre accuratissimamente composta, ma scolastica, è di un romanticiso che può ricordare quello fine e amabile dello Zandonai, negli episodi più drammatici e concitati, e ancora più nelle scene maggiormente complesse e movemente, essa è di un romanticism che proviene dalla cosidetta “grande opera” pseudoctorica, o che è di derivazione nettamente straussiana.
Il che su può comprendere potesse avvenire a un musicista il quale scrivendo, in età più giovanile, quella notevolissima opera che è l’Amore dei tre Re (pa più importante delle sue opera) era stato in Italia il più wagneriano tra I più rinomati compositori di opera teatrali della sua generazione. ("La Tribuna” 15 dicembre, Pizzetti).
Sergio Albertini



31 ottobre 2012, 8:00 p.m. Rose Theater Home of Jazz
at Lincoln Center's Frederick P. Rose Hall
Time Warner Center, NYC
Teatro Grattacielo orchestra conducted by
Israel Gursky
featuring
The Dessoff Symphonic Choir,
Christopher Shepard, director

I Giullari di Piazza dancers
        
Marco Gràtico
Robert Brubaker
Basiliola
Tiffany Abban
Sergio Gràtico
Daniel Ihn-kyu Lee
Orso Faledro
Ashraf Sewailam
Gauro, the Stonecutter/ Pietro Orseolo
Matthew A. Kreger
Traba, the Monk
Joseph Flaxman
The Master of the Waters
John Tiranno
Simon d’Armario, the Helmsman
Rod Gomez
Lucio Polo, the Pilot/the Exorcist
Damian Savarino
Floca, the Archer
Joshua South
The Master’s Mate
Austin Kness (début)
The Miller/The Survivor
Kirt Dougherty
A Voice
Suzanne Stadler


giovedì 1 novembre 2012

Da Caccini a Zorzini, una Liederabend con la Scaini


Domenica 30 ottobre 2011 ore 21.30 Teatro Comunale di Camino al Tagliamento

Si svolge a Camino al Tagliamento, il festival di musica e arte contemporanee Camino Contro Corrente, organizzato dall’associazione Kairòs e giunto alla sua quarta edizione che, con il titolo “Rose & Rosignoli”, indaga il concetto di natura, o meglio, di come la musica e l’arte oggi ripensano la natura.
Camino Contro Corrente si fregia anche quest’anno della
presenza del soprano Francesca Scaini accompagnata
come da tradizione dal pianista Francesco Zorzini.
L’ampia scelta di autori e i vari stili presentati raccontano
di come la forza evocativa della musica restituisca il
presagio di una fine, attraverso i vari gradi del precario e
del corruttibile.

Il CALIGOLA (1672) di Pagliardi a Rouen



CALIGOLA DELIRANTE
Pagliardi

NOVEMBRE
MAR. 20 • 20h30  
MER. 21 • 10h30  
MER. 21 • 20h30  

Giovanni Maria Pagliardi (Genova, 1637 - Firenze 1702) fu noto alla sua epoca soprattutto come autore di melodrammi: Caligola delirante (1672), Lisimaco (1673), Il Numa Pompilio (1674), rappresentati a Venezia, cui fanno seguito Il pazzo per forza (1687), Il tiranno di Colco (1688), Il Greco in Troia (1689), Attilio Regolo (1693), rappresentati a Firenze, città dove dagli inizi degli anni Settanta era stato nominato maestro di cappella al sevizio della corte medicea, e attivo anche come insegnante del principer Ferdinando, direttore musicale e principale compositore d’opere (alcune delle quali vennero eseguire a Palazzo Pitti).
Il 20 e 21 novembre all'Opèra di Rouen rivive proprio Caligola delirante,sua prima opera e suo maggior successo, che solo nel 1675, a tre anni dalla prima rappresentazione, fu oggetto di quattordici riprese in cinque città diverse.
L'opera è stata ripresa nel setembre 2011 a Charleville Mézières, e successivamente eseguita a Reims (ottobre 2011), Gand (dicembre 2011), Besançon (dicembre 2011), Parigi (marzo 2012), Vitry sur Seine (marzo 2012), e dopo Rouen l'opera verrà ripresa a Quimper (dicembre 2012).
La riscopertà è di Vincent Dumestre col suo Ensemble Le Poème HArmonique, e con i solisti Olivier Coiffet (Caligula), Caroline Meng (Cesonia), Jean-François Lombard (Tigrane/Claudio), Hasnaa Bennani (Teosena), Serge Goubioud (Gelsa/Nesbo), Florian Goetz (Artabano/somitio). Si tratta di una produzione del Centro Veneziano per la Musica BArocca, dell'Opèra di Reims, Arcadi, Fondation Orange, Le Poème Harmoniqe, l'Institut International de la Marionnette de Charleville-Mèzières. Le marionette sono di Mimmo Cuticchio, che firma la regia assieme ad Alexandra Ruebner, le tele dipinte sono di Isaure de Beauval, le luci di Patrick Naillet, e i marionettisti sono la Compagnia Figli d'Arte Cuticchio di Palermo.

La trama - Caligola, imperatore di Roma, si innamora di una sconosciuta regina di sgrande bellezza, Teosena, che è venuta a chiedere aiuto dopo la morte del marito in mare, Tigrane, re della Mauritania. Caligola ordina di fare un ritratto della regina, scatenando l'ira dell'imperatrice Cesonia sua sposa, e con lo stupore del pittore, schiavo, che è in incognito lo stesso Tigrane, sopravvissuto al naufragio.
Caligola espone pubblicamente il suo amore per Teosonia: Cesonia gli fa bere una pozione. Tigrane frattanto cerca di farsi riconoscere dalla moglie, ma il suo maestro, Artabano, re dei PArti, anch'egli innamorato di Teosena, lo sfida.
In una grande scena musicale, Caligola cade in preda alla follia, cacciando la moglie, inseguendo i suoi ospiti, cercando di sedurre la vecchia nutrice, immaginandosi Ercole che caccia Diana, e poi un pastore innamorato della luna. Il Senato, turbato da questo delirio, depone Caligola in favore di Claudio, manda Cesonia in esilio, mentre Tigrane, riconciliatosi con Teosena, cerca di far valere i propri diritti contro il rivale Artabano, che ancora non comprende come una regina possa invaghirsi di uno schiavo.
Caligola, dato per morto dopo essere stato ferito a sangue ritorna in sè, recuperando anche il rapporto con la moglie Cesonia. Tutto rientra nella normalità, e Caligola aiuterà Tigrane a riconquistare il suo trono in Mauritania.
Sergio Albertini