La ricerca musicale contemporanea attraversa da tempo un processo di ridefinizione dei propri linguaggi, nel quale le distinzioni tra composizione strumentale, sperimentazione elettronica e pratiche performative cedono progressivamente il passo a nuove modalità di concepire e organizzare il materiale sonoro e musicale. È in questa prospettiva che si colloca l'incontro tra Caterina Barbieri (nella foto a sinistra di Igor Pjört), tra le personalità più significative della scena elettronica internazionale, e FontanaMIX ensemble, formazione da oltre vent'anni impegnata nell'esplorazione dei linguaggi musicali del nostro tempo, protagonisti giovedì 12 novembre, alle ore 20.30, al Teatro Comunale Pavarotti-Freni dell'appuntamento conclusivo del Modena Belcanto Festival.
Al centro del concerto, la prima
esecuzione assoluta di Reincarnations, nuova creazione commissionata
dal Modena Belcanto Festival e da FontanaMIX ensemble nell'ambito del
progetto Contemporary Past-Present-Future, affidata alla
concertazione di Francesco La Licata. Un incontro che nasce dalla
convergenza di due esperienze artistiche maturate in ambiti
differenti e accomunate da una concezione della musica come processo
di continua trasformazione, nel quale la scrittura, l'elaborazione
elettronica e l'intervento dell'interprete concorrono alla
definizione di un organismo sonoro in costante evoluzione.
Nata a Bologna e formatasi attraverso gli studi di chitarra classica e composizione elettroacustica, perfezionati all'Elektronmusikstudion di Stoccolma, Caterina Barbieri ha sviluppato un linguaggio di forte riconoscibilità, fondato sull'esplorazione delle possibilità generative dei sintetizzatori modulari e sull'indagine dei rapporti tra suono, tempo e percezione. Fin dai primi lavori discografici, da Vertical a Patterns of Consciousness, la ripetizione costituisce il principio di una scrittura nella quale sequenze apparentemente regolari producono continue modificazioni dell'ascolto, attraverso minime variazioni, sovrapposizioni timbriche e articolazioni ritmiche capaci di alterare la percezione della durata e dello spazio. Una ricerca che, nutrita dalle esperienze del minimalismo nordamericano e della tradizione musicale indostana, trova in Ecstatic Computation, pubblicato nel 2019, una delle sue formulazioni più compiute, affidando alla reiterazione e alla progressiva trasformazione del materiale sonoro la costruzione di strutture musicali di particolare intensità espressiva. Con Spirit Exit, realizzato durante il periodo di isolamento della pandemia e pubblicato nel 2022 dalla propria etichetta light-years, il suo universo compositivo si amplia ulteriormente attraverso una più articolata organizzazione delle sonorità, l'introduzione della voce e il confronto con strumenti e pratiche differenti, sviluppando una riflessione sempre più approfondita sulle relazioni tra dimensione fisica del suono, esperienza percettiva e stati della coscienza. È un percorso che trova oggi un significativo riconoscimento internazionale nella direzione artistica della Biennale Musica di Venezia, assunta nel 2025, e che nella collaborazione con FontanaMIX ensemble acquista una nuova prospettiva attraverso l'estensione dei procedimenti generativi e semi-aleatori della sintesi modulare alla scrittura per strumenti acustici.
Nata a Bologna e formatasi attraverso gli studi di chitarra classica e composizione elettroacustica, perfezionati all'Elektronmusikstudion di Stoccolma, Caterina Barbieri ha sviluppato un linguaggio di forte riconoscibilità, fondato sull'esplorazione delle possibilità generative dei sintetizzatori modulari e sull'indagine dei rapporti tra suono, tempo e percezione. Fin dai primi lavori discografici, da Vertical a Patterns of Consciousness, la ripetizione costituisce il principio di una scrittura nella quale sequenze apparentemente regolari producono continue modificazioni dell'ascolto, attraverso minime variazioni, sovrapposizioni timbriche e articolazioni ritmiche capaci di alterare la percezione della durata e dello spazio. Una ricerca che, nutrita dalle esperienze del minimalismo nordamericano e della tradizione musicale indostana, trova in Ecstatic Computation, pubblicato nel 2019, una delle sue formulazioni più compiute, affidando alla reiterazione e alla progressiva trasformazione del materiale sonoro la costruzione di strutture musicali di particolare intensità espressiva. Con Spirit Exit, realizzato durante il periodo di isolamento della pandemia e pubblicato nel 2022 dalla propria etichetta light-years, il suo universo compositivo si amplia ulteriormente attraverso una più articolata organizzazione delle sonorità, l'introduzione della voce e il confronto con strumenti e pratiche differenti, sviluppando una riflessione sempre più approfondita sulle relazioni tra dimensione fisica del suono, esperienza percettiva e stati della coscienza. È un percorso che trova oggi un significativo riconoscimento internazionale nella direzione artistica della Biennale Musica di Venezia, assunta nel 2025, e che nella collaborazione con FontanaMIX ensemble acquista una nuova prospettiva attraverso l'estensione dei procedimenti generativi e semi-aleatori della sintesi modulare alla scrittura per strumenti acustici.
In Reincarnations il rapporto tra componente elettronica e
presenza strumentale diventa così il terreno di un'indagine sulla
natura stessa del processo compositivo, sulle possibilità di
definizione e indeterminatezza del materiale musicale e sulle
relazioni che si stabiliscono tra organizzazione formale, gesto
esecutivo e trasformazione timbrica. La macchina e lo strumento, il
principio di calcolo e l'intervento umano partecipano a un medesimo
processo creativo, nel quale la ripetizione si apre alla variazione e
la struttura accoglie l'imprevedibilità dell'esecuzione. Una
concezione che si inserisce nella più ampia evoluzione della musica
del secondo Novecento, dalle esperienze di Luciano Berio e Karlheinz
Stockhausen alle successive ricerche sulla vocalità, sulla
spazializzazione e sulle proprietà fisiche del suono, fino alle
pratiche compositive più recenti, nelle quali l'integrazione tra
tecnologie e strumenti tradizionali ha progressivamente ampliato le
possibilità della scrittura musicale. In questa prospettiva assume
particolare rilievo la collaborazione con FontanaMIX ensemble,
fondato a Bologna nel 2002 e protagonista di un'intensa attività
dedicata alla creazione e alla diffusione della musica contemporanea,
attraverso commissioni, prime esecuzioni e progetti che pongono al
centro il rapporto diretto tra compositori e interpreti. La sua
esperienza, maturata nel confronto con il repertorio del secondo
Novecento e con le nuove generazioni della composizione, offre alla
ricerca di Barbieri una dimensione strumentale nella quale i processi
elaborati attraverso la tecnologia possono svilupparsi secondo
differenti possibilità di articolazione, interazione e
trasformazione. Il progetto Contemporary Past-Present-Future trova
così una concreta espressione artistica nell'incontro tra due
differenti modalità di concepire il suono e la sua organizzazione,
contribuendo a una riflessione sulla contemporaneità musicale che
riconosce nella pluralità delle esperienze e nella circolazione dei
linguaggi una delle condizioni essenziali della creazione.
Con Reincarnations, il Modena Belcanto Festival accoglie dunque una proposta che amplia l'orizzonte della propria programmazione e restituisce alla ricerca musicale il suo carattere di esperienza viva, capace di rinnovare il rapporto tra composizione, interpretazione e ascolto.
Al termine del concerto, alle ore 22.00, è previsto un aftershow presso Pervenio, in via Lodovico Antonio Vincenzi 6B a Modena, a cura di Acid Tank, Outer e Moninga. L'ingresso è riservato ai possessori del biglietto del concerto, fino a esaurimento dei posti disponibili.
Con Reincarnations, il Modena Belcanto Festival accoglie dunque una proposta che amplia l'orizzonte della propria programmazione e restituisce alla ricerca musicale il suo carattere di esperienza viva, capace di rinnovare il rapporto tra composizione, interpretazione e ascolto.
Al termine del concerto, alle ore 22.00, è previsto un aftershow presso Pervenio, in via Lodovico Antonio Vincenzi 6B a Modena, a cura di Acid Tank, Outer e Moninga. L'ingresso è riservato ai possessori del biglietto del concerto, fino a esaurimento dei posti disponibili.


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