Istituzione Universitaria dei Concerti
I CONCERTI DELL’AULA MAGNA
Sabato 17 gennaio ore 17.30 – Aula
Magna Sapienza, Università di Roma
Il peso della leggerezza
Omaggio ad Aldo Ciccolini
MARCO SCOLASTRA pianoforte
Gioachino Rossini
da Péchés de
vieillesse (Peccati di vecchiaia):
Barcarole
Mon prélude hygiénique du matin
Une caresse à ma femme
Première communion
Riens n. 5: Allegretto moderato
Memento homo
Assez de memento: dansons
Erik Satie
Trois Gymnopédies
Trois Gnossiennes
Embryons desséchés
Sport et divertissements
Je te veux (da Chansons de
café-concert)
La Diva de l’Empire (da Chansons de
café-concert)
Sabato 17 gennaio alle ore 17.30 in Aula Magna della Sapienza Università di Roma la stagione concertistica della IUC prosegue con Il peso della leggerezza, recital di Marco Scolastra. Pianista italiano apprezzato a livello internazionale e presenza consolidata alla IUC, in carriera si è esibito in contesti prestigiosi, ha suonato sotto la guida di importanti direttori e collaborato con grandi artisti, da Renato Bruson a Raina Kabaivanska a Charlie Siem: intensa la collaborazione con illustri attori, da Elio Pandolfi a Lucia Poli. Marco Scolastra è da sempre appassionato della musica del Novecento e dei nostri giorni: il recital proposto cade in occasione del centenario della nascita del grande Aldo Ciccolini, che è stato anche suo Maestro. Un omaggio sentito che si sviluppa attraverso due autori molto cari a Ciccolini: Gioachino Rossini con i Péchés de vieillesse, ed Erik Satie, che gli diede la fama internazionale con l’incisione dell’integrale pianistica mai effettuata precedentemente.
Racconta infatti Marco Scolastra: Nel 2025 ricorre il centenario della nascita di Aldo Ciccolini, uno dei più grandi pianisti del Novecento, che ho avuto la fortuna e l’onore di avere come Maestro per tre anni consecutivi diplomandomi con lui presso l’Accademia di Perfezionamento “Aldo Ciccolini”. Un Maestro di stile, di umiltà, di assoluta dedizione verso la Musica. Lo voglio omaggiare con due autori preziosi a lui molto cari: Gioachino Rossini – di cui negli anni Sessanta fu tra i primi a riscoprire ed eseguire i Peccati di vecchiaia – ed Erik Satie, di cui nel 2025 ricorre il centenario della morte. Fu proprio Satie a dargli la fama internazionale con l’incisione dell’integrale pianistica mai effettuata precedentemente. I due compositori sono legati dalla stessa vena sottile di ironia, leggerezza e divertissement musicale. Un evidente fil rouge unisce i Péchés de vieillesse rossiniani all’umorismo algido e pre-surrealista di Satie.
Diplomato con lode presso il Conservatorio di Perugia, Marco Scolastra si è perfezionato con A. Ciccolini, E. Pastorino e presso l’Accademia Chigiana di Siena.
Ha suonato per: Accademia Filarmonica Romana, IUC, Teatro Regio/Parma, LaVerdi, Festival dei Due Mondi/Spoleto, Teatro La Fenice/Venezia, Teatro di San Carlo/Napoli, Concerti del Quirinale, Conservatorio “Čajkovskij”/Mosca, Tonhalle/Zurigo, Musikverein/Vienna, Carnegie Hall/New York, Bechstein Hall/Londra, Esplanade/Singapore.
Come solista, è stato diretto da Y. Bashmet, C. Boccadoro, R. Gandolfi, H. Griffits, R. Hickox, L. Piovano, L. Shambadal. Alcuni preziosi compagni di viaggio sono stati e sono: S. Bergamasco, S. Brusco, S. Cappelletto, A. Carbonare, R. Kabaivanska, D. Mazzucato, M. Milhofer, E. Pandolfi, Kodály Quartet, L. Poli, J. Radziwilowicz, C. Siem, P. Villoresi.
Da sempre appassionato della musica del Novecento e dei nostri giorni, ha eseguito molti lavori in prima esecuzione assoluta o in prima italiana, alcuni dei quali a lui dedicati: Concerto per due pianoforti e percussioni di Darius Milhaud (2004); Concerto della demenza di Vieri Tosatti (Spoleto Festival 2005); Dance Variations per due pianoforti e orchestra di Morton Gould (2005); Tirol Concerto di Philipp Glass (2017); Aria da concerto di Silvia Colasanti (2019); Quattro canti popolari ciociari di Marcello Panni (2020); Il tempo non esiste di Lucio Gregoretti (2023); Rapsodia di Giovanni Guaccero (2023); Verdi contro Wagner (2013) e Tutte le notti, tutte le notti mi svegliavo di Matteo D’Amico (2024).
Ha registrato per Phoenix Classics, Stradivarius, Brilliant Classics, Decca, Urania Records, Rai5. L’ultimo CD - dedicato ai lieder di Britten e Sostakovic su testi di Michelangelo - ha ricevuto la nomination della Deutschen Schallplatten Kritik.
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