mercoledì 4 novembre 2026

IUC: 7 NOVEMBRE - Quintetto d'eccezione con ALEXANDER LONQUICH, ILYA GRINGOLTS, ENRICO BRONZI, TOMMASO LONQUICH e IRENA KAVČIČ

 


Istituzione Universitaria dei Concerti
I CONCERTI DELL’AULA MAGNA
82ª Stagione 2026 | 2027
Sabato 7 novembre 2026 ore 17.30 | Aula Magna Sapienza Università di Roma

ALEXANDER LONQUICH pianoforte
ILYA GRINGOLTS violino 
ENRICO BRONZI violoncello 
TOMMASO LONQUICH clarinetto 
IRENA KAVČIČ flauto

Franz Schubert (1797-1828)
Introduzione e variazioni per flauto e pianoforte op. 160 D 802
Johannes Brahms (1833-1897)
Trio in la minore per clarinetto, violoncello e pianoforte op. 114
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
Sonata n. 27 in sol maggiore per violino e pianoforte K 379
Arnold Schönberg (1874-1951) / Anton Webern (1883-1945)
Kammersymphonie n. 1 op. 9

Il 7 novembre torna alla IUC il pianista tedesco Alexander Lonquich, questa volta in formazione cameristica d’eccezione insieme a grandi solisti della scena internazionale, il violinista Ilya Gringolts richiestissimo solista nel grande repertorio orchestrale e dedicatario di opere contemporanee, il violoncellista Enrico Bronzi, fondatore del Trio di Parma e professore al Mozarteum di Salisburgo, il clarinettista Tommaso Lonquich, oltre che musicista virtuoso, psicanalista e pedagogista, e la flautista Irena Kavčič, primo flauto dell’Orchestra della Radio Slovena.
Il programma si sviluppa dal duo al quintetto attraverso cinque strumenti: dall’equilibrio classico di Mozart al classicismo di Schubert, dall’intimismo di Brahms fino alla modernità della Kammersymphonie op. 9 di Schönberg nella trascrizione di Webern.


Alexander Lonquich
 (foto di Giulia Sirolli) è nato a Treviri, in Germania. Nel 1977 ha vinto il Primo Premio al Concorso Casagrande: da allora ha tenuto concerti in tutti i principali centri musicali del mondo. Ha collaborato con direttori d'orchestra del calibro di Claudio Abbado, Kurt Sanderling, Ton Koopman, Emmanuel Krivine, Heinz Holliger, Philippe Herreweghe, Marc Minkowski, Sandor Vègh e molti altri. Alexander Lonquich collabora anche con rinomati partner di musica da camera, tra cui Christian Tetzlaff, Nicolas Altstaedt, Vilde Frang, Barnabás Kelemen, Joshua Bell, Heinrich Schiff, Steven Isserlis, Isabelle Faust, Carolin Widmann, Jörg Widmann, Heinz Holliger e Frank Peter Zimmerman, per citare alcuni. Alexander Lonquich ha ricevuto numerosi premi dalla critica italiana e internazionale, tra cui il ‘Diapason d’Or’ e il ‘Premio Abbiati’ come ‘miglior solista’ nel 2016. Nel ruolo di direttore/solista ha collaborato con l'Orchestra da Camera di Mantova, la Mahler Chamber Orchestra, l'Orchestre des Champs Elysées, la Stuttgarter Kammerorchester, la Münchener Kammerorchester, la Camerata Salzburg, la Filarmonica della Scala, la Tapiola Sinfonietta, l'Orchestra Sinfonica Nazionale RAI, l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Royal Philharmonic Orchestra, la Deutsche Kammerphilharmonie e molti altri. Alexander Lonquich è ospite abituale di festival di fama internazionale, tra cui Lockenhaus, Mozartwoche di Salisburgo, Salzburger Festspiele, Beethovenfest Bonn, Ludwigsburger Schlossfestspielen, Schubertiade e Sommerliche Musiktage Hitzacker in Germania. La sua registrazione del 2018, un doppio CD per l’etichetta Alpha-Outhere intitolato ‘Schubert 1828’ e contenente le Sonate D958, D959 e D960, ha ottenuto un ampio successo di pubblico e critica e, nel febbraio 2019, ha ricevuto il prestigioso “Preis der deutschen Schallplattenkritik”. Nel 2020 è stato pubblicato un doppio CD in collaborazione con Nicolas Altstaedt, contenente l’intero ciclo delle Sonate e le Variazioni per violoncello e pianoforte di Beethoven (Alpha Classics). Dal 2014 Alexander Lonquich è Direttore Principale dell’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza, contribuendo alla formazione di giovani musicisti e all’ampliamento del repertorio dell’ensemble.  Da luglio 2020 è anche Direttore Artistico della Fondazione Scuola di Musica di Fiesole.


Ilya Gringolts
 (foto di Kaupo Kikkas) cattura il pubblico grazie al suo virtuosismo e alle sue sofisticate interpretazioni, ed è sempre alla ricerca di nuove sfide musicali. Richiestissimo come solista, si dedica sia al grande repertorio orchestrale sia a opere contemporanee più particolari. Ha inoltre un grande interesse per la prassi esecutiva filologica. I suoi programmi da concerto includono il virtuoso repertorio barocco di Leclair e Locatelli, ma anche opere solistiche e per orchestra di Paganini e il Concerto per violino di Mendelssohn su strumenti storici. Molti compositori hanno scritto nuove opere per lui, tra cui recentemente Chaya Czernowin, Lotta Wennäkoski, Mirela Ivicevic, Augusta Read Thomas, Beat Furrer e Bernhard Lang. 
Dopo le recenti collaborazioni con orchestre del calibro della Filarmonica di Oslo, l'Orchestra Sinfonica Nazionale Ungherese,  la Rotterdam Philharmonic, la BBC Symphony Orchestra, l'Orchestra Sinfonica di San Paolo e l'Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala, la stagione 2025/26 di Ilya Gringolts include esibizioni con l'Orchestre Philharmonique du Luxembourg, la WDR Sinfonieorchester Koeln, la Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, la Yomiuri Nippon Symphony Orchestra , la Düsseldorfer Symphoniker. Durante la stagione 2025/26 Ilya Gringolts sarà “Artista in residenza” presso l'Orchestra di Padova e del Veneto; con la Australian Chamber Orchestra, partner musicale di lunga data intraprenderà una lunga tournée, questa volta con un programma su strumenti storici che include sia composizioni di Vivaldi, Geminiani e Tartini, sia opere di compositori contemporanei come Gubaidulina e Weinberg.
Ilya Gringolts si è esibito con rinomate orchestre quali la Los Angeles Philharmonic, la NHK Symphony Orchestra, l’Orchestra Filarmonica di Israele, la Royal Stockholm Philharmonic, la Finnish Radio Symphony Orchestra, la City of Birmingham Symphony Orchestra e la Mahler Chamber Orchestra. 
Primo violino del Quartetto Gringolts, Ilya Gringolts ha riscosso grande successo al Festival di Salisburgo, al Festival di Lucerna, al Festival di Edimburgo, al Concertgebouw di Amsterdam, alla Philharmonie di Lussemburgo, alla Elbphilharmonie di Amburgo e al Teatro La Fenice di Venezia. Musicista da camera molto apprezzato, collabora regolarmente con artisti del calibro di Nicolas Altstaedt, Alexander Lonquich, Peter Laul, Aleksandar Madzar, Christian Poltera, Lawrence Power.
Nel 1998 ha vinto il prestigioso Concorso violinistico internazionale ‘Premio Paganini’, ed è tutt’ora il più giovane vincitore nella storia della manifestazione. All'inizio della sua carriera è stato anche nominato BBC New Generation Artist. Oltre alla posizione di professore presso l'Università delle Arti di Zurigo, Ilya Gringolts è stato nominato membro della rinomata Accademia Chigiana di Siena nel 2021. È inoltre consulente artistico del Festival Mizmorim in Svizzera. Ilya Gringolts suona un violino Stradivari (1718, “Ex-prové”).


Violoncellista e direttore d’orchestra, Enrico Bronzi è nato a Parma nel 1973. Nel 1990 ha fondato il Trio di Parma, con il quale ha suonato nelle più importanti sale da concerto d’Europa, USA, Sud America ed Australia (Carnegie Hall e Lincoln Center di New York, Filarmonica di Berlino, Konzerthaus di Vienna, Mozarteum di Salisburgo, Filarmonica di Colonia, Herkulessaal di Monaco, Filarmonica di San Pietroburgo, Wigmore Hall e Queen Elizabeth Hall di Londra e Teatro Colon di Buenos Aires). Con tale formazione si è contraddistinto nei Concorsi internazionali di Firenze, Melbourne, Lione e Monaco di Baviera, ricevendo peraltro il Premio Abbiati della critica musicale italiana. 
Dal 2001 ha iniziato un’intensa attività solistica, in seguito alle affermazioni al Concorso Rostropovich di Parigi e alla vittoria nella Paulo Cello Competition di Helsinki, dove ha ricevuto anche il Premio per la migliore esecuzione del Concerto di Dvorák con la Filarmonica di Helsinki. 
Si esibisce regolarmente per numerosi festival, tra cui: Lucerna, Kronberg, Schubertiade Schwarzenberg, Melbourne, Turku, Naantali, Stresa, Ravenna e Lockenhaus. La sua attività l’ha portato a collaborare con artisti del calibro di Martha Argerich, Alexander Lonquich, Gidon Kremer, Angela Hewitt, Wolfram Christ, Joshua Bell, Stefan Milenkovich e complessi quali il Quartetto Hagen, la Kremerata Baltica e il Giardino Armonico. Suona e ha suonato come solista sotto la guida di Claudio Abbado, Christoph Eschenbach, Paavo Berglund, Frans Brüggen, Krzysztof Penderecki, Tan Dun e Reinhard Goebel. 
Ha seguito le lezioni di direzione d’orchestra di Jorma Panula ed è ospite di numerosi complessi, tra cui l’Orchestra Mozart (su invito di Claudio Abbado), la Camerata Salzburg, la Kremerata Baltica, la Tapiola Sinfonietta, l’Orchestra della Toscana, l’Orchestra Filarmonica del Teatro La Fenice, l’Orchestra da Camera di Mantova, l’Orchestra Haydn, l’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza, l’Orchestra di Padova e del Veneto, i Virtuosi Italiani, la Filarmonica Marchigiana, la Sinfonica della Val d’Aosta e la Sinfonica Abruzzese. 
Dal 2007 è professore all’Universität Mozarteum di Salisburgo.  Enrico Bronzi suona un violoncello Vincenzo Panormo del 1775. 


Irena Kavčič
 (foto di Andrej Grilc) è primo flauto dell’Orchestra della Radio Slovena. Si esibisce come solista e come primo flauto con varie orchestre europee, tra le quali l'Orchestra da Camera di Mantova, l´Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l'Orchestra Leonore, Spira Mirabilis e l'Orchestra del Teatro Olimpico, la Haydn-Philharmonie in Austria, la Aarhus Symphony e la Aalborg Symphony in Danimarca, l'Orchestra da Camera Sony in Spagna, l'Orchestra dell’Ulster nel Regno Unito, e l'Orchestra Filarmonica Slovena. 
Irena Kavčič si è esibita in sale prestigiose, tra le quali il Teatro alla Scala di Milano, il Musikverein di Vienna, l'Auditorio Nacional di Madrid, il Palau de la Musica di Valencia, ed é ospite regolare di importanti festival internazionali quali il Festival di Musica da Camera di Lockenhaus in Austria, l’Encuentro de Musica de Santander in Spagna e i festival Trame Sonore a Mantova e Dino Ciani a Cortina d'Ampezzo.
Dal 2026 Irena Kavčič è membro del rinomato quintetto di fiati Azahar Ensemble. Nel campo della musica da camera ha collaborato con artisti del calibro di Alexander Lonquich, Pekka Kuusisto, Umberto Clerici, Ilya Gringolts, Tommaso Lonquich, Knut Erik Sundquist, Nils Monkemeyer, Anneleen Lenaerts, Claudio Martinez Mehner, Enrico Bronzi ed il Quarteto Zaïde. 
Irena Kavčič, diplomata presso l’Accademia di Musica di Lubiana nella classe di Karolina Šantl-Zupan, ha proseguito gli studi di perfezionamento presso l’Escuela Superior de Música Reina Sofía con Jacques Zoon.
Irena Kavčič attualmente insegna presso l’Accademia di Musica di Lubiana, dove collabora come assistente nella classe di flauto di Karolina Šantl-Zupan.


Musicista, psicanalista e pedagogista, Tommaso Lonquich (foto di Andrej Grilc) è stato acclamato dalla critica come un "clarinettista formidabile" e lodato per la sua "passione, il suono sontuoso, la finezza magica e il virtuosismo abbagliante". È artista della Chamber Music Society del Lincoln Center di New York e ha ricoperto il ruolo di primo clarinetto nell'Ensemble MidtVest, in Danimarca, per tredici anni.
Tommaso Lonquich si è esibito su palcoscenici prestigiosi di cinque continenti presso la Carnegie Hall di New York, la Wigmore Hall di Londra, l’Alice Tully Hall del Lincoln Center di New York, la Suntory Hall di Tokyo, la Salle Pleyel di Parigi, e in importanti festival a Lockenhaus, Oxford, Mecklenburg, Pacific, La Jolla e Bridgehampton. Tommaso Lonquich ha collaborato con Christian Tetzlaff, Ilya Gringolts, Pekka Kuusisto, David Finckel, Wu Han, Nicolas Altstaedt, Ani e Ida Kavafian, Maximilian Hornung, Anneleen Lenaerts, Yura Lee, Gilles Vonsattel, Juho Pohjonen e Radovan Vlatkovic, nonché con i quartetti d'archi Danish, Vertavo, Van Kuijk, Noûs, Indaco e Zaïde.
In Danimarca, Tommaso Lonquich è fondatore e direttore artistico dello Schackenborg Musikfest, uno dei festival più prestigiosi della Scandinavia. In precedenza, è stato direttore artistico del KantorAtelier, un vivace spazio culturale fiorentino dedicato a musica, teatro, arte e psicoanalisi. Particolarmente attivo nel campo dell'improvvisazione, ha tenuto workshop alla Juilliard School e ha collaborato con importanti artisti visivi, ballerini e compagnie teatrali.
Tommaso Lonquich si esibisce regolarmente come solista con orchestre quali la Haydn Philharmonie, l’Orchestra Leonore, l'Orchestra da Camera di Mantova e l'Orchestra della Radio Slovena, collaborando con direttori d'orchestra del calibro di Zubin Mehta, Vladimir Ashkenazy, Fabio Luisi, Adam Fischer, Enrico Onofri e Leonard Slatkin.
Tommaso Lonquich ha pubblicato venticinque CD con le etichette CPO, Music@Menlo, NovAntiqua e Brilliant.  Le sue registrazioni sono state candidate al Gramophone Award e al Preis der Deutschen Schallplattenkritik.
Parallelamente alla carriera artistica, Tommaso Lonquich esercita la professione di psicanalista presso il Centro Internazionale di Psicoanalisi Lacaniana, da lui fondato a Lubiana. È docente di Teoria e Clinica di Psicoanalisi Lacaniana e membro del Comitato Scientifico dell'OMANUT di Roma.
Tommaso Lonquich è un artista Gleichweit, Seggelke, ZAC Ligature e Buffet Crampon e suona clarinetti storici di Soren Green e Seggelke. 


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