sabato 31 ottobre 2026

DONIZETTI OPERA 2026: TRE RARITÀ DONIZETTIANE E UNA CITTÀ IN FESTA NEL NOME DI GIANANDREA GAVAZZENI

 

Mancano ormai solo due settimane all’apertura del Donizetti Opera 2026, dodicesima edizione del festival internazionale dedicato a Gaetano Donizetti e seconda firmata da Riccardo Frizza nel doppio ruolo di direttore artistico e musicale. Dal 13 al 29 novembre, giorno del dies natalis del compositore, i teatri della “Città di Gaetano Donizetti” accoglieranno tre titoli rari o mai ascoltati nella loro forma originale, in un’edizione dedicata alla memoria di Gianandrea Gavazzeni nel trentennale della scomparsa, direttore d’orchestra bergamasco a cui si deve l’impulso decisivo alla riscoperta del catalogo donizettiano.
Il festival è organizzato dalla Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo presieduta da Giorgio Berta con la direzione generale di Massimo Boffelli, con il sostegno del Comune di Bergamo, ed è realizzato grazie al supporto di Allianz (Main Partner della Fondazione Teatro Donizetti), Intesa Sanpaolo, SIAD, ATB Mobilità, A2A, Camera di Commercio di Bergamo, Sacbo, Uniacque, Fondazione Cariplo e di un numero crescente di imprese partner e realtà aderenti al progetto Ambasciatori di Donizetti, che sostengono il festival tramite Art Bonus.
«Il Donizetti Opera 2026 – afferma Riccardo Frizza – nasce nel segno della memoria e, insieme, guarda lontano. Abbiamo voluto dedicarlo a Gianandrea Gavazzeni perché senza la sua visione e il suo rigore probabilmente non sarebbe esistita la “Donizetti Renaissance” e, con essa, questo festival. Quest’anno il nostro pensiero va anche ad Antonino Fogliani, amico e collega che avrebbe dovuto inaugurare il festival e al quale dedichiamo la Prima dell’Esule di Roma: ringrazio Fabrizio Maria Carminati, bergamasco e profondo conoscitore del belcanto, per aver raccolto questo testimone con grande sensibilità. Il cartellone conferma la vocazione internazionale del Donizetti Opera, con numerosi debutti – da Katharina Thoma a Sergey Romanovsky, da Luca Pisaroni a Mira Alkhovik, per la prima volta in Italia – e il ritorno di artisti amati dal nostro pubblico come Paolo Bordogna, Roberto de Candia e Dave Monaco. Speciale anche la partecipazione di Nicole Car al Gala Gianandrea Gavazzeni. Rimane centrale l’impegno verso le nuove generazioni attraverso la Bottega Donizetti, i cui allievi saranno protagonisti sia in palcoscenico sia nei concerti domenicali realizzati con Opera Rara, con cui prosegue il percorso per eseguire dal vivo l’integrale delle romanze donizettiane. Infine, il Donizetti OFF porta il festival in vari luoghi della città e quest’anno rafforza il suo impegno verso nuovi pubblici grazie al progetto dedicato all’accessibilità, perché l’opera di Donizetti sia davvero un patrimonio di tutti».
Il Donizetti Opera 2026 propone, quindi, per tre fine settimana consecutivi tre nuovi allestimenti: al Teatro Donizetti vanno in scena L’esule di Roma, melodramma eroico composto per il San Carlo di Napoli nel 1828 (venerdì 13, sabato 21 e domenica 29 novembre; anteprima under 30 martedì 10 novembre), e Le convenienze ed inconvenienze teatrali, nella versione presentata al Teatro del Fondo nel 1831 (domenica 15, venerdì 20 e sabato 28 novembre: anteprima under 30 giovedì 12 novembre); al Teatro Sociale, in Città Alta, è proposto Alahor in Granata, per la prima volta in tempi moderni così come Donizetti lo concepì nel 1826 (sabato 14, domenica 22 e venerdì 27 novembre; anteprima under 30 mercoledì 11 novembre).
Anche per questa edizione la ricerca filologica sui titoli in cartellone è stata accompagnata dal Centro Studi della Fondazione Teatro Donizetti diretto da Paolo Fabbri, che ha contribuito a individuare le edizioni critiche delle partiture, pubblicate da Casa Ricordi e dalla stessa Fondazione bergamasca.
I tre titoli in cartellone appartengono a una stessa stagione creativa, quella compresa fra il 1826 e il 1831, quando Donizetti lavorava stabilmente per i teatri del Regno delle Due Sicilie, dal Carolino di Palermo alle sale napoletane del San Carlo, del Fondo e del Nuovo. È il periodo che precede e accompagna la svolta di Anna Bolena, andata in scena a Milano alla fine del 1830, e che a lungo è stato considerato una fase di apprendistato all’ombra di Rossini: proprio opere come L’esule di Roma, ricorda Roger Parker nel volume dei Quaderni della Fondazione dedicato al titolo, rivelano invece un compositore già pronto a sperimentare. Riunirle nello stesso festival permette così di osservare il giovane Donizetti al lavoro su registri molto diversi, dal melodramma eroico per il massimo teatro napoletano all’opera scritta per Palermo, fino alla satira irresistibile del mondo teatrale.
Si confermano protagoniste del festival le compagini degli ultimi anni: l’Orchestra Donizetti Opera, impegnata nei due titoli al Teatro Donizetti, l’Orchestra Gli Originali – formazione che adotta strumenti d’epoca – al Teatro Sociale e il Coro dell’Accademia Teatro alla Scala diretto da Salvo Sgrò in tutte le produzioni.
L’esule di Roma

Il sipario del festival si alza venerdì 13 novembre alle ore 20.00 al Teatro Donizetti con L’esule di Roma, melodramma eroico in due atti su libretto di Domenico Gilardoni, che Donizetti scrisse per il Teatro di San Carlo di Napoli, dove l’opera debuttò il 1° gennaio 1828. Un lavoro della giovinezza napoletana del compositore in cui già si avverte una spiccata cifra sperimentale e che a Bergamo viene presentato nell’edizione critica curata da Roger Parker e Ian Schofield per Casa Ricordi, con la collaborazione e il contributo della Fondazione Teatro Donizetti.
Siamo nella Roma imperiale di Tiberio. Il generale Publio rientra vittorioso dalla campagna contro i Sarmati e tutti si aspettano che sposi Argelia, figlia del potente senatore Murena; ma il cuore della giovane appartiene a Settimio, tribuno della plebe esiliato a seguito di una congiura ordita proprio dal padre di lei. Tra condanne, colpi di scena e un leone del circo che risparmia l’uomo che un tempo lo aveva curato, il rimorso di Murena e la nobiltà d’animo di Publio conducono la vicenda a un lieto fine che restituisce giustizia a tutti.
Alla guida dell’Orchestra Donizetti Opera e del Coro dell’Accademia Teatro alla Scala salirà Fabrizio Maria Carminati, bergamasco, interprete di riferimento del belcanto e già direttore artistico del Teatro Donizetti dal 2000 al 2004, che ritorna così nella sua città dopo oltre vent’anni. A lui il festival ha affidato il podio dopo la scomparsa, la scorsa estate, di Antonino Fogliani, al quale Carminati era legato da una lunga amicizia nata proprio sul palcoscenico del Donizetti: alla memoria del Maestro è dedicata la recita inaugurale: «Porterò sul podio tutta l’amicizia e la stima che nutro per Antonino – ha dichiarato Carminati – e il mio intento principale sarà trasformare la tristezza che provoca la chiusura di questo cerchio in una grande attestazione di affetto nei suoi confronti».
Il nuovo allestimento porta la firma della regista tedesca Katharina Thoma (nella foto a sinistra), al suo debutto al festival e in Italia, che ha lavorato fra gli altri al Glyndebourne Festival, alla Royal Opera House di Londra e alla Royal Opera di Stoccolma e guida il dipartimento di arte scenica della Hochschule für Musik di Würzburg. Thoma cura anche la drammaturgia dello spettacolo, che si avvale delle scene di Devin McDonough, dei costumi di Irina Bartels, delle luci di Fiammetta Baldiserri e dei video di Luca Scarzella.
Nel ruolo di Argelia il soprano Lidia Fridman, accanto al Settimio del tenore Sergey Romanovsky e al Murena del basso-baritono Luca Pisaroni, per la prima volta a Bergamo. Publio sarà Marcelo Solís, allievo della Bottega Donizetti, mentre Vittoria Vimercati vestirà i panni di Leontina e Matteo Mollica interpreterà Lucio e Fulvio.
L’esule di Roma inaugura venerdì 13 novembre alle ore 20.00 e replica sabato 21 novembre alle ore 20.00 e domenica 29 novembre alle ore 15.30 (anteprima under 30 martedì 10 novembre alle ore 17.00).
Alahor in Granata

Vera e propria riscoperta, al Teatro Sociale debutta sabato 14 novembre alle ore 20.00 Alahor in Granata, titolo del progetto #donizetti200 con cui il festival porta in scena un titolo donizettiano a due secoli dal debutto. Il melodramma in due atti su libretto di M. A. fu infatti composto da Donizetti esattamente duecento anni fa per il Teatro Carolino di Palermo, dove andò in scena il 7 gennaio 1826. L’opera è presentata nella nuova edizione critica curata da Edoardo Cavalli per la Fondazione Teatro Donizetti, resa possibile dall’identificazione della partitura autografa presso la biblioteca del Conservatorio “A. Scarlatti” di Palermo nel 2023. Le riprese di Siviglia (1998) e di Palermo (1999) si basavano su una versione successiva, quella del 1830: a Bergamo il pubblico ascolterà per la prima volta in tempi moderni l’opera così come Donizetti la scrisse.
«Gaetano Donizetti trascorse un lungo periodo di lavoro a Palermo, al Teatro Carolino, dall’aprile 1825 al febbraio 1826 – ricorda Paolo Fabbri, direttore scientifico del Centro Studi Donizettiani. La scoperta di Cavalli ha permesso di avere una partitura pienamente attendibile di quanto Donizetti scrisse nel 1826 e, a distanza di pochi anni, siamo già in grado di proporre al pubblico il risultato della ricerca scientifica portata avanti dal Centro Studi Donizettiani».
La vicenda si svolge nella Granata del tardo Quattrocento, ultimo regno arabo della penisola iberica, dilaniato dalla rivalità tra Zegri e Abenceraghi. Sul trono siede il saggio Muley-Hassem, che ama, ricambiato, Zobeida, figlia del re ucciso anni prima dalla fazione rivale. Contro di lui tramano Alamar, capo degli Zegri, e Alahor, fratello di Zobeida, tornato in incognito per vendicare il padre: ma di fronte alla magnanimità del sovrano l’odio cede il passo al perdono.
Sul podio dell’Orchestra Gli Originali, per la prima volta alla sua guida, sale Chiara Cattani (nella foto a sinistra), specialista del repertorio su strumenti storici e direttrice musicale dell’Accademia Montis Regalis, che per questa produzione ha scelto un diapason a 430 Hertz, per avvicinarsi il più possibile alle consuetudini esecutive dell’epoca. La regia è di Benedetto Sicca Papa, anch’egli al debutto al festival, con le scene di Luigi Ferrigno, i costumi di Marco Piemontese, le luci di Marco Giusti e le coreografie di Leonardo Castellani.
Nei ruoli principali il mezzosoprano Laura Verrecchia (Muley-Hassem), il soprano Mira Alkhovik (Zobeida), al suo debutto in Italia, il baritono Roberto de Candia (Alahor) e il tenore Dave Monaco (Alamar), con Enrico Basso (Ismaele) e il soprano Cristina De Carolis (Sulima), talento della Bottega Donizetti 2025. In scena il Coro dell’Accademia Teatro alla Scala.
Alahor in Granata va in scena sabato 14 novembre alle ore 20.00, con repliche domenica 22 novembre alle ore 15.30 e venerdì 27 novembre alle ore 20.00 (anteprima under 30, mercoledì 11 novembre alle ore 17.00).
Grazie al sostegno di ATB, presentando l’abbonamento o il biglietto agli spettacoli al Teatro Sociale si avrà accesso gratuito ai mezzi pubblici urbani ATB (funicolare compresa) da e per Città Alta nei giorni di spettacolo. È disponibile, inoltre, una navetta in partenza da via Camozzi al costo di 1,00 euro, acquistabile presso la Biglietteria del Teatro Donizetti.
Le convenienze ed inconvenienze teatrali

Completa il cartellone il dramma giocoso Le convenienze ed inconvenienze teatrali, al Teatro Donizetti domenica 15 novembre alle ore 15.30. Nata nel 1827 come farsa in un atto per il Teatro Nuovo di Napoli, con dialoghi parlati e un ruolo in dialetto, l’opera su libretto di Domenico Gilardoni fu rivista da Donizetti per consentirne la circolazione oltre i confini partenopei, con i recitativi cantati al posto del parlato: il festival la propone nella nuova versione andata in scena al Teatro del Fondo di Napoli il 26 settembre 1831, nell’edizione critica curata da Roger Parker e Anders Wiklund per Casa Ricordi.
In un piccolo teatro di provincia una compagnia d’opera si riunisce per provare il melodramma serio della stagione di fiera: il libretto è adattato da un poetastro locale, la musica è di un maestro ancor più provinciale e i cantanti, poco più che amatori, pretendono di essere trattati come divi. Ne nasce un turbine di battibecchi tra primedonne, ripicche e capricci, con mariti invadenti e madri impiccione a rendere tutto ancora più esplosivo: una satira irresistibile del mondo teatrale, che non ha perso nulla della sua attualità.
Alla guida dell’Orchestra Donizetti Opera, con Hana Lee al fortepiano, torna Alberto Zanardi, applaudito al festival nel 2024 con Zoraida di Granata. La regia è di Silvia Paoli (nella foto a sinistra), di nuovo al Donizetti Opera otto anni dopo Enrico di Borgogna, con le scene di Eleonora De Leo, i costumi di Ilaria Ariemme, le luci di Fiammetta Baldiserri e le coreografie di Alessandra Bareggi.
A vestire i panni en travesti di Mamma Agata, il ruolo più celebre e comico dell’opera, sarà Paolo Bordogna, beniamino del pubblico bergamasco, che in prova e in scena farà da mentore agli allievi e alle allieve della Bottega Donizetti 2026, coordinata da Giulio Zappa: Giacomo Nanni (Procolo), Giovanni Accardi (Biscroma Strappaviscere), Veronica Prando (Luigia), Camilla Carol Farias (Pippetto) e Giulio Iermini (Cesare Salzapariglia). Completano il cast il soprano Elene Gvritishvili (Daria), il tenore Filip Filipović (Guglielmo), Mattia Venni (Impresario) e Omar Cepparolli (Direttore del palcoscenico), insieme al Coro dell’Accademia Teatro alla Scala.
Le convenienze ed inconvenienze teatrali debutta domenica 15 novembre alle ore 15.30, con repliche venerdì 20 novembre alle ore 20.00 – recita resa accessibile con facilitazioni e servizi rivolti in particolar modo alle persone sorde nell’ambito del progetto Donizetti Opera Pass – Accessibilità – e sabato 28 novembre alle ore 20.00 (anteprima under 30, giovedì 12 novembre alle ore 17.00).


DONIZETTI OFF

Mostre, prove aperte, conversazioni, concerti, visite guidate, spettacoli partecipati e colazioni in teatro: anche nel 2026 il Donizetti Opera non si esaurisce sul palcoscenico, ma abbraccia l’intera città di Bergamo con il Donizetti OFF, un calendario di oltre trentacinque appuntamenti, in gran parte gratuiti, che ha preso il via il 15 ottobre con l’inaugurazione della mostra diffusa dedicata a Gianandrea Gavazzeni. Dopo questo avvio, il programma accompagna il pubblico fino al 29 novembre, coinvolgendo il Teatro Donizetti, il Teatro Sociale, la Biblioteca Civica Angelo Mai, il museo Bergamo 900, la Basilica di Santa Maria Maggiore e la Casa Natale del compositore.
Filo rosso dell’edizione è la mostra diffusa Gianandrea Gavazzeni experience. Uomo del Novecento, curata da Tania Cefis e Clelia Epis con la collaborazione di Luca Loglio e Alessio Francesco Palmieri-Marinoni, allestita fino al 29 novembre tra il Donizetti Studio, il Teatro Donizetti, la Biblioteca Civica Angelo Mai e Bergamo 900, con una sezione speciale dedicata alla ricostruzione dei costumi delle prime assolute dell’Esule di Roma e di Alahor in Granata realizzate dalla Fondazione Arte della Seta Lisio di Firenze. Alla mostra si affiancano le visite guidate Scritti, lettere, fogli di musica e autografi del Maestro alla Biblioteca Angelo Mai (sabato 31 ottobre e venerdì 27 novembre) e Ritorno al ’900. Qualcosa è cambiato al museo Bergamo 900 (sabato 21 novembre).
L’omaggio culmina giovedì 19 novembre alle ore 20.30 al Teatro Donizetti con il Gala Gianandrea Gavazzeni. Il concerto, diretto da Riccardo Frizza, rende omaggio al Maestro con un ricco programma di sinfonie, arie e duetti tratti dai melodrammi che il direttore d’orchestra bergamasco ha frequentato nella sua lunga carriera. Si va da Rossini a Bellini, da Verdi fino a Cilea, Mascagni e Puccini. Immancabili le pagine donizettiane da Anna Bolena, La favorite e Lucrezia Borgia. A interpretarli i protagonisti dell’edizione 2026 del Donizetti Opera, il soprano Lidia Fridman, i tenori Filip Filipović e Dave Monaco e il baritono Roberto de Candia, con la partecipazione straordinaria del soprano Nicole Car. Sul palco l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala e la giovanissima clarinettista Teresa Fumagalli, vincitrice della borsa di studio “Victor de Sabata” conferita nell’ambito della rassegna A Gianandrea Gavazzeni. La musica, il gesto, la memoria. 1996-2026, che eseguirà la Fantasia su Rigoletto di Luigi Bassi.
Prosegue la serie Opera Unplugged, che dopo l’introduzione dei musicologi del Centro Studi Donizettiani apre le prove al pubblico e lo fa incontrare con i registi: sabato 31 ottobre è la volta di Alahor in Granata, con Livio Aragona, Edoardo Cavalli e Benedetto Sicca Papa, e domenica 8 novembre di L’esule di Roma, con Candida Mantica e Katharina Thoma. Le sei conversazioni di Opera Stories (giovedì 19, venerdì 20, sabato 21, giovedì 26, venerdì 27 e sabato 28 novembre) spaziano invece dal ricordo di Gavazzeni, attraverso filmati d’archivio, a Ennio Morricone e Boris Porena, dalle congiure della Roma di Tiberio alla musica sperimentale, fino al secondo volume dell’Epistolario donizettiano e alla figura di Donizetti direttore della musica.
Le domeniche del festival (15, 22 e 29 novembre) tornano The Donizetti Brunch: Donizetti Songs, i concerti matinée nel Ridotto Gavazzeni, realizzati in collaborazione con Opera Rara, in cui gli allievi e gli ex allievi della Bottega Donizetti, accompagnati al pianoforte da Giulio Zappa, presentano romanze donizettiane, anche inedite, prima del brunch nella panoramica Sala Eventi Allianz.
Ai giovani sono dedicati Virgin Opera Club (sabato 7 novembre), esperienza pensata per Gen Z e Millennial (dai 19 ai 40 anni circa) che si avvicinano all’opera per la prima volta, e le Anteprime Under30 dei tre titoli in cartellone (martedì 10 novembre L’esule di Roma, mercoledì 11 novembre Alahor in Granata e giovedì 12 novembre Le convenienze ed inconvenienze teatrali, tutte alle ore 17.00).
Per bambini e famiglie, ogni sabato pomeriggio del festival appuntamento con il cartellone Opera Family formato dalla visita interattiva Qui Maestro Gavazzeni (14 novembre), dallo spettacolo partecipato per i più piccoli Bacchette Magiche (21 novembre) e dalla nuova opera partecipata e accessibile Tornado Agata. Convenienze ed inconvenienze di una mamma all’opera (28 novembre). Per le domeniche del 15 e del 22 novembre tornano le esperienze laboratoriali e creative A colazione con Gaetano: musica, latte e fantasia! ospitati per questa edizione nelle sale storiche del Teatro Donizetti.
Grande novità di questa edizione è il percorso Donizetti Opera Pass – Accessibilità, realizzato con il supporto di Associazione Fedora. Il progetto prevede l’organizzazione di diverse attività di avvicinamento al teatro e alla musica dell’opera rivolte a tutte e tutti, con alcuni accorgimenti che favoriscono in particolare la partecipazione di persone sorde di tutte le età: dopo il laboratorio vibro-acustico Il corpo della musica del 24 ottobre scorso, il percorso prosegue venerdì 20 novembre con l’incontro introduttivo e la recita accessibile di Le convenienze ed inconvenienze teatrali, con servizi di interpretariato LIS, gilet vibranti, ListenWiFi e sopratitoli in italiano e in inglese, e sabato 28 novembre con un laboratorio per bambini e ragazzi e lo spettacolo accessibile Tornado Agata.
Il festival guarda, inoltre, al mondo dell’impresa con la serata Le convenienze e inconvenienze aziendali (mercoledì 25 novembre), organizzata in collaborazione con Confindustria Bergamo e Federmanager Bergamo, in cui l’incontro con l’imprenditore, umanista e scrittore Niccolò Branca precede lo spettacolo partecipato Guasta Diva. Come distruggere un’opera. Infine, domenica 29 novembre il Dies Natalis di Gaetano Donizetti viene celebrato nella Basilica di Santa Maria Maggiore con la prima esecuzione in tempi moderni del Dixit, composizione autografa inedita per tre voci maschili a cappella, e con l’apertura della Casa Natale del compositore.



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